<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432</id><updated>2012-02-24T12:14:25.841+01:00</updated><category term='fumetti'/><category term='looney tunes'/><category term='dizionario'/><category term='hentai'/><category term='rules'/><category term='comunicazioni'/><category term='disney'/><category term='manga'/><category term='sigle'/><category term='dylan dog'/><category term='cosplay'/><category term='graphic novel'/><category term='anime'/><category term='giappone'/><category term='film'/><category term='cartoon network'/><category term='bonelli'/><title type='text'>Imago Altrove</title><subtitle type='html'>Un blog dedicato ai fumetti, manga, anime, lungometraggi e ai cartoni animati in genere. Tutto quello che bisogna sapere, tutto quello che si vuole scrivere. Aperto a tutti gli appassionati.
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Di certo quasi tutte le storie possibilmente immaginabili sono state raccontate sul grande schermo (se si parla di linee portanti della narrazione), quindi la definizione di apertura ("post e ante Avatar") può riferirsi ad un solo aspetto: quello tecnico. La tecnologia con cui è stato realizzato "Avatar" è già un punto di partenza di tanti film del presente e lo sarà sempre più per quelli del futuro, così come lo sono stati la trilogia di "Il signore degli anelli" (2001) e "Jurassic Park" (1993). Se vi dicessimo che la novità è il 3d potreste obiettare che è già da tempo che arrivano film su grande schermo arricchiti da questo rinnovato formato. La ragione però è che, nonostante Cameron sia stato con "Avatar" il primo regista a lavorare sul nuovo 3d, mentre realizzava il suo film le scoperte tecniche sono state così frequenti e così qualitativamente alte, che ha preferito rimandarne l’uscita per renderlo visivamente più affascinante di quanto già non fosse. Dalla scrittura della sceneggiatura all’uscita di "Avatar" sono passati tredici anni e nel frattempo molte produzioni hanno utilizzato gli studi fatti dalla troupe di Cameron per realizzare film con meno pretese, ma sempre in 3d. Cameron è un ambizioso, quando vinse undici Oscar per "Titanic" (record sia di statuette che di incassi della storia del cinema) disse "Sono il re del mondo". Presuntuoso? Senza dubbio. Ma ben vengano i presuntuosi quando spingono più in là i limiti dell’arte. Cameron è stato uno dei primi registi, assieme a Peter Jackson e Robert Zemeckis, a lavorare sulla "performance capture" (la tecnica che cattura, attraverso dei sensori, le espressioni del viso di un attore e le riporta su di un personaggio virtuale, come Gollum o le figure di "Polar express" ad esempio) e il risultato è che oggi come oggi non ci sono più limiti ai movimenti della macchina da presa o alle azioni di un attore. Tutto è possibile, ogni scenografia è ricreabile e la si può indagare in lungo e in largo. Certo, servono i soldi, ma per Hollywood questo non è un problema, anche perché il lavoro da apripista fatto da Cameron abbasserà i costi futuri di chi vorrà investire in queste tecnologie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Avatar nasce da queste premesse e non solo. Così come lo spettatore è invitato a indossare gli occhialetti ed entrare in un nuovo tipo di cinema, così la storia raccontata ha al suo centro il viaggio di un uomo dentro un nuovo mondo d’immagini e colori. Il marine dell’esercito che comanda a distanza un "Avatar", ovvero un umanoide tale e quale alle figure che abitano il pianeta di Pandora, compie un analogo percorso a quello dello spettatore con le lenti davanti gli occhi. Insomma, Cameron non si limita a utilizzare la tecnologia, ma la racconta. Il bello è che allo stesso tempo la trama da lui narrata è più che mai vicina al mito del buon selvaggio: il progresso portato dagli umani è identificato con il male. I buoni sono invece i neo-indiani Na’-vi, creature in pace con quella natura da cui traggono forza e benessere. Spettacolo, dramma, avventura, patriottismo, fantascienza e fantasy: dentro "Avatar" c’è un po’ di tutto, persino un finale alla Shrek. Forse la lunghezza è eccessiva per un racconto che scopre ben presto le proprie carte, ma la capacità di Cameron di immaginare e ricreare non solo un intero mondo e le sue creature, merita qualche minuto in più anche di semplice osservazione. Ne paga l’aspetto emozionale della pellicola: si entra in Pandora, ma non nei suoi personaggi, almeno non fino in fondo. Non si può però pretendere tutto: per fortuna il cinema ha ancora margini per migliorare sé stesso e non è detto che debbano essere per forza in 3d.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La frase&lt;/strong&gt;: "Io ti vedo".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;br /&gt; Andrea D'Addio&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;  &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;pubblicata qui: &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;a href="http://filmup.leonardo.it/avatar.htm"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;http://filmup.leonardo.it/avatar.htm&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-4674907389424782177?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/4674907389424782177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2011/11/dfadfad.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/4674907389424782177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/4674907389424782177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2011/11/dfadfad.html' title='Avatar di James Cameron'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-2766272545709555673</id><published>2009-12-25T13:34:00.000+01:00</published><updated>2011-11-30T19:47:47.685+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunicazioni'/><title type='text'>Buon Natale 2009...</title><content type='html'>... a tutti gli amici di ImagoAltrove! &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://i218.photobucket.com/albums/cc102/utopia3585/2009_a_christmas_carol_005.jpg"&gt;&lt;img style="TEXT-ALIGN: center; MARGIN: 0px auto 10px; DISPLAY: block" alt="A Christmas Carol, by Robert Zemeckis" width="500" height="212" src="http://i218.photobucket.com/albums/cc102/utopia3585/2009_a_christmas_carol_005.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;br/&gt;Lo Staff di ImagoAltrove. &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-2766272545709555673?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/2766272545709555673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2009/12/buon-natale-2009.html#comment-form' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/2766272545709555673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/2766272545709555673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2009/12/buon-natale-2009.html' title='Buon Natale 2009...'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-7019279239117238903</id><published>2009-07-31T14:30:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T20:25:18.733+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giappone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anime'/><title type='text'>Saiyuki</title><content type='html'>In un epoca in  cui il caos regnava nel mondo, esisteva una terra in cui si era creata una coesistenza pacifica tra uomini e demoni, la culla di ogni civilt&amp;agrave; e fede: il Tōgenkyō.&lt;br/&gt;Questa stabilit&amp;agrave;, tuttavia, si &amp;egrave; improvvisamente interrotta: gli esperimenti proibiti per la resurrezione del grande yōkai&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt; Gyūmaō, che era stato sigillato con le fiamme 500 anni prima, hanno creato delle onde negative, un incidente che ha fatto s&amp;igrave; che gli yōkai di tutta la zona perdessero la loro coscienza.&lt;br/&gt;Quattro giovani uomini vengono scelti dagli Dei per viaggiare verso Ovest, scoprire l'origine di questo disastro e fermare gli esperimenti per far rivivere Gyūmaō, per la Salvezza e per la Pace nel mondo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;(...delle quali se ne infischiano altamente...)&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;img height="219" width="450" align="cssCenter" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="wanted" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Saiyuki/1.jpg" /&gt;Genjyō Sanzō&lt;/strong&gt;: trovato in un fiume da Kōmyō Sanzō, viene cresciuto dal monaco fino al giorno della morte dello stesso, causata dai demoni durante un attacco al tempio. L'allora giovane Kōryū gli succede nel ruolo di Sanzō Hoshi.  Arrogante, sboccato, permaloso, fumatore incallito, segue solo la sua strada e le sue idee. La carica buddista pi&amp;ugrave; alta, per un uomo che &amp;egrave; l'antitesi del monaco.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Son Gokū&lt;/strong&gt;: un essere eretico nato dalla Terra stessa che in un tempo molto lontano port&amp;ograve; scompiglio nel regno degli Dei, venendo rinchiuso per 500 anni su una montagna senza bere n&amp;egrave; mangiare n&amp;egrave; invecchiare. Non ricorda nulla di quegli avvenimenti, &amp;egrave; Sanzō a trovarlo e portarlo con s&amp;egrave;.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Sha Gojyō&lt;/strong&gt;: nato da una relazione extraconiugale di suo padre, un demone, con un'umana e cresciuto ma odiato dalla moglie di suo padre, ha nei suoi occhi e capelli rossi la testimonianza delle sue origini. Fuma come una ciminiera, gioca d'azzardo ed &amp;egrave; un gran donnaiolo.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Cho Hakkai&lt;/strong&gt;: divenuto un demone dopo averne uccisi mille per cercare di salvare la sua amata (senza riuscirci), &amp;egrave; la componente &amp;quot;posata&amp;quot; del gruppo. Gentile, educato (chiede scusa ai demoni prima di polverizzarli..) e premuroso, si occupa dei compagni in svariati modi: prepara da mangiare, pulisce, placa i loro litigi...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sono questi i quattro anti-eroi protagonisti di &lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; (=viaggio verso ovest), un manga di Kazuya Minekura: un bonzo armato di revolver con proiettili anti-demone, un demone scimmia con un dispositivo che sigilla gli spaventosi poteri della sua vera forma, il Seiten Taisei (&amp;quot;Grande Saggio Pari del Cielo&amp;quot;), un mezzo sangue sempre pronto a menare le mani, un massacratore di demoni dal sorriso gentile, anch'esso con poteri sigillati (ma di sua spontanea volont&amp;agrave;).&lt;br/&gt;Questi ceffi incontrano durante il loro viaggio frotte di nemici: umani, yōkai, addirittur&amp;agrave; divinit&amp;agrave;.&lt;br/&gt;Ci sono tutti gli ingredienti necessari per un pirotecnico manga d'azione, con combattimenti che si susseguono uno dietro l'altro... e invece no. O meglio, anche.&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; &amp;egrave; molto di pi&amp;ugrave;. Anzi, direi che &amp;egrave; proprio qualcos'altro. Perch&amp;egrave; &lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; &amp;egrave; uno shōnen manga&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt; che contiene tutto quello che ho citato sopra, con la particolarit&amp;agrave; che tutto ci&amp;ograve; &amp;egrave; contorno. Quanto dettovi finora sui personaggi &amp;egrave; apparenza, &amp;egrave; primo impatto, &amp;egrave; superficie. I veri protagonisti sono questi:&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;img height="334" width="250" align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="Paccati" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Saiyuki/2.jpg" /&gt;Sanzō&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Quello fu il suo ultimo sorriso, quelle le sue ultime parole infine il suo ultimo desiderio. Kōmyō Sanzō: il mio maestro, mio padre, l'unico Sanzō Hoshi che io abbia mai riconosciuto come tale. Sanzō... l'aver preso lo stesso nome di quella persona &amp;egrave; un continuo rimprovero alla mia debolezza&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Non morir&amp;ograve; mai per salvare qualcun altro, perch&amp;egrave; conosco la sofferenza di chi rimane in vita. Vivere per me stesso. Morire per me stesso. Questo &amp;egrave; il mio orgoglio.&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Gokū&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Mentre ero rinchiuso nella prigione della montagna vedevo solo il cielo; stavo a guardarlo, anno dopo anno... Chi mi tese la sua mano per aiutarmi fu proprio quella luce dorata... la luce del sole che avevo sempre ammirato per tutto quel tempo...&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Gojyō&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Non sopporto vedere le donne che piangono. Mi ricordano mia madre, che piangeva ogni volta che mi guardava.&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Hakkai&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Vivere col rimorso di non essere riuscito a salvare la persona che ami... anche se mi ha sorriso io non sono mai riuscito a perdonare me stesso&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Persone in balia delle loro sofferenze passate, persone le cui tristi esperienze hanno scavato e continuano a scavare voragini nei loro animi, persone schiacciate dal dolore, persone divorate dai sensi di colpa o dalla solitudine. Un gruppo in cui le cicatrici del passato sono il filo che ora li lega.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ecco quindi che i combattimenti, i nemici, diventano una cornice. Il fulcro di quest'opera sono i protagonisti. Sembra un'affermazione banale, una cosa normale, ma non lo &amp;egrave; affatto nell'ambito degli shōnen manga: generalmente in questo tipo di manga il fulcro &amp;egrave; rappresentato s&amp;igrave; dai protagonisti, ma all'interno degli scontri che via via si succedono; il fulcro sono gli scontri stessi, e il comportamento del protagonista all'interno di essi.&lt;br/&gt;Cos&amp;igrave; ci ricordiamo di Naruto contro Neji&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt; e dei loro grandi discorsi sulla libert&amp;agrave; tra un jutsu&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt; e l'altro, di Ichigo contro Byakuya&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt; e delle tante parole sul seguire le regole o meno tra uno Shunpo ed un Bankai&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt;, e di Sanzō contro... ci ricordiamo di Sanzō e basta. Di Sanzō e del suo modo di pensare, di vivere.&lt;br/&gt;Perch&amp;egrave;? Beh, &amp;egrave; un fatto di impostazione.&lt;br/&gt;I manga d'azione (dove azione = combattimento o comunque sfida di qualche genere) hanno un'impostazione alla &amp;quot;sconfitto l'avversario ne arriva uno pi&amp;ugrave; forte&amp;quot; e affiancano a questo la crescita di abilit&amp;agrave; del protagonista: il protagonista diventa pi&amp;ugrave; forte. In &lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; invece l'arrivo di un nuovo avversario (spesso anche lui afflitto da gravi mali interiori) tende a mettere alla prova la psiche dei protagonisti pi&amp;ugrave; che le abilit&amp;agrave; fisiche, solitamente c'&amp;egrave; un amplificarsi delle loro sofferenze o l'affioramento di ulteriori fantasmi del passato, e sono questi i veri avversari.&lt;br/&gt;Lo scontro &amp;egrave; accompagnato da un'analisi da parte del protagonista di se stesso, e al posto della crescita fisica e tecnica si ha la comprensione dello stesso protagonista di una parte di s&amp;egrave; o il superamento di un blocco emotivo. Il protagonista non esce pi&amp;ugrave; forte dallo scontro, ne esce fortificato.&lt;br/&gt;Gli avversari principali di Sanzō, Hakkai, Gojyō e Gokū sono loro stessi, &amp;egrave; per questo che in mente ci restano le loro afflizioni pi&amp;ugrave; che i loro combattimenti.&lt;br/&gt;Conseguenza di tutto ci&amp;ograve; &amp;egrave; che non mi vengono in mente scontri specifici pensando a &lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt;, mi viene invece subito in mente che Sanzō &amp;egrave; di pessimo umore nei giorni di pioggia, mi viene in mente l'attaccamento viscerale di Gokū per Sanzō, mi viene in mente che per Gojyō i suoi occhi e capelli sono del colore del sangue...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;img height="329" width="230" align="cssRight" alt="" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Saiyuki/5.jpg" /&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; ha avuto ed ha tutt'ora un successo enorme, che per&amp;ograve; pu&amp;ograve; far sorgere una domanda: come fa una mangaka donna ad attirare coi suoi shōnen manga il pubblico maschile? Alla comunque presente componente di azione, infatti, spesso si aggiunge una forte introspezione dei personaggi e una grande attenzione ai sentimenti, anche se raramente sono d'amore &lt;em&gt;tout court&lt;/em&gt;: spesso infatti &amp;egrave; l'amicizia o l'affetto parentale a farla da padrone (nonostante &lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; sembri a volte spingersi verso lo shōnen ai&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt;)... Si arriva poi a livelli di emozione (in certi casi paranoia) dove il dolore scava dentro ai personaggi delle voragini che lo spettatore/lettore, se ha il coraggio di farsi coinvolgere, sente sue. Anche solo uno sguardo dal basso che Gokū rivolge a Sanzō &amp;egrave; capace di far perdere un paio di battiti cardiaci.&lt;br/&gt;Ma allora, di nuovo: perch&amp;egrave; si parla di shōnen? Perch&amp;egrave; piace ai maschi?&lt;br/&gt;La risposta va cercata nel fatto che, appunto, le componenti tipiche degli shōnen manga sono presenti: iI personaggi sono dei gran fighi, sono fortissimi, durante gli scontri sono arroganti, guardano i nemici sempre e comunque dall'alto in basso, usano tecniche spettacolari, dalla manipolazione del ki&lt;sup&gt;8&lt;/sup&gt; a formule magiche con i Sutra&lt;sup&gt;9&lt;/sup&gt;, i loro nemici sono Kōgaiji, un principe demone che evoca le fiamme degli inferi, oppure Homura, il dio della guerra armato di una lunga spada infuocata. Cose da Shōnen duro e puro, figaggini cazzutissime! Con il risultato che &lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; si pu&amp;ograve; guardare anche solo cos&amp;igrave;. Nella mia esperienza personale ho incontrato gente che mi ha detto di ricordare ogni singolo combattimento, persone che interpellate su &lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; mi hanno detto &amp;quot;il fatto che i nemici si riducano in polvere &amp;egrave; proprio brutto, i combattimenti sono fatti male&amp;quot;.&lt;br/&gt;Ripeto, &lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; si pu&amp;ograve; guardare anche cos&amp;igrave;, ma se ne perde la vera essenza. Quasi preferisco quando mi &amp;egrave; stato detto &amp;quot;&lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; mi fa schifo, i personaggi sembrano continuamente in procinto di limonarsi&amp;quot;: almeno ti sei accorto, anche se nel modo sbagliato, che in &lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; c'&amp;egrave; qualcosa di diverso.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La prova di quanto da me asserito sta nel fatto che nelle 3 serie animate (2 nel manga) non si arriva alla conclusione del viaggio: la trama, piuttosto che seguire il filone principale (andare a ovest per fermare i cattivoni), progredisce attorno ai personaggi (ai protagonisti ma anche agli antagonisti), attorno alla loro evoluzione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt; &lt;em&gt;&amp;quot;La pioggia che incessante continua a cadere laver&amp;agrave; via ogni cosa...&lt;br/&gt;Odio, tristezza, rimorso e persino le colpe.&lt;br/&gt;Il rosso non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; il colore del sangue ma quello del sole che sorge,&lt;br/&gt;un sole che solo i vivi potranno vedere&lt;br/&gt;e che li condurr&amp;agrave; verso una nuova speranza per il domani&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img height="283" width="480" align="cssCenter" alt="" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Saiyuki/3-1.jpg" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;Intanto questo. Per sconfiggere Gyūmaō c'&amp;egrave; sempre tempo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;CENNI SUL ROMANZO&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'opera &amp;egrave; ovviamente basata sull'ormai super inflazionato &lt;em&gt;Xīy&amp;oacute;uJ&amp;igrave;&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;Viaggio in Occidente&lt;/em&gt;), uno dei quattro grandi classici della letteratura cinese, la scrittura del quale &amp;egrave; attribuita a Wu Cheng'en.&lt;br/&gt;In Italia abbiamo visto altri titoli d'animazione che attingono a questo romanzo, ma mentre solitamente ci troviamo di fronte a riferimenti pi&amp;ugrave; o meno velati (&lt;em&gt;Dragon Ball&lt;/em&gt;) o a pesanti rielaborazioni (&lt;em&gt;Starzinger&lt;/em&gt;), &lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; &amp;egrave; un adattamento in vari punti pi&amp;ugrave; &amp;quot;fedele&amp;quot;:&lt;br/&gt;- il leader della &amp;quot;ciurma&amp;quot; &amp;egrave; effettivamente un bonzo, come il Tripitaka del romanzo;&lt;br/&gt;- i Sutra sono parte fondamentale sia nell'uno che nell'altro (anche se nel romanzo sono l'obiettivo del viaggio, mentre nel manga sono fondamentali per il risveglio del cattivone Gyūmaō, l'impedimento del quale &amp;egrave; l'obiettivo del viaggio);&lt;br/&gt;- il &amp;quot;mezzo di trasporto&amp;quot; del gruppo &amp;egrave; un drago in entrambi i casi (nel manga si trasforma in Jeep e trasporta tutti, nel romanzo solo il bonzo viaggia in groppa al drago);&lt;br/&gt;- Cho Hakkai e Sha Gojyō nel romanzo sono demoni reincarnati sulla terra per delle colpe che hanno commesso in passato nel regno degli Dei (ossia erano in precedenza delle divinit&amp;agrave;). Anche nel manga spesso assistiamo a flashback di 500 anni prima, quando i 4 protagonisti abitavano il regno celeste. Al momento non ricordano assolutamente niente di tutto ci&amp;ograve;, ma &amp;egrave; sicuramente una delle spiegazioni al loro forte legame (esiste anche  uno spin-off della serie, &lt;em&gt;Saiyuki Gaiden&lt;/em&gt;, non pubblicato in Italia, in cui si narrano i fatti avvenuti in quel tempo);&lt;br/&gt;- molti dei nemici incontrati nel manga sono gli stessi del romanzo, dai gemelli Ginkaku e Kinkaku a Kōgaiji (il figlio di Gyūmaō), a Gyūmaō stesso;&lt;br/&gt;- Kanzeon Bosatsu &amp;egrave; la divinit&amp;agrave; committente del viaggio e segue il gruppo nel loro perigrinare in entrambe le versioni.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Queste similitudini sono solo quelle che io ho scovato leggendo una parte del romanzo, sicuramente ce ne sono molte molte altre.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;SAIYUKI&lt;/em&gt; IN ITALIA&lt;/strong&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;I diritti di &lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; sono stati acquistati in Italia dalla Dynit, la quale ha finora pubblicato la prima serie animata (&lt;em&gt;Gensōmaden Saiyūki&lt;/em&gt;) e 2 serie a fumetti (&lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Saiyuki Reload&lt;/em&gt;). Trovate tutto &lt;a target="_blank" href="http://www.dynit.it/search.asp?key=Saiyuki&amp;amp;x=6&amp;amp;y=10&amp;amp;gen=0"&gt;sul loro sito&lt;/a&gt;.&lt;br/&gt;L'eccezione &amp;egrave; il film d'animazione &lt;em&gt;Saiyuki Requiem&lt;/em&gt;, che &amp;egrave; distribuito in Italia dall'editore francese &lt;a target="_blank" href="http://www.kaze.fr/bōtique/fiche_produit.php?p=758874998f5bd0c393da094e1967a72b&amp;amp;typeproduit=1"&gt;Kaze&lt;/a&gt;  (che in Italia pubblica un sacco di cose ma non ha un sito italiano -_-').&lt;br/&gt;Insomma, in Italia manca un pacco di roba (pi&amp;ugrave; di met&amp;agrave; della produzione cartacea e d'animazione).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;hr size="2" width="100%" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;strong&gt;NOTE&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt; Yōkai: vedi Dizionario su questo blog alla voce &amp;quot;&lt;a href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/16822508" target="_blank"&gt;bakemono&lt;/a&gt;&amp;quot;.&lt;br/&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt; Shōnen manga (shōnen = 少年 = ragazzo): sono una categoria di manga ed anime indirizzati a un pubblico maschile, generalmente dall'et&amp;agrave; scolare alla maggiore et&amp;agrave;. Gli shōnen si focalizzano principalmente sull'azione e sulle battaglie, dando grande importanza alla forza dei personaggi.&lt;br/&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt; Naruto, Neji: personaggi del manga &lt;em&gt;Naruto&lt;/em&gt;.&lt;br/&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt; Jutsu (術 = tecnica, metodo, incantesimo, abilit&amp;agrave; o trucco): in &lt;em&gt;Naruto&lt;/em&gt; sono le tecniche utilizzate dai ninja.&lt;br/&gt;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt; Ichigo, Byakuya: personaggi del manga &lt;em&gt;Bleach&lt;/em&gt;.&lt;br/&gt;&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt; Shunpo, Bankai: tecniche utilizzate in &lt;em&gt;Bleach&lt;/em&gt;. Lo Shunpo &amp;egrave; una tecnica che permette di spostarsi a velocit&amp;agrave; elevatissima, il Bankai &amp;egrave; il massimo sprigionamento della potenza di una Zanpakuto, le armi, solitamente spade, in possesso degli shinigami (Dei della morte) che non sono semplici oggetti ma esseri viventi.&lt;br/&gt;&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt; Sh&lt;/font&gt;&lt;font size="1"&gt;ō&lt;/font&gt;&lt;font size="1"&gt;nen Ai (少年愛 = ragazzo + amore): &amp;egrave; un genere di anime e manga che include una relazione affettiva omosessuale tra adolescenti o giovani ragazzi, tipicamente molto belli e che rispondono a stereotipi ben definiti (es: quello con gli occhiali, il ragazzino, il bel tenebroso ecc.)&lt;br/&gt;&lt;sup&gt;8&lt;/sup&gt; Ki (in cinese Qi): &amp;egrave; il nome dato all'energia &amp;quot;interna&amp;quot; di ogni essere vivente.&lt;br/&gt;&lt;sup&gt;9&lt;/sup&gt; Sutra: testi fondamentali dei Canoni buddisti. In &lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt;, uno dei Sutra &amp;eacute; quella sorta di pergamena che Sanzō porta sulle spalle.&lt;br/&gt;&lt;img height="150" width="200" align="cssCenter" alt="" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Saiyuki/sanzo7.jpg" /&gt;&lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-7019279239117238903?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/7019279239117238903/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2009/07/saiyuki.html#comment-form' title='17 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/7019279239117238903'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/7019279239117238903'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2009/07/saiyuki.html' title='Saiyuki'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>17</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-40128018282492256</id><published>2009-05-15T11:42:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T20:19:26.984+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giappone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dizionario'/><title type='text'>Dizionario: B (2) - C</title><content type='html'>Lo so, lo so.&lt;br/&gt;Ho postato io anche la scorsa volta, ma che volete farci: siamo gente impegnata, e chi ha qualcosa di pronto posta (comunque su autorizzazione delle cape). In ogni caso i due post sono parecchio diversi: nonostante siano giappofili entrambi, uno &amp;egrave; una recensione, questo... beh, questo &amp;egrave; il dizionario (e non preoccupatevi, sta procedendo anche nelle altre lettere! Ho gi&amp;agrave; tutto l'elenco delle parole che vorrei trattare - elenco che si amplia periodicamente O.O -, devo &amp;quot;solo&amp;quot; lavorarci decentemente)!&lt;br/&gt;Approfitto di queste due righe per ricordarvi che siamo sempre in cerca di validi collaboratori, magari &amp;quot;esperti&amp;quot; di produzione &amp;quot;occidentale&amp;quot;, il contatto email &amp;egrave; &lt;a href="mailto:imagoaltrove@gmail.com?subject=Collaborazione%20ImagoAltrove" target="_blank"&gt;sempre il solito&lt;/a&gt;!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ah, nel caso ve lo foste dimenticati, il dittongo &amp;quot;OU&amp;quot; si pronuncia come una &amp;quot;O&amp;quot; lunga e traslitterato si pu&amp;ograve; trovare anche come &amp;quot;ō&amp;quot; (ma &amp;egrave; pi&amp;ugrave; facile scrivere &amp;quot;ou&amp;quot;, quindi ho usato questo modo).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" alt="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/bentou.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;strong&gt;BENTOU = cestino per il pranzo&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Indecisa fino all'ultimo se inserire questa voce, alla fine ho optato per dedicarle qualche riga, col proposito in futuro di ampliarne i contenuti (semmai mi passer&amp;agrave; per le mani il materiale adatto).&lt;br/&gt;L'usanza di preparare il bentou esiste solo vagamente in Occidente (le gavette di militari e operai, per capirsi...), mentre in Giappone &amp;egrave; un elemento importante nei rapporti sociali.&lt;br/&gt;Ha origini antichissime come pranzo al sacco dei cacciatori o dei contadini, ma a noi &amp;egrave; arrivato sicuramente nella sua versione &amp;quot;scolastica&amp;quot;: se nell'istituto manca la mensa e non si vogliono spendere troppi Yen al bar della scuola, &amp;egrave; sempre meglio preparare a casa il bentou, magari da condividere con gli amici o, ancora meglio, da preparare per il proprio innamorato, con tanto di wursterl a forma di polipetto e decorazioni sul riso a creare un cuore.&lt;br/&gt;Spesso capita si sentir parlare non di &amp;quot;bentou&amp;quot; ma di &amp;quot;o-bentou&amp;quot;: al termine viene aggiunto il prefisso onorifico &amp;quot;o-&amp;quot;, e questo pu&amp;ograve; far intuire l'importanza data a quest'usanza.&lt;br/&gt;Tutto ci&amp;ograve; che volete sapere (e molto di pi&amp;ugrave;) sul bentou e relativo bentou-box (la scatoletta) su &lt;a href="http://www.o-bento.net/" target="_blank"&gt;questo sito&lt;/a&gt;: non ha senso che io mi dilunghi oltre, quindi.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt; Esempi&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;1. La preparazione del bentou &amp;egrave; ovunque: avrei voluto postare le immagini di qualche anime, ma non ho trovato esempi che mi piacessero... per ora vi cito alcuni casi veramente noti: i famosi bentou di Akane Tendo, immangiabili (da Ranma), o le valanghe di bentou che prepara Hikaru in &lt;em&gt;Orange Road&lt;/em&gt;&lt;a href="post/20545584/#bc1"&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;...&lt;br/&gt;2. Grazie alla segnalazione del sempre ottimo Deeproad, che credo conosca a memoria ogni variazione di fantasia sul costume tigrato di Lam&amp;ugrave;, eccovi un &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=X-RRa1B1dPU" target="_blank"&gt;tipico esempio&lt;/a&gt; di bentou dell'amore: Lan rabbonisce l'insaziabile Rei con un pranzetto veramente &lt;em&gt;oishii&lt;/em&gt; (&amp;quot;buono&amp;quot;, &amp;quot;squisito&amp;quot;, aggettivo da dedicare sempre e solo ai cibi). Esercizio: quante volte ripetono &amp;quot;bentou&amp;quot; nel filmato? E quante di queste hanno il prefisso onorifico? La soluzione nel primo commento al post! (e anche il link allo stesso pezzo in italiano).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" alt="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/boku.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;strong&gt;BOKU = io&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Dopo aver affrontato le problematiche della &lt;a target="_blank" href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/15303710/Dizionario%3A+A"&gt;2a persone singolare&lt;/a&gt;, passiamo brevemente in rassegna alcuni modi per parlare in prima persona.&lt;br/&gt;...&amp;quot;Alcuni modi&amp;quot;? Beh, immagino sia ormai chiaro che i giapponesi hanno tanti di quei sistemi per rendere le gerarchie sociali che per un occidentale &amp;egrave; impossibile star dietro a tutti! Proponiamo quindi solo una selezione dei pronomi che pi&amp;ugrave; si sentono negli anime, con uno scopo semplice: quando vediamo un anime tradotto in italiano e sentiamo parlare in prima persona, dobbiamo renderci conto che, nella traduzione, &amp;egrave; inevitabilmente andato perso qualcosa. Purtroppo, non possiamo farci niente...&lt;br/&gt;Domanda: come si pu&amp;ograve; parlare in prima persona?&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Per tutti&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;- Usando il pronome &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/watashi.jpg"&gt;watashi&lt;/a&gt;: sempre corretto, sempre formale, buono per tutto e per tutti (maschi e femmine, adulti e bambini).&lt;br/&gt;- Per chi vuole far finta di vivere tra samurai e daimyou, c'&amp;egrave; anche il pi&amp;ugrave; &amp;quot;arcaico&amp;quot; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/watashi.jpg"&gt;watakushi&lt;/a&gt;: stesso kanji ma pronuncia leggermente diversa, tanto per dare quel senso di formalit&amp;agrave; d'altri tempi (negli anime si fa fatica a distinguere i due, dato che il secondo suona un po' come &amp;quot;watakshi&amp;quot;)&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Per i maschi&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;- Usando &amp;quot;boku&amp;quot;: informale ma non troppo, adatto per parlare con persone che si conoscono e volendo sembrare un bravo ragazzo.&lt;br/&gt;- Usando &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/ore.jpg"&gt;ore&lt;/a&gt;: &amp;egrave; molto poco formale (eufemismo) e manifesta un atteggiamento sprezzante e a volte un po' maleducato... tra l'altro nel gergo della Yakuza (la solita mafia giapponese) si tende parlando a sottolineare le R, quindi questo pronome si presta bene all'uso.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Per le femmine&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;- Usando &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/atashi.jpg"&gt;atashi&lt;/a&gt;, cio&amp;egrave; il corrispettivo al femminile di &amp;quot;boku&amp;quot;. Fa molto carino ed educato.&lt;br/&gt;- Usando &amp;quot;ore&amp;quot;, sapendo per&amp;ograve; che una ragazza che usa questo pronome risulter&amp;agrave; maleducata, grezza, o semplicemente un maschiaccio.&lt;br/&gt;- Usando il proprio nome: si tratta di un uso molto infantile ed &amp;egrave; adottato dalle ragazzine che vogliono sembrare &amp;quot;kawaii&amp;quot; (= carine; Hello Kitty &amp;egrave; l'esempio per antonomasia di &amp;quot;kawaii&amp;quot;). Sperimentiamone l'uso sul nick di una delle boss del blog, Utopia: siccome &amp;egrave; tutta gentile e adorabile, in giapponese non direbbe &amp;quot;&lt;em&gt;adesso vado a fare la spesa&lt;/em&gt;&amp;quot; (con &amp;quot;watashi&amp;quot; o &amp;quot;atashi&amp;quot;), ma &amp;quot;&lt;em&gt;adesso Uto-chan va a fare la spesa! ^__^&lt;/em&gt;&amp;quot;&lt;br/&gt;Insomma, pi&amp;ugrave; o meno...&lt;br/&gt;&lt;strong&gt; Esempi&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;1. Educato e gentile, Honey di &lt;em&gt;Host Club&lt;/em&gt; non &amp;egrave; sempre stato cos&amp;igrave; dolcettoso... nel suo passato aleggia lo spettro di un tentativo di &amp;quot;ingrezzimento&amp;quot;, a cominciare &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=hpoPL9Jv4J0" target="_blank"&gt;col cambio del pronome&lt;/a&gt; da usare...&lt;br/&gt;2. Asumu, protagonista del delicato &lt;em&gt;Zettai Shounen&lt;/em&gt;&lt;a href="post/20545584/#bc2"&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;, viene dalla citt&amp;agrave;: in un paesino di montagna i suoi modi di fare, garbati e un po' infantili, vengono subito derisi trasformando il suo uso di &lt;em&gt;boku&lt;/em&gt; &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=uVj7gxOncCw" target="_blank"&gt;in un soprannome&lt;/a&gt;.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;hr width="100%" size="2" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" alt="" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/chara.jpg" /&gt;&lt;/strong&gt;&lt;strong&gt;CHARACTER DESIGN (CHARA)&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;E' quella parte del lavoro che consiste nello studio grafico e nella caratterizzazione, in parte anche psicologica, dei personaggi della storia creati dall'autore (cit. &lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Character_design"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;).&lt;br/&gt;Non &amp;egrave; da confondersi coi bozzetti preparatori di un personaggio: la fisionomia e i modi di fare del soggetto sono gi&amp;agrave; chiari al character designer, che si occupa di definire &amp;quot;solo&amp;quot; l'aspetto del personaggio e la sua espressivit&amp;agrave; da vari punti di vista o concentrandosi su alcuni dettagli.&lt;br/&gt;Quando in gergo, quindi, si parla di &amp;quot;chara&amp;quot; dei personaggi, ci si riferisce proprio alla loro resa grafica e a come in questa si riconoscono le loro caratteristiche psicologiche.&lt;br/&gt;Nei manga il character designer in genere coincide col mangaka (se questo non &amp;egrave; abbastanza famoso da avere un suo studio ben fornito di assistenti o se ci tiene ad avere pieno controllo sui suoi protagonisti), mentre per gli anime esiste una figura professionale autonoma che, come per i curatori dei fondali o per gli esperti di computer grafica, si occupa principalmente del &amp;quot;chara&amp;quot; dei personaggi.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Esempio&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Un esempio illustre ci viene dallo splendido illustration book &lt;em&gt;L'arte di Il castello errante di Howl&lt;/em&gt; &lt;a href="post/20545584/#bc3"&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;, che raccoglie immagini dallo story board, bozzetti, chara, fondali e immagini dal film che ha dato piena fama internazionale al maestro dell'animazione giapponese Hayao Miyazaki.&lt;br/&gt;Sfogliando il libro &amp;egrave; possibile mettere a confronto l'evoluzione del protagonista dalla sua nascita alla sua dimensione animata: nello &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/Howl-storyboard.jpg"&gt;story board&lt;/a&gt; di Miyazaki, nei &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/Howl-bozzetto.jpg"&gt;bozzetti preparatori&lt;/a&gt; curati dallo staff, nel &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/Howl-chara.jpg"&gt;chara&lt;/a&gt; (opera dei supervisori all'animazione Akihiko Yamashita e Takeshi Inamura) e infine nelle immagini direttamente tratte dal &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/Howl-film.jpg"&gt;film&lt;/a&gt;.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;img align="cssLeft" alt="" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/chibi.jpg" /&gt;CHIBI = nano, bambino&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&amp;quot;Chibi&amp;quot; (letto cibi) in giapponese significa nano, bambino. Viene usato con entrambi i significati negli anime e nei manga, da solo o fuso col nome del personaggio, principalmente con due accezioni:&lt;br/&gt;- pu&amp;ograve; venir usato sottolineandone la componente sarcastica e diventando nella traduzione &amp;quot;nanerottolo, bimbetto&amp;quot;;&lt;br/&gt;- oppure, con un utilizzo legato alle tecniche di raffigurazione dei personaggi, definisce la versione &amp;quot;bambina&amp;quot; dei protagonisti di un anime o un manga. Con &amp;quot;Ranma-chibi&amp;quot; si intende per esempio il disegno di Ranma da bambino (spesso sono i fan a dedicarsi a quest'opera di &amp;quot;riduzione&amp;quot;, con risultati &lt;a target="_blank" href="http://fc01.deviantart.com/fs11/i/2006/243/6/b/wallpaper_SD_Saint_Seiya_by_aparadoxal.jpg"&gt;estremamente kawaii&lt;/a&gt;).&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Esempio&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;I casi in cui viene usato questo appellativo sono infiniti quanto le serie animate o illustrate, ma uno di questi merita di essere portato all'attenzione del pubblico di ImAl (per la serie, mai ci stuferemo di scoprire come Mediaset abbia ucciso l'animazione giapponese): mai sentito parlare di Chibiusa (per la cronaca, la ragazzina rompi*** che Bunny/Sailor Moon&lt;a href="post/20545584/#bc4"&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; si trova tra i piedi)? E se vi dicessi che il suo nome si dovrebbe pronunciare &amp;quot;cibiusa&amp;quot;, e che il nome originale di Bunny &amp;egrave; Usagi (che vuol dire tra l'altro &amp;quot;coniglio&amp;quot;)?&lt;br/&gt;Ai bambini giapponesi deve essere sembrato subito chiaro, sentendo i nomi, quello che ora vado a spiegarvi: Chibiusa &amp;egrave; il nome della piccola (&amp;quot;chibi&amp;quot;) Usagi (la bambina infatti viene dal futuro ed &amp;egrave; la figlia di Bunny/Usagi).&lt;br/&gt;In versione Sailor, poi, l'italiano &amp;quot;Sailor Chibiusa&amp;quot; non ha certamente lo stesso impatto dell'originale &amp;quot;Sailor Chibimoon&amp;quot;... in questo secondo caso infatti si corre su pi&amp;ugrave; piani di interpretazione (immediatamente colti dal bambino giapponese, che in questi giochini ci sguazza): Chibimoon pu&amp;ograve; essere letto come abbreviazione di &amp;quot;Sailor Chibiusa-Moon&amp;quot;, ma anche come &amp;quot;Sailor Moon da bambina&amp;quot; e &amp;quot;Sailor Moon in versione nanerottola&amp;quot;.&lt;br/&gt;Per dovere di cronaca, se nella serie animata l'errore &amp;egrave; sotto gli occhi di tutti, negli OAV (arrivati anche in Italia) i nomi originali dei protagonisti sono stati lasciati e la lettura del nome della piccola peste &amp;egrave; quindi corretta.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;img align="cssLeft" alt="" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/cosplay.jpg" /&gt;COSPLAY = &lt;em&gt;costume play&lt;/em&gt;, cio&amp;egrave; recitare in costume&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Non c'&amp;egrave; proprio molto da aggiungere al &lt;a target="_blank" href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/17342559/Vita+da+cosplayer - Vita da Cosplayer"&gt;lavoro di Doni1983&lt;/a&gt; pubblicato su questo blog.&lt;br/&gt;Mi limito a sottolineare come, in Giappone, la componente &amp;quot;tu SEI il tuo personaggio&amp;quot; sia marcatamente pi&amp;ugrave; accentuata che da noi (d'altronde fa parte della loro cultura - proprio cultura! - da molto pi&amp;ugrave; tempo che per noi).&lt;br/&gt;Inoltre, se in un anime o un manga uno veste stranamente, la prima cosa che dice chi lo guarda &amp;egrave; &amp;quot;cos'&amp;egrave;, un cosplay?!&amp;quot; allo stesso modo in cui noi diciamo &amp;quot;ma &amp;egrave; carnevale?!&amp;quot; Ci&amp;ograve; che differenzia le due espressioni &amp;egrave; che dietro al termine &amp;quot;carnevale&amp;quot; noi ci leggiamo solo un'idea di stramberia, mentre dietro a &amp;quot;cosplay&amp;quot; inevitabilmente c'&amp;egrave; anche la parola &amp;quot;otaku&amp;quot;, con tutto il background che questa si porta dietro.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Esempi&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;1. Oltre alle numerose citazioni praticamente in ogni anime o manga, esistono prodotti che proprio del cosplay parlano, come l'anime &lt;em&gt;Cosplay complex&lt;/em&gt;&lt;a href="20545584/#bc5"&gt;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; o il manga &lt;em&gt;Cosplay animal&lt;/em&gt;&lt;a href="post/20545584/#bc6"&gt;&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; (dove protagonista &amp;egrave; la tipica divisa alla marinara).&lt;br/&gt;2. Otaku fissata col cosplay (e con qualsiasi cosa sia otakuesca) &amp;egrave; Renge, di &lt;em&gt;Host Club&lt;/em&gt;, che non pu&amp;ograve; esimersi dal fare cosplay neanche in piscina con gli amici: ecco Renge &amp;quot;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/renge.jpg"&gt;normale&lt;/a&gt;&amp;quot; (il vestito anomalo &amp;egrave; la divisa femminile dell'Ouran), Renge &amp;quot;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/vlcsnap-1915.png"&gt;Quon Kisaragi&lt;/a&gt;&amp;quot; ( enigmatica protagonista di &lt;em&gt;RahXephon&lt;/em&gt;&lt;a href="post/20545584/#bc7"&gt;&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;) e le due &amp;quot;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B2%20C/vlcsnap-2236.png"&gt;insieme&lt;/a&gt;&amp;quot; nella mente della cosplayer. Nei commenti il video della comparsata cosplay e un paio di spiegazioni per i non addetti ai lavori!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;hr width="100%" size="2" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;NOTE&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;br/&gt;&lt;a name="bc1"&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Kimagure Orange Road&lt;/em&gt;, di Izumi Matsumoto. Manga edito in Italia dalla Starcomics; anime di 48 episodi trasmesso da varie reti italiane col titolo &lt;em&gt;E' quasi magia Johnny&lt;/em&gt;.&lt;br/&gt;&lt;a name="bc2"&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Zettai Shounen&lt;/em&gt;, di Tomomi Machizuki. Anime di 26 episodi recuperabile sottotitolato in italiano.&lt;br/&gt;&lt;a name="bc3"&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;L'arte di Il Castello errante di Howl&lt;/em&gt;, di Hayao Miyazaki, Panini Comics, 2006.&lt;br/&gt;&lt;a name="bc4"&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Bishoujo senshi Sailor Moon&lt;/em&gt;, di Naoko Takeuchi. Manga edito in Italia dalla Star Comics, anime e oav trasmessi da varie reti italiane col titolo &lt;em&gt;Sailor Moon&lt;/em&gt;.&lt;br/&gt;&lt;a name="bc5"&gt;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Cosplay Complex&lt;/em&gt;, di Shinichiro Kimura. Miniserie da 3 oav recuperabile sottotitolata in italiano.&lt;br/&gt;&lt;a name="bc6"&gt;&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Cosplay Animal&lt;/em&gt;, di Sako Watari. Manga edito in Italia dalla Star Comics, tuttora in corso.&lt;br/&gt;&lt;a name="bc7"&gt;&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;RahXephon&lt;/em&gt;, di Takeaki Momose. Manga di 3 volumi edito in Italia dalla Planet Manga, anime di 26 apisodi (+ un oav + un film) i cui diritti sono stati acquistati all'epoca dalla Shin Vision, fallita nel 2008 dopo aver dato alla luce solo 2 su 9 dvd. Ora il tutto dovrebbe essere passato alla ExaCinema/FoolFrame, che per&amp;ograve; pare non essere intenzionata a portare avanti il progetto, quantomeno a breve. Risultato? La serie con audio giapponese e sottotitolata dai fansubbers &amp;egrave; stata ritirata e quindi &amp;egrave; introvabile (sempre che qualche anima pia che conoscete non l'abbia recuperata all'epoca), e per la serie italiana siamo in alto mare...&lt;br/&gt;Per gli altri titoli citati ma non segnalati in questa nota, si fa riferimento alle voci precedenti del dizionario.&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Copyright di immagini e video degli aventi diritto; un ringraziamento va anche ai vari gruppi di fansubbers che diffondono in Italia le novit&amp;agrave; giapponesi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Argomenti correlati: &lt;a href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/11583558/Dizionario%3A+1-10" target="_blank"&gt;Dizionario: 1-10&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/15303710/Dizionario%3A+A" target="_blank"&gt;Dizionario: A&lt;/a&gt;, &lt;a target="_blank" href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/16822508"&gt;Dizionario: B (1)&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-40128018282492256?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/40128018282492256/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2009/05/dizionario-b-2-c.html#comment-form' title='22 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/40128018282492256'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/40128018282492256'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2009/05/dizionario-b-2-c.html' title='Dizionario: B (2) - C'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>22</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-8638809968207211921</id><published>2009-03-03T09:34:00.000+01:00</published><updated>2011-11-30T19:13:38.916+01:00</updated><title type='text'>Slam Dunk: quando è il disegno a fare la differenza (per me)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;1991. &lt;em&gt;Weekly Shounen Jump&lt;/em&gt; comincia a pubblicare Slam Dunk, il manga del talentuoso Takehiko Inoue per la prima volta alle prese con una storia lunga.&lt;br/&gt;1993. &lt;em&gt;Tv Asahi&lt;/em&gt; trasmette il primo di 101 episodi della versione animata del nostro manga.&lt;br/&gt;1997. La &lt;em&gt;Planet Manga&lt;/em&gt; adocchia il titolo e lo porta in Italia in volumetti con paginazione dimezzata rispetto ai tankoubon originali, 62 numeri al posto di 31, l'ultimo dei quali uscir&amp;agrave; nell'estate del 2000.&lt;br/&gt;2000. In autunno la programmazione dell'Anime Night di &lt;em&gt;Mtv&lt;/em&gt; si arrichisce dell'anime &lt;em&gt;Slam Dunk&lt;/em&gt;, cavalcando l'onda di un successo inaspettato.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Slam Dunk &amp;egrave; famosissimo. Difficile che chi ha a che fare coi manga (anche solo marginalmente) non lo conosca, ma soprattutto impossibile che chi segue Mtv non l'abbia incrociato (o 7Gold e GXT che l'hanno riproposto): l'anime ha riscosso un successo se possibile ancor maggiore del manga, a riprova - semmai servisse - della forza del mezzo televisivo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img width="200" height="280" align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Slam%20Dunk/s106.jpg" alt="Shohoku" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;strong&gt;Trama&lt;/strong&gt;: una squadra di basket composta unicamente da pazzi scatenati tenta la scalata al torneo nazionale, &amp;quot;capitanata&amp;quot; simbolicamente (anche perch&amp;egrave; &amp;egrave; l'ultima delle riserve) dal pi&amp;ugrave; scatenato di tutti, Hanamichi Sakuragi. Partita dopo partita, non solo Hanamichi scoprir&amp;agrave; di poter rendersi utile, ma anche i suoi compagni di squadra inizieranno a credere fermamente nell'impresa, che pu&amp;ograve; riuscire solo con la collaborazione di tutti.&lt;br/&gt;Un po' stringata? Accontentatevi: storia, personaggi e quant'altro li trovate sulla &lt;a target="_blank" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Slam_Dunk"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;; il mio scopo ora &amp;egrave; quello di tentare una &amp;quot;recensione&amp;quot; un po' critica dell'opera, ma soprattutto di paragonare l'edizione cartacea a quella animata, possibilmente spingendo i fruitori della seconda tra le pagine della prima (no, la Planet Manga non mi paga per farlo).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;IL MANGA&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ci sono vari fattori che mi fanno amare il manga di Slam Dunk, ma direi che i principali sono:&lt;br/&gt;- &amp;egrave; il primo manga che ho letto&lt;br/&gt;- &amp;egrave; disegnato da dio.&lt;br/&gt;E i due fattori sono collegati, perch&amp;egrave; me l'hanno prestato dopo aver notato che mi piaceva disegnare.&lt;br/&gt;Poi ho amato la storia, i personaggi... potrei dire qualcosa su ognuno di loro (Hisashi Mitsui in testa!) e magari prima o poi lo far&amp;ograve;, ma al momento &amp;egrave; altro che mi preme maggiormente trattare.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sto sfogliando il manga, e vedo quant'&amp;egrave; ancora acerbo il tratto di Inoue.&lt;br/&gt;Siamo nei primissimi anni '90 e il mangaka fino a quel momento aveva creato solo storie brevi&lt;a href="post/19981261/#SD1"&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;, quindi certe pecche a Slam Dunk si possono tranquillamente perdonare: ombre scarse o assenti, la definizione delle pieghe degli abiti e delle &amp;quot;sporgenze&amp;quot; del corpo affidata ai soli tratti di penna e per la profondit&amp;agrave; ci sono i sempiterni retini (&amp;quot;pecche&amp;quot;, poi... molti manga si appoggiano unicamente su queste tecniche). Eppure il suo disegno mi ha colpito fin da subito: per la precisione dei dettagli, per la scelta di disegnare realisticamente volti, corpi, movimenti... scelta assolutamente non scontata, anche se si parla di sport: tutti abbiamo presente l'assurdit&amp;agrave; di certe pose in notissimi prodotti su calcio, pallavolo, tennis (devo fare sul serio dei titoli o vi sono venuti in mente immediatamente, neanche fosse un caso di imprinting?).&lt;br/&gt;Il Dottor T. invece (come si definisce lo stesso Inoue in alcune brevi comparse nella storia) il basket ce lo insegna sul serio: tendendo i muscoli dei suoi personaggi quando saltano, immortalando rivoli di sudore e smorfie di stanchezza, posizionando correttamente le mani sul pallone per un tiro libero (pallone che non si deforma, eh! Occhio che questo non &amp;egrave; un dettaglio da poco!).&lt;br/&gt;Inoue comunque non rinuncia certo alle classiche &amp;quot;storipiature&amp;quot; delle fattezze dei personaggi, ma lo fa con uno scopo preciso: essendo un'opera su giovani liceali teppisti e fuori di testa, il maestro fa largo uso del Super Deformed (alcuni esempi nelle immagini poco sotto), tecnica da sempre usata per sottolineare idiozia, ironicit&amp;agrave;, sottintesi e personalit&amp;agrave; nascoste. Eppure anche il Super Deformed va via via diminuendo con l'avanzare della storia e la crescita dei personaggi.&lt;br/&gt;E insieme ai suoi ragazzi, anche Inoue cresce. Ce lo dimostra a modo suo, nei disegni: le tavole a colori&amp;nbsp; degli ultimi numeri (che purtroppo sono in bianco e nero nel manga e si trovano in versione originale solo nell'&lt;em&gt;Illustration Book&lt;/em&gt;&lt;a href="post/19981261/#SD2"&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;, forse in &lt;em&gt;Slam Dunk Deluxe&lt;/em&gt;&lt;a href="post/19981261/#SD3"&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;) offrono un flash sulla maestria del sensei con pennello, pennarello, pastello o china: Inoue adora giocare col chiaroscuro, sempre contrastatissimo, e mischiare le tecniche classiche del manga - china e retini - a strumenti inusuali&lt;a href="post/19981261/#SD4"&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br/&gt;Vi faccio un paio di esempi, cos&amp;igrave; spezzate la lettura con qualche immagine:&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="Hanamichi e Kaede" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Slam%20Dunk/duodoppia.jpg" /&gt;&lt;em&gt;Kaede Rukawa e Hanamichi Sakuragi esultano dopo l'unico caso di collaborazione volontaria tra i due eterni rivali.&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;La &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Slam%20Dunk/duo.jpg"&gt;tavola originale&lt;/a&gt; a colori &amp;egrave; realizzata a pastello; inevitabilmente se ne perde la forza cromatica nell'&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Slam%20Dunk/duobn.jpg"&gt;edizione del manga&lt;/a&gt;, dove il rosso acceso delle divise (e dei capelli di Hanamichi) si perde in un bicromatico chiaroscuro, ma nulla viene comunque tolto alla forza emotiva dell'immagine, riassunto di rabbia, stanchezza, velocit&amp;agrave; e gioia. Adoro Inoue.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssRight" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Slam%20Dunk/tuttidoppia.jpg" alt="Foto di gruppo" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" /&gt; &lt;em&gt;Foto di gruppo per tutto il team dello Shohoku, supporters compresi.&lt;br/&gt;&lt;/em&gt;L'allegria dell'occasione in cui la foto viene scattata (non vi anticipo nulla, leggete il manga, anche perch&amp;egrave; nell'anime questo momento manca) &amp;egrave; tutta presente nelle ampie chiazze di colore fortemente chiaroscurate della &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Slam%20Dunk/tutti.jpg"&gt;tavola originale&lt;/a&gt;. Purtroppo &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Slam%20Dunk/tuttibn.jpg"&gt;in bianco e nero&lt;/a&gt; l'effetto non &amp;egrave; altrettanto d'impatto: i rossi e i blu si fondono inevitabilmente in aree scure e mal definite... La tavola e il momento per il quale &amp;egrave; stata realizzata mantengono comunque un fascino particolare e gli amanti del manga non possono non trovare, dietro l'espressione di ogni personaggio, tutte le motivazioni che l'hanno spinto fino a quel punto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Insomma, siamo agli albori del realismo che in &lt;em&gt;Real&lt;/em&gt;&lt;a href="post/19981261/#SD5"&gt;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; e &lt;em&gt;Vagabond&lt;/em&gt;&lt;a href="post/19981261/#SD6"&gt;&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; (con tecniche molto diverse) vediamo portato su carta. E sto solo parlando di realizzazione grafica, eh. E di un prodotto - ripeto - acerbo e in molte parti immaturo.&lt;br/&gt;Non mi spingo a parlare della storia o dei protagonisti perch&amp;egrave; lo scopo di queste righe &amp;egrave; principalmente il paragone con l'anime: l'anime infatti segue la storia abbastanza fedelmente, a parte alcuni inserti per dare un tocco shoujo o alcuni passaggi - francamente inutili - che semplicemente accentuano l'aspetto demenziale dell'opera. Ah, e l'anime non si conclude. Insomma, non avrebbe senso fare un paragone sul lato della narrazione.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;L'ANIME&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Beh, e allora parliamone, di quello schifo di anime (non ho mezze misure, lo so...).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Slam%20Dunk/1.jpg"&gt;&lt;img align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="1" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Slam%20Dunk/1mini.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Slam%20Dunk/2.jpg"&gt;&lt;img align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="2" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Slam%20Dunk/2mini.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Slam%20Dunk/3.jpg"&gt;&lt;img align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="3" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Slam%20Dunk/3mini.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Sempre per spezzare, vi offro un paio di scansioni dal manga (sono pagine consecutive che raccontano un particolare &amp;quot;difetto&amp;quot; di Hanamichi; ricordo che i balloon dei manga si leggono da destra a sinistra e dal basso in alto) che potrete leggere e poi paragonare col &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=S65z-iV1TR8" target="_blank"&gt;video&lt;/a&gt; dell'episodio corrispondente.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Fate i vostri debiti paragoni e forse potrete intuire da soli la risposta alla seguente domanda: &lt;strong&gt;perch&amp;egrave; l'anime &amp;egrave; un prodotto pessimo, secondo la sottoscritta?&lt;br/&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br/&gt;Ecco le mie risposte:&lt;br/&gt;- &lt;strong&gt;Perch&amp;egrave;&lt;/strong&gt; ha un chara obbrobrioso, che niente c'azzecca con l'ottima prova del sensei Inoue: i personaggi risultano sproporzionati e scoordinati, il colore assurdo (il &amp;quot;rosa&amp;quot; degli incarnati &amp;egrave; inumano oltre che piatto e bidimensionale) e gli sfondi sono semplificati a delle banalissime immagini standard;&lt;br/&gt;- &lt;strong&gt;Perch&amp;egrave;&lt;/strong&gt; si &amp;egrave; voluto caricaturare i personaggi nei loro modi di fare, parlare, agire, si nota chiaramente dal paragone manga/filmato. Un esempio a caso per chi conosce la serie: evidentemente gli adattatori hanno pensato che la strafottenza di Kaede Rukawa non venisse sufficientemente resa da Inoue, che sceglie per lui un modo di fare silenzioso e arrogante soprattutto nei confronti di Hanamichi (Inoue gioca tutto su piccoli balloon via di mezzo tra frasi sussurrate e pensieri inespressi: &amp;quot;tanto sbagli&amp;quot;, &amp;quot;idiota&amp;quot; etc.); nell'anime parla veramente un po' troppo, e con quel doppiaggio che mi fa accapponare la pelle l'effetto finale &amp;egrave; di caricatura eccessiva del suo disprezzo per il protagonista. Gi&amp;agrave; non &amp;egrave; un personaggio simpatico, cos&amp;igrave; poi...&lt;br/&gt;- &lt;strong&gt;Perch&amp;egrave;&lt;/strong&gt; il doppiaggio italiano, come appena accennato, &amp;egrave; vergognoso. E per la scelta delle voci (cavolo, ma Rukawa ha 15 anni! Avete mai sentito un 15'enne parlare come mio nonno?), e per il continuo farsetto cui nessuno dei personaggi pare immune (in pochi minuti di video praticamente solo Akagi non parla in maniera idiota), e per la traduzione (volgare, esagerata, forzata per non so quale motivo: neanche anime ben pi&amp;ugrave; pesanti, con protagonista magari la yakuza, arriverebbero a espressioni tanto idiote e/o eccessive);&lt;br/&gt;- &lt;strong&gt;Perch&amp;egrave;&lt;/strong&gt; praticamente &amp;egrave; la brutta copia del manga, creato per cavalcare l'onda di personaggi amatissimi in patria e all'estero: l'aggiunta di pezzi pi&amp;ugrave; shoujo e la mano pesantissima sulla demenzialit&amp;agrave; sono la prova lampante della ricerca di consenso tra tutte le fasce pubblico.  Un prodotto di cui non sentivo il bisogno, sinceramente, e forse anche in Giappone a un certo punto &amp;egrave; stato cos&amp;igrave;, dato che l'anime si ferma alla qualificazione per i campionati nazionali mentre il manga va ben oltre (risparmiandoci in effetti il pessimo adattamento delle tavole di cui vi ho offerto le scansioni pi&amp;ugrave; sopra).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;In conclusione... lo so, lo so: i fan dell'anime di Slam Dunk sono veramente tanti, molti hanno cominciato a leggere il manga dopo aver visto l'anime e ringraziano Mtv per aver permesso loro questa piacevole scoperta... eppure non mi capacito del fervore con cui difendono un prodotto scadente che dalla sua non ha neanche la scusa dell'et&amp;agrave; (molti anime contemporanei e precedenti Slam Dunk lo doppiano di brutto a qualit&amp;agrave;).&lt;br/&gt;Sentirmi rispondere &amp;quot;mi piace perch&amp;egrave; fa ridere&amp;quot; non mi aiuta certo a capire... il manga &amp;egrave; ben pi&amp;ugrave; ironico... ma magari c'&amp;egrave; chi ride se scrivo &amp;quot;caccapup&amp;ugrave; caccapup&amp;ugrave;&amp;quot;, eh.&lt;br/&gt;Per&amp;ograve; sono comunque una persona di larghe vedute, se qualcuno trova modo di ribaltare le mie tesi ben venga. A voi!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;hr width="100%" size="2" align="justify" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;br/&gt;&lt;strong&gt;NOTE&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;a name="SD1"&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; Storie brevi dalle quali tra l'altro pesca alcune idee (usanza per nulla rara tra i mangaka), come il personaggio di Kaede da &lt;em&gt;Kaede Purple&lt;/em&gt; (1988), somigliante solo per nome e aspetto al Kaede Rukawa di Slam Dunk.&lt;/font&gt; &lt;br/&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;a name="SD2"&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Slam Dunk Illustration Book&lt;/em&gt;, edito in Italia dalla Planet Manga.&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;a name="SD3"&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; Il successo di Slam Dunk ha spinto la Planet Manga a riproporlo prima in una collection di 31 numeri (come i tankoubon originali) e poi in un'edizione &amp;quot;di lusso&amp;quot;: formato pi&amp;ugrave; grande, carta pi&amp;ugrave; spessa, sovracoperta, prezzo proibitivo, per citare alcune novit&amp;agrave;. Chiss&amp;agrave; come mai la Deluxe pare non aver avuto molto successo, tanto che al momento la pubblicazione sembra sospesa e rimandata a data da destinarsi... credo quindi ignoreremo per un pezzo come realizzeranno le tavole prese ad esempio in questo articolo.&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;a name="SD4"&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; Solo un accenno al manga &lt;em&gt;Buzzer Beater&lt;/em&gt;, realizzato dal mangaka originariamente per il web e poi pubblicato - in un formato anomalo peraltro - su carta. Nel primo numero dell'edizione italiana (by Planet Manga) si legge in seconda di copertina: &amp;quot;[...] Il mio tratto a un certo punto &amp;egrave; cambiato (dal 9&amp;deg; capitolo, n.d.Miz.), perch&amp;egrave; mi sono slogato l'indice della mano mentre stavo giocando a pallacanestro. Allora ho iniziato a usare il pennarello, potendo cos&amp;igrave; disegnare senza premere troppo. Poi mi sono reso conto che le linee realizzate dopo questo infortunio si vedevano meglio sullo schermo&amp;quot;.&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;a name="SD5"&gt;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Real&lt;/em&gt;, manga edito in Italia dalla Planet Manga (serie in corso con periodicit&amp;agrave; biblica).&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;a name="SD6"&gt;&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Vagabond&lt;/em&gt;, manga edito in Italia dalla Planet Manga (serie in corso).&lt;br/&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-8638809968207211921?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/8638809968207211921/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2009/03/slam-dunk-quando-e-il-disegno-fare-la.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/8638809968207211921'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/8638809968207211921'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2009/03/slam-dunk-quando-e-il-disegno-fare-la.html' title='Slam Dunk: quando è il disegno a fare la differenza (per me)'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-5514621653066952183</id><published>2009-02-06T11:23:00.000+01:00</published><updated>2011-11-30T20:23:21.515+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='looney tunes'/><title type='text'>Looney Tunes &amp; Merrie Melodies</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/syrith/duffybugswb3.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="" /&gt;Nati dalla matita e dalla penna di Harman e Ising, i Looney Tunes e le Merrie Melodies rappresentano una colonna portante  della storia della Warner Bros, in quanto &amp;egrave; il prodotto pi&amp;ugrave; longevo e duraturo in quegli anni, secondo solo alle serie  prodotte dagli studi Disney. Non a caso, i due scenografi che diedero vita al primo lungometraggio animato della Warner,  &lt;em&gt;Sinkin' in the bathtub&lt;/em&gt; (1930), venivano dagli studi Disney, dove avevano collaborato al progetto  &lt;em&gt;Alice Comedies&lt;/em&gt;; dal 1933 in poi, Ising e Harman passarono agli studio della MGM , mentre le Merrie Melodies e i  Looney Tunes rimasero sotto il marchio della alla Warner Bros, continuando a riscuotere il successo meritato nel  susseguirsi degli anni.&lt;br/&gt;Con l'introduzione del colore, le Merrie Melodies fecero un gran passo in avanti, abbandonando per strada il progetto iniziale di promuovere le canzoni dei film Warner, fino ad unirsi ai Looney Tunes.&lt;br/&gt;A partire dal 1930 fino agli inizi del 1940, la maggior parte delle puntate della serie ha come protagonista Bosko (divenendo Buddy al  passare con la MGM di Ising e Harman), un personaggio nato dalla matita di Ising con tratti caratteristici degli  afroamericani. Tale caricatura cre&amp;ograve; non pochi problemi ai due scenografi; infatti, alcune puntate della serie di Bosko  vennero censurate dalla United Artists, in quanto offendevano appunto la sensibilit&amp;agrave; di quegli spettatori di colore, nonostante sia Ising che Harman negavano che Bosko fosse una loro caricatura.&lt;br/&gt;Bosko non fu l'unico personaggio a  prendere vita in quegli anni; a quel periodo appartengono anche Honey, la sua fidanzata, e Bruno, un cane che lo  accompagnava ad ogni suo avventura.  Al passaggio con la MGM, e con l'abbandono di Ising e Harman alla produzione delle  Merrie Melodies e dei Looney Tunes, nella lavorazione degli episodi vennero introdotti scenografi e registi quali Avery,  Jones e Clampett, che produssero e crearono dal 1935 in poi quelle che sarebbero state le pietre miliari dei Looney Toones, tra cui i celeberrimi: Porky Pig, Duffy Duck e, al finire degli anni trenta, Bugs Bunny.  &lt;br/&gt;&lt;img align="cssCenter" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/syrith/23806228au1.jpg" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" /&gt;&lt;strong&gt;Porky Pig&lt;/strong&gt; &lt;br/&gt;Porky Pig nacque nell'ambito delle Merrie Melodies, divenendo presto un simbolo di quegli anni tanto da comparire nei  titoli di testa e sbarcato in Italia con il nome di &lt;em&gt;Pallino&lt;/em&gt;; ha l'aspetto di un maialino ingenuo e credulone,  che farfuglia parole senza senso.  &lt;br/&gt;Inizialmente, le sue avventure si basavano su canti e balli ma presto si pass&amp;ograve; a trame pi&amp;ugrave; elaborate; col passare degli  anni, fu messo in sordina fino a divenire una semplice comparsa nelle storie degli altri personaggi. Non a caso, i primi  corti di Duffy Duck e Bugs Bunny, nati entrambi come semplici comparse, avevano come protagonista un Porky Pig in versione  cacciatore.  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt; Duffy Duck&lt;/strong&gt; &lt;br/&gt;Duffy Duck &amp;egrave; un papero nero dal becco arancione e dal collo circondato da una striscia bianca; nacque nel 1936 con Avery,  in un cortometraggio in cui vi era anche Porky Pig. Ha un carattere decisamente forte, contraddistinto da un atteggiamento furibondo che salta fuori, il pi&amp;ugrave; delle volte, quando viene scambiato per un'anatra, facendolo apparire il personaggio  sicuramente pi&amp;ugrave; collerico agli occhi degli altri protagonisti. E' spalleggiato il pi&amp;ugrave; delle volte da un ingenuo Porky Pig  e  arriva alla soluzione sempre prima del suo compagno che, pertanto, esce irrimediabilmente sconfitto alla fine di ogni  avventura. Altre volte invece lo si vede alle prese con il cacciatore Elmer Fudd o con la sua nemesi, il coniglio Bugs  Bunny.  &lt;br/&gt;Una curiosit&amp;agrave; di questo personaggio &amp;egrave; che nacque come spalla di Porky Pig, e con il passare del tempo i due ruoli si  invertirono per via dell'enorme successo che Duffy Duck ebbe con il pubblico, il quale si immedesimava maggiormente nel  personaggio del papero. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Bugs Bunny&lt;/strong&gt; &lt;br/&gt;Se nel primo decennio dei Looney Tunes e delle Merrie Melodies, Bosko rendeva la vita difficile a Topolino&amp;amp;C., sul finire  degli anni trenta fino alla fine degli anni sessanta, sar&amp;agrave; Bugs Bunny il rivale per eccellenza della Walt Disney. Nato nel  1938 come semplice comparsa per il corto &lt;em&gt;Porky's Hare Hunt&lt;/em&gt;, in cui Porky Pig personificava un cacciatore e Bugs  Bunny era la sua preda, divenne ben presto un efficace sostituto di Duffy Duck che, oramai, era gi&amp;agrave; nell'Olimpo della  Warner Bros.  &lt;br/&gt;Fu Tex Avery a dare al celeberrimo roditore della Warner la sua odierna personalit&amp;agrave; nel 1940, in un corto dal  titolo &lt;em&gt;A Wild Hare&lt;/em&gt; in cui comparve anche il cacciatore Elmer Fudd (conosciuto in Italia con il nome di  &lt;em&gt;Taddeo&lt;/em&gt;): se Duffy Duck personificava un perdente, colui che le tentava tutte ma poi si vedeva sopraffatto dal suo  destino, il &lt;em&gt;&amp;ldquo;Coniglio&amp;rdquo;&lt;/em&gt; &amp;ndash; cos&amp;igrave; chiamato dalla maggior parte dei suoi antagonisti &amp;ndash; rappresentava una personalit&amp;agrave;  vincente nell'immaginario del regista Jones; nessuno poteva tenergli testa, sia in termini di intelligenza che di astuzia, facendola in barba agli innumerevoli nemici, i quali si passavano il testimone ad ogni puntata (tra i pi&amp;ugrave; famosi  ricordiamo: Duffy Duck, Taddeo il cacciatore, Bafforosso Sam). &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Taddeo&lt;/strong&gt; &lt;br/&gt;Mentre Bugs Bunny e Duffy Duck relegarono in poco tempo Porky Pig a ruoli secondari, Taddeo (o &lt;em&gt;Elmer Fudd&lt;/em&gt;) il  cacciatore, mise definitivamente da parte il maialino nel ruolo di cacciatore, facendolo divenire di fatto una semplice  comparsa o spalla di altri personaggi. Nato un anno prima di Bugs Bunny, divenendo famoso in un corto in cui compare un  primo prototipo del suddetto coniglio, &amp;egrave; fra le poche personalit&amp;agrave; umane dei Looney Tunes e ha come unico obiettivo la  caccia a Bugs Bunny o a Duffy Duck, fallendo il pi&amp;ugrave; delle volte e non portando cos&amp;igrave; a casa la sua tanto desiderata cena. &lt;br/&gt;Nonostante il personaggio sia minore rispetto agli altri, Taddeo rende celebri alcuni degli episondi della Warner;  ricordiamo, infatti, il famoso episodio &lt;em&gt;What's Opera, Doc?&lt;/em&gt;, in cui Taddeo e Bugs Bunny inscenano un'opera lirica  di Wagner che, tra canti e scene ironiche &amp;ndash; ricordando la celebre cavalcata delle valchirie rifatta da Taddeo &amp;ndash; si conclude con un finale a sorpresa, in cui Bugs Bunny viene ucciso dal suo nemico, chiudendo la puntata con  una domanda rivolta al  pubblico &lt;em&gt;&amp;ldquo;Che vi aspettavate in un'opera, il lieto fine?&amp;rdquo;&lt;/em&gt;. Altri episodi degni di nota sono quelli in cui vediamo  Taddeo alle prese sia con Duffy Duck che con Bugs Bunny in una famosa trilogia &lt;em&gt;&amp;ldquo;Stagione del Papero/Stagione del  Coniglio&amp;rdquo;&lt;/em&gt; in cui vediamo Bugs Bunny destreggiarsi con maestria tra le trannelli di Duffy e le pallottole di Taddeo,  riuscendo infine ad averla vinta. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Silvestro &amp;amp; Titti &lt;/strong&gt; &lt;br/&gt;Nati a met&amp;agrave; degli anni quaranta dalla matita di McKimison e Jones, Silvestro e Titti rappresentano una delle coppie pi&amp;ugrave;  prolifiche della televisione. Le vicende  dei due sono incentrate principalmente sui tentativi di gatto Silvestro di  cacciare il canarino Titti, difeso a spada tratta dalla &lt;em&gt;Nonna&lt;/em&gt;, un'anziana signora americana che non ci pensa due volte a prendere ad ombrellate sul capo il felino quando lo sorprende molestare l'uccellino, oppure a mandargli contro,  negli episodi pi&amp;ugrave; recenti, un bulldog di nome Ettore. &lt;br/&gt;Le avventure richiamano in qualche modo quelle di Tom &amp;amp; Jerry, nonostante siano molto differenti: infatti, nonostante  sia Silvestro che Tom siano due gatti pasticcioni, il primo cerca ogni modo, dal rincorrere alla preda al camuffarsi, per  raggiungere il suo obbiettivo, mentre il secondo utilizzava alle volte degli stratagemmi, vere e proprie trappole che poi  gli si sarebbero rivoltate contro. Jerry &amp;egrave; fin da subito noto per la sua furbizia, celata dietro ampi sorrisi; Titti,  invece, mostra un'aria ingenua e dolce mentre si rivela fin dal primo momento un pennuto un astuto e  furbo.  &lt;br/&gt;Degno di nota &amp;egrave; un episodio dal titolo &amp;quot;&lt;em&gt;Mi &amp;egrave; semblato di vedele un gatto&lt;/em&gt;&amp;quot; in quanto richiama la celeberrima frase  che Titti recita ogni qualvolta intravede il povero Silvestro: in tale puntata,il goffo gatto, reduce da aver appena  mangiato un canarino, le tenta tutte per averla vinta con Titti, fino a farsi sopraffare del tutto quando il canarino  chiama in causa il cane Ettore.  &lt;br/&gt;In definitiva, Silvestro e Titti rappresentano una coppia effervescente, capace di stupire ad ogni puntata ma il canarino non ha l'esclusiva del suo compagno: in alcuni episodi delle Merrie Melodies &amp;amp; Looney Tunes, si vede Silvestro alle prese anche con Speedy Gonzales. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Willy E. Coyote e Beep Beep&lt;/strong&gt; &lt;br/&gt;Mentre in Silvestro e Titti (come nella maggior parte degli altri corti Warner) ascoltiamo ogni tanto dei dialoghi tra il  gatto ed il canarino, in questa serie, nata nel 1948 ad opera di Chuck Jones, regna invece il silenzio tra i due  protagonisti, interrotto solo dal &lt;em&gt;Beep! Beep!&lt;/em&gt; del Road Runner.&lt;br/&gt;Willy E. Coyote, come suggerisce il nome stesso, &amp;egrave; un coyote del deserto del Nevada, alle prese con un Road Runner,  un uccello molto veloce che ha le sembianze di uno struzzo dalle piume color azzurro che, nella realt&amp;agrave;, esiste davvero  ed il cui nome scientifico &amp;egrave; &lt;em&gt;'Geococcyx Californianus&lt;/em&gt;. Anche in tal caso, Beep Beep non &amp;egrave; partner fisso per l'altro protagonista: Willy E. Coyote, alcune volte, lo vediamo  alle prese anche con Bugs Bunny. &lt;br/&gt;Il coyote utilizza spesso e volentieri svariate trappole, di marchio &lt;em&gt;'ACME'&lt;/em&gt; (la societ&amp;agrave; fittizia presente nei  vari corti dei Looney Tunes ed usata dai vari personaggi), che, per&amp;ograve;, puntualmente gli si ritorcono contro; un'altra  particolarit&amp;agrave; della serie &amp;egrave; basata sull'uso dei cartelli da parte di Willy: difatti, ogni qualvolta che cade  in un crepaccio o gli sta per cadere un masso addosso, il coyote tira fuori dal nulla un cartello con su scritto  &lt;em&gt;&amp;ldquo;Ahi&amp;rdquo;&lt;/em&gt;. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Yosemite Sam&lt;/strong&gt; &lt;br/&gt;Nasce dalla matita di Freleng nel 1945 con il nome di &lt;em&gt;Yosemite Sam&lt;/em&gt;, nelle vesti di antagonista assoluto di Bugs  Bunny. In Italia &amp;egrave; conosciuto come &lt;em&gt;'Dinamite Sam'&lt;/em&gt; o come &lt;em&gt;'Baffo Rosso'&lt;/em&gt;, a causa dei suoi lunghi baffi rossi che quasi toccano terra.  &lt;br/&gt;Il personaggio &amp;egrave; caratterizzato da statura molto bassa, schiena inarcata e voce urlante, nonch&amp;eacute; con i suoi caratteristici baffi rossi;  inizialmente concepito nelle vesti di cowboy, ricopr&amp;igrave; svariati ruoli all'interno dei corti: cavaliere, pirata, cuoco,  il tutto per rendere difficile la vita al coniglio che, puntualmente gli metteva i bastoni tra le ruote.  &lt;br/&gt;La differenza sostanziale tra Il cowboy Sam e il cacciatore Taddeo sta nel fatto che il primo si presentava agli occhi  del pubblico come un farabutto, capace solo di distruggere e far del male, sempre pronto a tirar fuori le sue pistole e  sparare, mentre Taddeo si presentava come persona troppo buona e ingenua per tener testa a Bugs Bunny. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Speedy Gonzales&lt;/strong&gt; &lt;br/&gt;Nasce nel 1953 da McKimison e Freleng; le sue vicende sono narrate in Messico e sono tutte incentrate su Speedy Gonzales, il topo pi&amp;ugrave; veloce del mondo, che ha fra gli antagonisti anche il gatto Silvestro e, successivamente, Duffy Duck.  &lt;br/&gt;Veste con un pocho bianco portato con un largo sombrero di paglia; ha il viso tondo e sorridente ed il pi&amp;ugrave; delle volte &amp;egrave;  accompagnato da suo cugino Rodriguez, che &amp;egrave; il suo esatto opposto. Come nelle altre accoppiate della Warner &amp;ndash; Silvestro e  Titti, Willy E Beep Beep &amp;ndash; Silvestro e Duffy Duck sono costretti alle umiliazioni pi&amp;ugrave; tremende a causa del topo il quale, grazie alla sua velocit&amp;agrave;, sfugge ad ogni loro trappola. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Considerazioni Finali&lt;/strong&gt; &lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/syrith/76073792hs5.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="" /&gt;Nonostante Looney Tunes e Merrie Melodies fossero molto diversi fra loro ed inizialmente incentrati per lo pi&amp;ugrave; su canti e balli (sopratutto quelli  della Merrie Melodies), imitando cos&amp;igrave; le due serie della Disney che erano ante qualche anno prima, con l'introduzione del colore, i Looney Tunes e le Merrie Melodies divennero sempre pi&amp;ugrave; simili, fino a cancellare quella diversificazione che  c'era tra di loro.  &lt;br/&gt;Ci&amp;ograve; che diversific&amp;ograve; i personaggi dei Looney Toones da quelli della Disney, fu la creazione di situazioni surreali in un mondo che per&amp;ograve; era molto vicino alla vita reale, lasciando invariate le caratteristiche corporali e abitudinarie dei  personaggi (come, ad esempio, la naturale caccia di un gatto nei confronti di un uccello), a differenza dei cartoni di zio Walt nei quali le avventure erano ambientate in un mondo totalmente immaginario, che vestiva paperi, cani, gatti e  topi, dando loro una personalit&amp;agrave; umana, case, macchine e un lavoro. &lt;br/&gt;Nei Looney Tunes, invece, non notiamo questa totale umanizzazione dell'animale: ad esempio, nonostante Bugs Bunny abbia un  intelletto sopraffino, conserva ancora le caratteristiche peculiari di un coniglio (scavare buche, mangiare carote,  velocit&amp;agrave;) e non indossa vestiti; inoltre, la maggior parte dei nemici che incontra sono umani.  &lt;br/&gt;In pi&amp;ugrave; la maggior parte delle storie si basano, oltre su vere e proprie trame create dai vari registi della Warne Bros (da Avery a McKimison a Jones), anche su favole, fiabe e racconti celebri (come ad esempio le favole dei Fratelli Grimm di  Andersen o le parodie su Robin Hood), dando cos&amp;igrave; alle varie trame, oltre un senso ironico, anche una vena culturale.  &lt;br/&gt;Non a caso, nonostante siano passati quasi 80 anni da quel lontano 1930 in cui Ising e Harman hanno messo piede alla  Warner dando vita a queste due serie di cartoni, esse sono rimaste intramontabili e indimenticabili nelle menti di passate  generazioni, restando nei loro cuori e conquistando quelli delle nuove generazioni.&lt;br/&gt;&lt;img align="cssCenter" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/syrith/gruppo1qf0.jpg" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" /&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;em&gt;Da sinistra verso destra: Garlo, Willy E Coyote, RoadRunner, Pep&amp;eacute; Le Pew, Bugs Bunny, Duffy Duck, Speedy Gonzalez, Porky Pig, Elmer Fudd, Yosemite Sam, Titti &amp;amp; Silvestro.&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-5514621653066952183?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/5514621653066952183/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2009/02/looney-tunes-merrie-melodies.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/5514621653066952183'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/5514621653066952183'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2009/02/looney-tunes-merrie-melodies.html' title='Looney Tunes &amp;amp; Merrie Melodies'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-7097128716825190635</id><published>2008-12-19T12:04:00.000+01:00</published><updated>2011-11-30T19:48:39.516+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunicazioni'/><title type='text'>Ci siamo, ci siamo...</title><content type='html'>... Non preoccupatevi: ImagoAltrove c'&amp;egrave; ancora!&lt;br/&gt;E' stato un periodo di impegni intensi per tutti i membri, ma torneremo presto!&lt;br/&gt;Nel frattempo, vi auguriamo buone feste!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://i218.photobucket.com/albums/cc102/utopia3585/simpsonnatale1.jpg" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;br/&gt;&lt;u&gt;&lt;em&gt;Lo staff di ImagoAltrove.&lt;/em&gt;&lt;/u&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-7097128716825190635?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/7097128716825190635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2008/12/ci-siamo-ci-siamo.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/7097128716825190635'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/7097128716825190635'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2008/12/ci-siamo-ci-siamo.html' title='Ci siamo, ci siamo...'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-5666401096079425259</id><published>2008-07-31T14:33:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T20:13:13.745+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disney'/><title type='text'>Biancaneve e i Sette Nani</title><content type='html'>Nella concezione moderna del Cinema d&amp;rsquo;animazione, Walt Disney &amp;egrave; sinonimo di banalit&amp;agrave; e di prodotto edulcorato da svendere ad un pubblico ben preciso (quello dei pi&amp;ugrave; piccoli), senza la volont&amp;agrave; di aggiornarsi e di esprimere l&amp;rsquo;arte del disegno animato per esondare le dighe della produzione commerciale. Tralasciando il fatto che ci&amp;ograve; &amp;egrave; comunque abbastanza discutibile, specialmente se si prende in considerazione quella&amp;nbsp; fase intermedia, collocabile negli anni novanta - da &lt;em&gt;Il Re Leone&lt;/em&gt; a &lt;em&gt;Il gobbo di N&amp;ocirc;tre Dame&lt;/em&gt;, passando per &lt;em&gt;Pocahontas &lt;/em&gt;-&amp;nbsp; immediatamente precedente rispetto all&amp;rsquo;avvento del digitale e del disegno al computer, il quale ha distolto l&amp;rsquo;attenzione dai contenuti per concentrarla sulle incredibili potenzialit&amp;agrave; del nuovo mezzo tecnico, pu&amp;ograve; dirsi che cos&amp;igrave; facendo si rinnegano completamente gran parte delle radici mitiche della narrativa moderna, costruita, come si sa, anche sull&amp;rsquo;evoluzione&amp;nbsp; della fiaba. Infatti la maggior parte dei&amp;nbsp; capolavori targati Walt Disney sono letteralmente modellati su questo archetipo letterario. &lt;br/&gt;A cominciare da &lt;em&gt;SnowWhite and the Seven Dwarfs&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;Biancaneve e i Sette nani&lt;/em&gt;), del 1937, primo lungometraggio del colosso dell&amp;rsquo;animazione,&amp;nbsp; a cui prese parte attivamente lo stesso Walt Disney, i legami indissolubili al mondo della fiabe, delle leggende e di molta narrativa tramandata spesso oralmente, in forza delle credenze popolari, del fascino ancestrale della leggenda e del potere che esse hanno sempre avuto sui popoli emergono diffusamente, sotto molteplici aspetti. &lt;br/&gt;La trama, a ben vedere, &amp;egrave; effettivamente tratta da una celebre fiaba del fratelli Grimm e narra - con l&amp;rsquo;aggiunta di un finale romantico e per questo, molto spesso, anche maggiormente disprezzato -&amp;nbsp; delle vicissitudini della giovane Biancaneve, principessa bella e bistrattata dalla perfida regina Grimilde, invidiosa della sua grazia e per questo spinta a commissionarne l&amp;rsquo;uccisione ad un cacciatore, il quale, frenato dalla sua&amp;nbsp; coscienza proprio sul punto di commettere l&amp;rsquo;omicidio, consente alla sua vittima di fuggire e di rifugiarsi in un bosco, nel quale far&amp;agrave; la conoscenza di sette nani minatori che le offriranno protezione tentando di nasconderla alla malvagia sovrana. &lt;br/&gt;Ad un&amp;rsquo;analisi puramente superficiale, in realt&amp;agrave;, &lt;em&gt;Biancaneve &lt;/em&gt;potrebbe apparire come un manieristico, seppur magnificamente riuscito, esercizio di stile. Ed effettivamente &amp;egrave; proprio intorno ad&amp;nbsp; uno stile fin da subito estremamente peculiare che quest&amp;rsquo;opera fa perno. Si &amp;egrave; gi&amp;agrave; detto molto, in &lt;a target="_blank" href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/15700206/"&gt;questo&lt;/a&gt; post, circa l&amp;rsquo;introduzione delle &lt;em&gt;Silly Simphonies&lt;/em&gt; nell&amp;rsquo;ambito delle serie animate disneyane, ma soprattutto riguardo al loro ruolo di innovazione stilistica, di espressione da un lato manieristica, dall&amp;rsquo;altro, invece, vero e proprio mezzo di rivoluzione contenutistica, che fuggisse dalla realt&amp;agrave; &amp;ndash; sempre e comunque carica(turizza)ta &amp;ndash; di Topolino, per andare a raffigurare un Mondo mai esistito, ma che rispecchiasse le tensioni e i desideri repressi nella coscienza collettiva di una societ&amp;agrave; scontenta ed imperfetta. Ecco, &lt;em&gt;Biancaneve &lt;/em&gt;parte proprio da qui. Dalla trasposizione in lungometraggio, da un insistere pi&amp;ugrave; professionale, se vogliamo, a seguito delle numerose sperimentazioni nelle serie ad episodi, di questo modello di film d&amp;rsquo;animazione. Un cinema del disegno che rifugga la realt&amp;agrave; per rappresentarne una idealizzata.&lt;br/&gt;Perci&amp;ograve; non pu&amp;ograve; esistere modo migliore che quello di prendere spunto dalla fiabe e dalle favole popolari.&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img alt="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/richmond/c22d052cef1247ca32c6f2f82289c1e1.jpg" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;Fin dall&amp;rsquo;impianto stilistico di questo film, &amp;egrave; evidente come Walt Disney abbia curato con estrema puntualit&amp;agrave; il rapporto fra idea e materialit&amp;agrave;, fra concetto astratto e rappresentazione della fisicit&amp;agrave;. Nulla &amp;egrave; certo in &lt;em&gt;Snow White&lt;/em&gt;, ma ogni elemento pare poggiare su un terreno fragile e quasi vacuo, in cui il tratto marcato cede il posto ad un relativismo formale difficilmente riscontrabile, comunque, nei lavori che seguiranno questo esordio disneyano nel lungometraggio. Seppur la fiaba rimanga, per buona parte della filmografia di Walt Disney e dei suoi &amp;ldquo;discendenti&amp;rdquo;, il fulcro della poetica della scuola d&amp;rsquo;animazione di Burbanck, comunque &lt;em&gt;Biancaneve e i Sette nani&lt;/em&gt; &amp;egrave; il film che meglio amplifica questi concetti di idealizzazione d&amp;rsquo;ogni elemento filmico compreso nel disegno, tanto da dilatarli all&amp;rsquo;inverosimile.&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Pinocchio &lt;/em&gt;rinuncer&amp;agrave; ad attenersi fedelmente al libro originale, continuer&amp;agrave; a riferirsi con espliciti rimandi alla mitologia nordica, in ossequio proprio al legame con il mondo fiabesco, ma tender&amp;agrave;, tuttavia, a concentrarsi con estrema solerzia sulla caratterizzazione del personaggi, sulla loro evoluzione, perfino sulla loro peculiare visione di quel mondo inventato. Cosa che in &lt;em&gt;Biancaneve &lt;/em&gt;non accade. Qui si ha fin da subito una mancanza di punti certi, un contesto corale che via via va intensificandosi, spostando il baricentro dell&amp;rsquo;opera dal personaggio centrale della protagonista ad una serie di caratterizzazioni che prendono forma e senso solamente nella loro organicit&amp;agrave; complessiva. Le creature del bosco, i sette nani, la strega Grimilde, sono tutti personaggi che non godono di una specifica personalit&amp;agrave;, ma sono riconoscibili (o irriconoscibili) per tratti comuni e leggibili unicamente in virt&amp;ugrave; di qualche legame con altri personaggi. In questo senso &lt;em&gt;Biancaneve e i Sette nani &lt;/em&gt;&amp;egrave; il film pi&amp;ugrave; idealistico e meno materiale di Walt Disney. Gli sfondi acquerellati, che si modellano e si plasmano, come gi&amp;agrave; detto, sulle &lt;em&gt;Silly Simphonies&lt;/em&gt;, non offrono la possibilit&amp;agrave; di contestualizzare e di attualizzare l&amp;rsquo;opera, di rapportarla al mondo odierno, ma staccano immediatamente la percezione dello spettatore da qualsivoglia legame dialettico con la realt&amp;agrave;. Il personaggio inizialmente isolato di Biancaneve, presentato solamente dopo la regina Grimilde&amp;nbsp; - la quale incarna il Male &amp;ndash; si sbiadisce sempre di pi&amp;ugrave; su questo paesaggio a cui manca la certezza dei contorni definiti, perde la propria personalit&amp;agrave;, la propria identit&amp;agrave;, per andare a raffigurare pi&amp;ugrave; un&amp;rsquo;idea, forse la traduzione in segni grafici di un canone, piuttosto che l&amp;rsquo;interpretazione di un carattere, di un personaggio, appunto. E a ben vedere, l&amp;rsquo;unico personaggio i cui tratti grafici sono pi&amp;ugrave; marcati &amp;egrave; proprio Grimilde, la quale, in qualche modo, sveste i panni dell&amp;rsquo;idea per andare a configurarsi come fisicit&amp;agrave;, come Male materializzato.&lt;br/&gt;Il messaggio di quest&amp;rsquo;opera &amp;egrave; effettivamente banale, come molto spesso accade nel Cinema. Ma &amp;egrave; il modo di raccontarlo che lo rende unico. Il Bene &amp;egrave; da preferirsi al Male. Due idee contrapposte. Ma Walt Disney mette in risalto, forse nascondendo un po&amp;rsquo; di pessimismo, dietro a quella facciata di zuccheroso romanticismo, che il bene, per essere davvero tale, debba per forza fuggire dalla sfera degli istinti, della pragmaticit&amp;agrave;, della materialit&amp;agrave;, per pulirsi da ogni segno pronunciato, da ogni legame terreno, fino a rendersi un&amp;rsquo;idea spuria di qualunque riferimento fisico. E&amp;rsquo; inutile negare che la bellezza di Biancaneve &amp;egrave; in realt&amp;agrave; quanto di pi&amp;ugrave; distante dal concetto di bellezza che da sempre abbiamo in mente. Per un essere umano la bellezza &amp;egrave; prima di tutto fisica, sensoriale, non ideale. Biancaneve, invece, sembra rinnegare e spegnere proprio ogni istinto (prima di tutto sessuale), rinunciare ad ogni stimolo erotico, per andare a rappresentare una bellezza canonica che non era mai stata presa in considerazione, nella sfera dei sensi o degli istinti. La bellezza di Biancaneve &amp;egrave; ci&amp;ograve; che la bellezza dovrebbe essere. E come qualcuno ha gi&amp;agrave; rilevato, &amp;egrave; un concetto che &amp;egrave; estremamente antitetico a quello dell&amp;rsquo;istinto, che invece, qui, va a caratterizzare il Male. Mi piacerebbe che la dimensione psicologica che il concetto di &amp;ldquo;pulizia&amp;rdquo; assume in quest&amp;rsquo;opera non passasse inosservato. I rimandi a quest&amp;rsquo;idea sono davvero frequenti: fin dalla tecnica dell&amp;rsquo;acquerello (che richiama appunto una mancanza di tratti decisi, di istinti e, quindi, rimanda all&amp;rsquo;idea di visione acquatica, pulita, spesso addirittura slavata ed incerta), per arrivare alle scene in cui Biancaneve pulisce, insieme agli animali del Bosco, la casetta dei Sette nani, per giungere al bagno forzato di Brontolo. L&amp;rsquo;istinto deve essere lavato via da una purezza idealistica, concettuale.&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img alt="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/richmond/43558bc31b2af384880acec2121d8eea.jpg" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;Se si sposta l&amp;rsquo;attenzione sul personaggio della Regina -&amp;nbsp; la quale, comunque, sempre in virt&amp;ugrave; di questo relativismo spinto, riesce a non concedere punti saldi nella percezione, ma cambia, nella mirabile sequenza della metamorfosi, sconvolgendo quella bellezza, che era convinta le appartenesse, in un&amp;nbsp; nuovo aspetto quasi aberrante &amp;ndash; si noter&amp;agrave; che i segni che la contraddistinguono sono in verit&amp;agrave; molto pi&amp;ugrave; pronunciati, calcati rispetto a quelli di Biancaneve. La sua bellezza fisica e materiale va necessariamente a contrapporsi ai tratti attutiti, attenuati, spesso confusi della grazia di Biancaneve. Grimilde offre fin da subito spunti di ambiguit&amp;agrave; e infonde immediatamente inquietudine nello spettatore: ombreggiature insistite, contrasti in chiaroscuro, che derivano, ovviamente, anche dal contesto paesaggistico in cui &amp;egrave; disegnata, che &amp;egrave; appunto l&amp;rsquo;interno tetro e tenebroso del suo castello. Biancaneve, al contrario, che rappresenta l&amp;rsquo;innocenza idealistica, manca di linee sicure, ma si configura come un personaggio semplice, che richiami addirittura alla fisionomia di una bambina (il capo sproporzionato rispetto al corpo, il viso tondeggiante, il naso appiattito, la pelle chiarissima, la totale assenza di seno), priva di ombreggiature, tranne quelle necessarie a renderne credibile il dinamismo, complice anche, ovviamente, il paesaggio solare che introduce il personaggio fin dall&amp;rsquo;inizio.&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img alt="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/richmond/d7bb447e064b99ae41a1e68188898f9b.jpg" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;Insomma, se per ogni caratterizzazione, in realt&amp;agrave;, si rifugge generalmente proprio l&amp;rsquo;idea stessa di caratterizzazione, attribuendo senso e significato a tutto solo nella dimensione collettiva e corale, pu&amp;ograve; tuttavia dirsi che la personalit&amp;agrave; emerga maggiormente nella rappresentazione di Grimilde, la quale ostenta fin da subito istinti materiali, passioni, sentimenti, invidia, tensioni fisiche: cerca in uno specchio (dall&amp;rsquo;immagine algida e fredda, dalla superficie vitrea, ferma e sicura) non ci&amp;ograve; che &amp;egrave;, ma ci&amp;ograve; che fortissimamente vuole e perci&amp;ograve; deve essere.&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" alt="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/richmond/f3e5ba52ebe6f4607953dce9710525f4.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;Ed infatti non &amp;egrave; la sua immagine a riprodursi sul vetro, ma quella di un servo, una sorta di maschera teatrale (quasi il simbolo della mistificazione, della recitazione, della perdita dell&amp;rsquo;identit&amp;agrave;, della finzione) frutto di un incantesimo, che da sempre le rivela ci&amp;ograve; che ella vuole sentirsi dire, ma che in un impeto di verit&amp;agrave; le far&amp;agrave; notare che &lt;em&gt;la pi&amp;ugrave; bella del reame&lt;/em&gt; (ma nell&amp;rsquo;originale addirittura &lt;em&gt;the fairest of them all&lt;/em&gt;, la pi&amp;ugrave; bella di tutte) non &amp;egrave; pi&amp;ugrave; lei, ma la giovane ed innocente principessa. E cos&amp;igrave; Grimilde acquista significato in virt&amp;ugrave; del legame con questo non secondario personaggio. In parallelo, Biancaneve cerca in un pozzo l&amp;rsquo;amore ideale, senza minimamente curarsi della sua immagine (ancora una volta, guarda caso, acquatica) che si riflette sul fondo della cisterna, invocando il sentimento in nome di una speranza, di un sogno, ma assolutamente non di una ferma e convinta (nonch&amp;eacute; egoistica) volont&amp;agrave;.&lt;br/&gt;E pure il personaggio del cacciatore, che a suo modo riassume il contrasto particolarmente violento che si sottolinea fra educazione ed istintivit&amp;agrave;, non deve essere trascurato. Costui esercita una professione che gi&amp;agrave; di per s&amp;eacute; &amp;egrave; fortemente inerente alla sfera degli istinti. E proprio in virt&amp;ugrave; di questi, la Regina gli comanda di uccidere Biancaneve, pretendendo come prova che le riporti il suo cuore in un cofanetto. Ma proprio sul punto di commettere il crimine, il cacciatore, disegnato sempre con tratti decisi, ma inclini a sottolineare il contrasto interiore che vive&amp;nbsp; - pelle scura/occhi azzurri, barba e capelli lunghi/cappello con piuma soffice, abbigliamento dal colore acceso e cupo allo stesso tempo (un giallo ocra particolarmente ambiguo) &amp;ndash; cede alla forza della purezza di Biancaneve. Prevale l&amp;rsquo;educazione, ci&amp;ograve; che &amp;egrave; bene e ci&amp;ograve; che &amp;egrave; male, il saper riconoscere il limite ed il confine fra lecito e l&amp;rsquo;illecito, fra ci&amp;ograve; che si pu&amp;ograve; e ci&amp;ograve; che non si pu&amp;ograve; fare.&lt;br/&gt;Un mondo di istinti che Biancaneve stenta a comprendere, fin dal momento stesso in cui fugge dal cacciatore per rifugiarsi nel bosco. Ma si tratta di una foresta letteralmente infestata di esseri che inizialmente paiono deformi a Biancaneve, quasi stesse vivendo un incubo (espressionista) dove i colori si confondono e tutto si sconvolge in un delirio di occhi, sguardi e passioni al culmine della loro esplosione.&lt;br/&gt;In realt&amp;agrave; Biancaneve scoprir&amp;agrave; che quegli istinti (gli animali del bosco) non sono connotati negativamente, come quelli di Grimilde, bens&amp;igrave;, al pari di quelli dei Nani &amp;ndash; dei quali a breve far&amp;agrave; la conoscenza &amp;ndash; sono espressione di una naturalit&amp;agrave; selvaggia ma genuina, al limite dell&amp;rsquo;infantilismo.&lt;br/&gt;Gli stessi sette nani, a soffermarsi sulla loro caratterizzazione, per riprendere quanto detto prima, sono l&amp;rsquo;emblema tanto dell&amp;rsquo;istinto, quanto della presa di forma e senso solamente in un contesto collettivo.&lt;br/&gt;&lt;img align="cssRight" alt="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/richmond/dd0d9f7c23010725f87ab27e9018c90e.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" /&gt;In effetti noi li conosciamo come I Sette Nani, senza quasi mai soffermarci a pensarli o a ricordarli ad uno ad uno. Ciascuno di essi rappresenta una tensione, un carattere, preso singolarmente, ma che da solo significa ben poco e solo nel suo insieme ci riconduce alla sfera sensoriale ed istintiva del genere umano: c&amp;rsquo;&amp;egrave; Brontolo che palesa atteggiamenti ostili. Eolo che non riesce a frenare le sue allergie e le sue violente manifestazioni incontrollate che da esse derivano. Mammolo che agisce d&amp;rsquo;impulso, con il cuore, senza mediare con la ragione. Dotto, che dovrebbe essere quello pi&amp;ugrave; illuminato fra tutti, e che invece &amp;egrave; sempre piuttosto agitato, tanto da ingarbugliare le parole e da incepparsi frequentemente mentre parla. Pisolo, che non si cura della presenza della Principessa e si abbandona costantemente al sonno, come &amp;egrave; sua abitudine. Gongolo, che non conosce problemi e incertezze, e nella sua spensieratezza risulta essere sempre inconsapevolmente allegro. E infine Cucciolo, che &amp;egrave; talmente infantile da non saper neppure parlare. Non sono personaggi evoluti, ma rimasti fermi ad uno stadio di non crescita; non per nulla sono &amp;ldquo;nani&amp;rdquo;, nell&amp;rsquo;accezione pi&amp;ugrave; razzista del termine. Ed infatti &lt;em&gt;Biancaneve &lt;/em&gt;&amp;egrave; fortemente contaminato da un manicheismo di stampo razzista, o comunque improntato sulla paura del diverso, quando non del reietto, che &amp;egrave; visto come incarnazione del male: il bianco &amp;egrave; sempre sinonimo di purezza, il nero sempre di malvagit&amp;agrave;; l&amp;rsquo;altezza &amp;egrave; sinonimo di panteistica intelligenza (forse anche di ingenuit&amp;agrave;, ma comunque si tratta di un&amp;rsquo;inconsapevole capacit&amp;agrave; di essere madre di tutte le idee, i concetti), la bassezza &amp;egrave; invece lo specchio di un istinto che rimane bloccato e che &amp;egrave; impossibilitato a comprendere il tutto, specialmente le idee; la giovinezza &amp;egrave; sinonimo di purezza, la vecchiaia significa invece inganno e crudelt&amp;agrave;; infine, la bellezza interiore &amp;egrave; bene, quella esteriore, pur essendo funzionale alla prima, &amp;egrave; e rimane il mezzo per comunicare l&amp;rsquo;idea di integrit&amp;agrave; morale e di completa realizzazione (im)personale: il principe che con un bacio arriver&amp;agrave; a salvare la principessa in preda al sonno mortale, quando i nani erano giunti in ritardo, mancando all&amp;rsquo;appuntamento con la crescita, la riabilitazione, con l&amp;rsquo;evoluzione. Gli stessi istinti che i nani o gli animali rappresentano, non sono in fin dei conti negativi come quelli di Grimilde. Si tratta di passioni allo stato brado, selvagge, per cos&amp;igrave; dire, mai domate, che necessitano dell&amp;rsquo;educazione (la pulizia) proprio di Biancaneve. Ma i tratti di questi personaggi non sono violentemente negativi come quelli della Regina/strega, bens&amp;igrave; na&amp;iuml;f, infantili, anch&amp;rsquo;essi privi di contorni duri. &lt;br/&gt;&lt;em&gt;Biancaneve e i Sette nani&lt;/em&gt; &amp;egrave; quindi, riassumendo, l&amp;rsquo;emblema di come il Cinema -&amp;nbsp; anche d&amp;rsquo;animazione, il quale &amp;egrave; uno stile, una tecnica, opera degli uomini e non &amp;ldquo;di uomini&amp;rdquo; -&amp;nbsp; sia davvero un mezzo per raccontare e per comunicare. Se il suo messaggio rimane ancorato ai concetti obsoleti e talvolta negativi delle fiabe - xenofobi ed antropocentrici, che via via comunque spariranno, anche nei lungometraggi Disney, per lasciare lo spazio all&amp;rsquo;esaltazione della natura incontaminata (da &lt;em&gt;Bambi &lt;/em&gt;a &lt;em&gt;Il Re Leone&lt;/em&gt;) se anche talvolta ostinatamente incentrata sull&amp;rsquo;antropomorfismo dei personaggi (&lt;em&gt;Le avventure di Bianca e Bernie&lt;/em&gt;), spesso comunque rappresentante una lotta continua fra il mondo onesto degli animali e quello corrotto degli esseri umani (&lt;em&gt;Red e Toby&lt;/em&gt;) &amp;ndash; il modo in cui li racconta, pur senza mai perdere di vista il fatto che &amp;egrave; un&amp;rsquo;opera di largo consumo, destinata alle famiglie, ai bambini e ad infondere un certo senso di &amp;ldquo;educazione&amp;rdquo; nei suoi destinatari (concetti che stridono fortemente con quello di arte), &amp;egrave; sempre incontestabilmente sublime. Come valeva, in ben altri ambiti, per artisti quali Frank Capra, John Ford o, su fronti ancora differenti, Dzjiga Vertov o S. M. Ejsestein.&lt;br/&gt;Sintomo che, nonostante le finalit&amp;agrave;, se il risultato complessivo &amp;egrave; soddisfacente, tutto sommato, si possono chiudere non uno, ma anche due occhi e, proprio staccandosi dal contatto con la realt&amp;agrave;, farsi trasportare in quel mondo magico che &amp;egrave; sempre stato il Cinema. Anche quello disegnato. Anche quello firmato Walt Disney.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-5666401096079425259?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/5666401096079425259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2008/07/biancaneve-e-i-sette-nani.html#comment-form' title='13 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/5666401096079425259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/5666401096079425259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2008/07/biancaneve-e-i-sette-nani.html' title='Biancaneve e i Sette Nani'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>13</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-6786298032845739004</id><published>2008-06-03T19:59:00.001+02:00</published><updated>2011-11-30T20:12:36.349+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cosplay'/><title type='text'>Vita da cosplayer</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Avete mai fatto caso a quelle persone che alle fiere del fumetto girano vestite da personaggi dei   fumetti o di qualche cartone animato? O che si muovono e vestono i panni di eroi di film e videogiochi più o meno   famosi? Ecco, quelli sono cosplayer, ovvero persone che fanno cosplay.Il termine "cosplay" &lt;span style=""&gt;–&lt;/span&gt; in giapponese &lt;span style="font-weight: normal;"&gt;&lt;span class="t_nihongo_kanji" lang="ja"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;span style=""&gt;&lt;a href="http://i137.photobucket.com/albums/q220/doni_chan/immagini%20post%20imagoaltrove/cosplay.jpg" target="_blank"&gt;kosupure&lt;/a&gt; &lt;span style=""&gt;– &lt;/span&gt; nasce dalla contrazione dei due termini inglesi costume (&lt;span style=""&gt;“&lt;/span&gt;costume&lt;span style=""&gt;”&lt;/span&gt;) e play (&lt;span style=""&gt;“&lt;/span&gt;gioco/recitazione&lt;span style=""&gt;”&lt;/span&gt;).&lt;br /&gt;Questa pazzia ha origine in Giappone ma negli ultimi anni è arrivata anche in Italia e ha preso radici anche &lt;a target="_blank" href="http://www.anacosplay.it//index.php?option=com_content&amp;amp;task=view&amp;amp;id=5&amp;amp;Itemid=6"&gt;&lt;img src="http://www.anacosplay.it//images/stories/logo_anaco.jpg" alt="" align="left" /&gt;&lt;/a&gt;grazie alla creazione   dell’A.Na.Co. (Associazione Nazionale Cosplay) che organizza fiere ed eventi in tutta Italia.&lt;br /&gt;Nata nel 2003, questa associazione è riuscita ad ottenere in cinque anni di attività fiere con eventi   completamente organizzati da lei, come il &lt;a href="http://www.festivaldelfumetto.com/" target="_blank"&gt;FESTIVAL DEL   FUMETTO&lt;/a&gt; di Novegro (MI), l'&lt;a href="http://eventi.anacosplay.it/hasta_cosplay/" target="_blank"&gt;HASTA COSPLAY&lt;/a&gt; di Asti   (gestiti con il regolamento ufficiale dell'A.Na.Co.) e il primo raduno ufficiale italiano sul Gothic Lolita, il &lt;a href="http://eventi.anacosplay.it/glim/" target="_blank"&gt;GLIM &lt;/a&gt;(Gothic   Lolita Italian Meeting). Ma questi sono solo gli eventi storici, tra le ultime new entry degli eventi A.Na.Co. c'è da segnalare il &lt;a target="_blank" href="http://www.ludicomix.it/index.php"&gt;LUDICOMIX &lt;/a&gt;di Empoli (FI) e &lt;a target="_blank" href="http://xoomer.alice.it/fantasy.landia/"&gt;FANTASYLANDIA &lt;/a&gt;a Lignano (UD) (di questo evento è da segnalare che il presidente dell'A.Na.Co. mi ha detto che siamo stati riconfermati per la terza edizione).&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt; Ma vi siete mai chiesti cosa c’è dietro?&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Non in molti di sicuro.&lt;br /&gt;Quando ho visto per la prima volta un cosplayer, ho pensato solo che non ci assomigliava molto e che il vestito non era molto   uguale… Ora se una frase del genere venisse detta a me, chi ha osato parlare potrebbe morire… &lt;br /&gt;Se vuoi prepararti un cosplay, per quanto semplice possa essere, come minimo ci impiegherai, solo per l’abito, da un   paio di mesi intensi ad un anno con calma. Poi ci sono i gadget, i vari accessori che caratterizzano il personaggio, il   trucco ed eventuali parrucche da recuperare.&lt;br /&gt;Tutto ciò se vai solo a passeggiare in fiera, ma se vuoi anche partecipare a qualche gara, devi studiare bene il   personaggio ed eventualmente preparare una scenetta, quindi colonna sonora e battute, poi cercare di sapere come è il   palco, come sono i supporti alla fiera, se puoi portare un cd, se hai possibilità di avere un microfono.&lt;br /&gt;E poi che scena prepari? Una comica inventata di sana pianta o riproduci una parte del manga o dell’anime? E se porti   un personaggio del videogioco? Il problema si complica.&lt;br /&gt;Le scelte da fare sono parecchie e quello che posso fare ora è raccontarvi le avventure/disavventure dei miei primi   cosplay conclusi. Ora ne sto preparando un altro ahimé più complesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Dalla teoria alla pratica...&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Hinata Hyuga e Kiba Inuzuka, personaggi quasi secondari dell’anime/manga &lt;em&gt;Naruto&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://i137.photobucket.com/albums/q220/doni_chan/immagini%20post%20imagoaltrove/hinatakibatraanimeecospar3.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i137.photobucket.com/albums/q220/doni_chan/immagini%20post%20imagoaltrove/hinataekiba.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" alt="" align="cssRight" height="200" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;Come potete vedere nell’immagine, sembrano semplici: pinocchietti neri...   felpa grigia con un po’ di pellicciotto... ecco, i simboli sulle maniche per Hinata, magari per quelli ci vuole un   attimo in più.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;In realtà quelli furono la cosa più facile…&lt;br /&gt;Il cosplay di Hinata prevede, oltre pinocchietti e felpa: parrucca, lenti bianche (maledetto byakugan), kunai e shuriken (le   armi dei ninja che, per chi non sapesse sono rispettivamente i pugnali e le “stelline rotanti”), il porta armi, i   sandali e la fascia del villaggio.&lt;br /&gt;Per il cosplay di Kiba non c'erano lenti bianche ma “denti canini” e Akamaru, il cagnolino bianco compagno fidato   di Kiba.&lt;br /&gt;Dopo aver capito la valanga di accessori che ti serviranno è capire quale materiale è il più economico e   facile da reperire.&lt;br /&gt;&lt;a href="http://i137.photobucket.com/albums/q220/doni_chan/immagini%20post%20imagoaltrove/simbologiaccaeshuriken.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i137.photobucket.com/albums/q220/doni_chan/immagini%20post%20imagoaltrove/simbologiaccaeshurikenanteprima.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="" align="cssLeft" /&gt;&lt;/a&gt; Nel mio caso ho utilizzato molto il panno lenci, sia per il simbolo   sulla giacca che per i &lt;a target="_blank" href="http://i137.photobucket.com/albums/q220/doni_chan/immagini%20post%20imagoaltrove/portaarmi.jpg"&gt;porta armi&lt;/a&gt;, essendo una stoffa che “non sfilaccia” quando la tagli (come ad esempio il   cotone) e non ci sono grosse difficoltà a cucirlo a mano.&lt;br /&gt;Questo stesso tessuto si è rivelato utile anche per i sandali, alla fine la parte più complicata del   cosplay.&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;A volte le idee ti vengono nel momento più inaspettato. Il problema delle armi fu sempre il   più tosto… Gli shuriken in commercio alle fiere sono in metallo, e non sono ammessi come accessori alle gare   cosplay perché considerati vere e proprie armi. Quindi… come ovviare? L’idea me la diede un ragazzino   delle medie dove lavoravo, aveva costruito uno shuriken con un vecchio cd, tagliato con la taglierina e colorato con   l’indelebile nero: il lavoro era un po’ rozzo, ma era uno shuriken!&lt;br /&gt;Così ne parlai con “Kiba” e lui si mise al lavoro. Recuperammo dei cd finti, ovvero quelli che si trovano   in cima o in fondo alle colonne dei cd (si possono usare anche cd bruciati), così da non sprecare cd buoni. Poi il   lavoro fu solo suo: per prima cosa li scartavetrò con la carta vetrata fine, per renderli opachi, e poi ci   disegnò sopra la stella che andò a tagliare con le cesoie. Per colorarli usò l’aerografo con   colori acrilici (ma si può pure usare una bomboletta spray) prima su un lato e poi sull’altro… ed ecco   dei perfetti shuriken che puoi usare durante una scena in gara senza ammazzare nessuno.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong style=""&gt;…E adesso, cosa me ne faccio del mio cosplay?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver risolto tutti i problemi tecnici legati all’abito, c’erano i problemi legati al gruppo: non si   &lt;span&gt;trattava infatti di un cosplay individuale, ma eravamo il gruppo “Konoha Cosplay” (Konoha è il nome   del villaggio dove è ambientato il manga/anime di &lt;em&gt;Naruto&lt;/em&gt;) E dovevamo organizzare qualunque cosa   insieme.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;E' importante precisare che il nostro era un gruppo un po’ particolare dato che provenivamo da tutta Italia,   così una volta al mese ci trovavamo per provare, le varie scene che in teoria dovevamo fare in giro per la   fiera… i risultati li potete vedere nei due video (&lt;a href="http://dailymotion.alice.it/video/x1zut3_prove-di-%3Cbr/%3Ecombattimento_dating" target="_blank"&gt;video 1&lt;/a&gt; &amp;amp; &lt;a href="http://dailymotion.alice.it/video/x23f7f_prove-2-%3Cbr/%3Ecombattimenti-e-non-solo_dating" target="_blank"&gt;video 2&lt;/a&gt;).&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;All’interno delle prove delle varie scene c’è anche la caratterizzazione dei personaggi, e quindi,   oltre ai &lt;span&gt;copioni delle scene collettive&lt;span&gt;, ti&lt;/span&gt; devi &lt;/span&gt; imparare i movimenti e la gestualità. Per   Kiba nessun problema, le posizioni ed i movimenti erano relativamente fattibili, doveva solo comunicare con Akamaru. Ma   Hinata… c’è stato da ridere, durante i combattimenti, soprattutto in uno molto importante che si pensava   di riprodurre: per eseguire il Byakugan esegue tutta una serie di &lt;a target="_blank" href="http://i137.photobucket.com/albums/q220/doni_chan/immagini%20post%20imagoaltrove/sigilli.jpg"&gt;posizioni delle mani&lt;/a&gt;... bhè non è stato così facile impararle e quando mi sono resa conto che non si sarebbe fatta più la   scena ho smesso subito di esercitarmi, anche perché ero abbastanza impacciata. Ma pure questo fa cosplay.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;  &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;strong style=""&gt;La sera della prima&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;a href="http://i137.photobucket.com/albums/q220/doni_chan/immagini%20post%20imagoaltrove/rotoli-1.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i137.photobucket.com/albums/q220/doni_chan/immagini%20post%20imagoaltrove/rotolianteprima.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="" align="cssLeft" height="88" width="100" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;Arriva il momento tanto atteso della fiera, e spesso ci sono gadget che devi utilizzare e non si trovano in giro: per noi   furono i rotoli del villaggio della foglia. Ispirati a quelli dell’anime, i nostri sarebbero stati verdi e gialli, e   soprattutto dovevano aprirsi. Il primo tentativo fu in carta pesta, ma non c’era possibilità di aprirli e   scriverci dentro, così alla fine si risolse il problema con il panno lenci ed il cotone bianco con all’interno   scritto il motto del gruppo “Konoha Cosplay – amicizia ed onestà”. I rotoli dovevano servirci per   rubarceli a vicenda durante la fiera (li sentite citare nel video 2 nella scena del bosco).&lt;br /&gt;Inoltre a pochi giorni dal Romics, il nostro boss ci comunicò che mancava Naruto, e che quindi per far passare la cosa   per “voluta” serviva &lt;a href="http://img252.imageshack.us/img252/8180/dscn0647rd4.jpg" target="_blank"&gt;un   cartellone&lt;/a&gt; con la scritta “Missing Naruto”.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;Risolti i problemi dell’ultimo minuto, ci siamo trovati tutti al Romics e devo dire ch&lt;span style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;a href="http://i137.photobucket.com/albums/q220/doni_chan/immagini%20post%20imagoaltrove/villaggiodellasabbia.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i137.photobucket.com/albums/q220/doni_chan/immagini%20post%20imagoaltrove/teamsabbiaanteprima.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" alt="" align="cssRight" height="113" width="150" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;e facevamo la nostra figura come   gruppo, anche perché devo segnalare che tra i nostri accessori avevamo Karasu, una marionetta alta un metro e settanta   circa, il ventaglio di Temari nelle misure reali, e la giara di Gaara che era anche quella a misura reale (&lt;span&gt;spesso certi   gadget vengono riprodotti solo simbolicamente, più piccoli del naturale, perchè a misura reale non sono comodi   nei movimenti e nel trasporto)&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;/span&gt;La giornata è andata bene, a causa di contrattempi e ritardi non siamo riusciti a partecipare   alla gara cosplay ma ci siamo divertiti molto e ci hanno scattato parecchie foto, che per i cosplayer è importante   tanto quanto partecipare ad una gara, perché più foto ti scattano, più il tuo cosplay è   somigliante e più ti senti un grande cosplayer… e per questo il nostro gruppo è stato un gruppo di   grandi cosplayer.&lt;br /&gt;&lt;p&gt; &lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://i137.photobucket.com/albums/q220/doni_chan/creazioni%20a%20computer/KonohacosplayaKonoha2conscritte.jpg" alt="" align="absmiddle" width="300" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-6786298032845739004?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/6786298032845739004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2008/06/vita-da-cosplayer.html#comment-form' title='32 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/6786298032845739004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/6786298032845739004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2008/06/vita-da-cosplayer.html' title='Vita da cosplayer'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://i137.photobucket.com/albums/q220/doni_chan/immagini%20post%20imagoaltrove/th_hinataekiba.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>32</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-9011486020974867853</id><published>2008-05-11T16:09:00.007+02:00</published><updated>2011-11-30T20:07:31.736+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sigle'/><title type='text'>Prima che Cristina D'avena uccidesse i nostri sogni e le nostresperanze...</title><content type='html'>Dall'alto dei miei stimabilissimi quattro anni osservo il microfono davanti ai miei occhi. Sarebbe stata la performance di una vita. Un intero anno trascorso davanti alla TV avrebbe finalmente fruttato una rispettabile carriera da rock star. Chiudo gli occhi per godere appieno del mio momento di gloria. Quando li riapro il basso ha già cominciato a pompare un riff infernale, accompagnato da una batteria violenta e martellante. Il mio abito glitterato avrebbe inevitabilmente condizionato le mode del decennio alle porte. La folla è in delirio, visibilmente rapita dalla mia voce incisiva e graffiante, esaltata dai trascinanti cori di una band numerosa ed esperta. Le tastiere diffondono nell'aria quell'alone mistico e visionario capace di dare forma ai fotogrammi partoriti dall'immaginazione, come in un trip ad alto contenuto acido.&lt;br /&gt;Terminata l'esibizione osservo le urla eccitate di un pubblico che pende letteralmente dalle mie labbra. Ma ecco che la pressione del tasto &lt;em&gt;Stop&lt;/em&gt;, seguito dal rumoroso riavvolgimento del nastro, mi riportano immediatamente alla realtà. Mia nonna mi osserva con quel fare amorevole misto a compassione che solitamente si riserva a un cucciolo dalle fattezze buffe mentre si accinge a fare qualcosa di insolitamente goffo: &lt;em&gt;"Adesso la riascoltiamo dall'inizio e poi registriamo Anna dai capelli rossi, d'accordo?"&lt;/em&gt;. &lt;em&gt;"D'accordo!"&lt;/em&gt;, rispondo io con voce esile e vagamente effeminata che ben si addice a un moccioso della mia età.&lt;br /&gt;Da qualche parte conservo ancora quelle registrazioni: &lt;em&gt;Astro Robot&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Anna dai capelli rossi&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Paul e Nina&lt;/em&gt; e forse anche &lt;em&gt;Capitan Futuro&lt;/em&gt;. E oltre a quelle conservo anche una piccola collezione di 45 giri originali, di cui in effetti gradirei poter rientrare in possesso quanto prima. Purtroppo è tuttora custodita sottochiave nelle oscure segrete della villa di mia nonna, che tanto fu amorevole nell'acquistarli, quanto carogna nel non volermeli cedere. &lt;em&gt;"Quando morirò"&lt;/em&gt;, ripeteva sempre. Il vero problema è che mia nonna è moribonda da almeno cinque anni, ma non accenna a voler abbandonare definitivamente questo pianeta. Sembra quasi che qualcuno l'abbia mesmerizzata nella speranza che la sua essenza continui a vivere a dispetto del totale disfacimento fisico.&lt;br /&gt;Inutile dire che ormai le speranze di poter recuperare quella manciata di 45 giri sono pressoché pari allo zero. Che sia una sorta di pena del contrappasso? Mi spiego meglio: all'età di cinque anni ebbi tra le mani la più grande collezione di 45 giri legati al mondo delle sigle che si possa immaginare. A dire il vero non è che fosse proprio mia. Era della mia migliore amica, nonché vicina di casa, Claudia. Annoverava un po' di tutto, dalle sigle più conosciute a quelle più ricercate, per un totale di una sessantina di pezzi (forse più), molti dei quali oggi come oggi farebbero gola a parecchi collezionisti del settore. Ebbene, quella collezione oggi, grazie alle mie famigerate doti vandaliche, non esiste più. Accadde una mattina. Io e Marco, ci introducemmo furtivamente in casa di Claudia durante la sua assenza e sequestrammo l'intera collezione accuratamente riposta in un contenitore di legno colorato. Ci recammo quindi in una zona deserta non lontana dalle nostre rispettive abitazioni e lì procedemmo alla strage: trasformammo quei 45 giri in veri e propri frisbee da spiaggia e ce li lanciammo uno ad uno sulla lunga distanza, fino a quando non si frantumarono tutti quanti sull'asfalto. Ricordo ancora l'espressione della piccola Claudia al suo ritorno e le successive sgridate da parte dei nostri genitori a dir poco imbestialiti. Non so esattamente cosa mi spinse a compiere quel tremendo gesto distruttivo, ricordo soltanto che lì per lì mi parve una buona idea per far trascorrere il tempo.&lt;br /&gt;Tutto questo per dire che, se ancora oggi il destino rema contro la mia esplicita volontà di rientrare in possesso di quei pochi pezzi che compongono la mia collezione, probabilmente lo devo anche a questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/jeegfp7.jpg" alt="" align="cssLeft" /&gt;In quegli anni comunque non avevo ancora maturato una vera e propria passione per le sigle dei cartoni animati. Intendiamoci, le ho sempre trovate emotivamente coinvolgenti, forse per la natura stessa della sigla. Tuttavia non mi appassionavano al punto da sentire la necessità di approfondire l'argomento con la conoscenza di interpreti ed episodi legati alla loro realizzazione. Quello accadde solo in seguito, all'età di circa ventidue anni, quando per puro caso mi accorsi che quelle sigle erano ancora reperibili in versione estesa nei meandri oscuri del selvaggio Web. Ed ecco quindi che riascoltandole ritrovai quelle stesse emozioni che mi avevano accompagnato durante l'infanzia. Fu solo col senno di poi che fui capace di rivalutare ed apprezzare gli intricati meccanismi che si celavano dietro quel piccolo e meraviglioso microcosmo ricco di sensazioni.&lt;br /&gt;All'epoca Cristina D'avena non era stata ancora inventata e l'universo delle sigle si presentava competitivo e variegato: competitivo perché a quel tempo le sigle venivano date in appalto a più complessi che presentavano la loro versione del brano nella speranza che venisse scelto e poi mandato in onda; variegato perché questo sistema a commissione stimolava le capacità creative di molti validi gruppi o artisti che in alcuni casi la sorte non aveva concesso loro di far carriera come musicisti tradizionali. &lt;em&gt;Jeeg Robot&lt;/em&gt; è stato il primo cartone animato trasmesso dalle televisioni private italiane. La sigla non è altro che una rivisitazione in lingua italiana del pezzo originale: il brano è stato convertito in mono, tagliato di una strofa e modificato con l'aggiunta di una traccia strumentale. Si dovette optare per questa soluzione perché il cartone animato sarebbe dovuto andare in onda solo due giorni dopo e non sussisteva dunque il tempo materiale per incidere una sigla tutta nuova. Venne così reclutato tale &lt;em&gt;Roberto Fogu&lt;/em&gt; (in arte &lt;em&gt;Fogus&lt;/em&gt;) che in breve diede vita alla canzone che tutti abbiamo ascoltato e canticchiato almeno una volta.&lt;br /&gt;Il brano tuttavia non venne venduto immediatamente, c'erano ancora numerose reticenze in merito a un'eventuale distribuzione commerciale. &lt;em&gt;Mariano Detto&lt;/em&gt;, proprietario della &lt;em&gt;CLS Records&lt;/em&gt;, riteneva infatti che nessuna sigla avrebbe potuto fare successo a meno che non fosse stata trasmessa dalle reti RAI e negò dunque il consenso alla pubblicazione. Dopo qualche tempo tuttavia, per mera curiosità, decise di domandare al suo distributore romano se ci fossero state delle richieste in merito a una sigla dal titolo Jeeg Robot. E fu allora che si rese conto del suo clamoroso errore di valutazione: le richieste c'erano state ed anche piuttosto numerose. Il distributore di Roma ordinò ventimila copie del quarantacinque giri, che venne così stampato in fretta e furia. In ogni caso i risultati in termini di vendite lasciarono alquanto a desiderare, dato che nel frattempo la RCA ne aveva approfittato per distribuire nei negozi una cover della suddetta sigla, realizzata dai &lt;em&gt;Superobots&lt;/em&gt;. Senza contare che la copertina del 45 giri di Fogus, contrariamente a quello dei Superobots, non mostrava Jeeg in tutto il suo meccanico splendore, bensì un mostro nemico dalle inquietanti sembianze. Insomma, una scelta sbagliata dietro l'altra compromise il successo di questo 45 giri, ma permise al tempo stesso di comprendere la portata potenziale di un vero e proprio mercato delle sigle, non più circoscritto ai prodotti trasmessi dalla RAI.&lt;br /&gt;Per molto tempo sulla sigla di Jeeg circolò la leggenda secondo cui a cantarla sarebbe stato nientemeno che un giovanissimo Piero Pelù. Inutile dire che questa affermazione, alla quale ho sempre faticato a dar credito per tutta una serie di ottime ragioni che ora non starò qui a spiegare, si è rivelata nel tempo una banale leggenda metropolitana.&lt;br /&gt;Ad ogni modo non fu questo l'unico episodio in cui una sigla italiana venne rimaneggiata direttamente dall'originale. Accadde anche per le due sigle di &lt;em&gt;Ryu, il ragazzo delle caverne&lt;/em&gt;. Credo invece che &lt;em&gt;Mazinga Z&lt;/em&gt;, pur essendo anch'essa una cover della rispettiva sigla giapponese, sia stata completamente riarrangiata. In rari casi si è arrivati addirittura a non modificare per niente il brano d'apertura giapponese, probabilmente più per mancanza di tempo che per assecondare una precisa scelta di marketing: è il caso di &lt;em&gt;Zambot III&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;L'invincibile Shogun&lt;/em&gt;, tanto per fare qualche esempio. Sigle che nonostante tutto sono entrate comunque a far parte della memoria storica di ogni appassionato. Certo, in maniera alquanto ironica e grottesca, visto che poi i testi venivano reinterpretati da noi marmocchi in chiave sarcastica e, spesso e volentieri, pornografica. Ma ci hanno comunque segnato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/dieciqb5.jpg" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A farla da padrone erano soprattutto &lt;em&gt;I Cavalieri del Re&lt;/em&gt;, c'è poco da fare. E non tanto per il numero di sigle incise o per il valore effettivo delle stesse, quanto piuttosto per le voci particolarmente incisive di &lt;em&gt;Riccardo Zara&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Clara Serina&lt;/em&gt;. Riccardo Zara ha cantato la sigla di &lt;em&gt;Devilman&lt;/em&gt;, mentre Clara Serina, tanto per fare chiarezza, ha dato voce alla prima sigla italiana di &lt;em&gt;Lady Oscar&lt;/em&gt; (che a me personalmente non è mai piaciuta, ma che pare riscuotere ancora oggi enorme successo tra gli appassionati). Nonostante il loro aspetto tremendo (a metà tra gli Abba e I Cugini di Campagna), che per fortuna all'epoca nessuno conosceva, bisogna ammettere che I Cavalieri del Re son stati comunque capaci di sfornare alcune tra le sigle più belle e meglio arrangiate del panorama italiano: &lt;em&gt;Il libro Cuore&lt;/em&gt; in primo luogo; ma anche &lt;em&gt;Lo specchio magico&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Kimba&lt;/em&gt; o &lt;em&gt;L'isola dei Robinson&lt;/em&gt;. Si trattava essenzialmente di ballate in vecchio stile, caratterizzate da soluzioni armoniche di tutto rispetto. Forse gli appassionati più giovani avranno avuto modo di apprezzarli soprattutto per la bellissima sigla della serie &lt;em&gt;Caro Fratello&lt;/em&gt;, intorno alla realizzazione della quale si può tranquillamente affermare abbiano dato davvero il meglio.&lt;br /&gt;Tuttavia già all'epoca le mie preferenze vertevano più che altro sul rockeggiante, il che mi portava a preferire altri artisti ed altre sigle, come ad esempio i &lt;em&gt;Rocking Horse&lt;/em&gt; (interpreti di &lt;em&gt;Candy Candy&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Toriton&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Il dr. Slump e Arale&lt;/em&gt; e della magnifica &lt;em&gt;Forza Sugar&lt;/em&gt;), i &lt;em&gt;Superobots&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;Blue Noah&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Babil Junior&lt;/em&gt;) o la &lt;em&gt;Superband&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;Fantaman&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Supereroi&lt;/em&gt;, due tra le più belle sigle di sempre). Tutti questi complessi vedevano alla voce il grande &lt;em&gt;Douglas Meakin&lt;/em&gt; che, con quella sua cadenza straniera e quel falsetto terribilmente irritante, riusciva a rendere tutti i suoi pezzi facilmente riconoscibili.&lt;br /&gt;Da non dimenticare poi i &lt;em&gt;Fratelli Balestra&lt;/em&gt;, pure loro simili nell'aspetto ai protagonisti di una soap sudamericana degli anni '70. Ottimi soprattutto per le soluzioni armoniche a più voci (in stile Cavalieri del Re) e per via di tre pezzi assolutamente memorabili: &lt;em&gt;Daitarn III&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Teppei&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;X Bomber.&lt;/em&gt; Daitarn III in particolare è forse ancora oggi la sigla più amata ed apprezzata di sempre, data la sua melodia semplice ed efficace, accompagnata da un arrangiamento che definire perfetto sotto tutti i punti di vista è addirittura poco.&lt;br /&gt;Altro complesso degno di nota furono gli &lt;em&gt;Oliver Onions&lt;/em&gt;, gli autori che in assoluto ho preferito. E non solo perché hanno firmato alcune delle sigle a cui sono maggiormente legato, quanto perché si può tranquillamente affermare che non abbiano mai interpretato una sigla che possa definirsi brutta: &lt;em&gt;Rocky Joe&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Galaxy Express&lt;/em&gt;, le due sigle di &lt;em&gt;Marco Polo&lt;/em&gt; e via dicendo. Che poi, per dirla tutta, la loro carriera discografica si è estesa ben oltre l'universo dei cartoni animati, come ben sa chiunque sia cresciuto con le pellicole di Bud Spencer e Terence Hill. Un complesso coi controcazzi insomma, che probabilmente avrebbe meritato qualcosa di più in termini di successo, ma che comunque può vantare una carriera di tutto rispetto nell'ambito delle colonne sonore. Anche loro d'altronde peccavano in termini di immagine, dato che sul palcoscenico avevano tutta l'aria di due figli dei fiori fricchettoni con chiare tendenze omosessuali.&lt;br /&gt;C'erano poi due grandi voci femminili, morbide e calde come poche. Erano quelle di &lt;em&gt;Giorgia Lepore&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Stefania Mantelli&lt;/em&gt;. La prima interprete di &lt;em&gt;Conan, il ragazzo del futuro&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;La fantastica Mimì&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Peline story&lt;/em&gt;; la seconda voce solista del coro &lt;em&gt;Le Mele Verdi&lt;/em&gt;, nonché artefice della memorabile interpretazione di &lt;em&gt;Mademoiselle Anne&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/cinqueun3.jpg" alt="" /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo col tempo il sistema di assegnare le sigle in appalto venne meno e in breve il mercato fu letteralmente fagocitato dalla voce di &lt;em&gt;Cristina D'Avena&lt;/em&gt;. Non che la povera Cristina non abbia mai cantato belle canzoni, intendiamoci, ma senza quella giusta dose di competitività e concorrenza che aveva caratterizzato il mercato discografico tra la fine degli anni '70 e la prima metà degli anni '80, la qualità media delle sigle proposte cominciò progressivamente a scadere. Come se questo non bastasse, ogni qual volta un vecchio cartone veniva ritrasmesso in TV sulle reti nazionali, si affidava (e si affida tuttora) a Cristina l'ingrato compito di registrare una nuova sigla, decretando così la definitiva sepoltura di un contesto musicale florido e ricco di intense emozioni quale fu l'universo delle sigle di un tempo.&lt;br /&gt;A volte mi domando quale sorte avrebbero avuto i robottoni giapponesi se a cantarne le sigle fosse stata la D'Avena. Sarebbero stati altrettanto affascinanti e coinvolgenti? Ed io li avrei guardati con gli stessi occhi? Probabilmente a quest'ora sarei più rincoglionito e traumatizzato che se fossi cresciuto con i lungometraggi della Disney: non fumerei, non sarei dedito all'alcool e neppure sognerei la distruzione del Mondo a cavallo di una macchina ipertecnologica dalle fattezze umanoidi. Cosa che invece prima o poi farò, questo è chiaro.&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Scritto da &lt;a title="Visita il sito di Deeproad" href="http://www.deeproad.net/" target="_blank"&gt;Deeproad&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-9011486020974867853?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/9011486020974867853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2008/05/prima-che-cristina-d-uccidesse-i-nostri.html#comment-form' title='75 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/9011486020974867853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/9011486020974867853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2008/05/prima-che-cristina-d-uccidesse-i-nostri.html' title='Prima che Cristina D&amp;#39;avena uccidesse i nostri sogni e le nostresperanze...'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>75</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-4424652964595799581</id><published>2008-04-21T14:11:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T20:19:26.985+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giappone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dizionario'/><title type='text'>Dizionario: B (1)</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Inizialmente avevo pensato di trattare la A e la B nello stesso post. Poi, vista la lunghezza finale della A, ho deciso che avrei messo B e C insieme. Alla fine ho dovuto pure dividere in due la B...&amp;nbsp; al momento, studiando i miei appunti per le prossime voci, sono piuttosto convinta che potr&amp;ograve; mettere la seconda parte della B e la C insieme. Ma forse &amp;egrave; meglio non cantare vittoria troppo presto...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Nel caso ve lo foste dimenticati, il dittongo &amp;quot;OU&amp;quot; si pronuncia come una &amp;quot;O&amp;quot; lunga e traslitterato si pu&amp;ograve; trovare anche come &amp;quot;ō&amp;quot; (ma &amp;egrave; pi&amp;ugrave; facile scrivere &amp;quot;ou&amp;quot;, quindi ho usato questo modo).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B1/baka.jpg" alt="" /&gt;&lt;strong&gt;BAKA = stupido&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;I giapponesi non hanno molte parolacce, e tra queste gli insulti sono solo una parte. Il pi&amp;ugrave; diffuso &amp;egrave; indubbiamente &amp;quot;baka&amp;quot;, di cui esistono anche le varianti un po' pi&amp;ugrave; forti di &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B1/bakamono.jpg"&gt;Bakamono&lt;/a&gt; e &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B1/bakayarou.jpg"&gt;Bakayarou&lt;/a&gt; (i primi due caratteri dei tre termini significano sempre &amp;quot;baka&amp;quot;, ma si &amp;egrave; scelto di scriverli per &amp;quot;baka&amp;quot; in Hiragana, per &amp;quot;bakamono&amp;quot; in Kanji e per &amp;quot;bakayarou&amp;quot; in Katakana: i tre modi sono assolutamente &amp;quot;intercambiabili&amp;quot;, ma l'uso di un modo rispetto ad un altro pu&amp;ograve; essere una scelta del mangaka al fine di trasmettere un diverso contenuto - per Hiragana e Katakana si rimanda alla &lt;a target="_blank" href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/15303710/Dizionario%3A+A"&gt;voce A del dizionario&lt;/a&gt;).&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;AGGIUNTA DEL 24.04.08:&lt;/strong&gt; non so perch&amp;egrave; non l'ho messo prima, ma credo sia utile avere un vocabolario di insulti un minimo ampliato... scherzo, ovviamente, volevo solo aggiungere un paragone tra &amp;quot;baka&amp;quot; e &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B1/ahou.jpg"&gt;Ahou&lt;/a&gt; (o &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B1/aho.jpg"&gt;Aho&lt;/a&gt;, scritto in katakana - quindi come se fosse in grassetto - e con la O breve). I due termini sono sinonimi, ma c'&amp;egrave; una sfumatura importante da sottolineare: in base alla zona del Giappone, &amp;quot;baka&amp;quot; pu&amp;ograve; risultare pi&amp;ugrave; offensivo di &amp;quot;aho&amp;quot; o viceversa. Nella regione di Tokyo &amp;quot;aho&amp;quot; risulta pi&amp;ugrave; pesante ed &amp;egrave; quindi usato, in anime e manga, soprattutto da delinquenti e simili, mentre nella regione di Osaka &amp;egrave; il contrario: ricordiamo che il giapponese che sentiamo e leggiamo in film, anime, manga &amp;egrave; quello di Tokyo, e che quindi sar&amp;agrave; sempre o quasi usato &amp;quot;baka&amp;quot; per questioni pi&amp;ugrave; &amp;quot;leggere&amp;quot; (come negli esempi) e &amp;quot;aho&amp;quot; per insultare con vero gusto. Eventualmente nei commenti vi posto un esempio, cos&amp;igrave; potrete pronunciarlo correttamente in caso di necessit&amp;agrave;!&lt;br/&gt;&lt;strong&gt; Esempi&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;1. Molti sono i casi in cui, negli anime, la giovane protagonista si rivolge allo sventurato di turno con questo epiteto. Spesso &amp;egrave; un semplice &amp;quot;nome-del-tipo no BAKA!!!&amp;quot;, ma non &amp;egrave; raro che arrivino a sotterrarlo letteralmente di &amp;quot;baka&amp;quot;. Tra tutte, comunque, nessuna ha la classe di &lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=QleyNcziqc0" target="_blank"&gt;Akane Tendou&lt;/a&gt;&lt;a href="post/16822508/#1"&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;...&lt;br/&gt;2. Nella traduzione italiana di &lt;em&gt;Neon Genesis Evangelion&lt;/em&gt;&lt;a href="post/16822508/#2"&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; la suscettibile e - diciamolo - isterica Asuka Soryou Langley chiama Shinji (l'amorfissimo protagonista) &amp;quot;Stupishinji&amp;quot;: non &amp;egrave; un brutto modo per rendere nella nostra lingua il &amp;quot;bakashinji&amp;quot; originale.&lt;br/&gt;3. Capita spesso che, come nell'esempio 2, il nome venga storpiato per inserire questo simpatico aggettivo, ma il livello di fusione dei due termini &amp;egrave; raramente tanto alto come in &lt;em&gt;Zero no soukoushi&lt;/em&gt;&lt;a href="post/16822508/#3"&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;, dove il protagonista Kanade viene chiamato dalla cugina &amp;quot;Cretinade&amp;quot; &lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B1/zeronosoukoushi.jpg" target="_blank"&gt;in italiano&lt;/a&gt; - non male come resa - ma che in giapponese deve essere stato sicuramente &amp;quot;ba&lt;em&gt;Kanade&lt;/em&gt;&amp;quot;.&lt;br/&gt;NB. Attenzione a non confondere BakAmono con BakEmono: quello che avrebbe potuto essere solo un insulto colorito diventerebbe un'offesa seria...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B1/bakemono.jpg" alt="" /&gt;&lt;strong&gt;BAKEMONO = mostro&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;...E infatti, ecco il termine appena citato: pu&amp;ograve; essere tradotto con &amp;quot;mostro&amp;quot;, &amp;quot;fantasma&amp;quot;: una creatura che fa paura, che non ha fattezze umane... o un umano che ha perso completamente la sua umanit&amp;agrave;. Un Vampiro &amp;egrave; un &lt;em&gt;bakemono&lt;/em&gt;, cos&amp;igrave; come un killer spietato, ma sicuramente i &lt;em&gt;bakemono&lt;/em&gt; pi&amp;ugrave; noti sono i mostri classici, quelli della mitologia giapponese: in questo contesto un sinonimo di &lt;em&gt;bakemono&lt;/em&gt; &amp;egrave; &lt;em&gt;youkai&lt;/em&gt;.&lt;br/&gt;Animali, piante o oggetti troppo grandi o che raggiungono et&amp;agrave; impensabili (detti &lt;em&gt;mononoke&lt;/em&gt;), ombre misteriose che intravvediamo nella foresta o fenomeni inspiegabili (come i fuochi fatui) hanno generato in Giappone come da noi delle tipologie specifiche di creature entrate senza difficolt&amp;agrave; nell'immaginario collettivo.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt; Esempi&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Si &amp;egrave; voluto accennare ad alcuni tra i pi&amp;ugrave; noti mostri tra quelli usati in anime e manga; chiaramente eventuali aggiunte e proposte sono come sempre gradite, inoltre nei commenti non mancheranno approfondimenti e curiosit&amp;agrave; che non verranno aggiunte in questa voce per non appesantirla.&lt;br/&gt;&lt;img align="cssRight" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B1/kappa.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" alt="" /&gt;&lt;strong&gt;- Kappa&lt;/strong&gt;. Ne esistono tantissime specie e gli avvistamenti non si contano: &amp;egrave; la caratteristica bestia fluviale via di mezzo tra una rana e una tartaruga, alta circa un metro, dispettosa e vagamente idiota, coi &amp;quot;capelli&amp;quot; tagliati a m&amp;ograve; di chierica e identificabile da una puzza penetrante di marcio. Da dispettoso pu&amp;ograve; spesso trasformarsi in pericoloso, quando afferra e trascina in acqua bambini e bestiame. In &lt;a href="post/16822508/#4"&gt;&lt;a href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/21055845/Saiyuki" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; Goku chiama sempre Gojyo &amp;quot;pervertito di un kappa&amp;quot;: non che Gojyo assomigli a un kappa, anzi! Semplicemente si fa riferimento allo spunto per questo manga/anime, e cio&amp;egrave; al libro &lt;em&gt;Viaggio in Occidente&lt;/em&gt;, nel quale si narrano le vicende di un bonzo, una scimmia nata da una roccia, un maiale e un kappa, appunto... Lunga storia, quella di questo importantissimo romanzo...&lt;br/&gt;&lt;img align="cssRight" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B1/kasabakerokurokubi.jpg" alt="" /&gt;&lt;strong&gt;- Kasabake e Rokurokubi&lt;/strong&gt;. E' l'animazione che mi spinge, volente o nolente, ad accogliere nella stessa voce questi due mostri: chi infatti non ricorda tra i gruppi spettrali dei cartoni animati quel buffo ombrello con una gamba (kasabake) e la donna col collo lunghissimo (rokurokubi)? Il kasabake (&amp;quot;kasa&amp;quot; = ombrello, &amp;quot;bake&amp;quot;, appunto, mostro) &amp;egrave; solo uno dei tantissimi esempi di oggetti che, dopo cent'anni, ottenevano un'anima, e le notti buie solo lievemente richiarate dalla luna devono aver contribuito al loro &amp;quot;processo di animazione&amp;quot;... Sembrerebbe essere solo dispettoso, nel suo aggirarsi sghignazzando per le strade notturne, con la lingua fuori e l'unico occhio piantato sul viandante che lo incrocia. La rokurokubi invece &amp;egrave; meno benevola: di giorno &amp;egrave; una comunissima donna, ma di notte usa il suo lungo collo per infiltrarsi nelle stanze e succhiare l'anima di chi dorme. Per l'esempio sfruttiamo un passaggio di un &lt;a target="_blank" href="http://it.youtube.com/watch?v=aNWgxmsagxg"&gt;un episodio&lt;/a&gt; di &lt;em&gt;Lam&amp;ugrave;&lt;/em&gt;&lt;a href="post/16822508/#5"&gt;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; gentilmente segnalatomi da Deeproad, ed &amp;egrave; un classico: Atavu Movoboshi (come lo chiama la ragazzina) si addentra in un cimitero, con tutte le conseguenze inevitabili del caso...&lt;br/&gt;&lt;img align="cssRight" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B1/kitsune.jpg" alt="" /&gt;&lt;strong&gt;- Kitsune&lt;/strong&gt;. Ha l'aspetto di una volpe, ma &amp;egrave; a tutti gli effetti una creatura magica: maestra nel trasformismo, predilige farsi passare per essere umano per poter cos&amp;igrave; agevolmente truffare e prendere in giro gli uomini. Di kitsune negli anime e nei manga ce n'&amp;egrave; un'infinit&amp;agrave;: da Shippo di &lt;em&gt;Inuyasha&lt;/em&gt;&lt;a href="post/16822508/#6"&gt;&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;, a Youko Kurama, la seconda personalit&amp;agrave; di Shuichi Minamino in &lt;em&gt;Yu degli Spettri&lt;/em&gt;... Ho scelto un'immagine da &lt;em&gt;Naruto&lt;/em&gt;&lt;a href="post/16822508/#7"&gt;&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; perch&amp;egrave; il suo &amp;egrave; indubbiamente un caso di &amp;quot;kitsunetsuki&amp;quot;, cio&amp;egrave; di possessione da parte di un demone volpe, e non uno qualsiasi: &amp;egrave; Kyuubi, il demone volpe a nove code di cui si raccontano moltissime leggende in Giappone. Una curiosit&amp;agrave;: quando piove col sole, in Giappone si dice che da qualche parte si sta svolgendo un &lt;em&gt;kitsune no yomeiri&lt;/em&gt;, un corteo di nozze delle volpi.&lt;br/&gt;&lt;img align="cssRight" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B1/tanuki.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" alt="" /&gt;&lt;strong&gt;- Tanuki&lt;/strong&gt;. E' una sorta di procione simile a un tasso, esiste veramente e come per la volpe ha dato origine a numerose leggende e aneddoti misteriosi. Ha capacit&amp;agrave; metamorfiche e pu&amp;ograve; trasformarsi sia in umano che in mostro o oggetto; a lui si riconducono un'infinit&amp;agrave; di scherzi, rumori (prodotti dal tamburellare sulla propria pancia), disturbi e imbostate: molte apparizioni mostruose riportate dalle leggende sono senza dubbio opera sua. Un gran rompiscatole molesto, insomma, niente a che vedere con la furba (e vendicativa) kitsune... Nell'immagine, sempre da &lt;em&gt;Inuyasha,&lt;/em&gt; compare Hachiemon, il servitore del monaco Miroku: un grosso e grasso, tonto e pauroso tanuki. E' stato scelto per poter fare un esempio da anime e manga, come negli altri casi, ma credo possa incuriosire di pi&amp;ugrave; il fatto che Mario, star del videogioco Super Mario Bros. 3, possa trasformarsi in &lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B1/mariotanuki.jpg" target="_blank"&gt;tanuki&lt;/a&gt; e diventare cos&amp;igrave; una statua di jizo (comportamento tipico del nostro mostro)...&lt;br/&gt;&lt;img align="cssRight" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B1/tengu.jpg" alt="" /&gt;- &lt;strong&gt;Tengu&lt;/strong&gt; (&lt;strong&gt;AGGIUNTA DEL 30.04.08&lt;/strong&gt;; grazie a InitialDwe e Deeproad per le segnalazioni nei commenti, che ho ripreso in parte per creare la voce). Il tengu &amp;egrave; una pericolosa, in quanto irascibile, vendicativa e arrogante, creatura che abita montagne e foreste. La sua rappresentazione pi&amp;ugrave; diffusa &amp;eacute; quella di un volatile antropomorfo con la faccia rossa e un lungo naso. Sono creature dagli enormi poteri e valorosi combattenti, a volte considerate alla stregua di divinit&amp;agrave; (v. commento #33 di Dwe). Secondo Shigeru Mitsuki (l'autore dell'Enciclopedia illustrata cui ho fatto riferimento) l'origine del mito dei tengu &amp;egrave; da ricercarsi nella presenza di&amp;nbsp; asceti ed eremiti sulle montagne giapponesi: credo per&amp;ograve; che a pensarla cos&amp;igrave; si perda una parte del fascino di questo mostro... Nell'immagine c'&amp;egrave; Kurama, la principessa dei Tengu, che in &lt;em&gt;Lam&amp;ugrave;&lt;/em&gt; sono extraterrestri (vi rimando al commento #39 di Deep - che ha trovato l'esempio - per un breve approfondimento).&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;- Akuma, Oni... e Magia!&lt;/strong&gt; Oni e akuma sono alcuni tra i tanti tipi di &lt;em&gt;bakemono&lt;/em&gt;, e sono anche sinonimi tra loro. Significano entrambi demone, diavolo, ma naturalmente esistono sfumature di significato ed usi specifici, che per noi che non viviamo in Giappone &amp;egrave; difficile comprendere. Proviamo a farci comunque un'idea...&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;img align="cssRight" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20B1/lamu.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" alt="" /&gt;&lt;/strong&gt;Vi pregherei di far caso al legame che c'&amp;egrave; tra i termini &lt;em&gt;Oni&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;Akuma&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Mahou&lt;/em&gt; (&amp;quot;magia&amp;quot;) aiutandovi coi kanji dell'immagine. &lt;em&gt;Akuma&lt;/em&gt;, abbiamo detto, significa &amp;quot;demone&amp;quot;, e viene associato soprattutto all'idea occidentale di &amp;quot;creatura degli inferi&amp;quot;: &amp;egrave; composto da due parti, AKU- scritto col kanji che vuol dire cattivo e -MA con quello che da il concetto di entit&amp;agrave; demoniaca. Questo secondo kanji compare anche nel termine &lt;em&gt;Mahou&lt;/em&gt; insieme ad -HOU, il cui kanji vuol dire regola, metodo: insomma, le regole che permettono il controllo del mondo demoniaco. Brrrrr. Infine, credo abbiate notato come, all'interno del kanji che sta per MA-, tra i tanti disegnini (il termine tecnico &amp;egrave; &lt;em&gt;radicali&lt;/em&gt;) ci sia anche quello che vuol dire ONI... Non resta che chiarire cosa sia un oni: beh, &amp;egrave; il diavolo per i giapponesi, spesso di carnagione scura, grosso e muscoloso e dotato di corna zanne e sguardo truce. Beh, a voi le conclusioni!&lt;br/&gt;Ah, di akuma si parla in &lt;em&gt;D.Gray-man&lt;/em&gt; (e infatti chi li caccia ha la qualifica di esorcista), e per chi non lo sapesse, Lam&amp;ugrave; &amp;egrave; senz'ombra di dubbio un oni!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Per concludere, segnalo il testo cui ho fatto riferimento e da cui sono tratte le immagini dei mostri: l'&lt;em&gt;Enciclopedia dei mostri giapponesi&lt;/em&gt;, di Shigeru Mizuki, Edizioni Kappa (due volumi, A-K del 2004 e M-Z del 2005). Provate a rivedere &lt;em&gt;La citt&amp;agrave; incantata&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;La principessa Mononoke&lt;/em&gt; (by Miyazaki) dopo aver sfogliato questi due volumi, vi si aprir&amp;agrave; un mondo!&lt;br/&gt;Vi consiglio anche un paio di anime, &lt;em&gt;xxxHOLiC&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Tactics&lt;/em&gt;&lt;a href="post/16822508/#8"&gt;&lt;sup&gt;8&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;: praticamente sono entrambi (seppure in maniera molto diversa) un'enciclopedia a puntate sui mostri giapponesi, che non solo vengono citati, ma le cui apparizioni sono spesso accompagnate da spiegazioni di origini, caratteristiche e modi di affrontarli. Proprio per questa loro peculiarit&amp;agrave; non sono anime facilissimi da seguire, ma restano una miniera di notizie interessanti.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;hr width="100%" size="2" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;NOTE&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;a name="1"&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Ranma &amp;frac12;&lt;/em&gt;, di Rumiko Takahashi. Manga edito in Italia dalla Starcomics; anime di 161 episodi trasmesso da varie reti italiane. La canzone &amp;egrave; &lt;em&gt;Yasashii, Ii Ko ni Narenai&lt;/em&gt; (= non posso diventare una ragazza buona e brava), cantata da Noriko Hidaka (doppiatrice giapponese di Akane) e contenuta nel CD &lt;em&gt;Ranma 1/2: 1991 Song Calendar&lt;/em&gt;.&lt;br/&gt;&lt;a name="2"&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Neon Genesis Evangelion&lt;/em&gt;, ideato dallo Studio Gainax. Manga di Yoshiyuki Sadamoto edito in Italia dalla Planet Manga (serie in corso); anime di 26 episodi trasmesso in Italia da Mtv.&lt;br/&gt;&lt;a name="3"&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Zero no soukoushi&lt;/em&gt;, di Kaori Yuki. Manga edito in Italia &lt;/font&gt;&lt;font size="1"&gt;dalla Planet Manga &lt;/font&gt;&lt;font size="1"&gt;col titolo &lt;em&gt;Zero - Il maestro dei profumi&lt;/em&gt;.&lt;br/&gt;&lt;a name="4"&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt;, di Kazuya Minekura. Manga edito in Italia dalla Dynit (I serie completa; II serie - &lt;em&gt;Saiyuki Reload&lt;/em&gt; - in corso); anime di 50 episodi trasmesso da Mtv col titolo &lt;em&gt;Saiyuki e la leggenda del demone dell'illusione&lt;/em&gt; (mancano III e IV serie). Ulteriori approfondimenti nel post &lt;em&gt;Saiyuki&lt;/em&gt; di questo blog, come da link nel testo.&lt;br/&gt;&lt;a name="5"&gt;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Lam&amp;ugrave;&lt;/em&gt;, di Rumiko Takahashi. Manga edito in Italia dalla Starcomics; anime di 195 episodi trasmesso da varie reti italiane.&lt;br/&gt;&lt;a name="6"&gt;&lt;sup&gt;6&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt;Inuyasha&lt;/em&gt;, di Rumiko Takahashi. Manga edito in Italia dalla Starcomics (serie in corso); anime di 167 episodi trasmesso da Mtv.&lt;br/&gt;&lt;a name="7"&gt;&lt;sup&gt;7&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; &lt;em&gt; Naruto, &lt;/em&gt;di Masashi Kishimoto. Manga edito in Italia da Planet Manga (serie in corso); anime di 220 episodi in corso su Italia 1 (I serie); la II serie (&lt;em&gt;Naruto Shippuuden&lt;/em&gt;) &amp;egrave; tuttora in prosecuzione in Giappone e verr&amp;agrave; trasmessa in Italia sempre da Italia 1.&lt;br/&gt;&lt;a name="8"&gt;&lt;sup&gt;8&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;  &lt;em&gt;Tactics&lt;/em&gt;, di Sakura Kinoshita. Manga inedito in Italia (serie in corso); anime di 25 episodi (I serie) recuperabile sottotitolato in italiano.&lt;br/&gt;Per gli altri titoli citati ma non segnalati in questa nota, si fa riferimento alle voci precedenti del dizionario.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/font&gt;Copyright di immagini e video degli aventi diritto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt; Argomenti correlati&lt;/strong&gt;: &lt;a target="_blank" href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/11583558/Dizionario%3A+1-10"&gt;Dizionario: 1-10&lt;/a&gt;, &lt;a target="_blank" href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/15303710/Dizionario%3A+A"&gt;Dizionario: A&lt;/a&gt;, &lt;a target="_blank" href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/20545584/Dizionario%3A+B+(2)+-+C"&gt;Dizionario: B (2) - C&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-4424652964595799581?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/4424652964595799581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2008/04/dizionario-b-1.html#comment-form' title='44 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/4424652964595799581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/4424652964595799581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2008/04/dizionario-b-1.html' title='Dizionario: B (1)'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>44</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-583145336770550712</id><published>2008-04-03T00:54:00.001+02:00</published><updated>2011-11-30T21:21:58.154+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anime'/><title type='text'>Paradise Kiss</title><content type='html'>&lt;strong&gt;ANIME&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;La vicenda &amp;egrave; ambientata nel mondo della moda, un po&amp;rsquo; come &lt;em&gt;Gonkinjo Monogatari &lt;/em&gt;(&amp;ldquo;Curiosando tra i cortili del cuore&amp;rdquo;, solite traduzioni italiane), da cui l&amp;rsquo;autrice riprende alcuni personaggi. L&amp;rsquo;anime &amp;egrave; tratto dall&amp;rsquo;omonimo manga di Ai Yazawa. Le puntate, per la precisione &lt;em&gt;stage&lt;/em&gt;, sono insolitamente 12 e non risulta nessun OAV. Consigliato a quel pubblico che sta attraversando il drammatico passaggio verso l&amp;rsquo;et&amp;agrave; adulta.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;TRAMA&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;La vita di una ragazza diciottenne viene stravolta nel momento in cui conosce un gruppetto di ragazzi creativi, che sa cosa vuole e che insegue i propri sogni. Per Yukari sar&amp;agrave; il momento di fare i conti, per la prima volta, con l&amp;rsquo;amicizia, l&amp;rsquo;amore e le ambizioni, di cambiare la propria vita e scegliere il futuro che desidera maggiormente, senza dover sottostare alle ambizioni altrui.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;PERSONAGGI&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/2000486423251949842_rs.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="" /&gt;Yukari Hayase&lt;/em&gt; non pu&amp;ograve; che essere la protagonista della serie. Ragazza dotata di carattere, che per&amp;ograve; diventa fragile quando si tratta dei suoi affetti. Studia moltissimo per accontentare la madre, che &amp;egrave; sempre insoddisfatta dell&amp;rsquo;operato della figlia perch&amp;eacute; dovrebbe sempre primeggiare rispetto a chiunque. E' stata battezzata &lt;em&gt;Caroline&lt;/em&gt; da Miwako e da qui nasce &lt;em&gt;Carrie&lt;/em&gt; per Isabella. Intraprender&amp;agrave; una turbolenta storia d&amp;rsquo;amore con George.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/2000463278133085097_rs.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" alt="" /&gt;George/Joji Koizumi&lt;/em&gt;, lo stilista di Paradise Kiss (o &lt;em&gt;Parakiss&lt;/em&gt;, l&amp;rsquo;etichetta). E' parecchio eccentrico basta, infatti, notare i suoi abiti. Ha delle idee assolutamente geniali, non si pu&amp;ograve; dire lo stesso del suo carattere. E&amp;rsquo; generalmente un tipo gentile, anche se con Yukari certe volte sono scintille (in tutti i sensi).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/2003500838130205943_rs.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="" /&gt;&lt;em&gt;Miwako Sakurada&lt;/em&gt; da&amp;rsquo; una mano al gruppo, non avendo la creativit&amp;agrave; di tutti gli altri. Si sente inferiore alla sorella Mikako che &amp;egrave; diventata una grande stilista e sa di non poter essere come lei. E&amp;rsquo; fidanzata con Arashi ed &amp;egrave; stata amica d&amp;rsquo;infanzia di Hiroyuki. Legher&amp;agrave; moltissimo con Yukari.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/2003588505148692059_rs.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" alt="" /&gt;&lt;em&gt;Arashi Nagase&lt;/em&gt; &amp;egrave; il classico duro dal cuore d&amp;rsquo;oro. L&amp;rsquo;aspetto non &amp;egrave; certamente dei pi&amp;ugrave; confortanti dato i suoi innumerevoli piercing (o spille da balia), tanto che il primo incontro con Yukari &amp;egrave; tutto un programma! Anche lui &amp;egrave; stato amico d&amp;rsquo;infanzia di Hiroyuko. Cuce gli abiti e fa parte di una band.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/2000466220379860969_rs.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="" /&gt;&lt;em&gt;Isabella&lt;/em&gt; disegna le stoffe. Anche se dall&amp;rsquo;aspetto non si direbbe, &amp;egrave; un travestito e conosce George da sempre. Scopriamo qualcosa in pi&amp;ugrave; sulla sua vita e sulla sua infanzia proprio nelle ultime due puntate della serie. E&amp;rsquo; una persona veramente dolce, premurosa e affabile. L&amp;rsquo;amica che tutti vorrebbero avere.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/2000410869433522428_rs.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" alt="" /&gt;Hiroyuki Tokumori&lt;/em&gt; &amp;egrave; il classico bravo ragazzo studioso, il tipo che ogni madre vorrebbe come genero. E&amp;rsquo; un tipo molto riservato e molto gentile. Yukari, che inizialmente aveva una cotta per lui, &amp;egrave; una sua compagna di classe e lui le &amp;egrave; molto affezionato. Il ragazzo &amp;egrave; un po&amp;rsquo; sfigatello in amore, infatti, anni prima Miwako scelse Arashi tra i due amici.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Curiosit&amp;agrave;&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;ul&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;Assolutamente da ascoltare le due sigle, la prima poi &amp;egrave; eccezionale: &lt;em&gt;Lonely in Gorgeous&lt;/em&gt; di Tomoko Kawase e &lt;em&gt;Do You Want To&lt;/em&gt; dei Franz Ferdinand (il nome della band comparir&amp;agrave; in una scena). &lt;br/&gt;    &lt;br/&gt;    &lt;/li&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;Il nome di George. Noi occidentali siamo abituati alla pronuncia inglese, ma guardandolo in lingua originale il suono &amp;egrave; diverso. Pensando che fosse un errore dei traduttori ammetto di averlo cercato su internet e ho scoperto che &amp;ldquo;Il nome &lt;em&gt;Joji &lt;/em&gt;&amp;egrave; la pronuncia giapponese del nome &lt;em&gt;George&lt;/em&gt; &lt;a href="post/16585968/#PD1"&gt;&lt;sup&gt;[1]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;&amp;rdquo;. &lt;br/&gt;    &lt;br/&gt;    &lt;/li&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;Nella sigla di apertura compare Arashi che canta e il pubblico che poga. In effetti, questa scena non si &amp;egrave; mai vista nell&amp;rsquo;anime. La scena finale riprende le caricature, parecchio divertenti, dei personaggi.&lt;br/&gt;    &lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;u&gt;Impressioni&lt;/u&gt;:&lt;br/&gt;Per chi la conosce, Ai Yazawa (il gi&amp;agrave; citato &lt;em&gt;Curiosando nei cortili del cuore&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Nana&lt;/em&gt;) &amp;egrave; famosa per il suo tratto che personalmente non rientra nei miei gusti, ma, nonostante questo, mi sono piaciuti proprio molto gli occhi di Yukari. Non apprezzo il disegno del make-up, n&amp;eacute; tanto meno le capigliature, ma in generale proprio il tratto. Mi sono resa conto che i colori non sono molto brillanti, alcuni addirittura sono un po&amp;rsquo; smorti, ma &amp;egrave; probabile che siano stati scelti proprio di queste tonalit&amp;agrave; per adattarsi perfettamente alla storia che, in alcune sequenze, &amp;egrave; intervallata da immagini reali. Una scelta interessante, dopotutto, che si vede davvero poco in giro.&lt;br/&gt;I personaggi sono variegati e hanno una loro psicologia: troviamo il ragazzo rude dal cuore d&amp;rsquo;oro, la ragazza sensibile e sorridente, lo sfigato di turno che per&amp;ograve; &amp;egrave; il classico bravo ragazzo, e cos&amp;igrave; via, ma di tutti, un po&amp;rsquo; alla volta, comprendiamo i pensieri, le emozioni, le sensazioni. Infatti, non sono poche le volte che entriamo anche noi nella storia, magari al posto di quegli stessi ragazzi o comunque come pubblico attivo. Alla fine, bench&amp;eacute; la storia non sia proprio comune, quei ragazzi lo sono. Se togliamo la &amp;ldquo;moda&amp;rdquo; e la sostituiamo genericamente con &amp;ldquo;passione&amp;rdquo; (hobby sarebbe certamente inappropriato), allora s&amp;igrave; in questo caso, avremo una storia pi&amp;ugrave; facilmente &amp;ldquo;nostra&amp;rdquo;. Tutti avranno conosciuto nell&amp;rsquo;et&amp;agrave; d&amp;rsquo;oro (la giovinezza, ma non solo) un ragazzo carismatico ed enigmatico come George, apparentemente non molto cortese da &amp;ldquo;fidanzato&amp;rdquo; (tanto da farmi ricordare la famosa canzone &lt;em&gt;Teorema&lt;/em&gt;), ma &amp;egrave; nei piccoli gesti che si nota tutto il contrario (un caso eclatante non pu&amp;ograve; che essere il famoso &lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/2003567320794154990_rs.jpg" target="_blank"&gt;anello &lt;/a&gt;a forma di farfalla fatto con le perline). George indossa una maschera. La risposta al &amp;ldquo;perch&amp;eacute;? &amp;rdquo; &amp;egrave; identica a quella che ci diamo ogni giorno. E tutti avranno conosciuto una Yukari, bella ragazza ma glaciale col prossimo per due motivi: uno perch&amp;eacute; la madre non &amp;egrave; cos&amp;igrave; espansiva, e l&amp;rsquo;altro perch&amp;eacute; studiando e vivendo per lo studio non ha molte occasioni di relazionarsi con la gente, con i suoi coetanei. E l&amp;rsquo;elenco si potrebbe fare per tutti i personaggi.&lt;br/&gt;Le colonne sonore non sono messe l&amp;igrave; tanto perch&amp;eacute; ci vuole un po&amp;rsquo; di musica. I due pezzi, di apertura e di chiusura, predicono, anticipano la storia ma saranno capite solo man mano che si proceder&amp;agrave; nella visione delle puntate e si giunger&amp;agrave; alla fine. La sigla di apertura &amp;egrave; il preambolo per eccellenza, &amp;egrave; come se dicesse &amp;ldquo;&amp;egrave; questo che vi dovete aspettare&amp;rdquo; ma si capir&amp;agrave; veramente alla fine. Io sono rimasta molto colpita dalla sigla iniziale per questo motivo, l&amp;rsquo;ho trovata assolutamente geniale, un&amp;rsquo;ottima sigla per anime. Oltretutto &amp;egrave; anche molto bella, a prescindere.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/2006042765244189256_rs.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/2006026776096670599_rs.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; Ma allora &lt;em&gt;Parakiss &lt;/em&gt;che cos&amp;rsquo;&amp;egrave;?&lt;br/&gt;Ottima domanda! &lt;em&gt;Parakiss &lt;/em&gt;&amp;egrave; sostanzialmente una storia di passioni: passione per qualcosa, per qualcuno, passioni sopite. E&amp;rsquo; anche una storia passioni represse per un fine pi&amp;ugrave; grande che pu&amp;ograve; essere un&amp;rsquo;amicizia o la crescita dei personaggi. Capire se &amp;egrave; giusto continuare qualcosa che ci fa stare male o no, capire se le amicizie possono essere recuperate, capire che bisogna solo prestare la propria spalla. Capire, infine, che dopotutto, anche se sono necessari parecchi anni il dolore scema, eppure il ricordo rimane magari anche solo in un angolino di noi stessi, ma &amp;egrave; l&amp;igrave; e non andr&amp;agrave; mai via. Forse &amp;egrave; questa l&amp;rsquo;interpretazione pi&amp;ugrave; giusta che si possa dare all'anime (che poi &amp;egrave; un manga). Parlare della moda, della storia d&amp;rsquo;amore sarebbe riduttivo.&lt;br/&gt;Premetto che quest&amp;rsquo;anime, in realt&amp;agrave;, l&amp;rsquo;ho guardato pi&amp;ugrave; per curiosit&amp;agrave; piuttosto che per interesse vero e proprio. Dopo la terza puntata, per&amp;ograve;, mi sono dovuta ricredere sul perch&amp;eacute; lo stessi guardando e intuendo la risposta ho deciso di vederlo fino in fondo. Ero curiosa perch&amp;eacute; me ne avevano parlato brevemente, ma inconsciamente era gi&amp;agrave; scattato qualcosa (la curiosit&amp;agrave;, appunto) altrimenti non l&amp;rsquo;avrei certo cercato! Se non fossi arrivata alla terza puntata, probabilmente, non avrei continuato la visione per il tratto che, come ho gi&amp;agrave; detto, non rientra fra le mie preferenze. La vicenda, per fortuna, &amp;egrave; andata diversamente. E mi sono addentrata nel tunnel. Avrebbero potuto (dovuto!) allargare la storia, anche se non c&amp;rsquo;&amp;egrave; nulla di intentato o lasciato a met&amp;agrave;. In realt&amp;agrave; le 12 puntate sono perfette, bisogna darne atto. La pecca insopportabile &amp;egrave; la fine. No, davvero, &amp;egrave; paurosa. Intendiamoci ci pu&amp;ograve; anche stare, ma non pu&amp;ograve; finire in quel modo. E&amp;rsquo; contro tutte le leggi che governano la finzione! Ma volendo accontentarsi di quel finale (cosa alquanto impossibile per come &amp;egrave; articolata la storia), l&amp;rsquo;ultimo minuto &amp;egrave; decisamente troppo. Per la precisione sono sessantacinque secondi (cronometrati) in cui ci si domanda solo una cosa: perch&amp;eacute;. Forse, da un certo punto di vista, la vita &amp;egrave; meglio. Mi spiego meglio: nel &amp;ldquo;reale&amp;rdquo; si sa che le cose potrebbero andare in un certo modo poich&amp;eacute; la &amp;ldquo;vita&amp;rdquo; ha in s&amp;eacute; parecchi significati positivi e pure negativi. Si sa a cosa si va incontro, insomma. In un anime (o manga) ci sono altre aspettative: la finzione e quindi il contrario di quello che pu&amp;ograve; accadere realmente. Quando queste aspettative vengono stravolte, il risultato &amp;egrave; un coinvolgimento emotivo a ridosso dell&amp;rsquo;ira funesta di Achille. Quantomeno &amp;egrave; quello che &amp;egrave; capitato a me durante quei secondi.&lt;br/&gt;Riassumendo dell&amp;rsquo;anime mi &amp;egrave; piaciuta la storia, ma soprattutto i tratti psicologici dei personaggi. E la musica. Tutto il resto fa assolutamente da contorno, &amp;egrave; un qualcosa che aggiunge e che non leva nulla. La fine, comunque, per me &amp;egrave; stata pessima, come se fosse stata scritta giusto perch&amp;eacute; bisognava concludere il tutto. Ho sempre detestato questo genere di conclusioni perch&amp;eacute; rinnegano un po&amp;rsquo; tutta la storia. Ma questa, signori miei, questa fine &amp;egrave; veramente atroce!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;MANGA&lt;/strong&gt;&lt;a href="post/16585968/#PD2"&gt;&lt;sup&gt;[2]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;La prima edizione del manga di &lt;em&gt;ParaKiss &lt;/em&gt;fu distribuita dalla Planet Manga a partire dal dicembre 2001 ed era costituita da 10 volumetti al prezzo di 2,32 euro cadauno. Attualmente, ne &amp;egrave; in corso la ristampa sotto forma di Collection: 4,50 euro per ogni volume (sono in totale 5). &lt;br/&gt;Il tema principale su cui verte tutta la storia &amp;egrave; sicuramente la passione. Che sia passione fra&amp;nbsp;uomo e donna o quello per la famiglia o l'amicizia, conta poco dal momento che saranno temi che si intrecceranno inevitabilmente fra loro di continuo, coinvolgendo protagonisti e personaggi di secondo piano. Ma non possiamo non notare anche la presenza, forte, della passione nei confronti delle proprie abitudini e attinenze, come confezionare abiti. Un compito ben lontano dall'obiettivo scolastico cui Yukari &amp;egrave; stata indirizzata fin dalla pi&amp;ugrave; tenera et&amp;agrave; ma che la trasciner&amp;agrave; in questo vortice all'improvviso, a partire dal momento in cui si ritrover&amp;agrave; a fare da modella per la sfilata di fine anno accademico dell'istituto &lt;em&gt;Yaza &lt;/em&gt;(evidente il richiamo al cognome dell'autrice). La passione per la moda &amp;egrave; sicuramente il perno di tutta la narrazione poich&amp;eacute; ogni personaggio si ritrover&amp;agrave; a dare anima e corpo per terminare il lavoro, a sacrificare il proprio tempo libero per tagliare e cucire, a mettere i propri mezzi e le proprie finanze per comprare tessuti e accessori. Insomma, tutto il manga &amp;egrave; l'elogio al sacrificio inteso in primis come voglia di riuscire per portare a termine un impegno ma anche per poter essere soddisfatti di se stessi, sempre e comunque, indipendentemente dalle imposizioni esterne e dai giudizi spesso fin troppo critici. E' questo un messaggio importante che la Yazawa ha voluto dare pagina dopo pagina, sotto diverse forme e sfaccettature.&lt;br/&gt;Ogni capitolo prende il nome di &lt;em&gt;Stage &lt;/em&gt;e i personaggi sono disegnati con una cura maggiore rispetto all'anime, perfetti nei lineamenti del viso ma soprattutto negli abiti, ricchi di particolari e sempre accompagnati da accessori.&lt;br/&gt;Tutti i protagonisti, in tempi e modi diversi, subiscono un'evoluzione pagina dopo pagina, che si traduce soprattutto come una serie di cambiamenti mirata a renderne pi&amp;ugrave; maturo il carattere e pi&amp;ugrave; consapevoli le azioni. E' necessaria&amp;nbsp; per&amp;ograve; una lettura attenta ed esente da distrazioni, perch&amp;eacute; sovente le espressioni di un viso sono pi&amp;ugrave; eloquenti di un qualsiasi dialogo.&lt;br/&gt;&lt;a href="http://i218.photobucket.com/albums/cc102/utopia3585/parakissnanan.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://aycu40.webshots.com/image/51639/2005110751796577778_rs.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" alt="" /&gt;&lt;/a&gt; Il pi&amp;ugrave; enigmatico fra tutti &amp;egrave; &lt;em&gt;&lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/jojiwj5.jpg" target="_blank"&gt;Joji Koizumi&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;. I tratti delicati gli donano un inevitabile tocco di classe e un fascino maggiore, lasciano inoltre intendere, prima di ogni spiegazione dell'autrice, il suo sangue misto. Il modo di fare del giovane non appare subito chiaro, infatti capita di aspettarsi da lui tutto l'opposto di quello che far&amp;agrave;; ci&amp;ograve; fa s&amp;igrave; che ci si abitui al suo lato un po&amp;rsquo; dongiovanni e menefreghista in modo graduale, a differenza della trasposizione su schermo dove tutto &amp;egrave; stato accelerato e molti passaggi non sono stati spiegati a dovere a causa delle poche puntante a disposizione. Joji &amp;egrave; senza dubbio il pi&amp;ugrave; affascinante fra tutti, forse per il suo porsi da arrogante ed intrigante allo stesso tempo e per le sue imprevedibili carinerie; la Yazawa vi &amp;egrave; molto affezionata, tanto da citarlo anche in &lt;em&gt;Nana&lt;/em&gt;&lt;a href="post/16585968/#PD3"&gt;&lt;sup&gt;[3]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; (vedi anteprima a destra).&lt;br/&gt;Un personaggio che suscita da subito curiosit&amp;agrave; &amp;egrave; invece &lt;em&gt;&lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/isabellaok8.jpg" target="_blank"&gt;Isabella&lt;/a&gt;&lt;/em&gt;. E' l'addetta ai fornelli dell'atelier, oltre che collaboratrice della collezione &lt;em&gt;ParaKiss. &lt;/em&gt;Nel manga ha sempre vestiti eccentrici e unghie impeccabili, nonch&amp;egrave; una certa raffinatezza nei modi di fare; spesso, per&amp;ograve;, ha un make-up fin troppo eccessivo (cosa che &amp;egrave; molto evidente nel manga, meno nell'anime), fa uso di accessori molto vistosi e dalle mani trapela un che di &amp;quot;stonato&amp;quot;: questo perch&amp;eacute;, come sar&amp;agrave; possibile comprendere a storia inoltrata, in realt&amp;agrave; &amp;egrave; un ragazzo. Un ragazzo che non ha mai accettato, fin da piccolo, il suo sesso e che poco a poco ha deciso di cambiare totalmente identit&amp;agrave;, grazie soprattutto all'appoggio di Joji, suo amico di infanzia per il quale riveler&amp;agrave; indirettamente d'avere una cotta.&lt;br/&gt;L'ultimo ragazzo della compagnia &amp;egrave; &lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/arashi2wr2.jpg" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Arashi Nagase&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, che nei tratti del manga &amp;egrave; un incrocio fra Nobu e Shin di &lt;em&gt;Nana &lt;/em&gt;mentre nell'anime &amp;egrave; quello che &amp;egrave; stato disegnato peggio; &amp;egrave; il personaggio cui la Yazawa ha affidato il proprio interesse per la musica, avendogli donato, oltre alla passione per la moda, quella per la chitarra. E' il personaggio che richiede sicuramente pi&amp;ugrave; tempo per essere conosciuto, dato che inizialmente ha un ruolo molto marginale soprattutto per il fatto che viene messo in ombra da Miwako, la sua chiassosa fidanzata.&lt;br/&gt;&lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/2005703011350562298_rs.jpg" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Miwako Sakurada&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;, a dispetto di quel che pu&amp;ograve; sembrare, &amp;egrave; il personaggio chiave di tutta l'opera; &amp;egrave; la sorella di Mikado Koda, proprietaria della linea d'abbigliamento &amp;quot;Happy Berry&amp;quot; e che abbiamo gi&amp;agrave; visto in &lt;em&gt;Gokinjo Monogatari&lt;/em&gt;. Miwako ha una personalit&amp;agrave; frizzante e sbarazzina; &amp;egrave; un incrocio fra una lolita giapponese ed una bimba che accoglie le belle novit&amp;agrave; con tanto entusiasmo. In realt&amp;agrave;, nonostante l'indole spensierata, ha un lato del suo carattere che tende a celare, ovvero quello pi&amp;ugrave; insicuro, che si manifesta sia nei confronti del suo amore per Arashi, messo in dubbio in seguito all'incontro con il suo amico di infanzia &lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/tokumoripl3.jpg" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Hiroyuki Tokumori&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; (figlio del proprietario del pub &amp;quot;Blue Parrot&amp;quot;, anche lui visto in &lt;em&gt;Gokinjo Monogatari&lt;/em&gt;), sia nei confronti della sorella stessa, stilista affermata e richiesta che sente non riuscir&amp;agrave; mai ad eguagliare.&lt;br/&gt;L'ultima descrizione tocca alla protagonista assoluta, &lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/yukarieh2.jpg" target="_blank"&gt;&lt;em&gt;Yukari Hayasaka&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;. La storia si apre proprio con lei che, molto irritata, incontra casualmente Arashi ed Isabella per le strade di Tokyo. E' una ragazza molto fragile, che racchiude in s&amp;eacute; tutte le caratterizzazioni negative tipiche delle liceali: &amp;egrave; insicura e ansiosa, &amp;egrave; oppressa dalla famiglia che vuole a tutti i costi che lei sia la prima a scuola, &amp;egrave; incapace di avere relazioni interpersonali e se ne sta sempre chiusa nel suo mondo di libri per prepararsi agli esami che le&amp;nbsp; consentiranno di accedere all'universit&amp;agrave;. Non ha passioni, non ha sogni. Tutto questo finch&amp;eacute;, un giorno, si trover&amp;agrave; catapultata contro la sua volont&amp;agrave; nel mondo di &lt;em&gt;ParaKiss&lt;/em&gt;. Caroline, inconsciamente, ha dentro di s&amp;eacute; un'indole molto ribelle che ha bisogno di una spinta molto forte per essere tirata fuori&amp;nbsp; Una spinta che le verr&amp;agrave; data proprio dall'amore.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;hr width="99%" size="2" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;NOTE&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="left"&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;a name="PD1"&gt;&lt;sup&gt;[1]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; Fonte &lt;a href="http://www.wikipedia.it" target="_blank"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;.&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;a name="PD2"&gt;&lt;sup&gt;[2]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; Recensione curata da &lt;a href="http://utopiantro.splinder.com" target="_blank"&gt;&lt;strong&gt;Utopia&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;, la nostra fondatrice, alla quale va il mio pi&amp;ugrave; sentito ringraziamento.&lt;br/&gt;&lt;a name="PD3"&gt;&lt;sup&gt;[3]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; Nana collection #4, &lt;em&gt;La stanza di Junko&lt;/em&gt;.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Scritto da &lt;a title="Visita il profilo di mulaky" href="http://www.blogger.com/profile/06811257343440160760" target="_blank"&gt;mulaky&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-583145336770550712?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/583145336770550712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2008/04/paradise-kiss.html#comment-form' title='20 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/583145336770550712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/583145336770550712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2008/04/paradise-kiss.html' title='Paradise Kiss'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>20</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-1094867756690647176</id><published>2008-01-28T12:30:00.000+01:00</published><updated>2011-11-30T20:18:09.844+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disney'/><title type='text'>Il lungometraggio nel Cinema d'animazione: come Walt Disney diede un
tocco di rinnovamento ad un'arte imbrigliata in se stessa</title><content type='html'>&lt;p&gt;Quando negli anni Trenta l&amp;rsquo;esplosione del Cinema d&amp;rsquo;animazione sembrava non conoscere limiti - con l&amp;rsquo;errata e diffusa credenza che il disegno animato di serie fosse la sola ed unica forma per implementarne il successo di platea &amp;ndash; una confusionaria ed oltremodo eterogenea realt&amp;agrave; si presentava agli occhi della critica. Ma fu soprattutto il pubblico a risentire maggiormente di questa situazione, nella misura in cui si trovava di fronte a stili, tecniche e metodi di fruizione del suddetto prodotto filmico senza che una necessaria scansione didattica ed una visione pragmaticamente ben definita lo accompagnasse durante il suo approccio passivo con l&amp;rsquo;arte dell&amp;rsquo;animazione.&lt;br/&gt;L&amp;rsquo;approfondimento e lo studio dell&amp;rsquo;espansione di questo fenomeno cinematografico sono argomenti piuttosto interessanti, ma almeno altrettanto vasti e complessi da richiedere un impegno maggiore di quello ad essi ivi dedicato. Per questo, dando per scontate le origini &amp;ldquo;preistoriche&amp;rdquo; del disegno animato nel Mondo - e le sue (talvolta) autoproclamate finalit&amp;agrave; &amp;ndash; individuabili in nomi quali P. Terry o i fratelli Fleischer, si pu&amp;ograve; tranquillamente affermare che un vero e proprio periodo di svolta in quell&amp;rsquo;intricata situazione di stallo nel Cinema d&amp;rsquo;animazione &amp;egrave; rappresentato proprio dagli anni Trenta del Novecento, periodo storico per antonomasia ed in cui il Cinema d&amp;rsquo;animazione ha finito per occupare una fetta predominante dei consensi indirizzati da parte del pubblico nei confronti pi&amp;ugrave; generalmente della Settima Arte. &lt;br/&gt;E&amp;rsquo; presupposto dell&amp;rsquo;industria cinematografica tutta quel dato di fatto che, sebbene all&amp;rsquo;apparenza banale, &amp;egrave; sempre importante non sottovalutare: pi&amp;ugrave; i produttori investono, pi&amp;ugrave; il prodotto si vende con largo successo e soddisfacenti risultati. Per questo, mentre le ragioni dell&amp;rsquo;arte faticavano ancora a trovare una retta via su cui immettersi, quelle del commercio avevano gi&amp;agrave; intuito che, nonostante la confusione generale, il Cinema d&amp;rsquo;animazione era un ottimo pretesto per ottenere lauti guadagni. Una mentalit&amp;agrave; tipicamente americana, che se talvolta ha ucciso l&amp;rsquo;anima pura (ed incontaminata dai pregiudizi materiali) degli artisti che per necessit&amp;agrave; vi ricorrevano, talaltra &amp;egrave; riuscita a conciliare le esigenze di mercato con la pi&amp;ugrave; alta espressione dei talenti al momento in crescita. &lt;br/&gt;Walter Elias Disney (1901 &amp;ndash;1966) pu&amp;ograve; dirsi l&amp;rsquo;uomo che meglio ha sposato questa filosofia (per ulteriori approfondimenti, fare riferimento a &lt;a href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/11280327" target="_blank"&gt;questo&lt;/a&gt; post). L&amp;rsquo;avvento nel mondo dell&amp;rsquo;animazione da parte sua &amp;egrave; cosa nota ai pi&amp;ugrave;, cos&amp;igrave; come il suo apporto innegabile nei confronti dello stesso &amp;egrave; storia condivisa dalla maggior parte degli appassionati del genere. Ci&amp;ograve; che spesso non viene tenuto in considerazione, piuttosto, &amp;egrave; quella sua indiscutibile capacit&amp;agrave; di districarsi nel caos cui l&amp;rsquo;arte dell&amp;rsquo;animazione era pervenuta (e che in buona parte dipendeva anche da lui) innovando questa branca della cinematografia mondiale tramite l&amp;rsquo;immissione di un format inedito che cambiava radicalmente l&amp;rsquo;utilit&amp;agrave; pratica del disegno animato, almeno negli USA: il lungometraggio. Una formula che pareva novit&amp;agrave; assoluta in quest&amp;rsquo;ambito, ma che in realt&amp;agrave; non pu&amp;ograve; vantare a tutti gli effetti il primato mondiale, essendo anagraficamente seconda (e non di poco: vent&amp;rsquo;anni) all&amp;rsquo;opera dell&amp;rsquo;animatore argentino, di origine italiana, Quirino Cristiani, intitolata &lt;em&gt;El Apostol&lt;/em&gt; (1917). &lt;br/&gt;Dopo aver riscontrato un inaspettato successo per il personaggio di Mickey Mouse (in Italia noto come Topolino) - la cui paternit&amp;agrave; &amp;egrave; probabilmente attribuibile ad Ub Iwerks &amp;ndash; giustificabile forse con la capacit&amp;agrave; di quest&amp;rsquo;ultimo di precorrere i tempi e di idealizzare la coscienza collettiva dell&amp;rsquo;America catturando sguardi, attenzioni e risate, l&amp;rsquo;evoluzione del Cinema d&amp;rsquo;animazione di Wal Disney e dei suoi fedeli &amp;ldquo;aiutanti&amp;rdquo; non si &amp;egrave; fermata di fronte allo scoglio della non comprensione data dallo stravolgimento del tessuto narrativo e tecnico: i primi film che vedevano protagonista il topo/ragazzo che incarnava da un lato la semplicit&amp;agrave; dell&amp;rsquo;americano medio, dall&amp;rsquo;altra parodiava le gesta eroiche del suo tempo di svariati personaggi che avevano conquistato il cuore degli americani (e cos&amp;igrave; facendo, Topolino sapeva cavalcare l&amp;rsquo;onda del successo), erano caratterizzati dalla timorosa aderenza del mezzo cinema verso il reale (in questo, appunto, non distaccandosi molto dal Cinema &amp;ldquo;del vero&amp;rdquo;, cos&amp;igrave; come lo si usava definire, in contrapposizione a quello d&amp;rsquo;animazione), spesso attenendosi agli schemi preimpostati da esso, talvolta ricalcandone letteralmente le vicende raccontate (&lt;em&gt;Gallopin&amp;rsquo; Gaucho&lt;/em&gt;, del 1928, per esempio). Pi&amp;ugrave; spesso accadeva che fosse la realt&amp;agrave; sociale americana a fungere da fucina di idee e progetti, dimostrando come il disegno animato negli anni Trenta fosse dotato di una dirompente carica di ironia, spesso comicit&amp;agrave;, talvolta velato sarcasmo che riempivano il cuore del pubblico di nostalgico senso di appartenenza. &lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/richmond/f6984d681f01d7c7acd4e3f69002c03e.jpg" alt="Mickey Mouse[1]" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" /&gt;Ma ci&amp;ograve; che a tutti gli effetti mancava al &lt;em&gt;Cinema del Disegno&lt;/em&gt; era una doverosa coscienza autonoma, qualcosa che lo slegasse dalla realt&amp;agrave; pratica e materiale di tutti i giorni e che facesse dell&amp;rsquo;animazione non pi&amp;ugrave; un genere narrativo, ma una tecnica cinematografica. Questa fase ambigua del Cinema d&amp;rsquo;animazione ha condizionato pesantemente critica e pubblico che, negli anni, non sono stati capaci di intravedere la comicit&amp;agrave; o la drammaticit&amp;agrave;, lo spirito moralista o la cruda sagacia, il vivido erotismo o il bigottismo sofisticato, il noir o l&amp;rsquo;epica nei &amp;ldquo;cartoni animati&amp;rdquo;, &amp;ldquo;accomunando&amp;rdquo; superficialmente opere come &lt;em&gt;Shrek &lt;/em&gt;e &lt;em&gt;Lupin III&lt;/em&gt; per il solo fatto che sono entrambe caratterizzate dall&amp;rsquo;animazione del disegno. &lt;br/&gt;Questo falso storico &amp;egrave; qualcosa che tutt&amp;rsquo;ora svilisce l&amp;rsquo;arte dell&amp;rsquo;animazione. L&amp;rsquo;incapacit&amp;agrave; di riconoscere in essa non un genere, ma una tecnica per narrare attraverso pi&amp;ugrave; generi (o pi&amp;ugrave; personalit&amp;agrave; artistiche espresse) ha sminuito il Cinema d&amp;rsquo;animazione e non ne ha permesso una necessaria conoscenza da parte del pubblico. In realt&amp;agrave;, personalit&amp;agrave; come quella di W. Disney, sono state in grado di fornire alla tecnica e all&amp;rsquo;arte dell&amp;rsquo;animazione una sua peculiare coscienza indipendente, un modo per slegarsi dalle canalizzazioni teoriche. Con il disegno animato Walt Disney ha raccontato l&amp;rsquo;America semplice di Topolino. Ma resosi conto che tutto ci&amp;ograve; imbrigliava notevolmente l&amp;rsquo;arte che sosteneva, ha preferito evolversi, per lasciare libero sfogo ad essa. E&amp;rsquo; in questa fase che nascono le &lt;em&gt;Silly Symphonies&lt;/em&gt;. Ma ci&amp;ograve; che preme sottolineare non &amp;egrave; tanto l&amp;rsquo;avvento di una nuova branca nelle serie animate, quanto piuttosto di una nuova filosofia cui le stesse si rifanno. A questo punto il realismo non bastava pi&amp;ugrave;. Disney ed Iwerks guardavano all&amp;rsquo;animazione come alla possibilit&amp;agrave; di infrangere le barriere del fantastico e del sogno, rifuggendo la verit&amp;agrave; (per quanto raffinata, nel tempo) per narrare fiabe e costruire un mondo nuovo, fatto di surreale commozione e languida rappresentazione della vita. Si innescavano meccanismi di esteriorizzazione dei sentimenti, caramellando ed infantilizzando le immagini. Le scarpe larghe ed i tratti appena accennati di Topolino erano ormai acqua passata; fu lo stesso Walt Disney a smentire coi fatti la sua programmatica precedente, caratterizzata da una dichiarazione esemplare della sua mentalit&amp;agrave; pragmatica riguardo alla creazione del personaggio di Mickey Mouse: &lt;em&gt;Cinque dita ci parvero troppe per un esserino cos&amp;igrave; piccolo, cos&amp;igrave; gliene levammo uno. Un dito di meno da animare&lt;/em&gt;. &lt;br/&gt;Una corrente molto pi&amp;ugrave; raffinata, quasi snob sembrava invece, appunto, soffiare in quel periodo negli &lt;em&gt;studios di Burbank&lt;/em&gt;. Si suggerivano valori o dogmi etici, ma mai prendendo spunto dal &amp;ldquo;vero&amp;rdquo;. Ci&amp;ograve; che prima era semplice, schematico, quasi &amp;ldquo;allergico alla sofisticazione&amp;rdquo;, sarebbe divenuto una totale trasfigurazione della realt&amp;agrave;: non ci&amp;ograve; che il Mondo era, ma ci&amp;ograve; che esso avrebbe voluto essere. &lt;br/&gt;E&amp;rsquo; bene precisare, per&amp;ograve;, che in verit&amp;agrave; per arrivare a questa totale autonomia dell&amp;rsquo;animazione (per lo meno disneyana) si dovette passare attraverso un periodo di gretta sperimentazione. In altre parole, quelle &lt;em&gt;Silly Symphonies&lt;/em&gt; che oggi apprezziamo tanto, sono servite unicamente da virtuosistico e manieristico esercizio di stile. Con esse Disney aspirava alla perfezione tecnica, una tensione che si sarebbe portato dietro e che avrebbe reso un vero perno di tutta la sua industria dello spettacolo. Qualcosa che, in un periodo cos&amp;igrave; denso di cambiamenti, raggiunse il suo culmine con l&amp;rsquo;introduzione della &lt;em&gt;multiplane camera&lt;/em&gt;: inaugurata con la &lt;em&gt;Silly Simphony&lt;/em&gt; intitolata &lt;em&gt;The Old Mill&lt;/em&gt; (1937), questa tecnica che ricercava preziosismi e perfezionamenti nell&amp;rsquo;ambito della rappresentazione della profondit&amp;agrave; &amp;ndash; avvicinandosi alla tridimensionalit&amp;agrave; del soggetto rappresentato &amp;ndash; consiste in un congegno che permette di porre i personaggi su un livello sfalsato e sovrapposto rispetto a quello delle scenografie o dei paesaggi.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/richmond/bfbb659fd9bf229cc059fe5232850575.jpg" alt="" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt; E&amp;rsquo; con questa determinazione (che nel periodo della guerra coster&amp;agrave; anche diversi dissapori e malumori all&amp;rsquo;interno dell&amp;rsquo;azienda, capaci di sfociare in uno sciopero davvero improduttivo per la Walt Disney) che il magnate dell&amp;rsquo;animazione pi&amp;ugrave; famoso al mondo &amp;egrave; riuscito a farsi strada nella selva di stili e di opere anonime (per i non appassionati), imponendosi sulla scena mondiale e sviluppando per l&amp;rsquo;animazione quella coscienza autonoma e personale, per cui una tecnica poteva finalmente dirsi slegata dalle definizioni dottrinali e farsi mezzo unicamente stilistico per esprimere l&amp;rsquo;arte. Occorre per&amp;ograve; non dimenticarsi che, in questi anni che fungono da premessa vera e propria ai lungometraggi dell&amp;rsquo;animazione disneyana, Walt Disney ha saputo cogliere la palla al balzo e soddisfare le aspettative del pubblico. In fin dei conti il suo obiettivo primario era proprio quello di non deludere la piccola borghesia delle famiglie o dei benpensanti americani (e non solo). &lt;br/&gt;Ma &amp;egrave; proprio nella sua capacit&amp;agrave; di fare di necessit&amp;agrave; virt&amp;ugrave; che si pu&amp;ograve; individuare l&amp;rsquo;abilit&amp;agrave; di Walt Disney. Riuscire a smuovere le acque ferme, o le fronde ingarbugliate di un mondo cinematografico che stentava a riconoscere s&amp;eacute; stesso, per ingrandire un impero, sar&amp;agrave; forse moralmente poco apprezzabile (sfido, per&amp;ograve;, a trovare, nel Cinema tutto, un produttore che non dipenda da simili leggi economicamente condizionate), ma &amp;egrave; indubbiamente impresa ammirevole sotto il profilo dei risultati. &lt;br/&gt;Tanto pi&amp;ugrave; se si pensa che quegli esiti a cui Disney &amp;egrave; riuscito a giungere, si sono evoluti sfruttando l&amp;rsquo;onda del successo per divenire molto di pi&amp;ugrave; che un semplice tentativo di garantire il prodotto alle masse. Perch&amp;eacute; chi conosce l&amp;rsquo;universo disneyano, sa bene che i suoi lungometraggi, a partire dal sofferto ma soddisfacente esordio nel 1937 con &lt;em&gt;Biancaneve e i sette nani&lt;/em&gt;, sono molto di pi&amp;ugrave; di un semplice ponte fra l&amp;rsquo;industria del Cinema ed il pubblico impaziente seduto sulle poltrone. Ognuno di essi contiene una storia, qualcosa di nuovo, un fascino misterioso dato proprio dalla sua peculiare ricreazione di un Mondo che nella realt&amp;agrave; non c&amp;rsquo;&amp;egrave;.&lt;br/&gt;Ed &amp;egrave; per questa ragione che ognuno di essi merita di essere approfondito separatamente da tutti gli altri.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-1094867756690647176?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/1094867756690647176/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2008/01/il-lungometraggio-nel-cinema-d-come.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/1094867756690647176'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/1094867756690647176'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2008/01/il-lungometraggio-nel-cinema-d-come.html' title='Il lungometraggio nel Cinema d&amp;#39;animazione: come Walt Disney diede un&#xA;tocco di rinnovamento ad un&amp;#39;arte imbrigliata in se stessa'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-4073091523865618276</id><published>2007-12-29T14:01:00.000+01:00</published><updated>2011-11-30T20:19:26.985+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giappone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dizionario'/><title type='text'>Dizionario: A</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;Particolarit&amp;agrave; di questo dizionario&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Ormai trovare i significati delle parole giapponesi &amp;egrave; veramente facile. Anche l'uso che si fa di certi tecnicismi &amp;egrave; spiegato ovunque (pensiamo solo al vasto spazio nella Wikipedia riservato ad anime e manga).&lt;br/&gt;La sfida di questo dizionario non &amp;egrave; nelle spiegazioni, ma nel modo in cui queste vengono effettuate... insomma, negli esempi, tratti da anime o manga conosciuti (potreste scoprire particolarit&amp;agrave; che non avevate notato), o poco noti (tra i quali ci potrebbero essere titoli di vostro gradimento, perch&amp;egrave; no). Nei commenti quindi sarebbe bello poter leggere non solo i vostri pareri sul lavoro, ma anche i vostri consigli, le vostre esperienze, richieste di termini che non conoscete o magari errata corrige. Ah, anche vostri contributi, perch&amp;egrave; no!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Alcune note sulla pronuncia&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;La &amp;quot;U&amp;quot; praticamente non si legge (&amp;quot;suki&amp;quot; si legger&amp;agrave; pi&amp;ugrave; o meno &amp;quot;ski&amp;quot;)&lt;br/&gt;Il dittongo &amp;quot;OU&amp;quot; si pronuncia come una &amp;quot;O&amp;quot; lunga e traslitterato si pu&amp;ograve; trovare anche come &amp;quot;ō&amp;quot;.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Specificato questo, cominciamo col dizionario vero e proprio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="A" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20A/d5017728.jpg" /&gt;&lt;strong&gt;A, intesa come prima lettera dell'alfabero giapponese,&lt;/strong&gt; che col nostro ha solo questa somiglianza. Intanto, oltre ai kanji (cio&amp;egrave; i famosi ideogrammi), vengono usati 2 alfabeti sillabici, l'Hiragana (l'alfabeto &amp;quot;normale&amp;quot;) e il Katakana. Ho pensato di linkare (&lt;a href="http://www.tokyowithkids.com/fyi/japanese/katakana/katakana1.gif" target="_blank"&gt;tabella 1&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://www.tokyowithkids.com/fyi/japanese/katakana/katakana2.gif" target="_blank"&gt;tabella 2&lt;/a&gt;; &lt;a href="http://www.tokyowithkids.com/fyi/japanese/katakana/katakana3.gif" target="_blank"&gt;tabella 3&lt;/a&gt;) l'immagine del katakana, l'alfabeto usato per trascrivere i nomi stranieri e per attirare l'attenzione del lettore su un dato termine (una sorta di grassetto o corsivo). Con alcuni accorgimenti (se volete li spiego nei commenti) vi permetter&amp;agrave; di scrivere il vostro nome in giapponese.&lt;br/&gt;A parte questo, l'alfabeto pu&amp;ograve; tornare utile nei manga e negli anime ad ambientazione scolastica, dove capita che facciano l'appello giusto per scoprire che il protagonista della serie &amp;egrave; puntualmente assente.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt; Esempio&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;In una delle puntate di &lt;em&gt;Yu Yu&lt;/em&gt;&lt;a href="post/15303710/#1"&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; accade proprio quanto detto sopra: Yusuke fa di cognome Urameshi... beh, il suo nome, cominciando con la terza lettera dell'alfabeto (e non la ventesima), &amp;egrave; tra i primi ad essere fatto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;AHO/AHOU = stupido&lt;/strong&gt; (v. &lt;a target="_blank" href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/16822508/Dizionario%3A+B+%281%29"&gt;Baka&lt;/a&gt;)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="AI" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20A/9621bea5.jpg" /&gt;&lt;strong&gt;AI = Amore&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Termine indispensabile in anime e manga. Per gli adolescenti (e non) che amano dire &amp;quot;ti amo&amp;quot; in tutte le lingue del mondo, ecco come lo direbbero i giapponesi: 愛している (&amp;quot;aishiteiru&amp;quot;).&lt;br/&gt;Come per noi italiani, non esiste in giapponese un solo modo per esprimere un sentimento d'amore. Molto diffuso in anime e manga &amp;egrave; &amp;quot;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20A/suki.jpg"&gt;suki&lt;/a&gt;&amp;quot;, che letteralmente vuol dire &amp;quot;mi piace/i&amp;quot;. Si pu&amp;ograve; usare un po' per qualsiasi cosa (cibi compresi) ma avendo un significato molto meno &amp;quot;potente&amp;quot; di &amp;quot;ai&amp;quot; si adatta bene alle atmosfere dolci e innocenti degli shojo (i manga per ragazze): &amp;egrave; una sorta di &amp;quot;ti voglio bene&amp;quot;, insomma, e sentire &amp;quot;suki&amp;quot; al posto di &amp;quot;ai&amp;quot; da la sensazione di un sentimento delicato e affettuoso.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;MODIFICA del 19.01.2008&lt;/strong&gt;: ho fatto recentemente caso a un altro modo per dire &amp;quot;amore&amp;quot;, cio&amp;egrave; &amp;quot;&lt;a target="_blank" href="http://img212.imageshack.us/img212/6206/koips3.jpg"&gt;koi&lt;/a&gt;&amp;quot;: dall'uso che ne fanno (sulla base dei miei esempi) sembra non avere particolari sfumature d'uso o intensit&amp;agrave; di sorta. E' come se descrivesse &amp;quot;un dato di fatto&amp;quot; puro e semplice, tanto che l'amante (inteso in senso etimologico) si dice &amp;quot;koibito&amp;quot;, cio&amp;egrave; &amp;quot;persona che si ama&amp;quot;. (filmatino di esempio al commento #49)&lt;br/&gt;&lt;strong&gt; Esempio&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=FkbfzXAGDiE"&gt;Ecco&lt;/a&gt; alcune scene dall'anime &lt;em&gt;Loveless&lt;/em&gt;&lt;a href="post/15303710/#2"&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;. Il protagonista, Ritsuka, per una serie di vicende parecchio spiacevoli, si interroga spesso su cosa sia l'Amore, ancor di pi&amp;ugrave; dopo aver conosciuto Soubi, che del termine &amp;quot;suki&amp;quot; fa un uso &amp;quot;esagerato&amp;quot; e a volte contraddittorio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;AKUMA = diavolo, demone&lt;/strong&gt; (v. &lt;a target="_blank" href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/16822508/Dizionario%3A+B+%281%29"&gt;Bakemono&lt;/a&gt;)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20A/326efc5d.jpg" alt="" /&gt;&lt;strong&gt;ANATA = Tu&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Siamo in piena grammatica giapponese, eppure il rischio s'ha da correre per poter spiegare alcuni usi particolari a) di questo pronome, b) della resa in giapponese della seconda persona singolare.&lt;br/&gt;a) Per quanto grammaticalmente corretto, dire &amp;quot;tu/anata sei, fai, etc&amp;quot; non va sempre bene, anzi. Per parlare con la persona che abbiamo davanti useremo &amp;quot;anata&amp;quot; solo se vogliamo dimostrare un grado di confidenza veramente alto... tanto alto che negli anime &amp;egrave; cos&amp;igrave; che sentiamo le mogli rivolgersi al marito: in quel caso pu&amp;ograve; essere tranquillamente tradotto come &amp;quot;caro&amp;quot;. &lt;br/&gt;b) E allora come fanno a rivolgersi all'interlocutore? La forma pi&amp;ugrave; comune (ed educata) &amp;egrave; il parlare in terza persona, usando come soggetto il cognome (o il nome) dell'interpellato o la professione. Esistono poi dei pronomi alternativi, il cui uso denota, di caso in caso, maggior confidenza (&amp;quot;kimi&amp;quot;) o addirittura maleducazione (&amp;quot;omae&amp;quot;, &amp;quot;anta&amp;quot;). &amp;quot;Kisama&amp;quot; e &amp;quot;temee&amp;quot; sono poi veri e propri insulti: &amp;egrave; come se dicessimo &amp;quot;tuuuu!!! Brutto *censura*!!!&amp;quot;.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Esempio&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Per la questione dell' &amp;quot;anata=caro&amp;quot; non credo servano particolari spiegazioni, cos&amp;igrave; come per gli altri pronomi citati: fateci semplicemente caso ;) . Piuttosto ecco &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=lG_J3unbi24" target="_blank"&gt;pochi secondi&lt;/a&gt; dalla puntata 10 di &lt;em&gt;D.Gray-man&lt;/em&gt;&lt;a href="post/15303710/#3"&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;, in cui &amp;egrave; facile capire l'uso della terza persona usata come un &amp;quot;tu&amp;quot; (grazie al nome &amp;quot;comprensibile&amp;quot; dell'interpellata, Miranda(-san), con cui Allen sta parlando &lt;u&gt;direttamente&lt;/u&gt;; Allen comunque parla sempre come un libro di grammatica...).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20A/aniki.jpg" alt="兄貴" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;strong&gt;ANIKI = Fratello maggiore.&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;E' un termine caro alla Yakuza, la mafia giapponese: i subalterni si rivolgono cos&amp;igrave; ai loro superiori e mentori, purch&amp;egrave; questi non siano il capo (quello lo chiamano &amp;quot;capo&amp;quot;, logicamente).&lt;br/&gt;L'uso di un termine del genere in un manga o in un anime, inoltre, richiama la struttura mafiosa anche in contesti che di mafioso non hanno nulla, garantendo una certa ironia sia sul personaggio che usa il termine sia su colui al quale si rivolge.&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;Esempio&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20A/aniki_HostClub.jpg" target="_blank"&gt;Esempio&lt;/a&gt; fresco di edicola il numero 8 di &lt;em&gt;Host Club&lt;/em&gt;&lt;a href="post/15303710/#4"&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;, in cui il primogenito di un capo della Yakuza si rivolge con questo termine a uno dei protagonisti, per esprimergli la sua devozione (non che Mori ne sia entusiasta) (ricordo che i fumetti dei manga si leggono dall'alto in basso e da destra a sinistra). Ecco &lt;a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=UP5jxefC1tA"&gt;la stessa scena&lt;/a&gt; ripresa nella puntata 22 dell'anime (per la cronaca, il tipo non si chiama veramente Bossanova...).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20A/anime.jpg" alt="" /&gt;&lt;strong&gt;ANIME = cartone animato giapponese&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Vale sia per serie tv che lungometraggi o OAV; deriva dalla parola inglese &amp;quot;animation&amp;quot; (e infatti &amp;egrave; scritto in katakana).&lt;br/&gt;Il vero pioniere dell'animazione giapponese &amp;egrave; Osamu Tezuka, il &amp;quot;dio del manga&amp;quot;, che cur&amp;ograve; personalmente la trasposizione su piccolo schermo dei suoi manga, fin dalla fine degli anni '50: l'anime di &lt;em&gt;Astroboy&lt;/em&gt; (&lt;em&gt;Tetsuwan Atomu&lt;/em&gt;, &amp;quot;l'atomo potente&amp;quot;, come si pu&amp;ograve; sentire nella &lt;a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=D4HVYZhohGw"&gt;prima sigla&lt;/a&gt;), del 1963, &amp;egrave; uno dei primissimi trasmessi dalla tv giapponese, se non il primo.&lt;br/&gt;Sui dettagli storici &amp;egrave; meglio non soffermarsi, forse in futuro potranno essere oggetto di un post a parte...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc34/mizar81/Imagoaltrove/Dizionario%20A/arigatou.jpg" alt="" /&gt;&lt;strong&gt;ARIGATOU = Grazie&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Vi piacerebbe che fosse cos&amp;igrave; semplice! E invece, siccome i giapponesi hanno un fortissimo senso delle gerarchie sociali e ci tengono a rivolgersi nel modo corretto a chiunque si trovino davanti, hanno solo quella tonnellata di modi per dire Grazie... Eccone alcuni.&lt;br/&gt;ARIGATOU GOZAIMASU (o gozaimashita): l'ideale per ogni occasione, sicuramente educato, diventa formalissimo, quasi retr&amp;ograve; se usato nella forma tra parentesi.&lt;br/&gt;ARIGATOU: meno formale, da usare se si ha a che fare con persone che si conoscono.&lt;br/&gt;DOUMO: viene usato principalmente dai maschi o dalle ragazze che hanno un modo di fare un po' grezzo, e gi&amp;agrave; questo rende l'idea del tipo di utilizzo. Pu&amp;ograve; risultare pure scortese, se rivolto a qualcuno verso cui dovremmo comportarci con maggior rispetto.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Esempio&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;a target="_blank" href="http://www.youtube.com/watch?v=9kEwaMGqblY"&gt; Nell'anime&lt;/a&gt; &lt;em&gt;xxxHOLiC&lt;/em&gt;&lt;a href="post/15303710/#5"&gt;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;, Doumeki &amp;egrave; un ragazzo di poche parole con un modo di fare naturalmente sfacciato, che tratta tutti con totale spontaneit&amp;agrave;, senza preoccuparsi di essere formale: ringrazia poco, e quando lo fa usa &amp;quot;doumo&amp;quot;. Himawari invece &amp;egrave; una ragazza molto gentile ed educata (a tratti fastidiosa, n.d.Miz); dice &amp;quot;hontouni arigatou&amp;quot;, traducibile con &amp;quot;grazie veramente&amp;quot;; in ogni caso &amp;egrave; raro che usi &amp;quot;arigatou&amp;quot; da solo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;ATASHI = io (pronome femminile)&lt;/strong&gt; (v. &lt;a href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/20545584/Dizionario%3A+B+%282%29+-+C" target="_blank"&gt;boku&lt;/a&gt;)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;hr width="100%" size="2" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;NOTE&lt;br/&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;a name="1"&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;Manga: &lt;em&gt;Yu Yu Hakusho&lt;/em&gt;, di Yoshihiro Togashi, edito in Italia dalla Star Comics come &lt;em&gt;Yu degli Spettri&lt;/em&gt;. Anime: &lt;em&gt;Yu Yu&lt;/em&gt;, 112 puntate, trasmesso in Italia da Mtv e La7.&lt;br/&gt;&lt;a name="2"&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;Manga: &lt;em&gt;Loveless&lt;/em&gt;, di Yun Kouga, inedito in Italia; Anime omonimo di 12 puntate (I serie), recuperabile sottotitolato in italiano. Loveless &amp;egrave; uno &amp;quot;shonen ai&amp;quot;, cio&amp;egrave; tratta di &amp;quot;amore tra ragazzi&amp;quot; visto in un ottica tutta femminile (arrivati alla &amp;quot;S&amp;quot; avr&amp;ograve; modo di spiegare cosa si intende).&lt;br/&gt;&lt;/font&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;a name="3"&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;Manga: &lt;em&gt;D.Gray-man&lt;/em&gt;, di Katsura Hoshino, edito in Italia dalla Planet Manga. Anime omonimo tuttora in prosecuzione e recuperabile sottotitolato in italiano.&lt;br/&gt;&lt;/font&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;a name="4"&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;Manga: &lt;em&gt;Host Club&lt;/em&gt;, di Bisco Hatori, edito in Italia dalla Planet Manga. Anime: &lt;em&gt;Ouran Koukou Host Club&lt;/em&gt; (et similia), 26 episodi, recuperabile sottotitolato in italiano.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a name="5"&gt;&lt;sup&gt;5&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;Manga: &lt;em&gt;xxxHOLiC&lt;/em&gt;, delle Clamp, edito in Italia dalla Star Comics. Anime omonimo tuttora in prosecuzione, al momento &amp;egrave; possibile recuperare la prima serie (24 episodi) sottotitolata in italiano.&lt;br/&gt;&lt;/font&gt; &lt;br/&gt;Copyright di immagini e video degli aventi diritto; un ringraziamento va anche ai vari gruppi di fansubbers che diffondono in Italia le novit&amp;agrave; giapponesi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Argomenti correlati:&lt;/strong&gt; &lt;a target="_blank" href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/11583558/Dizionario%3A+1-10"&gt;Dizionario: 1-10&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/16822508/Dizionario%3A+B+%281%29" target="_blank"&gt;Dizionario B&lt;/a&gt;, &lt;a target="_blank" href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/20545584/Dizionario%3A+B+(2)+-+C"&gt;Dizionario B (2) - C&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-4073091523865618276?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/4073091523865618276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/12/dizionario.html#comment-form' title='45 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/4073091523865618276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/4073091523865618276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/12/dizionario.html' title='Dizionario: A'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>45</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-6151211546070742346</id><published>2007-12-25T14:19:00.000+01:00</published><updated>2011-11-30T19:48:39.516+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunicazioni'/><title type='text'>Da tutti noi a tutti voi...</title><content type='html'>&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;font color="#ff0000" size="6"&gt;&lt;font color="#339966"&gt;**&lt;/font&gt;&lt;u&gt;Buon Natale!&lt;/u&gt;&lt;font color="#339966"&gt;**&lt;/font&gt;&lt;/font&gt;&lt;font color="#339966"&gt; &lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;img height="428" width="570" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/natale.jpg" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="" /&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="right"&gt;&lt;em&gt;&lt;u&gt;Lo staff di ImagoAltrove.&lt;/u&gt;&lt;/em&gt; &lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-6151211546070742346?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/6151211546070742346/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/12/da-tutti-noi-tutti-voi.html#comment-form' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/6151211546070742346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/6151211546070742346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/12/da-tutti-noi-tutti-voi.html' title='Da tutti noi a tutti voi...'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-4620121413670501086</id><published>2007-11-28T13:53:00.000+01:00</published><updated>2011-11-30T19:50:35.644+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anime'/><title type='text'>I Cieli di Escaflowne</title><content type='html'>Gaea, un pianeta dal quale &amp;egrave; possibile osservare sia la Luna che la Terra stagliarsi nella volta celeste, &amp;egrave; la landa immaginaria dove si sviluppano i 26 episodi de &amp;quot;Tenkū no Esukafurōne&amp;quot; il bellissimo anime di Hajime Yadate e Shoji Kawamori anche noto come &amp;quot;The Vision of Escaflowne&amp;quot; ed italianizzato ne &amp;quot;I Cieli di Escaflowne&amp;quot;.&lt;br/&gt;Nato in principio come manga, ha visto il successo in prevalenza proprio per le puntate televisive (successivamente ne verr&amp;agrave; prodotto anche un OAV), che in Giappone andarono in onda nel 1996 per conto della Sunrise, mentre in Italia si &amp;egrave; dovuto aspettare MTv nel 2001. &lt;br/&gt;I suoi personaggi sono caratterizzati da un insolito naso allungato, che per&amp;ograve; non stona minimamente con i visi ben definiti e le corporature snelle che i creatori hanno loro attribuito; gli scenari sono curati nel dettaglio, con paesi ricchi di particolari e vallate rigogliose e verdeggianti. Ma vi &amp;egrave; anche estrema finezza nel disegnare armi da guerra e robotici guerrieri; s&amp;igrave;, perch&amp;eacute; &amp;egrave; proprio con l&amp;rsquo;ausilio di automi comandati da persone che si combatte su Gaea, automi noti come &amp;lsquo;Guymelef&amp;rsquo;. &lt;img height="132" width="170" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/van14aec9.jpg" alt="Van Slanzar de Fanel, re di Fanelia" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;Il pi&amp;ugrave; importante fra questi, capace di mutarsi anche in drago,&amp;nbsp;&amp;egrave; l&amp;rsquo;Escaflowne, nel cui Energist, che ne &amp;egrave; il cuore, scorre il sangue del re di Fanelia, Van Fanel ('Ban Fanel' nella versione nipponica) , il quale si ritrova a dover fronteggiare la terribile minaccia bellica dell&amp;rsquo;impero di Zaibach. &lt;br/&gt;Prima di essere investito sovrano, il ragazzo ha dovuto affrontare un orribile drago ed a causa di un portale si &amp;egrave; ritrovato a doverlo battere proprio sulla Terra (che gli abitanti di Gaea conoscono come 'la Luna dell'Illusione'), in una pista d&amp;rsquo;allenamento di Tokyo, dove una sua coetanea stava gareggiando per poter ricevere il primo bacio dal suo sempai. &lt;img height="125" width="160" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/escahitomi028dp8.jpg" alt="Hitomi ed il suo pendente" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" /&gt;La ragazza in questione &amp;egrave; Hitomi Kanzaki, quindicenne&amp;nbsp;con doti paranormali che sfrutta grazie ad un ciondolo particolare, donatole da sua nonna, e che le permettono di salvare la vita a Van, impedendo che il drago lo uccida con una codata. Da allora, la sua vita sar&amp;agrave; legata a quella del giovane: verr&amp;agrave; infatti trasportata con lui su Gaea e grazie ai suoi poteri si ritrover&amp;agrave; a cambiare di volta in volta le sorti di chi le sta vicino.&lt;br/&gt;&amp;nbsp;Alleanze e guerre, amore ed odio, amicizia e rinnego: questi saranno i leit motiv di ogni puntata, di volta in volta scosse da rivelazioni inaspettate, come legami di sangue e memorie nascoste. La voglia di lottare, di sperare che tutto possa finire nel migliore di modi, di non arrendersi nemmeno dinnanzi alle sofferenze pi&amp;ugrave; atroci: questo caratterizza la parte del bene, che vede il suo perno proprio in Van. Discendente da parte di madre dell'ormai estinta stirpe di Atlantide, dalla genitrice ha ereditato anche la sua vera natura di &amp;quot;Ryuujinbito&amp;quot;: all'occorrenza, pu&amp;ograve; fare ricorso ad un paio di enormi e candide ali piumate che ne vanno a caratterizzare la schiena, facendolo apparire agli occhi di Hitomi come un angelo. &lt;a href="http://img144.imageshack.us/img144/6683/aliabbraccioag4.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/guymelef20mini20escaflomy3.gif" alt="L'Escaflowne" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;Egli ha avuto un&amp;rsquo;infanzia segnata dall&amp;rsquo;abbandono e dal distacco e di questo ne ha risentito crescendo, divenendo una persona che esterna poco i suoi sentimenti; tuttavia,&amp;nbsp;il&amp;nbsp;carattere chiuso non gli&amp;nbsp;impedisce di provare, poco a poco, qualcosa per Hitomi, forse fin dall&amp;rsquo;inizio del loro incontro; ma la ragazza ha la mente altrove e divide pensieri fra il suo sempai rimasto a Tokyo e per Allen, un bellissimo cavaliere dalla folta chioma bionda e dai lucenti occhi azzurri. Volente o nolente, lei per&amp;ograve; sente che il suo destino &amp;egrave; in qualche modo segnato dall&amp;rsquo;Escaflowne e, di conseguenza, da Van, che man mano diverr&amp;agrave; tutt&amp;rsquo;uno con il robot arrivando a provare sul suo corpo i danni subiti dal suo Guymelef.&lt;br/&gt;La storia prende molto, perch&amp;eacute; vede l&amp;rsquo;unione di elementi e sentimenti differenti e lo scontrarsi di parti avverse e parti alleate per il compimento dei propri interessi; vi &amp;egrave; la classica lotta fra il bene ed il male, per&amp;ograve; proposta sovente in maniera cruenta: centri abitati dati alle fiamme, innocenti costretti all&amp;rsquo;esodo ed alla separazione, sangue che abbonda ora da una parte, ora dall&amp;rsquo;altra. Ma c&amp;rsquo;&amp;egrave; tantissimo spazio anche per l&amp;rsquo;amore, soprattutto quello fra uomo e donna, e per l&amp;rsquo;eterno timore di non trovare l&amp;rsquo;altro disposto a corrispondere i propri sentimenti. E piano piano si cresce: Van diventa giorno dopo giorno pi&amp;ugrave; bravo nel combattimento e sempre pi&amp;ugrave; coraggioso; come lui stesso dice, non dar&amp;agrave; mai le spalle al nemico. Hitomi, invece, soffre molto per le sue visioni, la maggior parte delle volte presagio di morte, e le sar&amp;agrave; sempre pi&amp;ugrave; duro cercare di evitare che si avverino avvertendo in tempo gli interessati. &lt;a href="http://img80.imageshack.us/img80/7271/aliescaduezn4.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img height="165" width="220" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/aliescaduezn4.jpg" alt="Hitomi stretta a Van dotato delle ali" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" /&gt;&lt;/a&gt;La sofferenza pi&amp;ugrave; forte la avverte ogni qualvolta il re di Fanelia &amp;egrave; in pericolo e ben presto comprende che il suo ciondolo &amp;egrave; legato all&amp;rsquo;Escaflowne allo stesso modo in cui lei &amp;egrave; legata a Van. Il contatto fra i due &amp;egrave; fonte di emozioni indescrivibili: ognuno c&amp;rsquo;&amp;egrave; per l&amp;rsquo;altro, e questo &amp;egrave; di conforto sia per lei, che si trova tanto lontana dalla Terra e dai suoi affetti, che per lui, orfano di entrambi i genitori e fratello di un uomo passato dalla parte del nemico. La sigla iniziale canta &amp;ldquo;Yakusoku wa Iranai&amp;rdquo;, ovvero &amp;ldquo;Non ho bisogno di una promessa&amp;rdquo;; forse perch&amp;eacute; fra Van e Hitomi non vi &amp;egrave; bisogno di alcun impegno di non dimenticarsi reciprocamente, una volta che lei far&amp;agrave; ritorno a casa. &lt;br/&gt;Ammesso che non sia stato tutto un sogno, o, forse, un'illusione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-4620121413670501086?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/4620121413670501086/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/11/i-cieli-di-escaflowne.html#comment-form' title='19 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/4620121413670501086'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/4620121413670501086'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/11/i-cieli-di-escaflowne.html' title='I Cieli di Escaflowne'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>19</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-438907179049259193</id><published>2007-11-10T20:06:00.001+01:00</published><updated>2011-11-30T21:22:17.493+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anime'/><title type='text'>Kanon</title><content type='html'>&lt;strong&gt;SERIE&lt;/strong&gt;:&lt;br/&gt;Creata da Itaru Inoue e nata da un gioco per pc (che sfoggiava immagini hentai). E' composta da 13 episodi, pi&amp;ugrave; un OAV. Nel 2006 &amp;egrave; stato lanciato il progetto di creare il remake della serie che, stavolta, dovrebbe contare 24 episodi. Entrambe le serie non sono ancora arrivate in Italia.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;TRAMA&lt;/strong&gt;:&lt;br/&gt;La storia, con qualche spunto magico, ruota attorno a&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/yuuichiaizawakm7.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="" /&gt; &lt;em&gt;Yuuichi Aizawa&lt;/em&gt;, ritornato in Giappone dopo 7 anni vissuti all'estero. Non ricorda praticamente nulla della sua infanzia trascorsa nella citt&amp;agrave; della cugina. Man mano che i giorni trascorrono e incontra un paio di persone, appaiono nella sua mente delle scene, ha dei flashback che in quel momento non si spiega. Alla fine ritrover&amp;agrave; la sua memoria. Motore della vicenda sono le promesse che ha fatto da bambino ad altre due bambine, nonch&amp;egrave; compagne di giochi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;PERSONAGGI&lt;/strong&gt;:&lt;img align="cssRight" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/nayukiminaseup0.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" alt="" /&gt;&lt;br/&gt;La cugina di Yuuichi &amp;egrave; &lt;em&gt;Nayuki Minase&lt;/em&gt;. E' un po' fissata con le rane come testimonia il grosso peluche Keroppi e il pigiama che indossa. E' una ragazza dolce e gentile. Fa parte del club di atletica della scuola ed &amp;egrave; sempre disponibile con tutti. Non riesce a svegliarsi la mattina, nonostante le 25 sveglie rumorose piazzate in camera. E' molto legata al cugino, per cui prova qualcosa.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/ayutsukimiyazi7.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="" /&gt;&lt;em&gt;Ayu Tsukimiya&lt;/em&gt;, nominata dalla sottoscritta &amp;quot;miss uguuu&amp;quot;, &amp;egrave; una ragazza un po' bizzarra che adora mangiare un dolce tipico giapponese che, quasi sempre, ruba. Porta sempre con s&amp;egrave; un simpatico zainetto con delle ali. Ayu si scontra ripetutamente con Yuuichi e in qualche modo, le loro vite sono intrecciate da sempre. E' alla perenne ricerca di qualcosa che non ricorda.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssRight" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/shiorimisakakg1.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" alt="" /&gt;&lt;em&gt;Shiori Misaka&lt;/em&gt; &amp;egrave; una ragazza dolcissima che incontra Yuuichi per caso. Non pu&amp;ograve; frequentare la scuola per motivi di salute, ma spesso fa una capatina alla scuola dell'amico per passare un po' di tempo insieme. Sebbene sia una ragazza solare e allegra, spesso sul suo volto si nota tristezza. Ama disegnare e non si separa mai dalla sua stola.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/maikawasumizf2.jpg" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="" /&gt;Mai Kawasumi&lt;/em&gt; &amp;egrave; molto introversa e ha solo un'amica. Yuuichi la incontra di notte a scuola mentre la ragazza combatte con dei mostri che sembrano infestare la scuola. Ogni volta che capita &amp;egrave; sempre sgridata e punita dal consiglio studentesco. Non ha mai protestato o detto alcunch&amp;eacute; e tutti la considerano la pecora nera dell'istituto.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;img align="cssRight" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/makotosawataritu0.jpg" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" alt="" /&gt;Makoto Sawatari&lt;/em&gt; ha lo scopo di attaccare ripetutamente Yuuichi, ma non ricorda assolutamente cosa le ha fatto il ragazzo. Quando si trasferisce a casa sua, gli fa ogni genere di scherzi possibili ed immaginabile, ma alla fine i due riescono ad andare d'accordo. Yuuichi non si ricorda di lei, n&amp;egrave; pu&amp;ograve; chiedere aiuto alla ragazza perch&amp;egrave; l'amnesia di Makoto &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; grave di quanto si pensi. Col tempo i due iniziano ad andare d'accordo. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;OAV&lt;/strong&gt;:&lt;br/&gt;Ne esiste solo uno ed &amp;egrave; una puntata a tutti gli effetti, anche se non la si pu&amp;ograve; classificare totalmente come 14esima. Per certi versi &amp;egrave; una pre/post-puntata 13esima.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;u&gt;Impressioni&lt;/u&gt;: &lt;br/&gt;Sebbene il disegno non piaccia a tutti, io ho trovato questo &amp;quot;dramma sentimentale&amp;quot; parecchio intenso. La storia merita e c'&amp;egrave; davvero da trasformarsi in una fontana. La storia pi&amp;ugrave; drammatica &amp;egrave; quella di Makoto che non sto qui a raccontarvi altrimenti farei dello spoiler gratuito e non bisogna rivelare mai tutto nella vita. La ragazza in questione non &amp;egrave; mai stato il mio personaggio preferito, anzi mi stava pure un po' antipatica, ma col tempo l'ho rivalutata parecchio. Il mio personaggio preferito, soprattutto dal punto di vista mentale, &amp;egrave; Mai, che tra l'altro &amp;egrave; proprio disegnata bene, segue a ruota Ayu.&lt;br/&gt;La storia, come dicevo, &amp;egrave; un mix tra magia, dramma e piccole gag, ma non mancano i colpi di scena. Mi verrebbe da dire che &amp;egrave; &amp;quot;soffice&amp;quot; ma allo stesso tempo straziante. La fine lascia l'amaro in bocca nonostante tutto. Volendo essere pi&amp;ugrave; obiettivi, qualche buco nella storia c'&amp;egrave;, ma nel complesso non posso che consigliare di vederlo se piace la storia o si &amp;egrave; incuriositi. Ovviamente senza dimenticare i kleenex...&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Scritto da &lt;a title="Visita il profilo di mulaky" href="http://www.blogger.com/profile/06811257343440160760" target="_blank"&gt;mulaky&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-438907179049259193?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/438907179049259193/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/11/kanon.html#comment-form' title='14 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/438907179049259193'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/438907179049259193'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/11/kanon.html' title='Kanon'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>14</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-6465725356886632801</id><published>2007-10-09T20:44:00.002+02:00</published><updated>2011-11-30T20:07:10.755+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manga'/><title type='text'>Devilman - L'uomo Diavolo</title><content type='html'>In principio erano i demoni, creature mostruose nate dalla fusione degli esseri viventi pi&amp;ugrave; disparati. Dominavano la Terra prima dell'avvento dell'uomo, in un clima di primitivo e violento terrore ove vigeva la legge del pi&amp;ugrave; forte. Poi vennero le glaciazioni e i demoni furono imprigionati nelle profondit&amp;agrave; dei grandi ghiacciai.&lt;br/&gt;Il professor Asuka, archeologo di fama internazionale, durante una spedizione tra le rovine di un'antica civilt&amp;agrave; Maya, conobbe tutta la verit&amp;agrave; sull'esistenza dei demoni e quando torn&amp;ograve; in patria non fu pi&amp;ugrave; lo stesso. Divenne sadico e malvagio fino al giorno in cui, dopo aver tentato di divorare suo figlio, decise di mettere fine alla propria esistenza dandosi fuoco.&lt;br/&gt;Ryo Asuka, unico figlio del professore, rovistando tra gli appunti del padre, si rese conto che il celebre archeologo era stato posseduto da un demone. Seppe cos&amp;igrave; che i demoni si erano destati dal loro sonno millenario e che si apprestavano a riconquistare la Terra.&lt;br/&gt;Un giorno il giovane Ryo si present&amp;ograve; dinanzi al suo unico vero amico: Akira Fudo. Akira era sempre stato un ragazzo codardo, ma dal cuore puro e dai sentimenti onesti. La sua famiglia si era trasferita all'estero e, dato che lui doveva completare gli studi, era stato ospitato dalla famiglia Makimura che lo aveva sempre trattato come fosse loro figlio. Secondo Ryo esisteva un solo modo per riuscire a contrastare i demoni: fare in modo che uno di essi si fondesse con un uomo capace di dominarne gli istinti, affinch&amp;eacute; la natura demoniaca non prevaricasse quella umana. La scelta ricadde su Akira.&lt;br/&gt;La fusione avvenne, Akira Fudo fu posseduto dal grande demone Amon e da quel momento divenne Devilman, altrimenti detto l'uomo diavolo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/devilman01vo9.jpg"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/adevilman01ze0.jpg" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;  &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/devilman02lx8.jpg"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/adevilman02bx7.jpg" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;  &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/devilman03yc4.jpg"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/adevilman03vu5.jpg" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Pur essendo composta da soli tre volumi (ristampata recentemente in una nuova edizione da cinque), l'opera di Go Nagai possiede una ricchezza ed una profondit&amp;agrave; particolarmente rare, che fanno leva sui principi del bene e del male che convivono nell'uomo. Go Nagai indaga sulle due facce della stessa medaglia portando in superficie gli istinti carnali, primordiali ed oscuri che albergano in ciascuno di noi, nell'ambito di un equilibrio tanto instabile da condurre inevitabilmente all'autodistruzione.&lt;br/&gt;Dopo la fusione Akira cambi&amp;ograve; radicalmente. Divenendo scontroso e a tratti persino violento, ma riusc&amp;igrave; comunque a dominare l'istinto del demone che lo possedeva. Questa sua duplice e contrastante natura fece innamorare la giovane figlia dei Makimura, Miki, che viveva sotto lo stesso tetto di Akira. Miki non conosceva il segreto di Akira e lui ritenne opportuno fare di tutto per nascondergliela, limitandosi a proteggerla a sua insaputa. A questo punto il racconto di Go Nagai si tinge di nero, attraverso il susseguirsi di una serie di brevi episodi di rara crudelt&amp;agrave; quotidiana: una madre che tortura il suo unico figlio; una bambina divorata dal demone-tartaruga Jinmen, il cui volto e la cui coscienza restano impresse sul suo guscio; un gruppo di ragazzi controllati da orribili tarantole aggrappate alla testa; una giovane studentessa costretta a convivere col suo corpo demoniaco capace di secerne liquidi che corrodono ogni cosa. Insomma, non si pu&amp;ograve; certo dire che a Go Nagai manchi la fantasia, come neppure si pu&amp;ograve; dire che non sappia dipingere l'orrore nella sua forma pi&amp;ugrave; pura, profonda e radicata.&lt;br/&gt;E cos&amp;igrave;, giorno dopo giorno, Akira si vide costretto ad affrontare s&amp;egrave; stesso e i demoni che insidiavano la razza umana. Si, perch&amp;eacute; i demoni erano troppo furbi per riconquistare il pianeta dichiarando guerra aperta all'umanit&amp;agrave;: erano consapevoli delle armi create dall'uomo, ma conoscevano bene anche tutte le sue debolezze e le sue paure. Decisero quindi di optare per una fusione indiscriminata: presero a impossessarsi di persone normali, comuni lavoratori, casalinghe, studenti delle superiori e via dicendo. Alcuni di questi si tramutavano in orrende creature dalle apparenti sembianze umane; altri, non sopportando il peso della fusione, morivano manifestando apertamente la loro natura demoniaca sotto lo sguardo sbigottito e impotente dei passanti. A quel punto divenne chiaro a tutti che chiunque poteva nascondere un demone dentro di s&amp;eacute; e in breve tempo il terrore dilag&amp;ograve; a macchia d'olio. In tutto il mondo vennero istituite speciali squadre anti-demone e l'umanit&amp;agrave; cadde vittima di una seconda epoca inquisitoria, ancora pi&amp;ugrave; devastante della prima. l'obbligo morale di denunciare alle autorit&amp;agrave; chiunque fosse stato anche solo sospettato di essere un demone si diffuse come il peggiore dei virus e tanti uomini innocenti caddero vittime delle spietate pattuglie anti-demone. Nel giro di pochi mesi le cose precipitarono e, se in un primo momento il compito di Devilman era quello difendere la Terra dai demoni, ben presto si ritov&amp;ograve; a proteggere l'umanit&amp;agrave; da s&amp;eacute; stessa. Ma l'odio e la crudelt&amp;agrave; umana si dimostrarono ben pi&amp;ugrave; violente dei primordiali istinti demoniaci e lo stesso Akira cap&amp;igrave; di essere del tutto impotente nell'affrontare l'odio generato dall'uomo nei confronti dei suoi simili.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/devilman04vx1.jpg"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/adevilman04dj8.jpg" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;  &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/devilman05rv4.jpg"&gt;&lt;img alt="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/adevilman05vj8.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;  &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/devilman06ct4.jpg"&gt;&lt;img alt="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/adevilman06ef5.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Infine il tragico epilogo. Per difendere la famiglia di Miki, Akira fu costretto a rivelare apertamente la sua vera identit&amp;agrave; demoniaca e a fuggire lontano dalla sua amata, con la promessa che avrebbe continuato a proteggerla. Miki giur&amp;ograve; ad Akira che avrebbe fatto il possibile per sopravvivere e che, una volta che tutto questo fosse finito, si sarebbero finalmente ricongiunti. L'obiettivo di Akira era quello di cercare altri devilmen come lui. Si rese conto che, durante la precedente fase di fusione indiscriminata ad opera dei demoni, potevano essere nati altri devilmen, cos&amp;igrave; come era capitato a lui: l'amore di Miki l'aveva spinto a credere che, nonostante tutto, l'umanit&amp;agrave; meritasse ancora di essere salvata e l'unico modo per farlo sembrava essere proprio quello di organizzare un esercito di devilmen, cos&amp;igrave; da ingaggiare una battaglia all'ultimo sangue contro i nemici dell'uomo. Nel frattempo, quando il quartiere seppe che la famiglia Makimura aveva ospitato un devilman in casa propria per tutto quel tempo, cominciarono a diffondersi inquietanti ed insidiose dicerie sul loro conto. D'altronde Miki era sempre stata una ragazza affascinante e tutti coloro che in passato avevano segretamente subito questo suo fascino cominciarono a giustificare la loro debolezza d'animo accusando la ragazza di essere una creatura dagli oscuri poteri. Una notte, una folla inferocita di cittadini, armati di bastoni, randelli e ardenti fiaccole, assedi&amp;ograve; la casa dei Makimura. Uccisero brutalmente tutta la famiglia. Miki si difese fino allo stremo delle proprie forze e, prima di essere linciata, invoc&amp;ograve; tra s&amp;eacute; il perdono Akira per non essere stata capace di sopravvivere a tutta quella ferocia. Alle prime luci dell'alba, mentre Akira rientrava a casa dei Makimura per poter finalmente riabbracciare la sua amata, vide una folla esaltata portare in trionfo un macabro trofeo: la testa della giovane Miki impalata in cima a una lunga asta di legno.&lt;br/&gt;I demoni a quel punto ebbero gioco facile e ben presto l'umanit&amp;agrave; si ritrov&amp;ograve; decimata. Ma lo scontro finale doveva ancora avvenire: dopo una lunga battaglia tra demoni e devilmen sopravvissero soltanto i rispettivi capi delle due fazioni nemiche: Satana e Amon. Satana si rivel&amp;ograve; essere la vera identit&amp;agrave; di Ryo Asuka, l'amico d'infanzia di Akira. Sul finale l'angelo ermafrodita cacciato dal Paradiso raccont&amp;ograve; di essere sempre stato innamorato di Akira e di averlo fatto possedere dall'invincibile Amon non per difendere l'umanit&amp;agrave;, bens&amp;igrave; nella speranza che potesse sopravvivere ad essa. Dopo la lunga e malinconica rivelazione di Ryo, Akira chiuse gli occhi e si addorment&amp;ograve; per sempre tra i resti di una Terra ormai devastata.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;------------------------------------------------------------&lt;br/&gt;&lt;font size="1"&gt;N.B. Le tavole riportate rispecchiano il formato originale dell'opera, dunque eventuali dialoghi (mi riferisco nello specifico alla tavola numero cinque) andranno letti nell'ordine inverso: dall'alto verso il basso e da destra verso sinistra.&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Scritto da &lt;a title="Visita il sito di Deeproad" href="http://www.deeproad.net/" target="_blank"&gt;Deeproad&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-6465725356886632801?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/6465725356886632801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/10/devilman-l-diavolo.html#comment-form' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/6465725356886632801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/6465725356886632801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/10/devilman-l-diavolo.html' title='Devilman - L&amp;#39;uomo Diavolo'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-1585973822867056684</id><published>2007-09-20T00:36:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T20:25:18.734+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anime'/><title type='text'>Death Note</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Una partita a scacchi.&lt;br/&gt;Di quelle serie per&amp;ograve;, di quelle giocate dai grandi campioni dotati di una mente tale da prevedere in anticipo le mosse dell'avversario; con la sola (?) differenza che pedoni, alfieri, torri, cavalli e regine sono degli esseri umani, manovrati (e sacrificati) abilmente dai 2 re.&lt;br/&gt;La scacchiera? Una Tokyo che presto sta stretta, spostando la partita su scala globale.&lt;br/&gt;Il mezzo? Da un lato la tecnologia della polizia giapponese e di un geniale investigatore, dall'altro il Death Note.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssCenter" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mizar/scacchierams6.jpg" alt="" /&gt;&lt;br/&gt;Beh, presentiamo i pezzi disposti su questa scacchiera, allora.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;I pedoni.&lt;/strong&gt; I pedoni degli scacchi sono anonimi, tutti uguali e limitati nei movimenti. Nella partita di Death Note invece devono avere un nome: &lt;em&gt;&amp;quot;The human whose name is written in this note shall die&amp;quot;&lt;/em&gt;. Quelli bianchi sono quelli a disposizione della polizia, quelli neri del possessore del Death Note... poi ce ne sono altri che non c'entrano con la partita: c'&amp;egrave; un brusio continuo di pedoni che scompaiono, per tutta la storia.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Alfieri, torri, cavalli, regine.&lt;/strong&gt; Entrambi i giocatori hanno dei pedoni un po' pi&amp;ugrave; importanti - non si pu&amp;ograve; definirli diversamente - che scelgono di muovere con maggior libert&amp;agrave; e che sono a conoscenza di parte della strategia.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Re.&lt;/strong&gt; Imbrigliati nelle maglie tessute dall'avversario, i due re mandano avanti tutti gli altri pezzi secondo uno schema di anticipazioni e mosse preparatorie che &amp;egrave; il vero nucleo della storia.&lt;br/&gt;- Il re bianco &amp;egrave; L (proprio la lettera), o Riuzaki (nome fittizio). Di lui non si sa nulla se non quello che mostra di s&amp;egrave;: un ragazzo indubbiamente strano, pieno di tic e con la passione per i dolci. Un ragazzo prodigio che in varie occasioni aveva aiutato la polizia a risolvere casi intricatissimi e che ora &amp;egrave; chiamato a capire e fermare il serial killer che sta uccidendo a suon di attacchi cardiaci i criminali (&amp;quot;&lt;em&gt;If the cause of death is not specified, the person will simply die of a heart attack&lt;/em&gt;&amp;quot;).&lt;br/&gt;&lt;img align="cssRight" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mizar/deathnoteanime1tu5.jpg" alt="" /&gt; - Il re nero &amp;egrave; Light Yagami. Light &amp;egrave; Kira, colui che, spinto da un deviato (o no?) senso di giustizia, sceglie di usare il Death Note per punire. Kira raccoglier&amp;agrave; numerosi fan (saranno loro a dargli questo nome, &amp;quot;killer&amp;quot; pronunciato dai giapponesi), ma non manca chi lo avversa, in primis suo padre, il capo della polizia di Tokyo.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Gli shinigami. &lt;/strong&gt;Eh? Su una scacchiera? Beh, sono un po' gli spettatori, un po' gli organizzatori dello spettacolo: sono gli dei della morte, naturali possessori dei Death Note coi quali dovrebbero gestire vita e morte degli esseri umani dal loro mondo... Non &amp;egrave; bello da dire, ma tutto questo gran casino tra L e Kira &amp;egrave; causato dalla noia mortale di uno di loro, Riuuk, che lascia cadere sulla Terra un Death Note che gli avanzava. &lt;br/&gt;Dire i nomi di tutti gli altri ci interessa poco, ve l'assicuro. Una volta che siamo entrati nell'ottica che sono tutti pedine nelle mani dei due giocatori di loro poco ci fregher&amp;agrave; (anche se, chiaramente, la storia ce li propone egregiamente, con le loro speranze e le loro paure, i loro desideri e le loro aspirazioni...)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Le regole, infine, sono quelle dettate dal &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mizar/deathnoteeo0.jpg"&gt;Death Note&lt;/a&gt;.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Della storia non si pu&amp;ograve; dire veramente di pi&amp;ugrave;. Immagino sia chiaro che non &amp;egrave; possibile raccontare oltre senza togliervi la possibilit&amp;agrave; di capire autonomamente i perch&amp;egrave; delle mosse dei due giocatori.&lt;br/&gt;Posso dirvi che avete 3 possibilit&amp;agrave; di scoprirla: &lt;strong&gt;manga&lt;/strong&gt;, &lt;strong&gt;anime&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;film&lt;/strong&gt;.&lt;br/&gt;I 12 numeri del manga e le 37 puntate dell'anime viaggiano sulla stessa lunghezza, le differenze sono minime (a quanto ho potuto al momento riscontrare). C'&amp;egrave; da dire che entrambi si spostano oltre la storia che vi ho accennato: nell'anime dalla puntata 27 inizia una seconda partita a scacchi, a dire il vero meno intensa della prima...&lt;br/&gt;Col film (inevitabilemente) le differenze sono notevoli. Coi film, anzi: &lt;em&gt;Death Note&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Death Note - The last name&lt;/em&gt;. La storia si ferma alla &amp;quot;prima partita&amp;quot; tra L e Kira e la necessit&amp;agrave; di far stare tutto in 4 ore causa cambiamenti nella trama, tanto che si pu&amp;ograve; dire che anime/manga e film arrivano allo stesso finale ma per due strade diverse, sovrapponendosi solo in alcuni passaggi chiave.&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mizar/deathnotemovie1fx6.jpg" alt="" /&gt; Sono modifiche intelligenti, non raffazzonate, ma che causano un appiattimento emotivo nella storia:&lt;em&gt; l'anime e il manga&lt;/em&gt; sono caotici, neanche i protagonisti spesso hanno le idee chiare (sono pur sempre esseri umani) e la confusione aumenta tra la gente comune (spaccata in due tra un senso di giustizia sano ma inerme e uno malato ma efficace), &amp;egrave; tutto meno orchestrato, insomma, ma la possibilit&amp;agrave; di avere pi&amp;ugrave; spazio (in tankoubon e puntate) permette di spiegare comunque gli eventi. &lt;em&gt;Nel film&lt;/em&gt; invece la trama tessuta da L e Kira fila liscia fino alla conclusione, intrecciandosi perfettamente a formare un quadro geniale.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;C'&amp;egrave; solo un'ultima cosa da dire: il manga &amp;egrave; stato presentato come uno dei rari successi in cui il protagonista &amp;egrave; cattivo. Beh, Light/Kira magari non &amp;egrave; cattivo, a voi decidere... ma certamente non &amp;egrave; normale: la sua fortissima e controversa personalit&amp;agrave; deve aver spinto gli sceneggiatori del film a ridimensionarlo, almeno all'inizio: nel film infatti Light &amp;egrave; uno studente di legge con un forte senso di giustizia e fiducia nella polizia, ma che dopo aver assistito a una palese ingiustizia rimasta impunita ottiene da Ryuuk il Death Note e diventa (seppur con qualche iniziale esitazione) un dio punitore. Nel manga/anime invece queste sue velleit&amp;agrave; divineggianti sono manifeste da subito e le esitazioni ridotte a zero: Light accetta una forza assoluta e divina certo di essere la persona giusta per applicare la vera giustizia. Chiss&amp;agrave;, magari presentare sullo schermo un'anima umana cos&amp;igrave; nera ha messo paura agli sceneggiatori... E' infatti inevitabile che chiunque abbia visto questa storia, a un certo momento (per ognuno diverso) abbia pensato che forse Kira tutti i torti non li ha...&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-1585973822867056684?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/1585973822867056684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/09/death-note.html#comment-form' title='72 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/1585973822867056684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/1585973822867056684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/09/death-note.html' title='Death Note'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>72</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-6713717869696901584</id><published>2007-09-02T20:59:00.001+02:00</published><updated>2011-11-30T21:22:35.716+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anime'/><title type='text'>Full Metal Panic! - Full Metal Panic? Fumoffu</title><content type='html'>&lt;a name="FMP"&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;&lt;em&gt;FULL METAL PANIC!&lt;/em&gt;&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;ANIME:&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Come tutti gli anime che si rispettino, pure questo conta ben 24 puntate. Molte puntate si diramano per pi&amp;ugrave; blocchi. Ci saranno solo due o massimo tre puntate che servono per allungare il brodo, ma nel contesto ci stanno molto bene. Non ho ben idea di quale possa essere il &amp;ldquo;genere&amp;rdquo; specifico per l&amp;rsquo;anime di Shouji Gatou perch&amp;eacute; &amp;egrave; per ragazze (il lato pi&amp;ugrave; sentimentale) e per ragazzi (guerre, robottoni vari e combattimenti). Comunque, tralasciando questa distinzione che alla fine nemmeno serve, bisogna dire che originariamente FMP &amp;egrave; una serie a romanzi, distinti in filoni centrali (dai quali nasceranno gli anime &lt;em&gt;Full Metal Panic!&lt;/em&gt; e &lt;em&gt;Full Metal Panic! The second Raid)&lt;/em&gt; e in filoni umoristici demenziali (dai quali nascer&amp;agrave; &lt;a href="post/13666110#Fumoffu"&gt;&lt;em&gt;Full Metal Panic? Fumoffu!&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Trama:&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Una giovane sedicenne molto carina, Kaname Chidori, &amp;egrave; molto importante per gruppi terroristici del KGB. In realt&amp;agrave; sono interessati alla sua memoria dove sono immagazzinati, fin da prima che nascesse, informazioni riguardanti una nuova tecnologia altamente sofisticata, la Black Technology. Kaname non lo sa, ma &amp;egrave; una Whispered. Per fermarli, allora, un&amp;rsquo;organizzazione militare formata da mercenari devoti alla giustizia, la Mithril, manda uno dei suoi migliori soldati, il sergente Sousuke Sagara, per proteggere la ragazza. Il ragazzo, anch&amp;rsquo;esso sedicenne, viene spacciato come studente della stessa classe di Chidori. L&amp;rsquo;integrazione sar&amp;agrave; quanto di pi&amp;ugrave; divertente si sia mai visto in giro: lui &amp;egrave; sempre cresciuto a pane e guerre, pertanto ragiona sempre e solo in termini militari anche (soprattutto) quando non ce n&amp;rsquo;&amp;egrave; bisogno.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Personaggi:&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;img align="cssLeft" alt="" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/sousuke.jpg" /&gt;Sousuke Sagara&lt;/em&gt; &amp;ndash; Nonostante la giovane et&amp;agrave; &amp;egrave; gi&amp;agrave; sergente e il suo nome in codice &amp;egrave; URUZ-7. Cresciuto soprattutto tra le guerre in Medio Oriente, &amp;egrave; probabilmente il miglior soldato della Mithril ed eccelle nel combattimento degli AS (&lt;em&gt;Arm Slave&lt;/em&gt;, i robottoni). Il suo passato &amp;egrave; avvolto nel mistero, si sa che all&amp;rsquo;et&amp;agrave; di otto anni veniva chiamato Kassim dai gruppi ribelli, cui faceva parte, in Hermajistan.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;img align="cssRight" alt="" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/kaname.jpg" /&gt;Kaname Chidori&lt;/em&gt; &amp;ndash; La nostra protagonista &amp;egrave; famosa a scuola per essere bellissima, ma anche per il suo caratterino per niente docile. Ha perso la madre anni fa e ha deciso di vivere da sola. Questo ha rafforzato la corazza, ma alla fine &amp;egrave; una ragazza fragile. La sua vita cambier&amp;agrave; nel momento in cui conoscer&amp;agrave; Sousuke. I rapporti tra i due non saranno idilliaci anche per i caratteri opposti, eppure, nonostante questo...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" alt="" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/teletha.jpg" /&gt;Teletha Testarossa&lt;/em&gt; &amp;ndash; Colonnello della Mithril e capitano del loro sottomarino da lei stesso ideato. E&amp;rsquo; molto dolce, intelligente e ha 16 anni, ma i suoi riflessi sono praticamente inesistenti. Si fa chiamare Tessa, &amp;egrave; innamorata di Sousuke e a differenza di Kaname lo ammette a tutti tranne al diretto interessato (che comunque non capisce). Soffre del complesso di inferiorit&amp;agrave; rispetto al fratello.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssRight" alt="" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/melissa.jpg" /&gt;&lt;em&gt;Melissa Mao&lt;/em&gt; &amp;ndash; Nome in codice URUZ-2 &amp;egrave; il Sergente maggiore, superiore di Kurz e Sousuke. Abile soldatessa, &amp;egrave; specializzata nel corpo a corpo. E&amp;rsquo; molto avvenente e viene rispettata da tutti. Ha fatto parte dei marines, &amp;egrave; un po&amp;rsquo; scurrile, ma sa perfettamente tutto quello che c&amp;rsquo;&amp;egrave; da sapere su un AS sotto il punto di vista tecnico. E&amp;rsquo; lei che ha scelto Sousuke e Kurz nella sua squadra.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" alt="" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/kurz.jpg" /&gt;&lt;em&gt;Kurz Weber&lt;/em&gt; &amp;ndash; Nome in codice URUZ-6, &amp;egrave; un grande amico di Sousuke nonostante siano il giorno con la notte. Kurz, infatti, &amp;egrave; molto espansivo, fissato con le donne, tanto da avere la nomea di maniaco e pervertito. Il primo incontro con Melissa &amp;egrave; emblematico sotto questo punto di vista e, nonostante i frequenti litigi, &amp;egrave; molto affezionato alla donna. Ha 19 anni e un passato da modello. E&amp;rsquo; un abilissimo cecchino.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;&lt;img align="cssRight" alt="" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/gaurun.jpg" /&gt;Gaurun &lt;/em&gt;&amp;ndash; E&amp;rsquo; il cattivone della serie. Un pazzo mercenario senza scrupoli assoldato dal KGB per rapire Kaname. E&amp;rsquo; un uomo assolutamente malvagio ma dotato di una intelligenza da non sottovalutare. Pianifica ogni cosa e c&amp;rsquo;&amp;egrave; sempre un motivo dietro le sue mosse. Conosce Sousuke sotto il nome di Kassim. I due avevano gi&amp;agrave; combattuto molti anni prima. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Curiosit&amp;agrave;:&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;La cronologia degli anime &amp;egrave; la seguente:&lt;br/&gt;&lt;ul&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;Full Metal Panic!&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;&lt;a href="post/13666110#Fumoffu"&gt;Full Metal Panic? Fumoffu!&lt;/a&gt;&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;Full Metal Panic! The Second Raid&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;Wari to Hima na Sentaichou no Ichinichi&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br/&gt;Il secondo capitolo, in realt&amp;agrave;, non segue il primo, si svolge piuttosto durante il primo. Il terzo e il quarto (che &amp;egrave; un OAV del terzo), purtroppo, non sono ancora usciti in Italia. Si vocifera &amp;quot;entro fine 2007&amp;quot;. Voglio sperare che si diano una mossa sul serio perch&amp;eacute; sarebbe anche ora&amp;hellip;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;u&gt;Impressioni:&lt;/u&gt;&lt;br/&gt;Diciamolo, la fine della prima serie &amp;egrave; proprio &amp;ldquo;a met&amp;agrave;&amp;rdquo;. Dopo tanto discutere e lottare, ci si aspetta qualcosa che per&amp;ograve; non &amp;egrave; arrivato. Ma mi dico che, in fondo, ci sono altre tre capitoli sicch&amp;eacute; attender&amp;ograve; con ansia e trepidazione. &lt;br/&gt;I personaggi sono sviluppati bene, ognuno ha delle caratteristiche proprie e non &amp;egrave; mai superfluo o inutile. Nonostante questo, mi sento in dover di esternare il mio odio verso Tessa. Troppo buona, troppo bambina in certe questioni. Io detesto i triangoli e detesto chi si intromette in una love story che sta per sbocciare. Ma a parte questo, non l&amp;rsquo;ho mai potuta soffrire prima, chiss&amp;agrave; perch&amp;eacute; ma &amp;egrave; proprio una cosa a pelle, un po&amp;rsquo; come era accaduto per la principessa Hinoto (vedi &lt;a target="_blank" href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/11455670"&gt;X/1999&lt;/a&gt;). Lo capisco, &amp;egrave; impossibile non invaghirsi di Sousuke: terribilmente serio in campo militare e assolutamente goffo nelle questioni di vita normale, anche se non ride mai. E Kaname &amp;egrave; adorabile nonostante il suo caratterino che per certi versi &amp;egrave; simile a quello di Akane (vedi Ranma &amp;frac12;). A me ha fatto sbellicare pure Kurz, &amp;egrave; assolutamente divertente nelle sue manifestazioni da accalappia-ragazze. Tralasciando questi argomenti un po&amp;rsquo; frivoli, che per&amp;ograve; erano necessari, bisogna ammettere che i disegni degli AS (sempre i robottoni) sono belli e talvolta non sono nemmeno troppo rigidi. I combattimenti non sono cos&amp;igrave; confusionari da non far capire che accade, nonostante ci siano tanti personaggi e gli AS che si muovono freneticamente. Pure gli scenari fatti al computer si miscelano bene con i disegni. I colori sono vivaci anche quando la vicenda si svolge nel sottomarino, dove predomina il grigio. Il nostro eroe &amp;egrave; sempre in missione e non sar&amp;agrave; facile sconfiggere Goukon che non muore mai, nemmeno fosse highlander. Ma d&amp;rsquo;altronde conosciamo tutti il noto proverbio sull'erba cattiva... Alla fine il bene trionfer&amp;agrave; sul male, almeno &amp;egrave; cos&amp;igrave; che ci fanno vedere. Dal punto di vista militare, delle guerre insomma, l&amp;rsquo;anime si conclude e non lascia in sospeso nulla. Piuttosto pu&amp;ograve; sfuggire qualche particolare sulla vita dei personaggi. Insomma, sono convinta che ulteriori sviluppi saranno illustrati nelle altre tre serie, pena attentati terroristici ad opera dei fans.&lt;br/&gt;Lo diciamo? E diciamolo: le guerre ci vanno bene, anche i morti, ci piace tutto di &lt;em&gt;Full Metal Panic&lt;/em&gt;, ma vogliamo ulteriori sviluppi sulla love story tra Sousuke e Kaname. Non potete lasciarci cos&amp;igrave;, vogliamo una prova tangibile, senza dover andare ad interpretazione di pensieri e sguardi!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a name="Fumoffu"&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;u&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt; FULL METAL PANIC? FUMOFFU!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/u&gt; &lt;strong&gt;ANIME:&lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;Conta 12 puntate nell&amp;rsquo;edizione originale, 13 in quella originale mandata in onda da MTV (hanno creato una puntata prendendo varie scene da entrambe le serie), per un totale di 17 episodi inediti (pi&amp;ugrave; il mix). Come scritto poco sopra, la serie &amp;egrave; da considerarsi in contemporanea con &lt;a href="post/13666110#FMP"&gt;&lt;em&gt;Full Metal Panic!&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; e non un sequel.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Trama: &lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;La trama &amp;egrave; inesistente! Gli episodi non hanno implicazioni con altre, non c&amp;rsquo;&amp;egrave; una storia da seguire. Sono puntate assolutamente slegate da ogni cosa, che trattano del rapporto tra Kaname, Sousuke e gli altri civili nella scuola da loro frequentata, o forse sarebbe meglio dire del rapporto tra Sousuke e il mondo civile. Storielline assolutamente comiche, anzi direi demenziali grazie anche all&amp;rsquo;incapacit&amp;agrave; di Sousuke di essere un ragazzo &amp;ldquo;normale&amp;rdquo;.&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Personaggi:&lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;img align="cssLeft" alt="" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mulaky/bontakun.jpg" /&gt;I personaggi sono gli stessi, manca solo il cattivone, anche se bisogna ammettere che il gruppo dei militari c&amp;rsquo;&amp;egrave; poco e niente. Ma c&amp;rsquo;&amp;egrave; una new entry che merita di essere segnalata: &lt;em&gt;Bonta-kun&lt;/em&gt;. Altri non &amp;egrave; che un pupazzo opportunamente modificato da Sousuke (grazie all&amp;rsquo;impiego di altissime tecnologie), che gli permetter&amp;agrave; di compiere le sue &amp;ldquo;missioni&amp;rdquo; camuffato tra i civili.&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Curiosit&amp;agrave;: &lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;ul&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;Il perch&amp;eacute; di &amp;ldquo;Fumoffu&amp;rdquo; verr&amp;agrave; spiegato nel corso delle puntate: gli autori sono geniali.&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;In una puntata Kaname chiama la madre al cellulare, ma nella prima serie sappiamo che &amp;egrave; morta.&lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br/&gt;&lt;u&gt;Impressioni:&lt;br/&gt;&lt;/u&gt;C&amp;rsquo;&amp;egrave; da spaccarsi dalle risate, specie quando compare il pupazzo! Ho visto la serie in un pomeriggio intero e ho riso come una pazza. La serie, per certi versi, va un po&amp;rsquo; pi&amp;ugrave; a fondo nel rapporto tra i nostri due protagonisti, anche se in una puntata si insinua Tessa che, ovviamente, rompe non poco. Io detesto questa tizia, ma si era gi&amp;agrave; capito. Le storielline vanno un po&amp;rsquo; pi&amp;ugrave; a fondo, ma sempre in maniera ironica e demenziale. Si capisce che c&amp;rsquo;&amp;egrave; del tenero, ma questo ancora non ci basta! I disegni sono leggermente diversi, ma si tratta di tratti veramente minimi. Spassoso pure il capo del consiglio studentesco, mi ha fatto morire dal ridere quando in una puntata legge tremila libri al mare, mentre gli altri giocano! E&amp;rsquo; assolutamente da vedere dopo la prima serie!&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Scritto da &lt;a title="Visita il profilo di mulaky" href="http://www.blogger.com/profile/06811257343440160760" target="_blank"&gt;mulaky&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-6713717869696901584?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/6713717869696901584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/09/full-metal-panic-full-metal-panic.html#comment-form' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/6713717869696901584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/6713717869696901584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/09/full-metal-panic-full-metal-panic.html' title='Full Metal Panic! - Full Metal Panic? Fumoffu'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-2297874616658577536</id><published>2007-08-01T19:10:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T19:48:39.517+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='comunicazioni'/><title type='text'>Chiusura estiva</title><content type='html'>Carissimi lettori, vi comunichiamo che il blog rimarr&amp;agrave; chiuso per ferie per tutto il mese di agosto. Riapriremo a settembre con nuovi articoli. Vi ricordiamo, altres&amp;igrave;, che le iscrizioni sono sempre aperte: basta semplicemente inviare la vostra adesione tramite messaggio privato a &lt;a target="_blank" href="http://www.splinder.com/profile/ut0pia/contact"&gt;ut0pia&lt;/a&gt; o &lt;a target="_blank" href="http://www.splinder.com/profile/mulaky/contact"&gt;mulaky&lt;/a&gt;. Auguriamo a tutti voi buone vacanze!&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/chiusoperferie.jpg" alt="" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-2297874616658577536?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/2297874616658577536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/08/chiusura-estiva.html#comment-form' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/2297874616658577536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/2297874616658577536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/08/chiusura-estiva.html' title='Chiusura estiva'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-853001839899707754</id><published>2007-06-29T15:47:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T20:19:49.040+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disney'/><title type='text'>Appunti di viaggio (3)</title><content type='html'>&lt;p&gt;&lt;font face="Verdana" size="4"&gt;&lt;strong&gt;28 aprile 2007. Terzo giorno.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;I Bassotti sono davanti a me, tengono in mano il mio zainetto nel quale sono contenuti tutti i miei strumenti per il disegno. Io li inseguo di corsa, con tutte le mie forze, ma loro sono in macchina... Stiamo correndo in un tunnel buio e credo che alla fine sbucheremo da qualche parte nel porto di Paperopoli, forse proprio a Cavazzano Quay.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;Per&amp;ograve; &amp;egrave; strano: nonostante io sia a piedi, riesco a stargli dietro perfettamente, anche se ho il fiatone e non riesco ad avvicinarmi neanche un po'. Sono sempre l&amp;igrave;, una cinquantina di metri avanti a me, e li sento cantare canzonacce sguaiate. Mi prendono in giro e questo accresce la mia rabbia e la mia agitazione.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;Infuriato, spingo ancora di pi&amp;ugrave; sul monopattino. Ah, ecco perch&amp;eacute; andavo cos&amp;igrave; veloce: non sono a piedi, sono in monopattino. Devono avermelo prestato i nipotini di Paperino. Spingo sempre pi&amp;ugrave; forte e sto andando talmente veloce che ho paura, ma non riesco a fermarmi. Le luci del tunnel mi sfrecciano ai lati in una corsa folle, sembra di essere in un videogioco.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;Paperoga alle mie spalle mi consiglia: pi&amp;ugrave; forte, pi&amp;ugrave; forte! Strano, non mi ero accorto che ci fosse Paperoga dietro di me sul monopattino. Deve stare arrivando anche la polizia, perch&amp;eacute; sento arrivare una sirena. No, non &amp;egrave; una sirena, &amp;egrave; uno scampanio.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;Poi a un certo punto l'auto dei Bassotti frena e sterza bruscamente, fermandosi per traverso nel tunnel. Povero me, penso raggelando, ci finir&amp;ograve; contro, non riesco a fermarmi! La vedo avvicinarsi inesorabilmente, sempre pi&amp;ugrave; grande, la salto col monopattino, forse mi ci sono schiantato contro e ora sto volando, finir&amp;ograve; sull'asfalto, aiuto... e dentro la macchina non ci sono i Bassotti ma Gambadilegno che mi guarda con un sorriso beffardo... &amp;egrave; un lungo volo...&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;font face="Verdana"&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;br/&gt;* * *&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br/&gt;Con la sensazione brusca di essere precipitato dall'alto mi ritrovo sul divano di Gastone. Da dietro le tapparelle chiuse inizia a filtrare piano piano il sole del mattino... Ma allora era&amp;nbsp;solo un sogno! Che sollievo! Sembrava tutto cos&amp;igrave; reale... Ma Paperopoli non &amp;egrave; un sogno! Sono proprio a casa di Gastone, e tutto il resto, l'incontro dell'altro ieri con Paperoga, il giro della citt&amp;agrave;, era tutto vero! Per&amp;ograve; qualcosa non quadra lo stesso, penso, nella confusione del sonno che piano piano, svanendo, fa riemergere i miei sensi...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="2"&gt;Din-don Din-don Din-don...&lt;/font&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt; Ecco cos'era! Lo scampanio, quello c'&amp;egrave; ancora! Qualcuno sta suonando ripetutamente il campanello di Gastone, realizzo ora, e proprio mentre me ne rendo conto la voce di chi mi ospita risponde trafelata dal piano di sopra...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Arrivo, arrivo!&amp;quot;. Gastone, spettinato, scende di gran carriera le scale. Non si &amp;egrave; accorto che mi sono svegliato e vederlo cos&amp;igrave; &amp;egrave; buffissimo. Non ha i suoi soliti riccioli ben curati ma un testone biondo arruffato... e passando davanti allo specchio si d&amp;agrave; un'occhiata e deve rendersi conto di quant'&amp;egrave; buffo, perch&amp;eacute; subito apre un cassetto del com&amp;ograve; e si caccia sulla zucca un berrettone. Poi apre.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Mister Gander, buongiorno.&amp;quot; &amp;Egrave; un&amp;nbsp;uomo robusto, sulla quarantina, di quelli col naso nero. &amp;quot;Sono venuto a ritirare i premi che abbiamo portato ieri mattina.&amp;quot; &amp;quot;Ma veramente...&amp;quot; risponde lui, guardando verso di me &amp;quot;non &amp;egrave; ancora... oh! Zniga, sei sveglio? Ciao!&amp;quot; Sembra molto imbarazzato.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Non capisco che stia succedendo, ma rispondo. &amp;quot;Ciao, Gastone. Che succede?&amp;quot; &amp;quot;Oh...&amp;quot; fa lui. &amp;quot;Ti spiegher&amp;ograve; tutto.&amp;quot; Poi, rivolto al signore: &amp;quot;Lasciane due a caso. Devo firmare qualcosa?&amp;quot; &amp;quot;No, no...&amp;quot; replica lo sconosciuto &amp;quot;...&amp;egrave; a posto cos&amp;igrave;. Porto via tutto subito.&amp;quot; E richiude la porta. Un attimo dopo lo sento trafficare in giardino.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;br/&gt;* * *&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Anche a casa di Gastone sono stato costretto a saltare la colazione. Solo un caff&amp;egrave;, e per giunta all'americana.&amp;nbsp;Ma &amp;egrave; possibile che in questa citt&amp;agrave; io non riesca mai a mangiare? Penso, mentre Gastone mi invita a salire su una splendida spider arancione, nuova fiammante, parcheggiata accanto al marciapiede, di fronte alla villetta. Potrei giurare che ieri non c'era.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Con Gastone percorriamo in macchina Barks Drive, come ieri a piedi con Paperoga... e sta iniziando gi&amp;agrave; a sembrarmi un ambiente familiare. L'aria &amp;egrave; tiepida e c'&amp;egrave; una leggera brezza. Ma vorrei fare colazione... Ok, l'aveva detto ieri di avere il frigo rotto... ma ero convinto che stasera ne avrebbe vinto uno ultimo modello, e invece non solo nel giardino non c'era nessun frigo, ma erano pure spariti quasi tutti gli scatoloni di ieri! Ce n'erano rimasti solo due o tre...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Vedi, Zniga...&amp;quot; mi fa Gastone mentre guida, forse leggendomi nel pensiero. &amp;quot;Credo di doverti una spiegazione per quel che &amp;egrave; successo stamattina. Sai quel tipo, quello che &amp;egrave; arrivato quando tu ti eri appena svegliato...&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;E mi racconta che, s&amp;igrave;, fortunato lo &amp;egrave; per natura, anzi per genetica, dato che sua madre &amp;egrave; la fortunatissima Daphne Duck... ma che il ruolo che recita nei fumetti &amp;egrave; decisamente al di l&amp;agrave; delle possibilit&amp;agrave; anche di un superfortunato come lui... per cui la maggior parte degli oggetti che riceve in premio altro non sono che un modo di suo zio di... sfruttare il suo ruolo di &amp;quot;baciato dalla buona stella&amp;quot; nei fumetti!&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Cos&amp;igrave;&amp;quot; mi spiega &amp;quot;quando disegnano una storia dove io ho un ruolo importante, mio zio fa arrivare a casa mia un sacco di premi, tutti rigorosamente prodotti delle sue fabbriche, in modo da farsi pi&amp;ugrave; pubblicit&amp;agrave;! E in cambio me ne lascia scegliere due o tre da tenermi... per esempio la Pasta Birilla, quella di ieri sera... io ne sono ghiotto, capisci? Me la sono tenuta tutta... ma tutti gli altri premi, finita la storia, tornano ai suoi negozi. Anche perch&amp;eacute; dove li terrei, senn&amp;ograve;? Vedi, stamattina stavo giusto uscendo a vedere se tra i premi di ieri ci fosse per caso un frigorifero, ma poi ti ho visto sveglio e ho detto al tizio di portarsi via tutto subito e lasciarmi due scatole a caso... non sapevo se dirtelo o no...&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;S&amp;igrave;, ok&amp;quot; rispondo &amp;quot;ma oggi che c'entrava la faccenda dei premi? Mica ti stanno disegnando!&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Beh... in questi giorni a Paperopoli ci sei tu! Evidentemente lo zione non era al corrente del fatto che gi&amp;agrave; sapevi in parte come funzionano le cose qui... Anche questa spider dove siamo, vedi? Deve essere arrivata stamattina. Probabilmente dovranno disegnarla in qualche storia imminente, e devo prenderci familiarit&amp;agrave;. Naturalmente passer&amp;agrave; per un premio. Ma puoi star sicuro che, appena finita di disegnare la storia, lo zio se la riprender&amp;agrave;. Sai, non mi lamento... posso guidare praticamente una macchina diversa ogni giorno, anche se non sono mie... praticamente &amp;egrave; il mio lavoro... diciamo cos&amp;igrave;!&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Lavoro? Mi stupisce sentirti parlare di lavoro!&amp;quot; rispondo, sorridendo. &amp;quot;Proprio tu... proprio tu che...&amp;quot; (potr&amp;ograve; dirlo?) &amp;quot;Sai, la storia... ehm... della cassaforte...&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Ah, ah ah!... quella!&amp;quot; replica allegramente &amp;quot;&amp;Egrave; vuota, non ha nessuna combinazione! Me l'aveva fornita Archimede e il decino me lo diede mio zio. Serv&amp;igrave; solo per quella storia, credo di non averla nemmeno pi&amp;ugrave; in casa...&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Io sono sempre pi&amp;ugrave; strabiliato. Allora Gastone non &amp;egrave; quell'antipatico sbruffone sempre fortunello che tutti conosciamo...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Intanto siamo arrivati in fondo a Barks Drive, e percorriamo il ponte sul Tulebug, quello con gli alberelli. Gastone vuole portarmi a fare un giro nella parte della citt&amp;agrave; che non ho ancora visto, quella settentrionale. Non ho idea di come questo possa aiutarmi a ritrovare lo zainetto rubatomi dai Bassotti, ma mi fido di lui... ok, dopo quello che mi ha raccontato la sua proverbiale fortuna si &amp;egrave; un po' ridimensionata ai miei occhi, ma resta pur sempre il figlio di Daphne Duck, e la buona sorte deve averla nel sangue... e in fondo io non attendo altro se non di girare tutta questa citt&amp;agrave; meravigliosa, conoscere ogni suo angolo e ogni suo segreto...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;br/&gt;* * *&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br/&gt;Cos&amp;igrave;, superato il fiume e il quartiere commerciale, percorriamo prima Carpi Lane, quindi, oltrepassata Arrigada Rios Square, imbocchiamo Manrique Road. &amp;quot;Passo di qua&amp;quot; fa Gastone &amp;quot;perch&amp;eacute; se passassi da Cimino Avenue e Paperino fosse in giardino come suo solito dovrei fermarmi a parlare... sai com'&amp;egrave;...&amp;quot; Ma non &amp;egrave; giusto, penso! &amp;quot;Ma io ci voglio andare, da Paperino!&amp;quot; &amp;quot;Ci andremo, ci andremo...&amp;quot; risponde Gastone... &amp;quot;ma all'ora di pranzo! Non hai idea di come cucini mio cugino!&amp;quot; Lo ha detto anche ieri Paperoga, per cui deve essere proprio un ottimo cuoco.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Manrique Road non arriva dritta al Deposito come la parallela Cimino Avenue, ma lo oltrepassa a qualche isolato di distanza. Per cui devo accontentarmi di ammirarne il profilo da lontano. A quanto pare, l'incontro con Paperone non avverr&amp;agrave; nemmeno stamattina. &amp;quot;Ma io devo andarci, da tuo zio!&amp;quot; protesto. &amp;quot;Lo sai anche tu come tratta i ritardatari, no?&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Gastone, tuttavia,&amp;nbsp;sembra tranquillo. &amp;quot;Fidati di me, &amp;egrave; tutto a posto, l'ho gi&amp;agrave; avvertito&amp;quot;. Strano, non l'ho visto telefonare. Ma mi fido. Forse qui a Paperopoli comunicano con il pensiero... in questo posto ormai non mi stupirei pi&amp;ugrave; di niente.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Intanto, il mio accompagnatore mi spiega che sta portandomi in uno dei luoghi pi&amp;ugrave; misteriosi di Paperopoli... istintivamente penso alla Cattedrale di Notre Duck, quella che si vede cos&amp;igrave; raramente eppure c'&amp;egrave;... per&amp;ograve; siamo ormai su una strada a scorrimento veloce, diretti sempre pi&amp;ugrave; a nord, e mi sembra che dal centro ci stiamo allontanando sempre di pi&amp;ugrave;.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;br/&gt;* * *&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Dopo chilometri, non saprei dire quanti, dopo aver scavalcato su un ponte una linea ferroviaria, l'unica da me vista finora, e sorpassato numerosi svincoli autostradali con indicazioni che si riferiscono al porto - ma quanto &amp;egrave; grande questo porto? Non sapevo si estendesse su entrambi i lati del fiume! - arriviamo in una zona pi&amp;ugrave; periferica. Qui le case sono pi&amp;ugrave; piccole, le strade semivuote, i muri pieni di scritte. la zona &amp;egrave; pianeggiante, a ovest, lontano, si intravede il mare, ma verso est il terreno si articola in una serie di collinette a panettone sulla cui sommit&amp;agrave; sono abbarbicati grappoli di piccole case, semplici e colorate. I pochi passanti mangiano gelati e tutti, o quasi, sono in canottiera. E mi stupisce il fatto che la met&amp;agrave; delle persone che vedo, paperi e non paperi, siano di colore.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Cos'&amp;egrave;, il quartiere africano?&amp;quot; chiedo incuriosito.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;No, no... questo &amp;egrave; il quartiere brasiliano, ed &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; grande di come tu possa immaginare. Ci abita Gloria, la fidanzata di Paperoga. Anche lui ha una casa qui tra l'altro, anche se non ci viene spesso. E qui vicino c'&amp;egrave; pure la villa di mio zio, pensa un po'!&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ma certo! I brasiliani, come ho fatto a non pensarci? E le targhe stradali lo confermano: Saidenberg Road, Miyaura Square, Rodrigues Lane... che peccato passarci cos&amp;igrave; in fretta, deve essere uno dei quartieri pi&amp;ugrave; interessanti. Mi piacerebbe incontrare magari Pennino e Cinzia... che peccato avere cos&amp;igrave; poco tempo! Torner&amp;ograve;, Paperopoli, puoi starne certa!&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br/&gt;* * *&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;La strada, usciti ormai da quell'abitato che sembrava interminabile, si fa pi&amp;ugrave; stretta e inizia a inerpicarsi. Siamo sulla costa adesso, una costa rocciosa e articolata, piena di piccole baie, insenature e promontori.&amp;nbsp;Finalmente&amp;nbsp;ho capito, forse, dove siamo diretti.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Il vecchio faro &amp;egrave; laggi&amp;ugrave;, su una sporgenza rocciosa a picco sul mare.&amp;nbsp;Mancheranno ancora un paio di chilometri. Il panorama da l&amp;igrave; deve essere stupendo. Ai due lati della strada ci sono solo distese d'erba... e sulla sinistra, oltre l'erba, il mare, gi&amp;ugrave; in basso... il vento &amp;egrave; forte e con la maglietta leggera che ho, qui sulla spider ho quasi freddo. L'autoradio di Gastone diffonde una canzone nostalgica di un certo Capellone Joe.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Poi Gastone lascia l'auto sul ciglio della strada e m'invita a proseguire a piedi. Il rumore del mare &amp;egrave; assordante e l'odore della salsedine giunge fin quass&amp;ugrave;, inebriante, portato dal vento. C'incamminiamo per un ripido sentiero che si discosta dalla statale in direzione del mare, inerpicandosi sul promontorio. Il vecchio faro &amp;egrave; distante, almeno cinquecento metri. Sembrava pi&amp;ugrave; vicino. Qualche gabbiano vola in lontananza, lasciandosi trasportare dalle correnti come un aliante. Alti ciuffi di erbe sconosciute si piegano sotto le raffiche. E l'urlo delle onde che si frantumano contro gli scogli, gi&amp;ugrave; in basso, si fa sempre pi&amp;ugrave; forte e pi&amp;ugrave; insistente dagli anfratti delle scogliere che non vedo ma immagino, mentre seguo la figura di Gastone, cos&amp;igrave; buffo e irreale con quei vestiti eleganti in un paesaggio&amp;nbsp;verde e azzurro che neppure credevo potesse esistere qui nei dintorni.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/zniga/5059c827376ef8ad32a6e5710a58cb69.jpg" alt="the Old Lighthouse" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;La porta lignea del vecchio faro &amp;egrave; spalancata. Sulla piccola cupola alla sommit&amp;agrave; della costruzione, alta una dozzina di metri, sette o otto gabbiani e una cornacchia spiccano simultaneamente il volo appena sbuchiamo dal sentiero sullo spiazzo che circonda l'edifico. Oltre lo spiazzo, il promontorio termina bruscamente con un salto. Gi&amp;ugrave;, solo il mare azzurro, lo sconfinato Pacifico di James Cook, screziato fino all'orizzonte dai milioni d'increspature bianche delle onde, riccioli di schiuma da barba su un immenso vetro che specchia il cielo. Prudentemente, giro intorno al faro e mi sporgo a guardare. &amp;Egrave; un salto vertiginoso, saranno almeno&amp;nbsp;venti metri. Ogni onda che s'infrange esplode in una nuvola di spruzzi che quasi lambisce l'orlo del promontorio dove mi trovo, mi arrivano tutte le goccioline, sospese nell'aria come una nebbia. In bocca ho il sapore del sale. &amp;Egrave; fantastico, irreale.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Dev'essere uno di quei luoghi dove la gente viene, si sa, ma quando ci vai non ci trovi mai nessuno. Come in tutti i posti misteriosi. E gi&amp;agrave; ho dimenticato lo scopo per cui sono qui, Paperone, i Bassotti, mentre seguo Gastone verso la torretta, i cui vecchi muri sono incrostati di sale e scarabocchiati, qua e l&amp;agrave;, da scritte mezze cancellate. Alcune inneggiano al Drakesbro e al Pepper, ma la maggior parte sono scritte d'amore. Anche tra paperi ci si ama, penso sorridendo. E quest'angolo incantevole sembra fatto apposta. In effetti, se ora al posto di Gastone ci fosse una ragazza sarebbe perfetto. Peccato non abitare qui, penso ancora una volta.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;La scaletta interna sale rapidamente a spirale, e poco dopo io e Gastone ci troviamo nella stanza del faro, sotto la cupola di vetro che, ormai priva di ogni manutenzione, &amp;egrave; tutta imbrattata e incrostata dal guano di generazioni di gabbiani. Sui muri scritte ovunque, per terra mozziconi di sigarette e lattine vuote. Ma anche cos&amp;igrave; ha un fascino indescrivibile, quel fascino tipico dei luoghi abbandonati e segretamente frequentati un po' da tutti.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Sul terrazzino esterno, facendo attenzione a non appoggiarmi alla ringhierina arrugginita dall'aria davvero malferma, mi volto finalmente verso Sud. Lo spettacolo &amp;egrave; indescrivibile.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Verso Sud, la&amp;nbsp;baia si stende immensa, leggermente velata dalla nebbiolina sollevata dal continuo infrangersi dei marosi sulla costa. La citt&amp;agrave;&amp;nbsp;&amp;egrave; enorme. Lontanissime, piccole come giocattoli, sfuocate, navi colorate sostano in rada, nell'attesa di entrare&amp;nbsp;in porto.&amp;nbsp;In mezzo al golfo, l'isolotto. Le case pi&amp;ugrave; lontane sono una massa indistinta, i colori da qui non si vedono, sembra un enorme tappeto chiaro. &amp;Egrave; qualcosa che lascia senza fiato. Sul terrazzino c'&amp;egrave; un cannocchiale, girevole, simile a quelli che nelle citt&amp;agrave; di mare sono situati sui lungomare, e i bambini ci mettono la monetina e guardano le barche lontane. Voglio puntarlo sulla citt&amp;agrave;. Gira a fatica, cigolando, probabilmente non ci si vede pi&amp;ugrave; niente. Invece, accostando l'occhio alla lente, vedo un po' velato dal sale, ma distinto, l'insieme delle case, le finestre, perfino le auto e le persone per le strade. Vicinissime. Riesco persino a vedere la Killmule Hill e il Deposito. L'osservo per qualche minuto... Paperone &amp;egrave; l&amp;igrave;, deve esserci per forza, se solo si affacciasse alla finestra, se solo uscisse a fare un giro...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Stupito, eh, della citt&amp;agrave;? Hai visto quant'&amp;egrave; grande?&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;S&amp;igrave;... &amp;egrave; incredibile! Ma quanti abitanti siete? Dovete essere milioni!&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Beh, Zniga, quanti siamo esattamente non lo so, per&amp;ograve; fai un rapido collegamento. Pensa a quante storie vengono disegnate ogni anno. Pensa alla gente che si vede nelle storie. A parte me, i miei cugini, la mia famiglia... hai mai visto due facce uguali? Ecco, pensa a quante persone diverse compaiono in ogni storia e a quante storie vengono disegnate, in tutti i Paesi. E aggiungici migliaia e migliaia di persone che ancora nessuno ha mai rappresentato. Dobbiamo essere davvero in tanti, non trovi?&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;In effetti non ci avevo mai pensato. Ed &amp;egrave; sorprendente.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;E poi, Gastone... questo cannocchiale... ma... com'&amp;egrave; possibile? Che funzioni ancora dico... e che ingrandisca cos&amp;igrave; tanto! Ero convinto che non funzionasse!&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Vedi, Zniga... forse in qualsiasi posto reale quel cannocchiale non funzionerebbe pi&amp;ugrave; da un bel pezzo, ma sai, qui a Paperopoli... con gli occhi della fantasia puoi vedere davvero quello che vuoi...&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;br/&gt;* * *&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br/&gt;Non ho ancora ritrovato lo zainetto... ma la visita al vecchio faro val bene la perdita di una cartina, qualche foglio e qualche matita! Al massimo li ricomprer&amp;ograve; tra poco in centro, tanto ormai mi sembra di aver capito che per vedere Paperone dovr&amp;ograve; aspettare domani mattina... l'ultimo giorno!&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;E intanto, mentre attraversiamo di nuovo Paperopoli a tutta velocit&amp;agrave;, questa volta da Nord verso Sud, apprendo che siamo diretti a fare compere. Paperino ci ospiter&amp;agrave; per pranzo, o per cena, dato che in realt&amp;agrave; l'ora di pranzo deve essere ormai passata e ho un bel po' fame, ma ho capito che qui gli orari cambiano di giorno in giorno e ognuno fa un po' quello che vuole. Andremo a comperare in un supermercato vicino al Parco, sulla sponda del fiume, perch&amp;eacute; Gastone, come milionesimo cliente, ha diritto ad acquisti gratuiti a vita l&amp;igrave; dentro. Ci&amp;ograve; che compreremo servir&amp;agrave; a Paperino per preparare il pranzo. Non sto pi&amp;ugrave; nella pelle dall'idea di pranzare da Paperino. Quasi quasi vorrei dire a Gastone di portarmi da lui e aspettarlo l&amp;igrave;... ma forse non &amp;egrave; gentile...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br/&gt;Mentre ci dirigiamo verso il Parco, arrivati nella zona immediatamente a nord del Deposito, passiamo finalmente accanto alla Cattedrale di Notre Duck... e nell'ammirarla dall'auto in tutto il suo splendore di nuovo capisco come quattro giorni sono davvero troppo pochi per poter conoscere davvero questa citt&amp;agrave;... mi accontento di una foto con il telefonino...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="center"&gt;&amp;nbsp;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/zniga/4be7f7986789ebfe1af41f115eeaa661.jpg" alt="Notre Duck Cathedral" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Dopo aver percorso Manrique Road al contrario, arriviamo finalmente vicini ai confini settentrionali del Coot Park, il grande parco comunale intitolato al fondatore della citt&amp;agrave;. Siamo nel pieno dell'ora di punta e, per buon senso, verrebbe da pensare che un parcheggio libero nelle vicinanze del supermercato non lo troveremo mai... ma non ho messo in conto la fortuna di Gastone, che naturalmente, dopo aver girato per nemmeno due minuti, finisce per trovarsi come al solito nel posto giusto al momenbto giusto.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Un papero dal becco appuntito con un furgoncino, infatti, esce in retromarcia dal parcheggio, lasciando libero un posto magnifico, nel quale la sua superspider, molto pi&amp;ugrave; lunga e larga della maggior parte delle piccole auto paperopolesi, entra a a meraviglia.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;E mentre si dirige verso il supermercato - un largo e basso parallelepipedo di cemento, con un'unica grande porta a vetri e un'enorme insegna colorata, davanti al quale si stende un vasto piazzale - io ne approfitto per farmi finalmente un giretto nel parco. Si sa mai che magari incontro Paperone! S&amp;igrave;, lo so, lui di solito ci va al mattino, prima che passino i netturbini, per trovare i giornali vecchi... ma alla fine mi sembra che qui nessuno segua degli orari troppo rigidi...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;br/&gt;* * *&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br/&gt;Coot Park, isola&amp;nbsp;d'alberi e quiete&amp;nbsp;tra i grattacieli,&amp;nbsp;non &amp;egrave; molto diverso da qualsiasi grande area verde di una grande citt&amp;agrave;... vialetti sterrati coperti di ghiaia che si snodano tra i prati, bimbi con la bicicletta, gente col cane, belle papere in T-shirt e calzoncini attillati che corrono per tenersi in forma. Uccelli di specie diverse cinguettano sui rami. Io, appassionato di ornitologia, riconosco tra gli altri un Cardinale rosso e un Vireo, oltre a una banalissima cornacchia. Ci sono panchine di legno dappertutto e c'&amp;egrave; anche un ruscello che lo attraversa da cima a fondo, deve essere un affluente del Tulebug. Oppure ha una foce indipendente? Non lo so, mi piacerebbe saperlo, ma purtroppo la mia carta &amp;egrave; rimasta nello zainetto in mano a quei manigoldi...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Dopo aver gironzolato in lungo e in largo tra i vialetti ed esser&amp;nbsp;finalmente riuscito a gustare un gelato comprato in un chiosco, arrivo in quello che deve essere il punto centrale, dove, in mezzo a uno spiazzo ghiaioso, campeggia la ben nota statua del papero con il becco a punta e i capelli lunghi che tiene in mano le pannocchie. Cornelius Coot, il fondatore della citt&amp;agrave;, antenato di Nonna Papera e quindi anche di Paperino. Non somiglia per niente a nessuno dei due. E continuo a chiedermi perch&amp;eacute;, pur essendo anch'egli un'anatra, abbia un cognome che significa &amp;quot;folaga&amp;quot;. Sulla punta del becco c'&amp;egrave; appollaiato un piccione. Anzi no, non &amp;egrave; un piccione, &amp;egrave; di nuovo una cornacchia.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/zniga/fcdb618f9271396dfc7a71888035f896.jpg" alt="Cornelius Coot" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" /&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Dopo aver gironzolato in lungo e in largo decido che &amp;egrave; ora di tornare, che Gastone deve aver terminato gli acquisti ma... da che parte sono entrato? Oddio, non me lo ricordo pi&amp;ugrave;! Come far&amp;ograve; ad uscire? Se solo sapessi come si chiamava la strada dove Gastone ha parcheggiato la macchina! Se ricordasse lo &amp;quot;stile&amp;quot; particolare della strada, potrei associarla al nome di un disegnatore, ma... se per caso aveva il nome di uno sceneggiatore?&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Pensa che ti ripensa... alla fine prendo una decisione: io so che devo andare a pranzo da Paperino, so che abita in Cimino Avenue, pi&amp;ugrave; o meno a met&amp;agrave;, per cui mi baster&amp;agrave; chiedere a qualcuno come si fa per arrivarci. Gastone, con la sua fortuna, non avr&amp;agrave; nemmeno bisogno di cercarmi e mi trover&amp;agrave; gi&amp;agrave; l&amp;igrave;, ne sono sicuro.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;A chi chiedo? Ci vorrebbe una bella paperotta, sarebbe pi&amp;ugrave; piacevole... in effetti laggi&amp;ugrave; ce n'&amp;egrave; giusto una, che gironzola sui pattini a rotelle... ha lunghi capelli llisci e corvini, occhiali scuri, un bel fisico asciutto... credo proprio che chieder&amp;ograve; a lei!&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Senti... ehm... scusa...&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Si toglie gli occhiali e mi guarda incuriosita. Mi sembra quasi di cogliere nei suoi occhi un'espressione di interesse e incredulit&amp;agrave;. &amp;quot;Per caso sai dirmi come arrivare in Cimino Road?&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Cimino Road?&amp;quot; fa lei. Ha una voce un po' bassa, ma bella. &amp;quot;Cimino Road &amp;egrave; quella che va verso il Deposito. Devi andare al Deposito?&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;No, l&amp;igrave; devo andarci domani. Mi basta sapere dov'&amp;egrave; Cimino Road.&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Alla fine la paperotta acconsente ad accopagnarmi. Si siede su una panchina, si toglie i pattini e ci incamminiamo. &amp;Egrave; davvero gentile. &amp;Egrave; carina, ma meno giovane di come sembrava da lontano, penso sia pi&amp;ugrave; grande di Gastone (Gastone avr&amp;agrave; pi&amp;ugrave; o meno la mia et&amp;agrave;, forse poco di pi&amp;ugrave;).&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Le racconto del mio arrivo a Paperopoli, del fatto che vengo dall'Italia e... scopro con grandissima sorpresa che parla un italiano perfetto! Con un lieve accento meridionale addirittura... Forse non c'&amp;egrave; da stupirsi, qui a Paperopoli parlano tutte le lingue del mondo.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Arriviamo a met&amp;agrave; di Cimino Avenue che io nemmeno me ne accorgo, e siamo costretti a salutarci... che strano, eh? Smaniavo dalla voglia di conoscere Paperino e ora me ne andrei volentieri ancora a spasso con questa papera sconosciuta dai capelli neri...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;br/&gt;* * *&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br/&gt;Cimino Road &amp;egrave; una strada larga, con un certo via vai di automobili e furgoni, ed &amp;egrave; interamente pianeggiante. Niente a che vedere con la quiete e le strade strette, tutte un saliscendi,&amp;nbsp;della zona di Barks Drive. La casa di Paperino si trova proprio in questa via, deve essere&amp;nbsp;una delle&amp;nbsp;tre o quattro villette&amp;nbsp;che ora vedo&amp;nbsp;in successione alla mia destra. A un certo punto ne scorgo una tutta di legno, che potrebbe essere quella giusta. Ha una cassetta della posta blu, un giardino ben curato, tra un albero potato e il vialetto di accesso c'&amp;egrave; una sdraio su cui &amp;egrave; appoggiata una copia del Papersera, e la porta di casa &amp;egrave; socchiusa. Dentro c'&amp;egrave; qualcuno, vedo ombre muoversi, ma non riesco a capire se si tratta di Paperino...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Poi leggo il nome sulla cassetta.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Times New Roman" size="2"&gt;MITRAGLIA ANACLETO&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Sono arrivato!!! Ma allora Mitraglia &amp;egrave; italiano davvero, mi dico. E Jones? Boh... forse abita dall'altra parte...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;E accanto alla casa di Anacleto c'&amp;egrave; un'altra villetta quasi uguale, la cassetta della posta rossa e gialla, il vialetto, due alberi nel giardino tra cui &amp;egrave; tesa un'amaca... Per terra una specie di materasso lanuginoso. Da una delle finestre, aperte, un profumo di dolci si diffonde sulla strada. &lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="1"&gt;&lt;strong&gt;DONALD F., HUBERT, DEUTERONOMY &lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="1"&gt;&lt;strong&gt;and LOUIS DUCK&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Sono loro!!! &amp;Egrave; strano, &amp;egrave; emozionante ma nello stesso tempo &amp;egrave; quasi come entrare in casa di un vecchio amico, penso mentre apro il cancelletto di legno come farei per entrare in qualsiasi altro giardino...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;La ghiaia del vialetto mi scricchiola sotto i piedi mentre mi avvicino alla porta di legno e...&amp;nbsp; tutt'a un tratto, il materasso lanoso che ho visto sul prato sembra animarsi, si muove e si mette a corrermi incontro abbaiando! Oddio! Ma &amp;egrave; un cane! Sar&amp;agrave; buono? Spero di proprio di s&amp;igrave;, penso, immobile, mentre quel bestione - che poi ha un'aria simpatica - mi gira intorno fiutandomi dappertutto.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="3"&gt;&lt;em&gt;&amp;quot;Bolivaaar! St&amp;agrave; zitto!&amp;quot;&lt;/em&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Inconfondibile, una voce di un'anatra parlante mi arriva dalla finestra. Sentirla dal vivo fa un effetto indescrivibile.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Arf, arf, arf!&amp;quot; continua a strepitare Bolivar, saltellando e correndo in cerchio intorno a me, come per attirare l'attenzione. &amp;quot;Arf, arf, arf!&amp;quot; Torna da me, si fa accarezzare un attimo e riprende ad abbaiare.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;La porta si apre. &amp;quot;Insomma, che c'&amp;egrave;?&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ci guardiamo negli occhi per qualche secondo.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ha il solito berretto blu, per traverso, le maniche rimboccate, un largo grembiule sul davanti che scende a coprire in parte le zampe arancioni e palmate. E un'espressione tutt'altro che amichevole che, nel vedermi, lascia spazio improvvisamente all'incredulit&amp;agrave;.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Ma tu... chi sei? Non sei Zniga... o s&amp;igrave;?&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Ma certo che sono io! Ciao, Paperino! Piacere di conoscerti!&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Zniga! Piacere! Piacere, scusami...&amp;quot; sembra preoccupato &amp;quot;Sai, ti aspettavo per pranzo con Gastone e... beh, mi dispiace accoglierti cos&amp;igrave;...&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Vuoi scherzare?&amp;quot; rido, mentre Paperino mi apre la porta, facendomi finalmente entrare nella casa pi&amp;ugrave; famosa del mondo. All'interno del soggiorno, un grosso tappeto circolare, rosso, giallo e arancione, decora il pavimento di legno, mentre una&amp;nbsp;poltrona verde dall'aria molto comoda, quella che si vede in tutte le storie, &amp;egrave; appoggiata al muro, accanto a un comodino su cui &amp;egrave; posata una grossa lampada gialla e rossa. Oltre una tenda blu che funge da porta, poi, si intravede la scala che porta al piano di sopra, dove ci sono le camere di Paperino e dei nipotini.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;A proposito... &amp;quot;Qui, Quo e Qua? Ci sono?&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;No, oggi sono da Nonna Papera, con Paperina... sai, stanotte dormirai qui e ho preparato la loro stanza apposta per te...&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Ma potr&amp;ograve; conoscerli? Torneranno domani?&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Domani ci andremo noi da Nonna Papera, Zniga! Contento?&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Wow, questa s&amp;igrave; che &amp;egrave; una notizia! Da Nonna Papera, magari con la 313! E ci sono anche i nipotini! Non ci avrei mai sperato!...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;br/&gt;* * *&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br/&gt;Mentre Paperino torna in cucina a terminare i preparativi per il pranzo, ne approfitto per dare un'occhiata alla casa.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;Egrave; una sensazione particolare, quella che si prova qui a casa di Paperino: un po' come quando ci si reca in un posto conosciutissimo, magari un sito archeologico, che si &amp;egrave; gi&amp;agrave; visto e rivisto mille volte in fotografia, e si ha come l'impressione di esserci gi&amp;agrave; stati. Solo che questa &amp;egrave; una casa, ed &amp;egrave;&amp;nbsp;ancora pi&amp;ugrave; strano. Chiss&amp;agrave; dov'&amp;egrave; l'accesso al nascondiglio segreto di Paperinik...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Mentre gironzolo, la mia attenzione &amp;egrave; attratta da uno strano oggetto, appoggiato su uno dei mobili del soggiorno. Sembra una gabbietta per criceti, ma la ruota per far correre la&amp;nbsp;bestiola &amp;egrave; collegata con una cinghia ad una dinamo che aziona una lampadina. Nella gabbietta non c'&amp;egrave; nessun criceto, cos&amp;igrave; provo io a far girare la ruota... in effetti funziona, la lampadina si accende. Sono cos&amp;igrave; incuriosito che vado in cucina, a chiedere spiegazioni a Paperino.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Ah, la gabbietta con la dinamo!&amp;quot; fa lui. &amp;quot;La tengo per ricordo. Serv&amp;igrave; per una storia di tanti anni fa, in cui quello strano oggetto doveva comparire nella prima vignetta!&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;S&amp;igrave;, ma... che fine ha fatto il criceto? La gabbietta &amp;egrave; vuota!&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Ti sembro uno che ama tenere gli animali in gabbia?&amp;quot; risponde Paperino, quasi indignato &amp;quot;Io, cresciuto alla fattoria di Nonna Papera, in mezzo a creature di ogni genere in libert&amp;agrave;? Quel &amp;lt;&amp;lt;criceto&amp;gt;&amp;gt; altri non era che Ciop... Lo lasciai l&amp;igrave; dentro solo il tempo necessario a disegnare quella vignetta. Non ti dico che fatica catturarlo! Mi diede uno di quei morsi... Anche per questo la gabbietta l'ho conservata. L'aveva costruita Archimede apposta per quella storia! Bolivaaaaar!&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Paperino si distrae per richiamare il cane, che ha ripreso ad abbaiare e questa volta ce l'ha con un grosso uccello nero appollaiato su uno dei due alberi. &amp;quot;Ci manca solo che si metta pure ad abbaiare alle cornacchie! Quello non &amp;egrave; un cane, &amp;egrave; uno sfondatimpani su quattro zampe!&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Sar&amp;agrave;... a me Bolivar &amp;egrave; gi&amp;agrave; simpatico. Per&amp;ograve; che cosa curiosa, penso: in due giorni non ho visto nemmeno una cornacchia qui, mentre oggi, questa&amp;nbsp;&amp;egrave; gi&amp;agrave; la quarta.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;br/&gt;* * *&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Sono passate pi&amp;ugrave; di due ore. Il pranzo a casa di Paperino, tutto a base di specialit&amp;agrave; tratte dal ricettario di Nonna Papera e - devo dire - interpretate magistralmente dal cuoco, &amp;egrave; terminato. Come ultima portata Paperino ci ha riservato le ciambelle e i &amp;quot;muffins&amp;quot; con il &lt;em&gt;maple syrup&lt;/em&gt;, lo sciroppo d'acero, che ha gi&amp;agrave; fatto ieri per Paperoga. Anche quest'ultimo, tanto per cambiare, si &amp;egrave; autoinvitato. Peccato che non si sia autoinvitato anche lo zione, come nei fumetti! Quasi quasi m'era venuta l'idea di prendere di nascosto un ventilatore che diffondesse il profumo verso una certa collina...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ci sono anche Gastone e Anacleto. Si sa, coi vicini, anche antipatici, bisogna sempre cercare di tenere buoni rapporti, mi fa Paperino, a bassa voce...&amp;nbsp;e Anacleto non &amp;egrave; proprio antipatico. S&amp;igrave;, un po' sbruffone lo &amp;egrave;, ma nei fumetti sembra peggio.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Cos&amp;igrave;, te la sei svignata mentre ero al supermercato, eh?&amp;quot; mi fa Gastone. &amp;quot;Ti sei visto il parco? O sei andato a caccia di belle papere?&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;(Che faccio? Glielo dico di quella paperotta? No, meglio di no...) &amp;quot;Sai&amp;quot; rispondo &amp;quot;sapevo che spesso al parco c'&amp;egrave; tuo zio... speravo magari di&amp;nbsp;beccarlo alla ricerca di qualche giornale vecchio...&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;oh... ma ancora quella storia dei giornali?&amp;quot; fa Paperino, incredulo &amp;quot;Ma voi lettori pensate davvero che Zio Paperone vada a leggere i giornali al parco?&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Beh... si vede in tutte le storie, no?&amp;quot; replico candidamente.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Zniga... fai un ragionamento: il Papersera &amp;egrave; suo, ne &amp;egrave; il direttore e il proprietario, per cui ne ha a disposizoine almeno una copia gratuita al giorno. Tutte le case editrici qui sono sue, tranne quella del giornale di Rockerduck,&amp;nbsp;che&amp;nbsp;non&amp;nbsp;legge. Per cui... a cosa gli servirebbe? Quella cosa l&amp;igrave; la fa solo quando lo disegnano...&amp;nbsp;fa... come dire? fa parte del personaggio, capisci?&amp;nbsp;&amp;Egrave; una cosa pittoresca, caratteristica, pi&amp;ugrave; che altro, di quelle che lo rendono simpatico ai lettori... e i giornali che raccatta poi se li porta a casa e ne fa tante pallottole da mettere nella stufa d'inverno... come si faceva un tempo...&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Gi&amp;agrave;, come si faceva nel Klondike, magari...&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;A proposito... quando domattina andrai dallo zione, tu non parlargli mai del Klondike se non ne parla lui! Rischieresti di doverti sorbire un suo monologo senza fine!&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Sar&amp;agrave;... ma darei non so cosa per ascoltare un monologo senza fine di Paperon de' Paperoni sui tempi della corsa all'oro nel Klondike...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p&gt;&lt;br/&gt;* * *&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;br/&gt;Dopo essermi riposato un po' sulla sdraio nel giardino di Paperino, e dopo aver sistemato le mie cose nella camera dei nipotini, scendo di nuovo al piano di sotto.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ormai &amp;egrave; sera... ma con tutto quello che ho mangiato a pranzo non credo che avr&amp;ograve; voglia di cenare! Cos&amp;igrave; mi siedo davanti alla TV. &lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Un'emittente locale sta mandando in onda un servizio sulla prossima edizione di una sorta di gara comunale chiamata&amp;nbsp;Sfida Infida - anche questa l'ho gi&amp;agrave; sentita - che si terr&amp;agrave; a Paperopoli tra poco pi&amp;ugrave; di un mese. L'ultima edizione, guarda caso, &amp;egrave; stata vinta da Gastone. Bolivar, nel giardino, abbaia ancora e scorrazza. Che cane agitato.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Ora fa pi&amp;ugrave; fresco e avrei voglia di farmi un giro. Cos&amp;igrave; Paperino mi fa una proposta.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;quot;Zniga... &amp;egrave; sabato sera. I nipotini non ci sono e per te &amp;egrave; l'ultima sera a Paperopoli. Che ne diresti se tra un po' uscissimo e ti portassi a vedere Paperopoli by night?&amp;quot;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Wow, mi piace questa proposta... anche perch&amp;eacute; la vita notturna paperopolese &amp;egrave; un aspetto di questa citt&amp;agrave; che non conosco. E poi chiss&amp;agrave;, di notte magari beccheremo i Bassotti da qualche parte...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Cos&amp;igrave; ci mettiamo d'accordo: un rapido giro di telefonate, verranno anche Paperoga e Gastone... e io sono gi&amp;agrave; elettrizzato. Non ho idea di cosa si faccia il sabato sera a Paperopoli. E non vedo l'ora di scoprirlo. Chiss&amp;agrave; se in giro trover&amp;ograve; anche la bella paperotta di oggi...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;...e ora non c'&amp;egrave; tempo da perdere: saltando gli scalini a due a due corro al piano di sopra a farmi una doccia...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;Sar&amp;ograve; pronto in meno di un quarto d'ora, urlo a Paperino che &amp;egrave; nella stanza a fianco, mentre&amp;nbsp;metto sottosopra&amp;nbsp;tutta la mia valigia per trovare qualcosa di decente da mettermi stasera, facendo volare jeans, calzini e magliette ovunque. ma non m'importa del caos che sto facendo: per mettere in ordine c'&amp;egrave; sempre tempo.&amp;nbsp;&amp;Egrave; l'ultima sera, domani incontrer&amp;ograve; Paperon de' Paperoni, e ora fuori dalla finestra, nella luce ormai tenue del crepuscolo, una Paperopoli segreta, ancora tutta da scoprire, mi sta aspettando...&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;br/&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="3"&gt;&lt;strong&gt;Note.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="1"&gt;Daphne Duck, madre di Gastone, inventata da Carl Barks per il suo albero genealogico personale dei paperi, compare ne &lt;em&gt;L'Invasore del Forte Paperopoli &lt;/em&gt;di Don Rosa, D 93227, marzo 1994.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="1"&gt;La &amp;quot;storia imminente&amp;quot; per la quale Gastone deve prendere confidenza con la spider nuova &amp;egrave; &lt;em&gt;Gastone e la fortuna da barattare&lt;/em&gt; di Stefano Ambrosio - Antonello Dalena, I TL 2690-4, giugno 2007.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="1"&gt;Il riferimento alla misteriosa cassaforte che si troverebbe all'interno della casa di Gastone, citata all'inizio del racconto, &amp;egrave; tratto da &lt;em&gt;Gastone e la prova del lavoro&lt;/em&gt; di Carl Barks, pubblicata in Italia su TL 735, agosto 1951, nella quale la cassaforte serviva a Gastone per tenere al riparo da occhi indiscreti l'unica moneta da lui guadagnata lavorando.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="1"&gt;Ho scelto di ubicare il quartiere brasiliano alla periferia settentrionale perch&amp;eacute; le storie brasiliane spesso si concentrano su di un singolo personaggio, nella maggior parte dei casi &amp;quot;marginale&amp;quot; (come la citata Gloria, fidanzata di Paperoga, inventata in Brasile nel 1972, o Pennino con la sua inseparabile amichetta Cinzia, apparsi dieci anni pi&amp;ugrave; tardi) e spesso hanno ambientazioni periferiche.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="1"&gt;Il cantante noto come Capellone Joe compare nella storia &lt;em&gt;Zio Paperone e la regina dei dinghi&lt;/em&gt; di Carl Barks, W WDC 77-02, 1966.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="1"&gt;L'aspetto del Vecchio faro,&amp;nbsp;citato in diverse storie, &amp;egrave; tratto da Paperinik e il tesoro di Dolly Paprika di Marco Gervasio, I TL 2675-1. Lo stesso dicasi per quanto riguarda la Cattedrale di Notre Duck.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="1"&gt;Il cane sanbernardo Bolivar &amp;egrave; un'invenzione di Charles Alfred Taliaferro e compare fin dalla fine degli anni Trenta nelle strisce; ripreso da Barks e da diversi altri autori, &amp;egrave; stato in seguito sempre meno utilizzato. &amp;Egrave; un personaggio che ho sempre apprezzato e per questo, oltre che per ricordare Taliaferro che non viene altrimenti mai citato nel racconto, ho deciso di inserirlo.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="1"&gt;Il giardino e il piano terra della casa di Paperino sono descritti come appaiono in &lt;em&gt;Paperino e la fortuna sfortunata&lt;/em&gt; di Rodolfo Cimino - Giorgio Cavazzano, I TL 1881, dicembre 1991.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="1"&gt;La gabbietta del criceto con la ruota che aziona la dinamo per accendere la lampadina compare nella prima vignetta di &lt;em&gt;Paperino e la data terribile&lt;/em&gt; di Carl Barks, pubblicata in Italia su TL 208, aprile 1959; dalla stessa storia &amp;egrave; tratto il riferimento all'aspetto del parco, con il ruscello presumibilmente affluente del Tulebug che lo percorre, e alla presenza, nelle vicinanze di quest'ultimo, di un grande supermercato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="1"&gt;La statua di Cornelius Coot fondatore della citt&amp;agrave; e antenato di Nonna Papera compare per la prima volta in &lt;em&gt;Statuesque Spendthrifts&lt;/em&gt; di Carl Barks, pubblicata su Walt Disney's Comics and Stories n. 138. In seguito, moltissimi autori tra cui Don Rosa, Giorgio Pezzin e Massimo De Vita lo rappresenteranno, sia sotto forma di statua che in carne ed ossa in storie ambientate nel passato.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="1"&gt;La poltrona verde nel soggiorno di Paperino compare invece in innumerevoli storie, comprese&amp;nbsp;&lt;em&gt;Paperino e la data&amp;nbsp;terribile&lt;/em&gt; cit., &lt;em&gt;Paperino e la fortuna sfortunata&lt;/em&gt; cit.,&amp;nbsp;nonch&amp;eacute; &lt;em&gt;Paperino (&amp;amp; Gastone) e la tele-fortuna&lt;/em&gt; di Staff di If - Massimo De Vita, I TL 1597, luglio 1986,&amp;nbsp;citata nella puntata precedente.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="justify"&gt;&amp;nbsp;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;/font&gt;&lt;font face="Comic Sans MS" size="1"&gt;Il riferimento alla &amp;quot;Sfida Infida&amp;quot; &amp;egrave; tratto da &lt;em&gt;Paperino, Gastone e la Sfida Infida&lt;/em&gt; di Fabio Michelini - Alessandro Barbucci, I TL 2064, giugno 1995. Il periodo in cui&amp;nbsp;tale competizione&amp;nbsp;si svolge, cio&amp;egrave; poco pi&amp;ugrave; di un mese dopo la mia visita (quindi all'inizio di giugno) &amp;egrave; dedotto dal fatto che la storia in questione &amp;egrave; stata pubblicata il 20 giugno, quando la sfida si supponeva conclusa da poco.&lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-853001839899707754?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/853001839899707754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/06/appunti-di-viaggio-3.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/853001839899707754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/853001839899707754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/06/appunti-di-viaggio-3.html' title='Appunti di viaggio (3)'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-4889244478278753115</id><published>2007-06-14T14:14:00.002+02:00</published><updated>2011-11-30T20:05:57.591+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manga'/><title type='text'>La Saga delle Sirene</title><content type='html'>&lt;em&gt;N&amp;eacute; vivere, n&amp;eacute; morire.&lt;br/&gt;Non ho potuo fare niente&lt;br/&gt;di tutto questo insieme a te...&lt;/em&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/sirene0xgy1.jpg" alt="La saga delle Sirene" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'immortalit&amp;agrave;. Un antico miraggio che l'uomo rincorre fin dal principio della vita stessa; un sogno irraggiungibile che si perde nei meandri pi&amp;ugrave; reconditi dell'esistenza; un desiderio insano e perverso, talvolta disperato, che scaturisce da una favola tramandata attraverso i secoli e le generazioni: a colui che si nutrir&amp;agrave; della carne di una sirena saranno concesse eterna giovinezza e longevit&amp;agrave;. Quello che per&amp;ograve; non viene narrato dalla leggenda &amp;egrave; che la carne di sirena &amp;egrave; in realt&amp;agrave; un veleno letale, capace di trasformare ogni essere vivente in una creatura mostruosa e priva di sentimenti, condannata a vivere in eterno sotto quelle orrende sembianze. Mentre il destino che attende i pi&amp;ugrave; fortunati consiste in una morte atroce e dolorosa oltre l'umana immaginazione. Eppure al mondo sembra esistere anche chi ha ricevuto il dono dell'immortalit&amp;agrave; senza che il suo corpo ne subisse le tremende conseguenze. La felicit&amp;agrave; di costoro &amp;egrave; per&amp;ograve; destinata a spegnersi in un lampo sotto il peso della solitudine eterna.&lt;br/&gt;Yuta &amp;egrave; un giovane vagabondo che cammina sulla Terra da pi&amp;ugrave; di cinquecento anni alla disperata ricerca di una sirena che possa finalmente porre fine al tormento della sua condizione. Yuta desidera invecchiare e morire come qualunque altro essere umano. E nel suo eterno vagare incontrer&amp;agrave; Mana, una ragazza anch'essa immortale, sottratta al suo destino di vittima sacrificale sull'altare delle leggendarie creature marine. Perch&amp;egrave; se un essere umano che si nutre della carne di sirena &amp;egrave; in grado di ottenere l'eterna giovinezza, la sirena che mangia la carne di colei che ha trovato l'immortalit&amp;agrave; ritorna giovane. E in un villaggio sperduto sulle rive del mare, una congrega di vecchie sirene, dopo anni di estenuanti ricerche e inutili sacrifici, ha finalmente trovato in Mana l'essere immortale che le riporter&amp;agrave; al loro antico splendore. Yuta riuscir&amp;agrave; a sottrarre la ragazza alla sua triste sorte e da quel momento non sar&amp;agrave; pi&amp;ugrave; solo. Ma questo in fondo &amp;egrave; solo l'inizio di una saga che ci prende per mano e ci trascina in un vortice di oscura aberrazione, laddove l'animo umano si manifesta in tutta la sua disarmante fragilit&amp;agrave;. Perch&amp;egrave; la carne di sirena, prima ancora che per il corpo, &amp;egrave; un letale veleno per l'anima di colui che subisce il fascino perverso dell'immortalit&amp;agrave;. E se da un lato le anime dannate vagano in eterno sulla terra ignare della loro condizione di creature dalle mostruose sembianze, dall'altro le anime corrotte convivono con tutta la sofferenza interiore che il desiderio di sovvertire le leggi della natura ha donato loro. E a noi non resta altro che domandarci cosa sia realmente peggio.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/sirene01xm5.jpg"&gt;&lt;img alt="Il bosco delle Sirene" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/antsirene01af7.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/sirene03yy4.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/antsirene03ql5.jpg" alt="Il segno della Sirena" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/sirene04nb3.jpg"&gt;&lt;img alt="La maschera della Sirena" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/antsirene04ou1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La saga delle sirene &amp;egrave; senza ombra di dubbio la pi&amp;ugrave; bella opera di Rumiko Takahasi. Personalmente ho sempre avuto delle riserve nei confronti di questa autrice tanto osannata da qualsiasi appassionato di fumetti del Sol Levante. Di lei ho sempre amato quel suo stile dissacrante ma al tempo stesso profondamente legato alle tradizioni occulte del Giappone. E' indubbiamente una donna di grande cultura e dalla spiccata ironia, oltre che un'ottima narratrice. Eppure nessuna delle sue opere pi&amp;ugrave; celebri mi ha mai convinto fino in fondo. Si &amp;egrave; sempre persa nei meccanismi della serialit&amp;agrave; e nella reiterata ostinazione a voler perpetrare in eterno la staticit&amp;agrave; delle situazioni che lei stessa creava e che sembrava avesse paura di compromettere in qualche modo. E' come se non fosse in grado di osare spingendosi al di l&amp;agrave; dei confini di quei piccoli quadretti narrativi che pure sa dipingere cos&amp;igrave; bene. E' un'autrice fondamentalmente prevedibile, nel bene e nel male. Ma la saga delle sirene &amp;egrave; tutt'altra cosa. E' un'opera completa e appassionante in cui la Takahashi sembra riversare tutta se stessa raggiungendo vette emotive di rara e poetica intensit&amp;agrave;. Ogni singolo capitolo &amp;egrave; una piccolo capolavoro curato fin nei minimi dettagli che rende finalmente giustizia all'arte di questa grande autrice, senza i limiti relativi alle improrogabili scadenze seriali imposte dalla casa editrice. La struttura stessa dell'opera, organizzata secondo l'alternarsi di epoche storiche differenti secondo uno costruzione temporale che ricorda vagamente quella adottata da Tarantino nella maggior parte delle sue pellicole, offre grande respiro allo sviluppo del racconto. Ma la saga delle sirene &amp;egrave; purtroppo una storia ancora incompleta, costituita da soli tre volumi per un totale di nove episodi. Onestamente non so se questo splendido racconto trover&amp;agrave; mai una conclusione, ma sono certo che la lettura di queste pagine vi dar&amp;agrave; modo non solo di conoscere il lato pi&amp;ugrave; intimo e poetico della Takahashi, che purtroppo traspare appena nell'ambito delle sue opere pi&amp;ugrave; conosciute, ma anche di sondare gli oscuri e deliranti sentieri dei sentimenti umani pi&amp;ugrave; profondi, siano essi innocenti o intrisi di sottile e perversa crudelt&amp;agrave;.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/sirene05yg2.jpg"&gt;&lt;img alt="Le Sirene non sorridono mai" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/antsirene05ou7.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/sirene06an5.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/antsirene06nv3.jpg" alt="Fine di un incubo" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/sirene07ze2.jpg"&gt;&lt;img alt="Il bosco delle Sirene" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/antsirene07lo7.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Scritto da &lt;a title="Visita il sito di Deeproad" href="http://www.deeproad.net/" target="_blank"&gt;Deeproad&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-4889244478278753115?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/4889244478278753115/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/06/la-saga-delle-sirene.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/4889244478278753115'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/4889244478278753115'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/06/la-saga-delle-sirene.html' title='La Saga delle Sirene'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-7987316594673838975</id><published>2007-06-07T23:03:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T20:22:33.003+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='graphic novel'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><title type='text'>MAUS</title><content type='html'>&lt;div&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;strong&gt;Il dramma dell&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; ridicolizzata: &lt;em&gt;Maus&lt;/em&gt; di Art Spiegelman&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style="font-size: 8pt;"&gt;&lt;br/&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;strong&gt;Chi &amp;egrave; Art Spiegelman?&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Il professor Arthur Spiegelman (insegna storia ed estetica del fumetto alla School of visual arts di New York) &amp;egrave; nato nel 1948 a Stoccolma da una coppia di ebrei polacchi rifugiati scampati ad Auschwitz e che di l&amp;igrave; a poco si trasferiranno negli Stati Uniti dove il piccolo Artie crescer&amp;agrave; e vivr&amp;agrave;. Il padre Vladek, uomo dallo spiccato senso imprenditoriale e che le vicissitudini della guerra hanno reso pragmatico fino ai limiti del cinismo, lo vorrebbe dentista, ma Arthur studia fumetto e illustrazione, e a 16 anni comincia a disegnare professionalmente. Al college studia arte e filosofia, e comincia a lavorare per la Topps (grossa industria americana della gomma da masticare) realizzando loghi e disegni durante tutta una collaborazione che durer&amp;agrave; oltre vent&amp;rsquo;anni e che naturalmente influenzer&amp;agrave; pesantemente l&amp;rsquo;approccio di Spiegelman all&amp;rsquo;illustrazione. Spiegelman infatti &amp;egrave; forse il pi&amp;ugrave; &amp;ldquo;metropolitano&amp;rdquo; dei grandi autori di fumetti; entra in contatto col mondo del fumetto underground, lo studia e ne assorbe le caratteristiche, fondendole in uno stile composto da una molteplicit&amp;agrave; di stilemi che gli permette di approcciarsi ad ogni singola storia, ad ogni singolo tema, con le modalit&amp;agrave; grafiche che ritiene pi&amp;ugrave; consone. Le sue vignette compaiono sulle riviste pi&amp;ugrave; disparate, dal &lt;em style=""&gt;New York Times &lt;/em&gt;a&lt;em style=""&gt; Playboy&lt;/em&gt;, fino a fondare lui stesso una rivista specializzata, &lt;em style=""&gt;Raw&lt;/em&gt;, dedicata appunto al fumetto, alla grafica e all&amp;rsquo;illustrazione, vero punto di riferimento di tutto il mondo dei cartoonist americani (una sorta di corrispettivo, in grande, dell&amp;rsquo;italiano &lt;em style=""&gt;Scuola di fumetto&lt;/em&gt;), e veicolo di quella che sar&amp;agrave; l&amp;rsquo;opera pi&amp;ugrave; importante di tutta la produzione di Spiegelman e che gli consegner&amp;agrave; finalmente la giusta considerazione a livello mondiale e socio-culturale, fruttandogli lo Special award del Premio Pulitzer nel 1992.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/sandrix/portrait2spiegelmanwd8.jpg" alt="" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Autoritratto di Art Spiegelman&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;Che cos&amp;rsquo;&amp;egrave; &lt;em style=""&gt;Maus&lt;/em&gt;?&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&amp;Egrave; sulle pagine di &lt;em style=""&gt;Raw&lt;/em&gt;, infatti, sin dal primo numero, che Spiegelman comincia a pubblicare a puntate &lt;em style=""&gt;Maus&lt;/em&gt;, una delle pi&amp;ugrave; importanti opere di narrativa del secolo scorso.&lt;br/&gt;&lt;em style=""&gt;Maus&lt;/em&gt; &amp;egrave; una graphic novel sull&amp;rsquo;olocausto, e in realt&amp;agrave;, pur essendo semplicemente questo (in fondo &amp;egrave; come dire che l&amp;rsquo;&lt;em style=""&gt;Iliade&lt;/em&gt; &amp;egrave; un poema sulla guerra di Troia), &amp;egrave; molto di pi&amp;ugrave;. La narrazione di Maus si snoda su due livelli diversi, c&amp;rsquo;&amp;egrave; il presente con Arthur Spiegelman che va a casa del padre Vladek per intervistarlo, e c&amp;rsquo;&amp;egrave; il passato della guerra e dell&amp;rsquo;olocausto visto attraverso il racconto di Vladek. Ma non si tratta solo di un doppio racconto, il montaggio non &amp;egrave; alternato ma parallelo, i due livelli spazio-temporali insomma sono distinti ma non separati, intercorre anzi tra i due, e sta qui il nodo della riuscita dell&amp;rsquo;opera, un rapporto di interazione strettissimo, una relazione di influenza reciproca: il rapporto tra Art e il padre (e Mala, la donna con cui il padre si &amp;egrave; risposato dopo la morte della madre di Arthur) fornisce una chiave di lettura con cui cogliere al meglio il dramma del racconto di Vladek, e ancora di pi&amp;ugrave; &amp;egrave; vero il viceversa, il racconto di quello che &amp;egrave; successo al povero Vladek durante la Seconda Guerra Mondiale non &amp;egrave; che lo specchio, la metafora, del dramma umano di un padre e un figlio che pur volendosi bene non riescono a non essere distanti, su due mondi diversi (situazione sottolineata anche dal linguaggio dei due, inglese sciolto quello di Art, affannato quello del padre, non madrelingua e segnato dalla parlata della comunit&amp;agrave; ebraica newyorchese e da strutture sintattiche tipiche dello yiddish), non riescono a trovare la sintonia per un rapporto sereno e intimamente familiare.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/sandrix/8806154958bk4.jpg" alt="" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Maus - Racconto di un sopravvissuto&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;strong&gt;La storia &amp;ndash; Il dramma degli avvenimenti&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;In un breve prologo di due pagine, il piccolo Artie (nel 1958, quindi a 10 anni) si fa male giocando con gli amici, e il padre vedendolo lo avverte: &amp;ldquo;Se chiudi loro insieme in stanza senza cibo per una settimana&amp;hellip; allora tu vedi cosa &amp;egrave; amici!...&amp;rdquo;.&lt;br/&gt;Subito dopo comincia la vera (doppia) vicenda. Art, adulto, va a trovare il padre che ora abita con Mala, un&amp;rsquo;altra sopravvissuta (&amp;ldquo;come quasi tutti gli amici dei miei&amp;rdquo;). Dopo cena, i due si recano nello studio di Vladek, e qui Arthur convince il padre a cominciare a raccontargli della sua terribile esperienza, per il libro che gi&amp;agrave; da tempo vuole scrivere e di cui gi&amp;agrave; aveva parlato al genitore.&lt;br/&gt;Il racconto di Vladek non comincia direttamente con la guerra o da qualche punto saliente, ma da quando era giovane e viveva tranquillamente a Czestochowa, commerciando in tessuti e divertendosi come tutti i giovani. Si districa a fatica da una relazione, che lo diverte ma non lo convince, per sposare Anna (detta Anja) Zylberberg, una ragazza non attraente ma intelligente e sensibile, oltre che &amp;ndash; Vladek si premura di sottolinearlo &amp;ndash; di famiglia pi&amp;ugrave; che benestante. A questo punto Vladek interrompe la narrazione per chiedere al figlio di non mettere nel libro questa parte, perch&amp;eacute; &amp;ldquo;non c&amp;rsquo;entra niente con Hitler, con Olocausto&amp;rdquo;; Art insiste, dice che vuole mettere tutto, per rendere la vicenda pi&amp;ugrave; umana, ma alla fine, nell&amp;rsquo;ultima vignetta con i due personaggi in controluce, il vecchio Vladek strappa al figlio la promessa di tralasciare queste parti private. Siamo alla fine del primo capitolo. Ogni capitolo presenta una visita di Art al padre, e il brano di storia che da questo si fa raccontare.&lt;br/&gt;Nel secondo capitolo cominciano i guai: nasce Richieu, il primo figlio di Vladek e Anja, ma il parto incide sul gi&amp;agrave; debole sistema nervoso della donna, che finisce in una clinica per ritrovare la serenit&amp;agrave;. Lungo il viaggio i due protagonisti si trovano per la prima volta davanti a una svastica, e durante la loro assenza avvengono i primi movimenti antisemiti a Sosnowiec, la citt&amp;agrave; in cui vivono con la famiglia di Anja. Il 24 agosto 1939, Vladek viene richiamato nell&amp;rsquo;esercito polacco. Nel terzo capitolo Vladek racconta della sua esperienza sul fronte all&amp;rsquo;inizio della guerra, della sua cattura da parte dei militari nazisti come prigioniero di guerra e della sua (prima) detenzione, fino al rilascio; le leggi internazionali proteggono lui e i suoi compagni come prigionieri di guerra, ma una volta rilasciati chiunque &amp;egrave; libero di sparare loro per strada, cos&amp;igrave; Vladek &amp;ndash; che gi&amp;agrave; ha iniziato a mostrare la sua straordinaria capacit&amp;agrave; di adattamento e gestione &amp;ndash; deve ingegnarsi e fingersi polacco per farsi aiutare da un ferroviere a tornare a casa da Anja. Il titolo del quarto capitolo parla chiaro: &lt;em style=""&gt;Il cappio si stringe&lt;/em&gt; parla della sopravvivenza a Sosnowiec di Vladek e Anja con la famiglia di lei, e delle misure sempre pi&amp;ugrave; repressive nei confronti degli ebrei da parte degli occupanti nazisti, con coprifuoco, controlli serrati, impiccagioni per strada, sequestri di anziani e elementi non produttivi, fino alla prima grande convocazione nello stadio della citt&amp;agrave;, in cui circa un terzo dei membri della comunit&amp;agrave; ebraica cittadina sono stati trattenuti dalle SS per non fare pi&amp;ugrave; ritorno; tra questi, anche il padre di Vladek con la figlia e i nipoti.&lt;br/&gt;Il quinto capitolo si apre con una svolta nel rapporto tra Art e Vladek. Da Mala, Art viene a sapere che il padre ha trovato e letto &lt;em style=""&gt;Prigioniero sul pianeta inferno&lt;/em&gt;, il breve fumetto che Art scrisse per superare il trauma del suicidio della madre (riportato per intero nelle pagine di &lt;em style=""&gt;Maus&lt;/em&gt;). Si tratta di una storia incredibilmente intensa, disegnata con tratti espressionistici e molto personale, sconvolgente per Mala e anche &amp;ndash; a quanto dice la stessa Mala &amp;ndash; per Vladek, che cambia il suo approccio verso il figlio ma paradossalmente verso un rapporto di maggior fiducia; vedere che in qualche modo Artie ha superato a suo modo quella tragedia avvicina i due, nel ricordo di Anja (mentre si incrina sempre di pi&amp;ugrave; il rapporto tra Vladek e Mala).&lt;br/&gt;E il racconto di Vladek procede poi, di capitolo in capitolo, (attra)verso tutte le vicissitudini passate da lui e Anja, nel ghetto, nei bunker costruiti per nascondersi, nelle cantine di chi ha dato loro una mano, nel campo di concentramento di (M)Auschwitz, attraverso la morte di tutti i loro cari, i genitori di Anja, il figlio Richieu, parenti, amici, conoscenti, attraverso le torture fisiche e ancora di pi&amp;ugrave; psichiche.&lt;br/&gt;Attraverso la pi&amp;ugrave; grande tragedia, fino all&amp;rsquo;epilogo, tragico a sua volta, ma riconciliatorio.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/sandrix/mausqh5.jpg" alt="" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;L'inizio della storia: Art va a trovare il padre Vladek.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;strong&gt;Padre o memoria storica? &amp;ndash; Il dramma dei sentimenti&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;L&amp;rsquo;unicit&amp;agrave; di &lt;em style=""&gt;Maus&lt;/em&gt; in relazione al mondo del fumetto sta sicuramente nell&amp;rsquo;essere innanzitutto un&amp;rsquo;opera tragicamente autobiografica e personale (come la mini storia &lt;em style=""&gt;Prigioniero nel pianeta inferno&lt;/em&gt;). Anzi, direi doppiamente autobiografica, poich&amp;eacute; da una parte c&amp;rsquo;&amp;egrave; Spiegelman che parla di s&amp;eacute; stesso mettendosi in scena come uno dei protagonisti principali, e dall&amp;rsquo;altra c&amp;rsquo;&amp;egrave; Vladek che parla di s&amp;eacute; stesso al figlio.&lt;br/&gt;E alla fine &amp;egrave; difficile dire tra le due vicende quale colpisca di pi&amp;ugrave; per la sua durezza, se la storia di Vladek attraverso la guerra e lo sterminio, o la storia di un padre e un figlio dal rapporto difficile. &amp;ldquo;Non lo vedevo da molto tempo. Non eravamo molto uniti&amp;rdquo; recita la didascalia nella prima vignetta del primo capitolo, e questa distanza personale si ritrova in tutta l&amp;rsquo;opera, Art si imbarazza e si sente in difficolt&amp;agrave; ogni volta che il padre si intromette nei suoi affari (come quando gli butta via il cappotto vecchio) o vuole intromettere il figlio nei suoi (come quando parla del testamento e dell&amp;rsquo;eredit&amp;agrave;, o di Mala).&lt;br/&gt;Quello che tuttavia colpisce, in effetti, &amp;egrave; la spudoratezza con la quale Artie intervista letteralmente il padre sugli eventi che hanno segnato la sua vita, prende appunti, registra, e la freddezza con cui il padre restituisca un resoconto dettagliato e narrativamente organizzato degli eventi (al contrario di quanto accada in Prigioniero nel pianeta inferno, che pi&amp;ugrave; che il resoconto di un periodo di lutto &amp;egrave; l&amp;rsquo;espressione di un sentimento). Sembra che Arthur sia interessato a Vladek pi&amp;ugrave; come memoria storica che come padre, ma la realt&amp;agrave; &amp;egrave; che Art sa bene che il carattere del padre non gli consentirebbe un racconto &amp;ldquo;sensazionale&amp;rdquo;, distorto dalle emozioni. Quello che pi&amp;ugrave; interessa ad Art &amp;egrave; rispettare la memoria dell&amp;rsquo;olocausto, e lo fa rispettando la personalit&amp;agrave; del padre.&lt;br/&gt;Il fatto &amp;egrave; che Art Spiegelman aveva sviluppato sin da piccolo un fortissimo coinvolgimento emotivo nei confronti della tragedia della shoah grazie (o per colpa di) ai racconti dei genitori e al carattere burbero e anche un po&amp;rsquo; ingombrante del padre. Sentiva quindi il bisogno di comunicare al mondo questa situazione interiore, e l&amp;rsquo;unico modo per renderla in maniera fedele ed eticamente accettabile era narrarla come a lui stesso era stata narrata, attraverso la stessa fonte, la stessa memoria storica.&lt;br/&gt;In fondo si capisce ad ogni pagina che i due si vogliono tutto il bene del mondo, ma si tratta di due personalit&amp;agrave; difficili, segnate, solcate dagli eventi, restie ad avvicinarsi per prime ad un'altra persona, e per questo nessuno dei due fa il primo passo verso l&amp;rsquo;altro. Fino a che per Art non sar&amp;agrave; inevitabile muoversi, o restare di nuovo prigioniero all&amp;rsquo;inferno.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;img src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/sandrix/maus12biguv3.jpg" alt="" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Topi in trappola: Vladek e Anja entrano ad Auschwitz.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 8pt; font-family: Verdana;"&gt;&lt;strong&gt;Uomini e topi &amp;ndash; Il dramma dei corpi&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Metafora, dicevo. A chi ha una pur impalpabile idea di quello di cui sto parlando non serve neanche che lo dica: &lt;em style=""&gt;Maus&lt;/em&gt; deve con ogni probabilit&amp;agrave; la sua fortuna all&amp;rsquo;azzardata forma allegorica (decisamente pi&amp;ugrave; orwelliana che disneyana) attraverso cui Spiegelman ha scelto di deformare il dramma delle vicende e dei rapporti umani. Ispirandosi in particolare a un racconto di Kafka (&lt;em style=""&gt;Giuseppina la cantante, ovvero il popolo dei topi&lt;/em&gt;), al &lt;em style=""&gt;Krazy Kat&lt;/em&gt; di George Harriman, e al film di propaganda nazista &lt;em style=""&gt;Der ewige Jude&lt;/em&gt; di Fritz Hippler, Spiegelman sceglie di rappresentare satiricamente gli ebrei come topi (maus, appunto). Quelli di &lt;em style=""&gt;Maus&lt;/em&gt; sono topi non caricaturizzati o resi simpatici e accattivanti come &lt;em style=""&gt;Topolino&lt;/em&gt; o &lt;em style=""&gt;Speedy Gonzales&lt;/em&gt;, ma &amp;ldquo;semplicemente topi&amp;rdquo;, topi stilizzati col corpo umano e la coda, o meglio ancora esseri umani in tutto e per tutto ma con la testa e la coda da topi. Non un topino divertente come protagonista, anzi il protagonista nelle varie vignette si distingue dagli altri solo grazie al dialogo, o a volte dai vestiti, ma una miriade di topi tutti uguali, come quelli scacciati dal &lt;em style=""&gt;Pifferaio di Hamelin&lt;/em&gt; dei fratelli Grimm, come tutti uguali erano gli ebrei agli occhi dei nazisti. Il topo in genere piace in quanto Davide che si ingegna per avere la meglio su Golia, ma il caso dell&amp;rsquo;olocausto &amp;egrave; la pi&amp;ugrave; grossa dimostrazione di quanto sappia essere idiota l&amp;rsquo;essere umano, una razza che pretende di essere pi&amp;ugrave; evoluta degli animali ma in cui ancora troppo spesso vige la legge del pi&amp;ugrave; forte. I nazisti infatti sono gatti, gatti non grottescamente sfortunati come Tom o Silvestro, ma gatti cattivi, famelici e spietati, bracconieri, assassini. E cos&amp;igrave; via, proseguendo con le metafore, i polacchi sono maiali, i francesi sono rane, gli americani sono cani.&lt;br/&gt;Del resto &amp;egrave; lo stesso Hitler, in vari passi del &lt;em style=""&gt;Mein kampf&lt;/em&gt;, ad appellare gli ebrei col dispregiativo di &amp;ldquo;ratti&amp;rdquo;; l&amp;rsquo;intento di Spiegelman infatti &amp;egrave; di mostrare l&amp;rsquo;idiozia del razzismo nazista, che ha portato ogni uomo a sentirsi in dovere di comportarsi secondo il ruolo attribuito al suo gruppo etnico o nazionale, a fronte dell&amp;rsquo;uguaglianza tra tutti gli esseri umani. Cos&amp;igrave; i gatti nazisti si sentono in diritto e in dovere di dare la caccia ai topi ebrei, i polacchi approfittano della situazione per dare sfogo al loro antisemitismo e alla loro bestialit&amp;agrave;, e via discorrendo.&lt;br/&gt;Se gli esseri umani sono rappresentati come animali, gli animali non sono assenti, ma si fanno anch&amp;rsquo;essi veicolo di significati, comunicano quasi sempre un&amp;rsquo;idea, una sensazione, una situazione. Cos&amp;igrave;, nella terzultima tavola del sesto capitolo del primo libro, all&amp;rsquo;ingresso del campo di concentramento di Auschwitz, un pastore tedesco col muso da t-rex e inferocito come uno squalo accoglie i deportati assieme ai nazisti-gatti, pregustando il massacro finale. Davanti a quella scritta &amp;ldquo;Arbeit macht frei&amp;rdquo; si perdono le speranze, sembra che nulla possa cambiare il proprio tragico destino; anche l&amp;rsquo;essere pi&amp;ugrave; forte del gatto si schiera a fianco di questo, anzi ne &amp;egrave; succube, &amp;egrave; al suo guinzaglio.&lt;br/&gt;Nella diciottesima tavola dello stesso capitolo appare un ratto. Un ratto vero, uno di quelli che fanno ribrezzo e di cui si ha paura quando si scende in cantina al buio. Vladek e sua moglie Anja si stanno nascondendo proprio nella cantina di una signora polacca che offre loro aiuto, e Anja, sentendo dei rumori al buio, teme che si tratti di ratti! Il ratto c&amp;rsquo;&amp;egrave; davvero, ma &amp;egrave; nascosto dietro una botte, Spiegelman lo fa vedere solo a noi, Anja non lo vede, ma ne ha paura.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Un pastore tedesco al guinzaglio di un gatto, e un topo che ha paura di un ratto.&lt;br/&gt;Un padre e un figlio che non riescono a conoscersi se non attraverso un registratore.&lt;br/&gt;L&amp;rsquo;umanit&amp;agrave; messa in ridicolo, il dramma pi&amp;ugrave; atroce.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-7987316594673838975?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/7987316594673838975/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/06/maus.html#comment-form' title='16 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/7987316594673838975'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/7987316594673838975'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/06/maus.html' title='MAUS'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>16</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-837722567945343965</id><published>2007-05-29T16:20:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T20:18:09.844+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disney'/><title type='text'>Appunti di viaggio... (2)</title><content type='html'>&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;27 aprile 2007. Secondo giorno.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Un soave profumo di dolci, insinuandosi tramite il mio naso nella mia mente addormentata, mi fa lentamente riemergere dal mondo dei sogni.. Sembra odore di torta di mele, o qualcosa di simile, ma con un nonsoch&amp;eacute; di diverso dal solito... e piano piano apro gli occhi e vedo che nella mia stanza &amp;egrave; gi&amp;agrave; chiaro... e realizzo che sono steso su un divano... un divano... &amp;egrave; vero! Sono a casa di Paperoga, a Paperopoli! E sono tutto sudato perch&amp;eacute; stanotte qualcuno mi ha coperto con una specie di bandierone a strisce rosse e blu, con una scritta che da qui non riesco a leggere bene... e fuori c'&amp;egrave; il sole e&amp;nbsp;penso che tra poco mi alzer&amp;ograve;. Paperoga armeggia in cucina, lo sento fare fracasso con piatti e bicchieri e canticchiare. Alla fine mi tiro pigramente su dal letto e mi dirigo in cucina. Stendo il bandierone sulla spalliera del divano; c'&amp;egrave; scritto &amp;quot;Drakesbro&amp;quot;, che se non sbaglio ha qualcosa a che vedere col nome antico della citt&amp;agrave;. Ora ricordo: quella scritta l'ho vista anche su un muro vicino all'autostazione! Gi&amp;agrave;, Paperoga &amp;egrave; tifoso del Paperopoli... ma non sapevo che in inglese la squadra avesse il nome antico della citt&amp;agrave;!&lt;br/&gt;Devo aver dormito per un'eternit&amp;agrave;, non mi ricordo nemmeno che cosa ho sognato. L'ultima cosa che ricordo &amp;egrave; quella canzone di Switt&amp;amp;hatis, Sun &amp;amp; Pears. Fuori il sole picchia, saranno almeno le undici. Tardissimo, Paperopoli e Paperon de' Paperoni mi attendono! Paperoga armeggia con pentole e teglie, ha in testa un cappello da cuoco e dappertutto ci sono schizzi di salsa di pomodoro. Che voglia darmi salsa di pomodoro per colazione? Conoscendolo...&lt;br/&gt;&amp;quot;Oh... ciao Zniga! Dormivi cos&amp;igrave; bene... speravo che il profumo del mio capolavoro culinario ti svegliasse...&amp;quot; &amp;quot;Buon (yawn) giorno, Paperoga... Che cos'&amp;egrave;, a proposito?&amp;quot; rispondo guardando dubbioso il forno, nel quale uno strano oggetto dalla forma irregolare sta gonfiandosi lentamente. &amp;quot;Una mia invenzione!&amp;quot; fa lui, gongolante.&amp;nbsp;&amp;quot;Ho seguito la ricetta della torta di mele di Nonna Papera, ma visto che tu sei italiano ho deciso di aggiungerci un po' di pomodoro e mozzarella... mica male come idea, no?&amp;quot; &amp;quot;Glom... una meraviglia! Non vedo... ehm... l'ora di assaggiarla!&amp;quot;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt; * * *&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dopo un quarto d'ora trascorso a pulire gli schizzi di pomodoro e la&amp;nbsp; mozzarella che ha impiastricciato tutto, conseguenza dell'imprevista (ma prevedibile) esplosione del bizzarro suffl&amp;eacute; di Paperoga, usciamo finalmente di casa. Sono qui per incontrare Paperone, ma prima il mio accompagnatore vuole portarmi un po' a spasso per la citt&amp;agrave;. Per colazione sono riuscito a prendere solo un t&amp;egrave; e il mio stomaco adesso fa &amp;quot;rumble&amp;quot;. Andremo a piedi, cos&amp;igrave; ci godremo meglio il paesaggio. C'&amp;egrave; il sole e fa caldo; ora, guardando verso nord-est, vedo chiaramente il pinnacolo roccioso che ho intravisto ieri sera, e adesso ricordo perfettamente la storia in cui&amp;nbsp;compare.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="casa Gander" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/zniga/113ae7f41877a31c5986ec04eeb1d491.jpg" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Camminiamo lungo una via in leggera discesa, che segue il declivio della collina verso la sponda del Tulebug. Sulla nostra destra, una lunga siepe tagliata a sezione quadrata corre separando la strada dal marciapiede. Sullo sfondo, verso nord, i grattacieli, e, finalmente, al disopra di tutto, la collina pi&amp;ugrave; famosa del mondo.&amp;nbsp;Non vedo l'ora di essere lass&amp;ugrave;!&lt;br/&gt;Non passa un'auto che sia una, c'&amp;egrave; una leggera brezza e si sta benissimo. Sulla nostra sinistra, le villette del quartiere residenziale si susseguono in una schiera variopinta. Mentre Paperoga tenta di attirare la mia attenzione declamandomi i risultati di un corso per corrispondenza dal nome improbabile che ha appena finito di seguire, lancio occhiate ai giardini delle case. Ce n'&amp;egrave; uno di una certa Mrs Jane, dove una gallina becchetta qualcosa tra l'erba; da quello di un certo Murphy proviene invece un delizioso profumo di pane appena sfornato. Poco oltre, la mia attenzione &amp;egrave; attratta da una graziosa villetta rosa, con uno zoccolo di mattoni alto circa un metro tutt'intorno alla base e una bella siepe al posto delle recinzione. Il giardino &amp;egrave; ingombro di scatole e scatoloni di ogni forma e dimensione, e la cassetta della posta &amp;egrave; talmente stipata di lettere e pacchetti che si &amp;egrave; aperta e non &amp;egrave; possibile leggere il nome del padrone di casa.&amp;nbsp; Forse &amp;egrave; qualcuno che ha appena traslocato e si sta arredando la nuova casa... vorrei chiederlo a Paperoga, ma forse &amp;egrave; meglio lasciarlo immerso nel suo monologo e approfittarne per guardarmi intorno.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt; * * *&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dopo aver attraversato a piedi il Tulebug limaccioso, su di un ponte in mattoni con eleganti lampioni blu e filari di alberelli piantati lungo i marciapiedi, giungiamo in quello che sembra il quartiere commerciale. Non ci sono pi&amp;ugrave; villette, ma edifici alti e pieni di scritte. In uno slargo, di fronte a un distributore della Benz, vedo la prima pizzeria di Paperopoli. Vorrei fermarmi ma Paperoga mi invita ad andare oltre... pi&amp;ugrave; avanti, dice, c'&amp;egrave; un centro commerciale carino dove c'&amp;egrave; anche un ristorante.&lt;br/&gt;E da un po' ho la sensazione di essere osservato... credevo che queste cose accadessero soltanto nei fumetti. Beh, ma qui siamo in una citt&amp;agrave; dei fumetti... forse &amp;egrave; solo la mia suggestione. Intorno a noi c'&amp;egrave; un sacco di gente, ora: papere anziane con ceste della spesa e sacchetti rigonfi; uomini dal naso nero e tondo che portano a spasso il cane.&amp;nbsp;Qui, tutto&amp;nbsp;ha forme tondeggianti, abbastanza diverse da quelle pi&amp;ugrave; semplici e lineari del quartiere residenziale al di l&amp;agrave; del fiume.&lt;br/&gt;In una traversa, una schiera di gatti miagolanti appostati ovunque, sui bidoni della spazzatura, sulle staccionate dei giardini e sui cofani delle auto, mi squadrano con aria incuriosita. &amp;quot;Come si chiama quella strada?&amp;quot; chiedo al mio accompagnatore. &amp;quot;Gatto Road&amp;quot; mi risponde. &amp;quot;Gatto perch&amp;eacute; ci sono i gatti?&amp;quot; Chiedo. &amp;quot;E poi perch&amp;eacute; Gatto in italiano?&amp;quot; &amp;quot;Beh... qui un sacco di strade hanno nomi italiani.&amp;quot; mi risponde.&amp;nbsp;&amp;quot;Questo &amp;egrave; il quartiere latino. Vedi quella piazza laggi&amp;ugrave; in fondo? Quella &amp;egrave; Arrigada Rios Square, da l&amp;igrave; comincia il quartiere spagnolo. E il viale alberato che conduce verso il centro &amp;egrave; Manrique Road. Da l&amp;igrave; si va dritti verso la Collina Ammazzamotori. A proposito: stai attento ai criminali, qui nella zona dei negozi &amp;egrave; pieno, tieniti stretto lo zaino...&amp;quot;&lt;br/&gt;E mentre passeggiamo, d&amp;ograve; un'occhiata alle traverse che incrociano la via che stiamo percorrendo. &amp;Egrave; strano, ognuna di esse sembra progettata e costruita con uno stile completamente diverso dalle altre, ma nell'insieme non stonano, anzi danno un'idea di variet&amp;agrave; che non mi dispiace affatto. Oltrepassando una stradina, mi colpisce l'insegna di un ristorante genovese. Dei genovesi qui? In quella strada tutto ha bellissimi colori soffici e sfumati. Nella traversa successiva sia le case che le persone hanno forme barocche e ridondanti, i passanti hanno grandi occhi tondeggianti, le donne&amp;nbsp;portano cappelli sfarzosi da cui spuntano&amp;nbsp;lunghe capigliature a boccoli e le case sono piene di riccioli e volute. All'angolo, un altro ristorante genovese (ma quanti sono?) diffonde nell'aria un odore di pesto cos&amp;igrave; buono che quasi mi sembra di essere a casa. La targa stradale ci indica che&amp;nbsp;il nome di quella via &amp;egrave; Scala Street. Credo di cominciare a capire.&lt;br/&gt;Cos&amp;igrave;, con il pretesto di leggere da vicino un cartellone pubblicitario, invito Paperoga a muovere qualche passo in Scala Street, deviando dal momentaneamente dal nostro cammino. E, come immaginavo, l'aspetto del mio accompagnatore cambia leggermente: &amp;egrave; sempre lui, perfettamente riconoscibile, per&amp;ograve; il suo becco &amp;egrave; un poco pi&amp;ugrave; allungato, i suoi occhi sembrano pi&amp;ugrave; grandi e le sue zampe sono pi&amp;ugrave; tozze. Proprio come pensavo...&lt;br/&gt;&amp;quot;Scommetto che quella via tutta dipinta si chiama Chierchini Road, giusto, Paperoga? E quella che percorrevamo prima magari &amp;egrave; Carpi Avenue...&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Non ti sbagli, caro Zniga!&amp;quot; risponde, mentre torniamo sui nostri passi, sulla via principale.&amp;nbsp;&amp;quot;In effetti, il viale che stiamo percorrendo ora si chiama Carpi Lane, ed &amp;egrave; una delle strade&amp;nbsp;pi&amp;ugrave; grandi&amp;nbsp;del quartiere italiano. In particolare, siamo nel quartiere genovese, come forse ti sarai accorto. Paperopoli &amp;egrave; una citt&amp;agrave; multietnica! Quella tutta dipinta per&amp;ograve; non &amp;egrave; Chierchini Road ma Barberini Street, che io confondo sempre con Chist&amp;eacute; Alley. E tutt'e due, in effetti, conducono a Chierchini Road. Alla collina Ammazzamotori ci possiamo arrivare attraversando il quartiere spagnolo, oppure percorrendo Cimino Avenue! Tu cosa preferisci?&amp;quot;&lt;br/&gt;Oddio... vorrei vederla tutta questa citt&amp;agrave;... ma chi se l'immaginava una cosa del genere? &amp;quot;Senti... facciamo che ci sediamo su una panchina, guardo un attimo la mia carta e decido! Anche se sulla mia carta mancano un sacco di nomi...&amp;quot;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt; * * *&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Detto fatto. Arrivati in Arrigada Rios Square, ci sediamo su una panchina. &amp;Egrave; una piazza grande e spaziosa, dalle prospettive un po' piatte. Ad un angolo, tre o quattro uomini dalle facce quadrate e dai grossi denti discutono animatamente. Poso lo zaino accanto a me quando all'improvviso&amp;nbsp;le note di una&amp;nbsp;scoppiettante e inconfondibile canzone mi scuotono: &amp;egrave; la canzone di Aracu&amp;aacute;n, il clown della giungla de &amp;quot;I tre caballeros&amp;quot;. Mi guardo gi&amp;agrave; intorno sperando di vederlo sbucare, magari da Manrique Road (era proprio Manrique che lo aveva disegnato, giusto?), quando con un po' di delusione mi accorgo che si tratta della suoneria del cellulare di Paperoga. Chiss&amp;agrave; chi lo sta chiamando! Cerco di capire con chi sta parlando, sperando si tratti magari di Paperino o Paperone... cerco di sentire e non mi accorgo della mano coperta da un guanto giallo che si avvicina allo zaino che ho posato sul bordo della panchina... e ho appena il tempo di voltarmi e vedere il mio zaino allontanarsi sulle spalle di un tizio con il berretto verde, maglia rossa, jeans e scarpe gialle, che si allontana di corsa!&lt;br/&gt;&amp;quot;Ehi! Al ladro! Un bassotto! Paperoga, fa' qualcosa! C'&amp;egrave; tutta la mia roba per disegnare l&amp;igrave; dentro! Al ladroooo!&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Te l'avevo detto di stare attento! Qui &amp;egrave; pieno di ladruncoli! Comunque non credo fosse un bassotto... Perch&amp;eacute; un bassotto dovrebbe derubare proprio te? No, ti sbagli, amico... i Bassotti puntano solo in alto, verso quella collina laggi&amp;ugrave;!&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Beh, forse sapeva che dovevo incontrarmi con Paperone! E ha pensato magari che fossi un famoso affarista straniero! Ma ora dobbiamo ritrovarlo assolutamente! Come posso presentarmi da tuo zio senza la mia attrezzatura professionale? Da che parte &amp;egrave; il covo dei Bassotti?&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Fidati, amico: lo ritroveremo in un attimo! Te lo dicevo giusto appena usciti da casa mia: ho appena seguito un corso che si chiama &lt;em&gt;Chi trova, prima ha cercato&lt;/em&gt;! Per trovare infallibilmente ci&amp;ograve; che si &amp;egrave; perduto, ci sono diversi metodi, ma il migliore &amp;egrave; sicuramente...&amp;quot;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt; * * *&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&amp;quot;...Affidarsi a me!&amp;quot; Mi giro di scatto. Capelli biondi e arricciati, cappello, giacca verde e modi eleganti: il papero che ho dinnanzi &amp;egrave; inconfondibile. &amp;quot;Gladstone Gander, per servirti. Tu devi essere Zniga, giusto?&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Giusto. Ma tu come fai a saperlo?&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Beh, ho tirato a caso... ho detto la prima parola che mi passava per la testa!&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Caspita, non pensavo che la tua fortuna arrivasse a tanto!&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Scherzo... &amp;egrave; stato zio Paperone a parlarmi di te! Senti Zniga... per caso hai fame?&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Certo! Ma, non per ripetermi, come fai a saperlo?&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Beh, ho appena vinto a una pesca di beneficenza due inviti per un pranzo gratuito nel pi&amp;ugrave; lussuoso dei ristoranti di mio zio... e visto che Paperina &amp;egrave;&amp;nbsp;a Quack Town da Nonna Papera&amp;nbsp;mi sono chiesto: perch&amp;eacute; due? Ora l'ho capito...&amp;quot;&lt;br/&gt;A questo punto interviene Paperoga: &amp;quot;Beh, allora se voi andate al ristorante... io mi autoinviter&amp;ograve; da Paperino! Oggi far&amp;agrave; i suoi famosi &lt;em&gt;muffins&lt;/em&gt; allo sciroppo d'acero... slurp! A dopo!&amp;quot; &lt;br/&gt;Capito lo scroccone? Ecco perch&amp;eacute; non voleva andare in pizzeria! Povero Paperino, non lo invidio...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt; * * *&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dopo un pranzo luculliano a base delle pi&amp;ugrave; famose specialit&amp;agrave; paperopolesi, tratte pari pari dal ricettario di Nonna Papera, ed innaffiate da un ottimo vino che non compare nei fumetti perch&amp;eacute; -&amp;nbsp;mi spiega Gastone -&amp;nbsp;i paperi non possono bere alcolici in pubblico, cosa c'&amp;egrave; di meglio di una bella passeggiate per la citt&amp;agrave;? Siamo ormai nelle immediate vicinanze della Collina Ammazzamotori, e naturalmente metto a perdere il mio nuovo accompagnatore perch&amp;eacute; mi porti a&amp;nbsp;vederla da vicino. Gli ho spiegato del furto dei Bassotti e mi ha risposto di non preoccuparmi e di non separarmi mai da lui: ci penser&amp;agrave; la sua fortuna a farmi ritrovare lo zainetto! E Paperone pu&amp;ograve; aspettare... ha avvertito Paperoga che stanotte dormir&amp;ograve; da lui, e da suo zio ci andremo domani.&lt;br/&gt;Da un lato mi dispiace, perch&amp;eacute; sono impaziente di vedere Paperone, camminare sul tappeto di monete d'oro che ricopre il pavimento del suo ufficio, e vedere com'&amp;egrave; il panorama dalla terrazza del Deposito: deve essere stupendo... per&amp;ograve; sono anche curioso di entrare in casa di Gastone, vedere come vive, e dare un'occhiata alla sua famosa cassaforte...&lt;br/&gt;E dopo aver percorso Cimino Avenue dall'inizio alla fine, passando anche davanti alla casa di Paperino (ma riuscir&amp;ograve; a conoscerlo, prima o poi?), arriviamo finalmente accanto alla staccionata di legno al di l&amp;agrave; della quale il terreno, coperto di erba e cespugli, sale vertiginosamente di colpo fino a un centinaio di metri d'altezza, a dominare come una terrazza tutta la citt&amp;agrave;. Lass&amp;ugrave; c'&amp;egrave; il forziere pi&amp;ugrave; famoso e pi&amp;ugrave; amato del mondo. &amp;Egrave; pi&amp;ugrave; piccolo di come lo si pu&amp;ograve; immaginare, direi al massimo una quarantina di metri d'altezza. O forse &amp;egrave; solo il fatto che si trovi tanto in alto a darmi questa impressione. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img height="357" width="500" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/zniga/0beb771ba92a024401b8a47a4a9eb4dd.jpg" alt="" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Accanto all'unico varco, protetto solo da una sbarra simile a quella dei parcheggi, piccola e ingannevole (chi immaginerebbe che al di l&amp;agrave; ci sono trappole micidiali?) un grosso cartello in legno, sbiadito dal sole ed eroso dalla pioggia, recita a lettere dipinte a mano: &amp;quot;Qui inizia la propriet&amp;agrave; esclusiva di Paperon De' Paperoni. Divieto di accesso assoluto ai non autorizzati. Il proprietario non risponde di eventuali danni al trasgressore. Non siete i benvenuti.&amp;quot; Il cuore inizia a battermi forte. &amp;Egrave; l'ingresso del Deposito di Paperone, quello vero! Quello che ho sognato di vedere per tanti anni... e ora &amp;egrave; lass&amp;ugrave;, cento metri pi&amp;ugrave; in alto, e alla sola idea di dover attendere ancora un giorno per entrarci mi sento male... &lt;br/&gt;Verso la cima della collina, i cespugli si diradano e l'erba oscilla accarezzata dal vento. Poco oltre la staccionata un merlo, ignaro di trovarsi sul terreno di propriet&amp;agrave; di un autentico mito dell'umanit&amp;agrave;, canta la sua canzone appollaiato sul ramo di un arbusto di lampone (forse piantato apposta per avere frutta gratis...), esattamente come farebbe se fosse nel giardino di chiunque altro. Le api ronzano sui fiori del trifoglio rosso. E al di l&amp;agrave; della sbarra, una strada sterrata e stretta, molto pi&amp;ugrave; ripida e sconnessa di come appare nei fumetti (eh, l'asfalto costa...), sale con una serie di tornanti fino alla sommit&amp;agrave;... e tra un tornante e l'altro delle scalette, scavate nel terreno, collegano le curve in una scorciatoia: se Paperone fa tutti i giorni quella strada per risparmiare benzina, lo credo che alla sua et&amp;agrave; ha la tempra che ha!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt; * * *&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Sto camminando verso casa con Gastone, ancora scosso dalla visione del Deposito. Attraversiamo il Tulebug su un altro ponte, molto pi&amp;ugrave; moderno, in cemento, a pi&amp;ugrave; corsie: qui gli argini del fiume sono alti e c'&amp;egrave; gente che pesca. Si vede in lontananza il porto e una grande banchina, che, apprendo dal mio interlocutore, si chiama Cavazzano Quay.&lt;br/&gt;Gastone non &amp;egrave; antipatico, anche se a volte &amp;egrave; un po' pesante: sembra non saper discorrere d'altro che di premi e lotterie. Imparo presto che se mi parla di un posto in cui &amp;egrave; stato in vacanza (sembra abbia girato il mondo) &amp;egrave; meglio non chiedergli come abbia deciso di andare proprio l&amp;igrave;: la risposta &amp;egrave; scontata... E mi racconta di come a volte sia difficile interpretare il ruolo a cui l'hanno destinato nei fumetti.&lt;br/&gt;Sempre vincite, sempre lotterie, milioni di premi di cui in fondo non sa cosa fare... perch&amp;eacute;, mi racconta, ha pensato decine di volte di sfruttare economicamente la suia fortuna, magari rivendere i premi o usarli in qualche modo, ma il ruolo dell'affarista spetta sempre e comunque a Paperone... e se vuole regalarli, deve aspettare un momento in cui nessuno lo sta disegnando, perch&amp;eacute; nei fumetti deve sempre e comunque mostrarsi antipatico... &amp;quot;vedi quello?&amp;quot; mi fa a un certo punto, indicando un portafogli smarrito sul marciapiede, che io non avevo visto per niente &amp;quot;Magari dentro ci sono duemila dollari, ma che lo prendo a fare? Alla fine so che non sar&amp;ograve; mai ricco come mio zio...&amp;quot; Povero Gastone! In fondo non &amp;egrave; diverso da tutti noi... ed &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; simpatico di come lo immaginavo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt; * * *&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dopo una lunga passeggiata arriviamo finalmente alla casa di Gastone, in Barks Drive, e scopro che si tratta della casetta rosa con il giardino pieno di scatole e scatoloni! Come ho fatto a non pensarci prima? Quelli sono tutti i premi che ha vinto, questa non poteva che essere casa sua!&lt;br/&gt;L'interno &amp;egrave; accogliente e ordinato, niente a che vedere con la casa bizzarra di paperoga. C'&amp;egrave; un bellissimo divano verde, quadri astratti appesi alle pareti con figure che sembrano occhi, eleganti porte a vetri e, ovunque, vasi con dei cactus. Non sapevo che fosse appassionato di piante grasse.&lt;br/&gt;&amp;quot;Una cosa per&amp;ograve; non capisco: abbiamo pranzato tardi, &amp;egrave; vero, ed abbiamo fatto una lunga passeggiata, ma non dovrebbe essere ancora tardissimo... com'&amp;egrave; che il sole sta ormai tramontando?&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Beh... guarda lass&amp;ugrave;!&amp;quot; risponde Gastone, indicando il cielo fuori dalla finestra &amp;quot;Cosa dice la scritta?&amp;quot; (quale scritta? Questo qui &amp;egrave; tutto matto... penso guardando in alto...) In effetti in alto a sinistra, in cielo, una scritta dentro un riquadro, che sembra tracciata con l'inchiostro, recita &amp;quot;Molto tempo dopo...&amp;quot; Ma caspita! Allora non le vediamo solo noi lettori quelle scritte! Questa citt&amp;agrave; mi sorprende sempre di pi&amp;ugrave;!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt; * * *&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Dopo una cena a base di Pasta Birilla - Gastone mi racconta di averne vinto un quintale anni fa e di non essere pi&amp;ugrave; riuscito a smaltirlo per colpa di tutti quei pranzi e cene gratis nei ristoranti - Gastone mi mostra il megaschermo al plasma che gli hanno appena recapitato.&lt;br/&gt;&amp;quot;Volevo vedere &lt;em&gt;Linea diretta con la fortuna&lt;/em&gt; su McDuck Channel&amp;quot; mi fa. &amp;quot;Una trasmissione molto popolare qui. Fanno domande ai concorrenti e nel corso della serata telefonano anche a casa di un abbonato e se sa rispondere a una loro domanda vince qualcosa. Sai, questa settimana c'&amp;egrave; in palio un superfrigo De Luxe, e siccome il mio frigo s'&amp;egrave; giusto guastato...&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Capito, capito...&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Beh, se non ti interessa, puoi guardare la replica dell'ultima partita del paperopoli sulla TV in cucina, quella vinta quando ero in vacanza alle Bendive come unico abitante del quartiere a non aver partecipato alla lotteria... oppure sulla TV nel bagno, che mi hanno regalato quando ho ritrovato la collana della contessa McTurkey... o ancora dalla mini-TV nello sgabuzzino che mi hanno recapitato per sbaglio e che...&amp;quot;&lt;br/&gt;&amp;quot;Va bene, Gastone, va bene...&amp;quot;&lt;br/&gt;Il divano di Gastone &amp;egrave; pi&amp;ugrave; comodo di quello di Paperoga e io sono stanco... e &lt;em&gt;Linea diretta con la fortuna&lt;/em&gt; non &amp;egrave; quel che si dice un programma interessante... cos&amp;igrave; piano piano gli occhi mi si chiudono... e la voce del presentatore si trasforma piano piano nella mia mente in una voce pi&amp;ugrave; anziana... che ho gi&amp;agrave; sentito nei cartoni animati... un vecchio papero con le basette alza la sbarra del Deposito e mi invita a entrare, ha srotolato perfino una passiera che arriva fino all'ingresso... non non &amp;egrave; una passiera, &amp;egrave; la lista dei debiti di Paperino... io ci cammino sopra... peccato che sia solo un sogno, ma lo scoprir&amp;ograve; solo domani... buonanotte...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;font face="Comic Sans MS"&gt;I colori rosso e blu della squadra di calcio del Paperopoli si ritrovano in diverse storie, tra cui &lt;em&gt;Paperino e la partita gratuita&lt;/em&gt; di Abramo Barosso / Giuseppe Perego, I TL 463, ottobre 1964. &amp;Egrave; invece mia invenzione l'identificazione del nome inglese della squadra con l'antica denominazione della citt&amp;agrave;, Drakeborough o Drakesbro (vedi anche il secondo disegno della I puntata).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;I particolari relativi all'aspetto esterno della casa di Gastone e al suo quartiere, nonch&amp;eacute; i nomi dei vicini di casa, sono tratti da &lt;em&gt;Gastone e la prova del lavoro&lt;/em&gt; di Carl Barks, pubblicata in Italia su TL 735, agosto 1951.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il ponte sul Tulebug di mattoni con gli alberi e i lampioni blu compare in &lt;em&gt;Sgrizzo, il papero pi&amp;ugrave; balzano del mondo&lt;/em&gt; di Romano Scarpa, I TL 465, ottobre 1964.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'aspetto del quartiere dei negozi, con il distributore della Benz, la pizzeria e il centro commerciale, &amp;egrave; tratto da &lt;em&gt;Una fidanzata per Paperoga&lt;/em&gt; di Nino Russo / Alessandro Barbucci, I TL 2117-A, giugno 1996.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Jos&amp;eacute; Maria Manrique &amp;egrave; menzionato in riferimento al personaggio di Aracu&amp;aacute;n in quanto autore di &lt;em&gt;Donald Duck &amp;ndash; Clown of the Jungle&lt;/em&gt;, D 2000-023, adattamento per l&amp;rsquo;albo speciale scandinavo From All of Us to All of You dell&amp;rsquo;omonimo cortometraggio del 1947.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il riferimento al corso per corrispondenza &amp;quot;Chi trova, prima ha cercato&amp;quot;, che nel racconto Paperoga afferma di aver appena finito di frequentare, rimanda alla sua omonima affermazione riportata in &lt;em&gt;Paperino, Paperoga e il posto sicuro&lt;/em&gt; di Rudy Salvagnini - Lorenzo Pastrovicchio, I TL 2682-2, pubblicata il 24 aprile 2007, cio&amp;egrave; tre giorni prima della mia visita a Paperopoli.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L'interno della casa di Gastone&amp;nbsp;&amp;egrave; descritto come appare in &lt;em&gt;Paperino (&amp;amp; Gastone) e la tele-fortuna&lt;/em&gt; di Staff di If / Massimo De Vita, I TL 1597, luglio 1986; dalla stessa storia sono tratti i riferimenti al programma televisivo Linea diretta con la fortuna e al quintale di pasta Birilla vinta da Gastone.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il ponte sul Tulebug in cemento vicino alla foce, dal quale si vede il porto, compare in &lt;em&gt;Zio Paperone e l'inafferrabile Trizompa&lt;/em&gt; di Rodolfo Cimino / Giorgio Cavazzano, I TL 1775, dicembre 1989.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Mia &amp;egrave; invece l'idea di intitolare strade e piazze di Paperopoli ad autori Disney di varie nazionalit&amp;agrave;. Nell'attribuire i nomi ho cercato di attenermi il pi&amp;ugrave; possibile alle caratteristiche stilistiche di&amp;nbsp;ciascun autore: per cui la strada principale del quartiere in cui i paperi abitano&amp;nbsp;porta il nome di Carl Barks, che per primo&amp;nbsp;ne ha sviluppato i caratteri; il quartiere commerciale tra il Tulebug e la Collina Ammazzamotori, dove abita Paperino e dove si svolgono gran parte delle storie italiane, &amp;egrave; il quartiere italiano;&amp;nbsp;Giorgio Cavazzano, esperto nel delineare paesaggi industriali e portuali, presta il suo nome al principale molo del porto; a Rodolfo Cimino, che spesso coinvolge nelle sue storie sia Paperone che Paperino, &amp;egrave; intitolata la strada che unisce la Collina Ammazzamotori alla casa di quest'ultimo e cos&amp;igrave; via.&lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-837722567945343965?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/837722567945343965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/05/appunti-di-viaggio-2.html#comment-form' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/837722567945343965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/837722567945343965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/05/appunti-di-viaggio-2.html' title='Appunti di viaggio... 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Ma come sempre accade, al progresso tecnologico si affiancano le applicazioni belliche e cos&amp;igrave; da quella che avrebbe dovuto costituire una fonte inesauribile di energia al servizio dell'uomo vengono ricavate potentissime armi di distruzione.&lt;br/&gt;Nell'estate del 2008 il mondo viene sconvolto dalla terza guerra mondiale: aerei da combattimento simili a grossi insetti metallici oscurano il cielo e nel giro di poche ore le nuove bombe magnetiche devastano met&amp;agrave; della superficie terrestre. L'asse di rotazione del pianeta si incrina e i continenti vengono inghiottiti dagli abissi. In seguito alla catastrofe i fortunati superstiti rimangono isolati nelle poche terre emerse e danno inizio a una nuova civilt&amp;agrave; con gli scarsi mezzi rimasti. Comincia cos&amp;igrave; una delle pi&amp;ugrave; belle saghe animate che siano mai state trasmesse sul teleschermo.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan01jb3.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant01co4.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan02nb8.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant02yj8.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan03zj4.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant03fx9.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan04hi0.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant04le9.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan05dk0.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant05db9.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Conan non &amp;egrave; un cartone animato come tutti gli altri. E' una serie che si sviluppa sul filo di una realt&amp;agrave; alternativa a s&amp;eacute; stante, scaturita dalla fervida immaginazione di un autore del calibro di Hayao Miyazaki. Ogni singolo tassello della storia rientra perfettamente all'interno di un mosaico fatto di emozioni concrete. Conan rappresenta lo stadio embrionale di tutte le tematiche care al suo autore, ma allo stesso tempo ne costituisce la massima espressione nell'ambito di una narrazione fluida ed essenziale. Ma Conan &amp;egrave; anche una meravigliosa storia d'amore; &amp;egrave; una fiaba che racconta dell'uomo e delle sue vicende; &amp;egrave; una tela sulla quale &amp;egrave; dipinta l'intera storia dell'umanit&amp;agrave;. Una storia fatta di contrasti, di debolezze, di desideri e di leale amicizia. Uno splendido racconto che nasce sulle rive di un'isola perduta in mezzo all'Oceano, dove Conan vive insieme a suo nonno, unico superstite di un manipolo di sopravvissuti all'olocausto che distrusse il mondo. Una mattina le onde del mare trascinano a terra il corpo di una ragazza vestita di rosso. Il ritrovamento della giovane Lana regala grandi speranze al nonno di Conan: gli fa capire che l'umanit&amp;agrave; non si &amp;egrave; estinta come temeva e che forse all'uomo &amp;egrave; stata concessa una seconda possibilit&amp;agrave;. Lana e Conan legano immediatamente, ma il giorno successivo atterra sulle rive dell'isola uno strano aereo simile a un grosso rapace da cui escono due soldati armati. I nuovi visitatori si rivelano violenti e prepotenti come in tempo di guerra, catturano la ragazza e la portano via nonostante l'estremo tentativo di salvataggio da parte di Conan. Il vecchio, ormai in fin di vita, prega suo nipote di fuggire via dall'isola e di dare un senso alla propria esistenza. Conan seppellisce suo nonno tra le tombe degli altri abitanti dell'isola, si costruisce un solido battello con i pochi strumenti a disposizione e si lancia alla disperata ricerca di Lana.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan06xg7.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant06ck2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan07uv3.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant07jx5.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan08gy1.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant08xo8.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan09nc5.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant09pm7.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan10td0.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant10dd8.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;A partire da quel momento il rapporto tra Lana e Conan costituir&amp;agrave; il filo conduttore dell'intera vicenda. Un rapporto costruito sulla fiducia reciproca e sulla pi&amp;ugrave; sincera dedizione. Non emerge mai nulla di esplicito dall'affetto che nutrono l'uno verso l'altra, eppure Miyazaki riesce a farci percepire, con sapiente maestria e senza mai scadere nel banale, tutta la natura del profondo sentimento che li unisce. Lana &amp;egrave; una ragazza fragile, ma dotata di una solida forza interiore. E' una ragazza che, al di l&amp;agrave; dei momenti di sconforto che attraversano sporadicamente il suo animo, non ha paura di mettere a repentaglio la propria incolumit&amp;agrave; quando &amp;egrave; la vita di Conan ad essere in gioco. In una sequenza memorabile Lana, prigioniera sulla prua di una nave, sente la voce di Conan che in quel momento rischia di annegare in mezzo all'Oceano: si agita, afferra con i denti la corda che la tiene legata fino a strapparla con violenza; corre verso una scialuppa, prende un'accetta e si scaglia con tutte le sue forze contro la leva che avrebbe liberato il battello di salvataggio. E' una scena carica di potenza espressiva in cui le movenze del corpo di Lana riescono ad esprimere tutta l'ansia e la disperazione interiore della ragazza. Un piccolo ma efficace esempio di come l'animazione possa assurgere senza mezzi termini a vera e propria opera d'arte. E la serie di Conan &amp;egrave; letteralmente costellata di episodi simili, perfettamente amalgamati nell'ambito di differenti registri emotivi: basti pensare all'incontro con Gimsy, colui che di l&amp;igrave; a poco diventer&amp;agrave; il migliore amico di Conan. Dopo la difficile fuga dall'Isola Perduta, infatti, il ragazzo approda sulle rive di una terra apparentemente disabitata, durante l'esplorazione della quale viene pedinato da una misteriosa ed inquietante presenza simile a uno spettro. Quando i due si trovano l'uno dinanzi all'altro ha inizio quella che pu&amp;ograve; essere considerata la sequenza pi&amp;ugrave; esilarante di tutta la serie: una sorta di grottesca ed infantile prova di forza tra i due ragazzi, in cui chiunque abbia vissuto la propria adolescenza in condizioni normali non potr&amp;agrave; che rivedersi e immedesimarsi. Con il suo essere buffo, pigro e ingordo Gimsy sar&amp;agrave; capace non solo di smorzare le tensioni che si verranno a creare durante lo svolgimento della trama, ma anche e soprattutto di dare a Conan quel solido appoggio morale di cui in pi&amp;ugrave; di un'occasione avr&amp;agrave; bisogno. Conan e Gimsy diventeranno amici per la pelle e navigheranno insieme alla volta di Indastria, l'isola in cui &amp;egrave; stata condotta Lana.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan11oi4.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant11oy6.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan12th6.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant12oz5.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan13ja4.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant13vh7.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan14np5.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant14mj9.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan15iv1.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant15xh7.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Lo scenario in cui si svolge la serie si alterna tra due distinte realt&amp;agrave;: quella di Indastria e quella di High Harbor. Indastria &amp;egrave; la misteriosa isola da cui a grandi linee traspare quello che doveva essere il progresso tecnologico raggiunto dall'uomo prima del grande olocausto. La sua popolazione &amp;egrave; ancora assoggettata a un regime di tipo autoritario, tipico delle dittature militari. Indastria &amp;egrave; destinata ad andare incontro a una grave crisi di natura energetica. La sola speranza per la sopravvivenza della sua popolazione &amp;egrave; condizionata al ritrovamento di un uomo, il dottor Rao, unico sienziato ancora in vita a conoscere il segreto dell'energia solare. Il dottor Rao, dato per disperso da molto tempo, altri non &amp;egrave; che il nonno di Lana e l'unico modo per riuscire a ritrovarlo &amp;egrave; quello di servirsi con ogni mezzo di sua nipote. Ma sebbene Lana, cos&amp;igrave; come suo nonno, tenga molto alla vita degli abitanti di Indastria, &amp;egrave; anche consapevole del fatto che Lepka, direttore amministrativo della citt&amp;agrave;, desidera ottenere l'energia al solo scopo di far volare di nuovo gli aerei da combattimento ed impadronirsi del mondo una volta per tutte. L'arrivo di Conan e Gimsy a Indastria &amp;egrave; un altro esempio di capolavoro dell'animazione: la nave su cui viaggiano attraversa un breve tratto di mare avvolto dalla nebbia, che non appena si dirada ci mostra uno scenario post bellico freddo e apocalittico sul quale si staglia la triplice Torre solare, alta e imponente come la presunzione dell'uomo. Indastria rappresenta quella fetta di umanit&amp;agrave; che non ha imparato dai propri errori e che, nonostante la terribile catastrofe, non &amp;egrave; stata ancora in grado di placare il suo morboso desiderio di dominio.&lt;br/&gt;High Harbor di contro &amp;egrave; la terra natale di Lana, un'isola felice in cui l'uomo ha ritrovato la sua dimensione in perfetta armonia con la natura. Una terra di allevatori e contadini, dove l'unica fonte di energia a sostegno della produzione industriale &amp;egrave; costituita dal vento. Ma Miyazaki non si limita a delineare sommariamente questi due scenari contrapposti secondo la semplice logica del bene e del male, bens&amp;igrave; ne dipinge con estrema cura i chiaroscuri, rendendoli profondamente realistici nell'ambito di un delicato equilibrio drasticamente compromesso dal conflitto mondiale. L'avidit&amp;agrave; e la sete di potere albergano anche ad High Harbor e portano il nome di Uro, un giovane avido e prepotente che assieme a un assortito gruppetto di manigoldi tenta di ottenere il completo dominio dell'isola. Degno di nota &amp;egrave; l'episodio in cui Conan e Gimsy si addentrano per la prima volta nel territorio di Uro, i cui uomini fanno le ronde notturne a cavallo con tanto di terrificanti maschere indossate col preciso scopo di spaventare i nemici: un divertentissimo inseguimento lungo le intricate valli montane costellate di trappole e trabocchetti che si concluder&amp;agrave; con la cattura dei due intrusi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan16zg2.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant16hg7.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan17pn8.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant17hd2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan18hr0.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant18ur0.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan19jz7.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant19oi0.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan20ry6.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant20jn7.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Indastria e High Harbor. Due realt&amp;agrave; differenti, ma destinate a scontrarsi e a rimettere in discussione ciascuna i propri valori. Indastria, dopo la cattura del Dottor Rao, al fine di assicurarsi la sua preziosa collaborazione tenta di rapire nuovamente Lana occupando l'isola di High Harbor. L'episodio che precede l'invasione &amp;egrave; senza ombra di dubbio il pi&amp;ugrave; riuscito dell'intera serie. Si apre con un sogno fatto da Lana: un delirante incubo che mescola eventi passati a incomprensibili visioni portatrici di sventura nell'immediato futuro. Tutto appare confuso e apparentemente privo di significato. Nel corso dell'episodio il susseguirsi degli eventi ci allontana da quelle immagini raccapriccianti e confuse per poi catapultarci nuovamente al loro interno sul finale, senza che quasi ce ne rendiamo conto. Ogni singolo elemento della visione onirica d'apertura diviene realt&amp;agrave; in un gioco di collegamenti e richiami talmente perfetto e inaspettato da far quasi rabbrividire. Un episodio costruito e ricamato in maniera tanto efficace quanto geniale, grazie al quale Miyazaki riesce a raggiungere la vetta pi&amp;ugrave; alta della sua potente arte narrativa. Ma la tensione emotiva non si esaurisce con la trasposizione sul piano reale delle visioni di Lana. Perch&amp;eacute; magistrale &amp;egrave; anche la battaglia tra i soldati di Indastria e gli uomini di Uro che, per paura di vedersi sottratti alle loro brame di dominio su tutta l'isola, decidono in un primo momento di tendere un agguato agli invasori. L'attacco &amp;egrave; descritto in maniera favolosa: gli uomini di Uro muniti di maschere e lance si scagliano contro i soldati, sbaragliandone le fila e generando il panico tra i nemici, che per riuscire ad avere la meglio si vedono costretti a ricorrere ai cannoni dell'incrociatore. Lo scontro, com'&amp;egrave; facile prevedere, si conclude con la disfatta di High Harbor, ma riuscire ad assoggettare l'isola si riveler&amp;agrave; un'impresa ben pi&amp;ugrave; ardua del previsto. Il dominio di Indastria terminer&amp;agrave; con l'episodio della Grande Onda, l'elemento naturale che interagisce nelle vicende umane al punto da condizionarne l'andamento, talvolta nel bene e talvolta ancora nel male. La forza devastante della natura coinvolge e travolge i personaggi dalla prima all'ultima puntata della serie, mescolando continuamente le carte in tavola e restituendo all'uomo tutto ci&amp;ograve; che di positivo e di negativo ha seminato. E ancora una volta Miyazaki si rivela un fine stratega nel dirigere magistralmente la natura quasi come fosse un'entit&amp;agrave; dotata di ragione e sentimento.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan21wm9.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant21ni4.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan22uc3.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant22aa7.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan23xr4.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant23eb2.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan24jd5.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant24eq7.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan25zm9.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant25az0.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La stessa cura che dedica alla descrizione degli spazi in cui si sviluppa la narrazione, Miyazaki la impiega nel delineare i personaggi della serie, ognuno dei quali ricopre un ruolo perfettamente funzionale alla trama, risultando sempre realistico e credibile nel suo adattarsi di volta in volta all'evolversi delle situazioni. Emblematico &amp;egrave; il caso di Miss Monsley, luogotenente della citt&amp;agrave; di Indastria, nonch&amp;eacute; uno dei due soldati che portano via la giovane Lana dall'Isola Perduta nel primo episodio della serie. Personaggio all'apparenza cinico e spietato quasi quanto Lepka, lascer&amp;agrave; lentamente trasparire una solitudine interiore che affonda le radici nella sua trascorsa infanzia, quando alla tenera et&amp;agrave; di dodici anni si vide strappata all'affetto della sua famiglia a causa di un violento bombardamento aereo. Monsley guida la spedizione ad High Harbor, occupa l'isola e la tiene in pugno sotto il suo vigile e stretto controllo. Ma in una sequenza dolcissima e poetica, dopo aver organizzato tutte le strategie del caso, esce nel cortile dell'abitazione che aveva trasformato in quartier generale, si siede in giardino a riprendere fiato e si incanta di fronte a un cane che passeggia sul prato dinanzi a lei. Un triste ricordo riaffiora allora dal passato di Monsley e porta il nome di Muku, un cane al quale era molto affezionata da bambina, vittima innocente del devastante bombardamento. Monsley ritrova se stessa proprio all'apice del suo cinismo, superato il limite del quale vivr&amp;agrave; una sorta di evoluzione interiore lenta e graduale che consentir&amp;agrave; a Miyazaki di approfondire i sentieri introspettivi percorsi dall'umanit&amp;agrave; a partire dal conflitto mondiale. Nel caso di Monsley la chiave di volta &amp;egrave; rappresentata dall'episodio della Grande Onda, di fronte alla quale abbandona s&amp;egrave; stessa in un turbine di emozioni che in un attimo abbatteranno tutte le sue difese psicologiche come un semplice castello di sabbia. Da un lato il ricordo del maremoto che la travolse insieme a Muku, dall'altro la presa di coscienza del suo essere insignificante di fronte a una cos&amp;igrave; violenta manifestazione di naturale potenza. Ma si tratta solo dell'esempio pi&amp;ugrave; immediato e palese: in Conan ogni singolo personaggio &amp;egrave; inserito nell'ambito di un ruolo essenziale allo svolgimento, che si tratti di Monsley, del capitano Dyce, di Uro, di sua sorella Tera o di un qualunque abitante delle due isole.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan26ga2.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant26yf1.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan27ns7.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant27rh3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan28du4.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant28ib8.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan29wg4.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant29kr3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conan30up9.jpg"&gt;&lt;img alt="Anteprima cliccabile" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/conanant30eq5.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;E non a caso &amp;egrave; proprio l'efficacia della narrazione, tanto a livello espressivo quanto a livello strutturale, a fare di Conan un autentico capolavoro, probabilmente unico nel suo genere. Contrariamente a quanto accade di solito nell'ambito delle serie animate destinate ai palinsesti televisivi, infatti, non &amp;egrave; l'opera ad essere subordinata ai tempi narrativi, bens&amp;igrave; l'esatto contrario. Tempo e spazio sono perfettamente funzionali allo svolgersi degli eventi sia per quanto concerne il singolo episodio, sia per quanto concerne la serie nel suo insieme. Guardando Conan si ha come la sensazione di assistere a un unico film suddiviso in 26 episodi, ognuno dei quali costituisce un'opera perfetta nella sua individualit&amp;agrave; e nel suo essere parte del tutto. E poco importa che l'idea di base sia partita dal semisconosciuto Alexander Key, autore del romanzo &lt;em&gt;The incredible tide&lt;/em&gt;, perch&amp;eacute; il merito di aver preso un semplice racconto per ragazzi e di averlo trasformato in un'opera epica sulle vicende e sui sentimenti umani va ricondotto senza ombra di dubbio al genio e alla fantasia di Hayao Miyazaki. E se davvero amate questo autore non potete assolutamente permettervi di tralasciare questo suo primo indiscutibile gioiello, che io personalmente non posso che considerare la pi&amp;ugrave; bella serie animata di tutti i tempi.&lt;br /&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Scritto da &lt;a title="Visita il sito di Deeproad" href="http://www.deeproad.net/" target="_blank"&gt;Deeproad&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-4457236206715848212?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/4457236206715848212/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/05/conan-il-ragazzo-del-futuro.html#comment-form' title='34 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/4457236206715848212'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/4457236206715848212'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/05/conan-il-ragazzo-del-futuro.html' title='Conan, il ragazzo del futuro'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>34</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-1593622220596916823</id><published>2007-05-08T00:36:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T20:20:35.762+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='fumetti'/><title type='text'>Frank Miller</title><content type='html'>&lt;br/&gt;Disegnatore, inchiostratore, scrittore, sceneggiatore, regista e anche qualche cameo come attore. Un talento dalle mille sfaccettature, Frank Miller di prepotenza si &amp;egrave; guadagnato il titolo di autore di fumetti contemporaneo pi&amp;ugrave; conosciuto al mondo (rivaleggiato solo da Alan Moore), grazie soprattutto alle trasposizioni su pellicola dei suoi lavori, che lo hanno reso popolare anche a gente che di fumetti non sa nulla. Essendo uno che ha sempre subito sfott&amp;ograve; a non finire, a causa della sua passione per gli eroi disegnati, a detta di tutti una passione che si addice pi&amp;ugrave; ai bambini che ad un adulto, il mio primo articolo non poteva riguardare altri che non fossero lui, che ha contribuito come pochi alla rivalutazione del fumetto come forma di arte rivolta ad un pubblico pi&amp;ugrave; maturo. Esaminando i suoi lavori si nota una notevole diversit&amp;agrave;, sia nella tecnica di narrazione, sia nei disegni, adattandosi di volta in volta alla storia che vanno a raccontare, rimangono invece comuni certi aspetti come le ambientazioni noir e il risalto di alcuni valori come l'onore e l'eroismo, nonostante l'ambiguit&amp;agrave; morale degli &amp;quot;eroi&amp;quot;. Prover&amp;ograve; a spendere qualche parola per ognuno dei suoi lavori pi&amp;ugrave; famosi,ossia Daredevil, Batman, Sin City,300 e Ronin&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;ascesa&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Il giovane Frank, da sempre appassionato di fumetti, e deciso a lavorare in questo ambiente nonostante i continui inviti a lasciar perdere del suo mentore Neal Adams, dopo qualche lavoretto qua e l&amp;agrave; viene accolto da Mamma Marvel ed ingaggiato per disegnare i numeri 27 e 28 di Spectacular Spider-man. Proprio in quei numeri far&amp;agrave; l'incontro con un personaggio che cambier&amp;agrave; la vita di entrambi: Daredevil.&lt;br/&gt;&lt;img height="429" align="cssLeft" width="203" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/midknight/daredevilfk1.jpg" alt="" /&gt;Il caso vuole che proprio in quel periodo il disegnatore della testata di Daredevil d&amp;agrave; le dimissioni. Miller, innamorato di questo personaggio, coglie la palla al volo e si offre per il posto che, grazie anche al buon lavoro svolto nei due numeri di Spectacular, alla fine gli viene assegnato. Fino a quel momento Daredevil era un personaggio di serie B, l'Uomo-Ragno dei poveri, con una testata tutta sua ma seguita da pochissimi fan e con pubblicazione bi-mensile. L'arrivo di Miller cambier&amp;agrave; tutto. Usando il suo tocco noir e fondendolo con il mondo supereroistico, trasforma l'eroe in un personaggio dark, cupo, ambiguo e riesce ad ottenere critiche esaltanti, ad attirare sempre pi&amp;ugrave; lettori e a portare alla mensilit&amp;agrave; la cadenza del fumetto. La linea ascendente intrapresa si impenna ulteriormente quando oltre ai disegni, comincia ad occuparsi anche della scrittura. Le influenze orientali si fanno notare, e dalle sue matite nasce Elektra, la letale ninja greca amatissima dal pubblico tanto da avere in seguito in una propria testata (e molte miniserie scritte da lo stesso Miller negli anni a venire) e recentemente un film dedicato a lei. Inoltre prende in prestito Kingpin dalla gamma dei nemici dell&amp;rsquo; Uomo-Ragno e, dandogli un&amp;rsquo;aura di rispettabilit&amp;agrave; e consistenza che mai aveva avuto fino ad ora, lo trasforma nella nemesi di Deredevil. Pochi numeri dopo,da un duro colpo ai lettori decidendo di eliminare Elektra, diventata oramai un personaggio fondamentale nella vita di Matt Murdock. Bullseye la uccide nel peggiore dei modi in una delle mie tavole preferite, trafiggendola con un sai e mascherando alla censura un agghiacciante omicidio-stupro. Quando Miller abbandona la testata, Daredevil svolazza nelle prime posizioni del botteghino fumettistico e, tenendo conto che solo qualche anno prima era prossima alla chiusura &amp;egrave; facile immaginare che Miller era ormai considerato un re Mida del fumetto.&lt;br/&gt;Qualche numero dopo torna per scrivere Born again, una delle migliori storie mai scritte, non solo per questo personaggio, ma nell&amp;rsquo; intero mondo supereroistico, dove si conosce la vita di Matt Murdock (il vero nome di Daredevil) ridotta in frantumi e lui portato sull&amp;rsquo;orlo della follia dalle macchinazioni di un Kingpin pi&amp;ugrave; malvagio che mai. Ad occuparsi del suo eroe preferito torner&amp;agrave; dopo molti anni, scrivendo una miniserie (stavolta non si trover&amp;agrave; lui alle matite) che ridefinisce il background e i dettagli delle sue origini, Daredevil: The man without fear. Usando il suo stile dark, cupo ed introspettivo e concentrandosi su Matt Murdock piuttosto che sul suo alter ego diabolico, sposta le sue origini su un piano totalmente diverso da quello narrato dal suo creatore, Stan Lee.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;La consacrazione&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Il prossimo eroe a beneficiare del tocco d'oro del Re Mida dei fumetti &amp;egrave; Batman. Miller scrive una miniserie di quattro volumi destinata a cambiare radicalmente sia Batman che l'industria dei fumetti in generale, ridirezionandola verso un pubblico pi&amp;ugrave; adulto.Apre un nuovo capitolo nella storia dei fumetti, nel quale il lato pi&amp;ugrave; oscuro dell'umanit&amp;agrave; non viene nascosto, ma evidenziato. Trasforma l'eroe in un antieroe pronto a&lt;img height="324" align="cssRight" width="316" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/midknight/batmanbx3.jpg" alt="" /&gt; tutto, lo immerge nelle solite atmosfere dark da lui tanto amate e gli d&amp;agrave; uno spessore che era andato perso da quando era approdato in Tv con la sua serie piena di &amp;quot;POW!&amp;quot; e &amp;quot;KABOOM!&amp;quot; che ha fatto associare a Batman un'aria scanzonata e comica molto difficile da far dimenticare. Miller ci &amp;egrave; riuscito con un unica miniserie. In Batman: The Dark knight Returns introduce innovazioni sia a livello di tecniche di narrazione, dando un tocco cinematografico alle sue tavole tramite la suddivisione in molti piccoli frame (a volte si ha la sensazione di vedere le immagini al rallenty), sia di contenuti, mischiando abilmente cazzotti, politica e mass media. La storia parla di un Bruce Wayne ormai sulla 50ina, ritirato da 10 anni che decide di reindossare i panni di Batman, per far fronte ad una nuova banda di ragazzi che hanno portato il caos a Gotham City: i Mutanti. Un ruolo fondamentale nella vicenda avr&amp;agrave; anche Superman,ridotto ad un semplice burattino nelle mani del governo che inevitabilmente lo portar&amp;agrave; di fronte ad uno scontro epico con il fuorilegge Batman. La graphic novel raggiunge subito i vertici delle classifiche delle vendite (tanto che 20 anni dalla sua prima pubblicazione viene ancora stampato) ottenendo ovunque critiche esaltanti, e Miller dimostra di essere il Re Mida dei fumetti per la seconda volta.&lt;br/&gt;L'anno dopo la pubblicazione di DKR scrive tre numeri della serie regolare di Batman, una storia con il titolo Batman:Year One dove come per il diavolo rosso (anzi, proprio il contrario visto che Year One &amp;egrave; antecedente a Man without fear) riscrive le origini del pipistrello aggiungendo molti nuovi dettagli, raccontando la storia non solo dal punto di vista di Batman, ma anche del commissario Gordon. I due hanno uno scopo comune anche se percorrono strade diverse, e proprio su questa diversit&amp;agrave; Miller basa il suo racconto, cogliendo l'occasione per fare parallelismi ed analisi psicologica dei due personaggi.&lt;br/&gt;L'ultima accoppiata Miller/Batman &amp;egrave; stata nel seguito di DKR, Batman:The Dark Knight Strikes Back, che non ha ottenuto il successo del originale ma che non posso commentare non avendolo ancora letto (mea culpa).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Omicidi in bianco e nero&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Quando il giovane Frank muoveva i suoi primi passi come disegnatore e mostrava i suoi disegni, nella speranza di essere assunto da qualche casa editrice, puntualmente gli veniva sbattuta la porta davanti, dopo avergli riso in faccia. In seguito a parecchi tentativi falliti, Miller ha capito che la causa del suo fallimento era il tema comune di tutti i suoi disegni: Uomini con impermeabili, cappelli e pistole che guidavano vecchie macchine e f&lt;img align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/midknight/sincityyt0.gif" alt="" /&gt;requentavano bionde donne fatali... Per aver successo nel suo mestiere, deve cos&amp;igrave; imparare a disegnare muscoli e tute aderenti. Anni dopo, artista ormai famoso e in cerca pi&amp;ugrave; di soddisfazioni personali che di vendite stratosferiche, decide che &amp;egrave; giunta l'ora di tornare a fare&amp;nbsp; ci&amp;ograve; che a lui &amp;egrave; sempre piaciuto, ed ecco in poche parole come nasce Sin City. Inizialmente pubblicato nelle pagine di &amp;quot;Dark Horse Presents&amp;quot; ma i personaggi,gli intrecci e le ambientazioni di Basin City sono un mondo a parte che presto si guadagna una testata tutta sua grazie al successo riscosso. Sulla trama penso sia inutile dilungarsi,tutti sanno di che si tratta grazie al film che &amp;egrave; la trasposizione cinematografica pi&amp;ugrave; fedele in assoluto. Per quello che riguarda la tecnica, Miller riesce ad essere di nuovo originale non usando i colori tranne che per evidenziare alcuni particolari. Anche se in realt&amp;agrave; questa scelta &amp;egrave; stata in un certo modo obbligata,visto che Lynn Varley, sua moglie e colorista della maggior parte delle sue opere al momento non era disponibile, ma ci&amp;ograve; non cambia che il risultato &amp;egrave; un notevole impatto visivo ed uno stile unico. Il chiaroscuro riesce a rendere alla perfezione le ambientazioni hard-boiled e i giochi di ombre e luci che le matite di Miller abilmente creano rendono Sin City inconfondibile ed unico. Al contrario di DKR, ora la struttura narrativa tende ad allontanarsi il pi&amp;ugrave; possibile dal cinema, ora il linguaggio usato &amp;egrave; strettamente fumettistico. Il suo lavoro gli frutter&amp;agrave; numerosi premi e riconoscimenti oltre che il successo al botteghino, Sin City ormai non &amp;egrave; solo un desiderio represso del suo creatore ma una serie cult nonch&amp;egrave; un esperimento perfettamente riuscito.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Alla ricerca dell'eroe&lt;/strong&gt;&lt;img align="cssRight" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/midknight/3002qt4.jpg" alt="" /&gt;&lt;br/&gt;Una costante in tutte le opere di Miller &amp;egrave; l'approfondimento del concetto dell&amp;rsquo; &amp;quot;eroe&amp;quot;, e delle azioni necessarie per essere considerato tale.Il suo modo di intendere cosa realmente sia un eroe &amp;egrave; radicalmente cambiato quando da piccolo vede il film &amp;quot;The 300 Spartans&amp;quot; (L'eroe di Sparta in italiano) e rimane profondamente colpito dal sacrificio di re Leonida e i suoi 300 soldati. Molti anni dopo decide di creare una sua versione della battaglia delle Termopili sfornando un altro dei suoi capolavori. Di nuovo la narrazione &amp;egrave; completamente diversa da tutti i suoi lavori passati, con il susseguirsi di una splash page dopo l'altra, ci si allontana ancora di pi&amp;ugrave; dalla tecnica &amp;quot;cinematografica&amp;quot; usata in Batman. I disegni sono essenziali, laconici, duri, proprio come i soggetti che descrivono. Non sono belli, ma a Miller non interessa, vuole che suscitino emozioni, vuole si fondino in una cosa unica&amp;nbsp; con la storia che raccontano. Stesso discorso per i dialoghi, essenziali, gli spartani d'altronde non erano famosi per la loro loquacit&amp;agrave;. I protagonisti di tutti i lavori di Miller hanno il comune denominatore di essere dogmatici, disposti a tutto per mantenere la loro integrit&amp;agrave; morale, credono in qualcosa e sono disposti a sacrificarsi piuttosto che rinnegarlo. Sotto questa luce Re Leonida non &amp;egrave; molto diverso da Batman e da Daredevil. Miller &amp;egrave; stato accusato di essere fascista per questo suo lavoro, e probabilmente non sono accuse infondate, visto anche il contenuto di alcune interviste, ma tutto ci&amp;ograve; poco ha a che fare con la bellezza della sua arte.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Quando il katana incontra il microchip&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/midknight/roninhi8.jpg" alt="" /&gt;La parola &amp;quot;Samurai&amp;quot; deriva dal giapponese &amp;quot;samorau&amp;quot; che significa esattamente &amp;quot;servire&amp;quot;. I samurai erano servi. Quando i loro signori morivano o cadevano in disgrazia i samurai, rimasti senza padrone, venivano chiamati Ronin. Ed &amp;egrave; proprio la storia di un Ronin che Miller ci racconta, nella sua omonima graphic novel. Un Ronin che in cerca di vendetta dal demone che ha ucciso il suo maestro rinascer&amp;agrave; per combattere la sua guerra personale nel futuro, tra protesi cibernetiche, intelligenze artificiali e multinazionali onnipotenti. Indiscutibilmente l'opera milleriana pi&amp;ugrave; influenzata dai manga e dalla cultura orientale. Non a caso anche qui abbiamo a che fare con un eroe determinato, duro e oscuro, anche se la storia diventa molto pi&amp;ugrave; complessa andando avanti. La scelta del Ronin come personaggio principale non pu&amp;ograve; essere casuale, vista l'importanza che d&amp;agrave; Miller all&amp;rsquo; onore e al ruolo fondamentale che gli antichi giapponesi gli attribuivano nella loro cultura. I disegni sono formati da una miriade di graffi delle matite di Miller, che compongono immagini sporche e confuse, proprio come il mondo in cui l'eroe si risveglia. Ronin &amp;egrave; il lavoro meno conosciuto di Miller (anche se la produzione di una pellicola cinematografica &amp;egrave; gi&amp;agrave; in atto) ma ci&amp;ograve; non significa che non sia dotato di un&amp;rsquo; anima propria e non sia altrettanto importante nella storia recente del fumetto, riuscendo in un' operazione tutt&amp;rsquo;altro che facile, amalgamare tanti stili diversi in un unico prodotto. Pubblicato nel 1983 non ottenne buone vendite nonostante le ottime critiche, ovviamente dopo l'enorme successo di Dark Knight Returns la DC colse la palla al balzo e ripubblic&amp;ograve; l'intera miniserie raccolta in un libro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-1593622220596916823?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/1593622220596916823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/05/frank-miller.html#comment-form' title='12 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/1593622220596916823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/1593622220596916823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/05/frank-miller.html' title='Frank Miller'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>12</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-1673521090613372070</id><published>2007-04-27T14:09:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T20:18:09.845+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disney'/><title type='text'>Appunti di viaggio... (1)</title><content type='html'>&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;26 aprile 2007. Primo giorno.&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;ldquo;&lt;em&gt;Guarda, nonno! Un papero!&lt;/em&gt;&amp;rdquo; strilla eccitatissimo un bimbo seduto non distante da me, l&amp;rsquo;indice teso verso l&amp;rsquo;obl&amp;ograve;, nell&amp;rsquo;altra mano il binocolo. Al di l&amp;agrave; del vetro, in basso, un tappeto di casette multicolori scorre, ormai a poca distanza, sotto la pancia del rosso aeroplano della Mc Duck Airlines che si &amp;egrave; staccato quindici ore fa dalla pista di Madrid, per portarmi a fare conoscenza con la citt&amp;agrave; pi&amp;ugrave; affascinante e bizzarra d&amp;rsquo;America.&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;ldquo;&lt;em&gt;Ce ne saranno tanti, vedrai...&lt;/em&gt;&amp;rdquo; fa il nonno, sorridendo. In effetti, di paperi &amp;egrave; pieno il velivolo: paperi distinti di mezza et&amp;agrave; in giacca e cravatta, oppure paperotti in jeans e T &amp;ndash; shirt, identici a quelli conosciuti sulle pagine dei fumetti, che tornano a casa dagli angoli pi&amp;ugrave; disparati del pianeta. Ma vederne uno da quass&amp;ugrave; nel suo &amp;ldquo;ambiente naturale&amp;rdquo; fa tutto un altro effetto. E il mio occhio, man mano che ci abbassiamo, inizia a cogliere sempre pi&amp;ugrave; particolari nella variopinta distesa di villette che scivola sotto di me: auto dalle forme tondeggianti dipinte a colori vivacissimi, alberi di pino e abete accanto alle case che sarebbero perfetti per Cip e Ciop, rosse cassette della posta tutte uguali, di fianco ai cancelletti dei giardini...&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; E dopo quindici ore trascorse inseguendo il sole sull&amp;rsquo;Atlantico, il breve scalo a New York e la traversata coast-to-coast degli States, siamo arrivati, finalmente. Quasi non ci credo. L&amp;rsquo;orologio segna le tre del mattino, ma qui sono le 19, il sole &amp;egrave; ancora alto.&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;ldquo;&lt;em&gt;Laggi&amp;ugrave;&lt;/em&gt;!&amp;rdquo; fa uno &amp;ldquo;&lt;em&gt;Sulla collina!&lt;/em&gt;&amp;rdquo; E tutti i miei occasionali compagni di viaggio incollano il naso all&amp;rsquo;obl&amp;ograve;, sbigottiti, mentre sotto i nostri occhi si apre l&amp;rsquo;ampia valle del fiume Tulebug, che scorre pigro verso il Pacifico immenso. &amp;Egrave; solo un attimo, il tempo di sospirare di meraviglia, e il profilo inconfondibile della Killmule Hill scompare dietro un&amp;rsquo;altra collina, e anche il mare non si vede pi&amp;ugrave;. Appena il tempo di rendermi conto che l&amp;rsquo;ho vista, che allora esiste davvero.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img height="396" width="500" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/zniga/03d029fbea1592fc8917eb8434e10d02.jpg" alt="" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;strong&gt;In a few minutes, we will land in quack cape airport, Duckburg, Calisota. Weather is fine and temperature is 22.0 &amp;deg;c. Please keep your belts fastened.&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Cos&amp;igrave; gracchia metallico l&amp;rsquo;altoparlante, con un fortissimo accento del sud-ovest, esasperato, se possibile, dalla risonanza nasale e paperesca della voce dello steward. Intanto ci siamo abbassati ancora, l&amp;rsquo;aereo si inclina descrivendo un&amp;rsquo;ampia curva, e non ci sono pi&amp;ugrave; case ma solo campi, trenta metri pi&amp;ugrave; in basso&amp;hellip; anzi venti... dieci... cinque... &lt;font face="Comic Sans MS" size="2"&gt;&lt;strong&gt;BOING!&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;font size="2"&gt; &lt;/font&gt;&amp;lsquo;cipicchia che botta! &lt;font face="Comic Sans MS" size="2"&gt;&lt;strong&gt;RI-BOING!&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt; Ma allora &amp;egrave; vero! Non sono i disegnatori che esagerano, qui gli aerei rimbalzano realmente sulla pista come fossero palle di gomma! Vuoi vedere che anche le auto, quando vanno veloci, viaggiano con tutte e quattro le ruote staccate dalla strada?&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Mentre l&amp;rsquo;aereo si ferma e io rinuncio a cercare di ripiegare la mia carta&amp;ndash;lenzuolo della citt&amp;agrave; (sulla quale, ho appena realizzato, mancano i nomi di un sacco di strade) cacciandola tutta accartocciata nello zainetto, affianchiamo un altro jet, nero e rosso, dalle forme aerodinamiche e ultramoderne. &amp;Egrave; l&amp;rsquo;aeroplano della Rockerlines, partito insieme al mio da Madrid e arrivato gi&amp;agrave; da un&amp;rsquo;ora buona (qui quel poco che non &amp;egrave; di Paperone &amp;egrave; di Rockerduck, devo mettermelo in testa). Al suo confronto, il velivolo su cui ho viaggiato sembra un residuato della prima guerra mondiale. E vista la compagnia cui appartiene, non mi stupirei se lo fosse veramente.&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;br/&gt;* * *&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;Egrave; passata un&amp;rsquo;ora. Il sole sta per tramontare a Paperopoli e si accendono i lampioni, mentre il bus attraversa di corsa le strade deserte in direzione dell&amp;rsquo;autostazione, che secondo la carta ormai tutta stropicciata che ho in mano dovrebbe trovarsi nella zona est della citt&amp;agrave;, abbastanza vicino ai confini orientali del Coot Park, il grande parco comunale che si vede in tutte le storie.&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Sfilano ai lati capannoni pieni di crepe, magazzini al piano terra privi d&amp;rsquo;insegna con le saracinesche abbassate. Un cartellone pubblicitario, dall&amp;rsquo;aria un po&amp;rsquo; datata, decanta i pregi di un certo Woodland Hotel, che sembra una baita di montagna (ma dove l&amp;rsquo;ho gi&amp;agrave; sentito?), mentre su di un muro che un tempo doveva essere bianco, un&amp;rsquo;enorme scritta blu fatta con lo spray propone una similitudine tra la squadra locale del Pepper (anche questa non mi &amp;egrave; nuova) e un rifiuto organico. E inizio con stupore a rendermi conto di come questa citt&amp;agrave; sembri piccola se la vedi disegnata e di come sia in realt&amp;agrave; tentacolare e immensa.&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Siamo in una zona industriale, si direbbe. Oltrepassiamo quella che pare una grossa fabbrica dai muri giallastri, le finestre a nastro e tre alte ciminiere fumanti, contrassegnata con l&amp;rsquo;inconfondibile marchio del dollaro. Man mano che procediamo, compaiono i primi negozi. Una drogheria che sorge in un minuscolo edificio rosa, con una tenda verde sopra l&amp;rsquo;ingresso, altre botteghe man mano che ci si avvicina al centro. Ma anche edifici in rovina, per met&amp;agrave; scrostati, con i mattoni in vista. Un orrendo palazzotto giallo con l&amp;rsquo;intonaco che cade a pezzi, a un crocicchio, con una grande vetrata sporca al piano terra e la porta aperta, evidentemente abbandonato, potrebbe essere un nascondiglio ideale per la Banda Bassotti (a proposito... chiss&amp;agrave; se incontrer&amp;ograve; i Bassotti!).&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Ma dove sar&amp;agrave; tutta la gente? Sembra che questo quartiere sia deserto. Dove sar&amp;agrave; la folla che si vede sempre nei fumetti, mi chiedo. E mi chiedo anche perch&amp;eacute; mai Paperon de&amp;rsquo; Paperoni mi abbia mandato a chiamare e mi ospiti qui a sue spese. Cosa pu&amp;ograve; volere il papero pi&amp;ugrave; ricco del mondo da un illustre sconosciuto come me?&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; E soprattutto, chi sar&amp;agrave; il misterioso &amp;ldquo;accompagnatore&amp;rdquo; da lui mandato a ricevermi all&amp;rsquo;autostazione, che stanotte mi ospiter&amp;agrave; a casa sua? Come vorrei che fosse Paperino! Chiss&amp;agrave; se potr&amp;ograve; conoscerlo...&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Mentre mi arrovello su queste domande, ecco che fuori dai finestrini quel quartiere fatiscente &amp;egrave; scomparso... ora siamo in una zona pi&amp;ugrave; elegante e piena di alberi... direi che siamo in periferia e dovrebbe essere il quartiere sportivo. Ad un certo punto, lungo una curva, passiamo accanto a un lunghissimo e imponente edificio rosso e grigio, con una scalinata monumentale d&amp;rsquo;accesso e un filare di pini che corre lungo tutta la facciata. Una costruzione maestosa e interminabile, che, stranamente, non &amp;egrave; illuminata da nemmeno una luce... per&amp;ograve; anche questa ho l&amp;rsquo;impressione di averla gi&amp;agrave; vista... quartiere sportivo... mumble... &lt;em&gt;quartiere sportivo&lt;/em&gt;... Ma certo! &amp;Egrave; la Polisportiva De&amp;rsquo; Paperoni! Ecco perch&amp;eacute; &amp;egrave; tutta buia... neanche i soldi per l&amp;rsquo;illuminazione vuole spendere, quello spilorcio!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;* * *&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;Questa di Paperopoli &amp;egrave; l&amp;rsquo;autostazione pi&amp;ugrave; grande che abbia mai visto finora, penso mentre attraverso il grande atrio, insieme ai miei numerosi compagni di viaggio carichi di zaini che qui, come per magia, sono diventati improvvisamente molto pi&amp;ugrave; gonfi, buffi e colorati. L&amp;rsquo;aria ha un odore particolare, mai sentito, come di carta e d&amp;rsquo;inchiostro. Ma mi piace. Girare per una citt&amp;agrave; dei fumetti sta cominciando a piacermi, ad ogni angolo c&amp;rsquo;&amp;egrave; una sorpresa...&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; E intanto esco sul vasto piazzale davanti alla stazione e mi guardo intorno. C&amp;rsquo;&amp;egrave; pieno di taxi in sosta, dalle forme soffici e tondeggianti, rossi con i parafanghi blu e un disegno a scacchiera sulla fiancata. In ognuno c&amp;rsquo;&amp;egrave; un autista vestito di blu, con un cappello simile a quello dei poliziotti e il nero, tondo, buffissimo naso che caratterizza tutti gli abitanti senza il becco di questa citt&amp;agrave;. Una piazza senza nome, tanto per cambiare. La cerco sulla mia cartina tutta spiegazzata: &amp;egrave; segnata, ma di un nome nemmeno l&amp;rsquo;ombra. Non appena trovo una libreria mi compro una cartina della citt&amp;agrave; fatta bene, altro che! Ce ne fossero, per&amp;ograve;... in questo quartiere, ancora abbastanza periferico, sembra tutto chiuso.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img height="313" width="500" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/zniga/bc32939d4ed691caa6e617a2b5e57cd2.jpg" alt="" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Giro l&amp;rsquo;angolo: dietro l&amp;rsquo;edificio dovrei trovare il mio accompagnatore di oggi ad aspettarmi. E in effetti, accanto a un muro scrostato pieno di scritte (una delle quali, piuttosto sgrammaticata, recita &lt;em&gt;De&amp;rsquo; Paperoni ladro&lt;/em&gt;: tutto il mondo &amp;egrave; paese, penso), un giovane, magrissimo papero dai lunghi capelli spettinati sorseggia una birra, appoggiato a uno scooter sgangherato, buffissimo. Non mi aspettavo certo che Paperone mi mandasse a prendere in limousine, ma viaggiare su quel coso mi sembra degno di un aspirante suicida...&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Intanto il mio accompagnatore si stacca dallo scooter e si avvicina. Indossa una larga felpa con la scritta &lt;em&gt;Duck Power&lt;/em&gt; e un cappello di lana... &lt;em&gt;un cappello di lana.&lt;/em&gt;.. &amp;ldquo;Fethry! Fethry, oh dear! How do you do!&amp;rdquo; mi esce, senza che abbia pensato minimamente di dirlo. &amp;ldquo;Mr. Zniga, I suppose?&amp;rdquo; fa lui. &amp;ldquo;I&amp;rsquo;m Fethry. Pia...cere... How do you say in Italian?&amp;rdquo; (per comodit&amp;agrave; d&amp;rsquo;ora in poi tradurr&amp;ograve; tutte le conversazioni in italiano). &amp;ldquo;Lo zione mi ha detto tutto di te! Hai viaggiato su uno dei suoi rottami, vero?&amp;rdquo; Ha un accento identico a quello dello steward sull&amp;rsquo;aereo. Non te lo immagineresti leggendo i fumetti. &amp;ldquo;Scusa se non ho altro che &amp;lsquo;sto rottame per venirti a prendere... ti offrirei qualcosa ma... a proposito... vuoi un sorso di birra? Non &amp;egrave; la Mc Duck, quella secondo me fa schifo... &amp;egrave; una birra ecosolidale che costa niente. La fanno in Brasile, dalle parti di Dinamite Bla... anzi, credo la produca proprio lui...&amp;rdquo;&amp;nbsp; Ma daiii! Una birra prodotta da Dinamite Bla! &amp;ldquo;Certo che la voglio! Grazie mille! Non per scroccare, eh... che poi non dite che noi genovesi siamo tutti uguali...&amp;rdquo; &amp;ldquo;Ah! Genovese? Andrai d&amp;rsquo;accordo con lo zione, allora! Dai, salta su, che ti porto a casa mia!&amp;rdquo;&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Wow, a casa di Paperoga, non riesco a crederci! Caro Paperoga, non si smentisce mai, penso mentre salgo titubante dietro di lui sullo scooter. &amp;ldquo;Tieniti forte!&amp;rdquo; E ancora non ha finito di dirlo che gi&amp;agrave; sfreccia a razzo sull&amp;rsquo;asfalto. Come nei cartoni animati, ho l&amp;rsquo;impressione di restare un attimo sospeso nel vuoto prima che il mio corpo segua il movimento del bizzarro mezzo. &amp;ldquo;Frena!&amp;rdquo; urlo &amp;ldquo;Vuoi che ci ammazziamo entrambi?&amp;rdquo; Ma lui, zigzagando tra strane automobili e autobus strapieni con la sicurezza di un campione di slalom, &amp;ldquo;Tranquillo!&amp;rdquo; risponde urlando, per coprire il rumore del traffico che ora &amp;egrave; pi&amp;ugrave; intenso &amp;ldquo;Qui, anche se cadessi dal tetto del Deposito, al massimo finiresti all&amp;rsquo;ospedale tutto fasciato da capo a piedi come una mummia, e due vignette dopo saresti pi&amp;ugrave; sano e vitale di prima...&amp;rdquo; Sar&amp;agrave;, ma non sono tranquillo lo stesso.&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Dopo tre o quattro minuti di corsa folle e dopo aver evitato per un pelo un enorme camion pieno di terra di un certo Timothy Diesel &amp;ndash; mi sono visto la scritta a venti centimetri dalla faccia &amp;ndash; attraversiamo una zona con edifici pi&amp;ugrave; alti e dall&amp;rsquo;aspetto pi&amp;ugrave; monumentale. Sembrerebbe una zona commerciale. Non ho bene idea di dove siamo... ma penso che anche i nomi di questa parte della citt&amp;agrave; non siano segnati, sulla mia carta. Per&amp;ograve; comincio finalmente ad ambientarmi. Sbirciando tra i palazzi ai lati del viale che sto percorrendo vedo del verde: quello deve essere il famoso parco. Stiamo viaggiando verso sud, tra non molto dovremmo attraversare il fiume. Eccolo infatti: il Tulebug, che non si vede praticamente mai nei fumetti, ma c&amp;rsquo;&amp;egrave;. E al di l&amp;agrave; il terreno si gonfia e si articola in mille collinette tutte coperte di piccole case colorate, quelle che ho gi&amp;agrave; visto dall&amp;rsquo;alto, dall&amp;rsquo;aereo, e che si vedono in tutti i fumetti. Colori vivaci, che sarebbero orribili in ogni altra citt&amp;agrave;, mentre qui si armonizzano a meraviglia con l&amp;rsquo;ambiente. E gente qui ce n&amp;rsquo;&amp;egrave;, per le strade, uomini dal naso nero che portano a spasso cani simili a Pluto, oppure strani personaggi col becco a punta che leggono il &lt;em&gt;Papersera &lt;/em&gt;sulla sdraio, con la lampada accesa. Ormai &amp;egrave; praticamente buio.&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Anche Paperoga ha rallentato e dopo un po&amp;rsquo; si ferma in prossimit&amp;agrave; di una casetta, una casa che non ricordo di non aver mai visto nei fumetti. Appena sceso dallo scooter guardo verso nord, per vedere se riesco a scorgere da lontano la collina di Paperone. Credevo si vedesse da ogni punto della citt&amp;agrave;, invece non &amp;egrave; cos&amp;igrave;. Da qui per esempio non si vede: la vista si apre verso nord-est, in direzione della periferia e del quartiere industriale che abbiamo appena attraversato. &amp;ldquo;Cos&amp;rsquo;&amp;egrave;?&amp;rdquo; chiedo meravigliato, indicando una sorta di pinnacolo roccioso, lontanissimo, con una strana costruzione in cima... che mi pare abbia un aspetto vagamente familiare, anche se non ricordo bene dove l&amp;rsquo;ho gi&amp;agrave; vista. &amp;ldquo;Quella casa in cima alla roccia, dici?&amp;rdquo; fa lui mentre prova le mille chiavi del mazzo che ha in mano cercando quella giusta per aprire casa &amp;ldquo;Ci abitava un tizio, una volta... uno veramente furioso!&amp;rdquo; (per dirlo lui, furioso doveva esserlo davvero!).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;* * *&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; L&amp;rsquo;interno della casa &amp;egrave; indescrivibile. Pareti dipinte a colori vivaci, poster di cantanti sconosciuti e di rivoluzionari di paesi dai nomi improbabili, il simbolo della pace e i colori della Giamaica dappertutto, e perfino, in un angolo, un grosso narghil&amp;egrave; che ha l&amp;rsquo;aria di esser stato usato da non molto. Nell&amp;rsquo;aria un odore dolce e inconfondibile. &amp;ldquo;Paperoga!&amp;rdquo; mi stupisco &amp;ldquo;Ma &amp;egrave; proprio casa tua? Non &amp;egrave; mai stata cos&amp;igrave;!&amp;rdquo; &amp;ldquo;Non dirmelo!&amp;rdquo; fa lui &amp;ldquo;Non immagini lo sbattimento, pulire e far sparire tutto ogni volta che devono disegnare l&amp;rsquo;interno di casa mia! Sono politicamente scorretto, dicono, capisci? Comunque mettiti comodo, intanto!&amp;rdquo; Non me lo faccio ripetere e mi sdraio sul divano (non dormo da un giorno intero!) mentre il caro Paperoga fa partire lo stereo a palla, giusto per conciliare il sonno...&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;em&gt;Woooah! The sun rises / Over pear treeees...&lt;/em&gt; gridano due voci che sembrano Simon &amp;amp; Garfunkel, su una base squisitamente anni Settanta. Ma questa canzone proprio non l&amp;rsquo;ho mai sentita. &amp;ldquo;Cos&amp;rsquo;&amp;egrave;, un inedito di Simon &amp;amp; Garfunkel?&amp;rdquo; chiedo distrattamente, mentre gi&amp;agrave; le palpebre mi si chiudono. &amp;ldquo;No&amp;rdquo; fa lui mostrandomi due tizi sulla copertina di un disco. &amp;ldquo;Sono loro! Se vuoi te lo duplico, sono fortissimi!&amp;rdquo; (Switt e Hatis! Ma certo! Quelli che costrinsero Paperone a finanziargli un tour in giro per il mondo in quella storia del...)&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;ldquo;Ehi Zniga! Vuoi un t&amp;egrave;?&amp;rdquo; &amp;egrave; l&amp;rsquo;ultima frase che sento (ma quanto &amp;egrave; comodo questo divano!), mentre gi&amp;agrave; dietro i miei occhi chiusi iniziano a scorrere le immagini di questa giornata indimenticabile, le villette dall&amp;rsquo;alto, l&amp;rsquo;autostazione, e piano piano le voci di Switt e Hatis, i colori della Giamaica e l&amp;rsquo;odore dolciastro che permea la casa di Paperoga si fondono piano piano nella nebbia sempre pi&amp;ugrave; scura e crescente di un sonno ristoratore... avrei mille cose da chiedere, tipo perch&amp;eacute; non ci sono i nomi delle strade sulla mia carta, tipo come si chiama questa via dove siamo, tipo se domani andremo al Deposito... ma c'&amp;egrave; tempo, si sta cos&amp;igrave; bene qui... &amp;ldquo;Buonanotte Paperoga...&amp;rdquo; Buonanotte Paperopoli...&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;Note&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;font face="Comic Sans MS"&gt;L&amp;rsquo;aspetto generale del territorio di Paperopoli, il nome del fiume e l&amp;rsquo;aspetto della Killmule Hill, cos&amp;igrave; come la presenza dell&amp;rsquo;isolotto al centro della baia, sono tratti dalle opere di Carl Barks e Don Rosa, nelle quali questi elementi si ripetono costantemente.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il Woodland Hotel compare in &lt;em&gt;Paperino dinosauro dilettante&lt;/em&gt; di Sisto Nigro / Federico Mancuso, I P 316, ottobre 2006&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il riferimento alla squadra locale del Pepper si trova in &lt;em&gt;Paperinik e il tifoso criminoso&lt;/em&gt; di Giorgio Pezzin /Guido Scala, I TL 1734 &amp;ndash; A, febbraio 1989&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;I particolari riguardanti il quartiere industriale sono tratti prevalentemente da &lt;em&gt;Paperino e il croccante al diamante&lt;/em&gt; di Giorgio Pezzin / Giorgio Cavazzano, I TL 1108, febbraio 1977; dalla stessa storia &amp;egrave; tratto il riferimento a Timothy Diesel e alla sua attivit&amp;agrave; di trasporto terra, nonch&amp;eacute; alla bizzarra costruzione che sorge in cima al pinnacolo roccioso. L&amp;rsquo;ubicazione del pinnacolo nei pressi del quartiere industriale, alla periferia orientale della citt&amp;agrave;, &amp;egrave; dedotta dal fatto che Paperino e Paperoga nella storia citata impiegano pochi minuti a piedi a raggiungere il pinnacolo dalla sede del grossista di dolciumi ed ex gangster Gian Duiott (che &amp;egrave; l&amp;rsquo;edificio in abbandono menzionato nel racconto).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;L&amp;rsquo;aspetto della Polisportiva De&amp;rsquo; Paperoni &amp;egrave; tratto da &lt;em&gt;Zio Paperone e il calcio a buon mercato&lt;/em&gt; di Riccardo Secchi / Giorgio Cavazzano, I TL 2443&amp;ndash;1, settembre 2002&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;La livrea dei taxi di Paperopoli e la divisa dei tassisti sono quelli che compaiono in &lt;em&gt;Sgrizzo, il papero pi&amp;ugrave; balzano del mondo&lt;/em&gt; di Romano Scarpa, I TL 465, ottobre 1964&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Il riferimento alla canzone &lt;em&gt;Sun&amp;amp;Pears&lt;/em&gt; e al duo Switt &amp;ndash; Hatis &amp;egrave; tratto da &lt;em&gt;Zio Paperone e il duo singolare&lt;/em&gt; di Giorgio Figus / Valerio Held, I TL 1845 &amp;ndash; C, aprile 1991, dove la canzone &amp;egrave; menzionata con il titolo &lt;em&gt;Il sole e le pere&lt;/em&gt;.&lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-1673521090613372070?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/1673521090613372070/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/04/appunti-di-viaggio-1.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/1673521090613372070'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/1673521090613372070'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/04/appunti-di-viaggio-1.html' title='Appunti di viaggio... (1)'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-6516306086106928607</id><published>2007-04-16T17:41:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T20:25:18.734+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giappone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='anime'/><title type='text'>Ranma ½: i luoghi</title><content type='html'>Il mio occhio di lettrice di manga giapponesi &amp;egrave; spesso e volentieri attratto dai luoghi nei quali i vari personaggi si muovono ed interagiscono fra loro; manifestando, inoltre, un grande interesse per la cultura nipponica e mettendo Tokyo fra le prime citt&amp;agrave; estere che mi piacerebbe visitare, non posso fare a meno di apprezzare la ricchezza di particolari con cui alcuni mangaka realizzano le proprie tavole. &lt;img height="100" width="100" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="Rumiko Takahashi" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/rumiko100.gif" /&gt;Un merito particolare in questo senso va a Rumiko Takahashi , donna minuta ed occhialuta classe &amp;lsquo;57, della quale sono conosciuti ed amati&amp;nbsp;molti personaggi: da Lam&amp;ugrave;, la ragazza dello spazio dal costumino tigrato (&amp;nbsp;da &amp;ldquo;&lt;em&gt;Urusei Yatsura&lt;/em&gt;&amp;rdquo; ) per la quale ho avuto una sorta di venerazione durante l&amp;rsquo;infanzia, a&amp;nbsp;Godai, timido ed impacciato ventenne con un debole per la dolcissima vedova Kyoko Otonashi (da &amp;ldquo;&lt;em&gt;Maison Ikkoku&lt;/em&gt;&amp;rdquo;), fino all&amp;rsquo;ultimo semi-demone dalle fattezze canine Inuyasha (dal manga omonimo). &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia//2000404396141226893_rs.jpg"&gt;&lt;img height="212" width="280" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" alt="I personaggi di Ranma ½ usciti dalla mia matita! ^^ (clicca per ingrandire)" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2000404396141226893_rs.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;Fra tutti, per&amp;ograve;, ho apprezzato in modo particolare Ranma &amp;frac12; ( &amp;ldquo;&lt;em&gt;Ranma nibun no ichi&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, letteralmente &amp;quot;&lt;em&gt;Ranma uno-di-due&lt;/em&gt;&amp;quot;), concepito prima come manga e successivamente come anime e oav&lt;a href="post/11799541/#ranma1"&gt;&lt;sup&gt;[1]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;. In questo&amp;nbsp;prodotto della Takahashi&amp;nbsp;si pu&amp;ograve; assistere ad un continuo incontro/scontro fra&amp;nbsp;la cultura giapponese e quella cinese, attraverso costumi tradizionali e piatti tipici, abitudini familiari e regole scolastiche, il tutto correlato da azioni, talvolta assurde,&amp;nbsp;caratterizzate da un'irrinunciabile impronta umoristica pronta a sdrammatizzare momenti di imbarazzo e&amp;nbsp;situazioni poco allegre. Vi propongo, allora, un viaggio virtuale del Giappone e della Cina di Ranma &amp;frac12;. , attraverso la descrizione dei luoghi principali dove&amp;nbsp;si sviluppa la storia.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;IL GIAPPONE&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;Tokyo &amp;egrave; il background preferito dei mangaka giapponesi, in quanto &amp;egrave; una citt&amp;agrave; in continua evoluzione; in essa,&amp;nbsp;la vecchia tradizione di kimoni e templi Edo si fonde con l&amp;rsquo;iper tecnologia del ponte dell&amp;rsquo;Arcobaleno e delle innumerevoli stazioni presenti nei 23 quartieri speciali in cui &amp;egrave; suddivisa la citt&amp;agrave;. Ed&amp;nbsp;&amp;egrave; proprio in un quartiere di Tokyo, &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2003074410423427866_rs.jpg"&gt;Nerima&lt;/a&gt;, che la Takahashi lascia interagire i suoi personaggi. Volendo fare un confronto su come l&amp;rsquo;autrice sia riuscita ad adattare i luoghi reali alle sue storie, distinguiamo 4 ambientazioni particolari.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Casa Tendo.&lt;/u&gt;&lt;/strong&gt; &lt;br/&gt;I giapponesi&amp;nbsp;hanno sempre rappresentato un popolo profondamente rispettoso di abitudini e tradizioni; proprio grazie ai cartoni animati ho avuto modo di apprendere, ad esempio, che &amp;egrave; buona educazione togliersi le scarpe non appena viene varcato l&amp;rsquo;ingresso domestico (&lt;em&gt;genkan&lt;/em&gt;), lasciandole con le punte rivolte verso l&amp;rsquo;uscita, e di infilarsi pantofole o rimanere con i calzini per evitare di sporcare il pavimento. Nell&amp;rsquo;abitazione dei Tendo (dove vivono, praticamente da parassiti, anche Ranma col padre ed il maestro Happosai), si possono apprezzare tanti piccoli particolari che anche nella realt&amp;agrave; costituiscono l&amp;rsquo;interno delle tradizionali dimore nipponiche: porte scorrevoli (&lt;em&gt;fusuma&lt;/em&gt;), pannelli (&lt;em&gt;shoji&lt;/em&gt;) tappezzati con carta di riso (ecco perch&amp;eacute; sono facilmente soggetti alla rottura, specie quando &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2005910276051452109_rs.jpg"&gt;Genma e Ranma litigano!&lt;/a&gt;) , ampi armadi (&lt;em&gt;oshiire&lt;/em&gt;) in cui vengono riposti lenzuola (&lt;em&gt;shikifu&lt;/em&gt;) e &lt;em&gt;futon&lt;/em&gt;, sostantivo che indica il&amp;nbsp;caratteristico letto&amp;nbsp;costituito da un&amp;nbsp;materasso sottile (&lt;em&gt;shikibuton&lt;/em&gt;) e dalle coperte (&lt;em&gt;kakebuton&lt;/em&gt;)&amp;nbsp; e che &amp;egrave; possibile srotolare sul pavimento. Il materiale principale di costruzione per l&amp;rsquo;esterno delle case giapponesi &amp;egrave; il legno, in quanto facilmente rimpiazzabile in caso dei terremoti frequenti cui &amp;egrave; soggetta quella terra; all&amp;rsquo;interno, invece, ritroviamo il &lt;em&gt;tatami&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;ovvero il&amp;nbsp;pavimento, che consta di tre parti: &lt;em&gt;toko&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;cio&amp;eacute; paglia di riso, &lt;em&gt;omote&lt;/em&gt;, costituito da steli di igusa (un tipo di tessuto vegetale), e &lt;em&gt;heri&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;che &amp;egrave; una stoffa. Ecco una tipica dimora nipponica rapportata con l'abitazione dei Tendo vista sia nell'anime che nel fumetto:&lt;br/&gt;&lt;p aling="center"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/casatendonp7.png"&gt;&lt;img height="231" width="450" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="Clicca per ingrandire" img="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/casatendonp7.png" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;br/&gt;Una stanza di casa Tendo di cui possiamo apprezzare bene i particolari &amp;egrave; il bagno, perch&amp;eacute; spesso i personaggi vi si recano per attingere all&amp;rsquo;acqua calda e lavarsi di dosso la maledizione. Esso &amp;egrave; costituito da una sorta di ingresso (dove ci si spoglia) dal quale poi si accede al &lt;em&gt;toire&lt;/em&gt;, un ambiente dove vi sono il water ed il lavabo, ed al &lt;em&gt;furo&lt;/em&gt;, uno spazio dove vi &amp;egrave; un tipo di vasca molto pi&amp;ugrave; profonda rispetto alla nostra, in quanto l'acqua deve poter arrivare fino al collo; sia nel manga che nell&amp;rsquo;anime, sar&amp;agrave; proprio il furo a vedere &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2003881040449140922_rs.jpg"&gt;il primo incontro&lt;/a&gt; fra Akane e Ranma ragazzo&lt;a href="post/11799541/#ranma2"&gt;&lt;sup&gt;[2]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;. Anticamente, per&amp;ograve;, il corpo veniva lavato nel &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2001482297259809400_rs.jpg"&gt;goemonbur&lt;/a&gt; (che prende il suo nome da Ishikawa Goemon, un uomo condannato a morire in un calderone pieno di olio bollente), una piccola conca in ferro riscaldata con la legna grazie ad una fornace sottostante. &lt;img height="156" width="135" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="Un tipico Kamidana" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2000703259730795759_rs.jpg" /&gt;Elementi che non devono mancare mai&amp;nbsp;fra le pareti domestiche nipponiche&amp;nbsp;sono due altarini religiosi: il &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2001408496374024019_rs.jpg"&gt;&lt;em&gt;Kamidana&lt;/em&gt;&lt;/a&gt; (per il culto dello shintoismo) ed il &lt;em&gt;Butsudan&lt;/em&gt; (per il culto del buddismo) . &amp;lsquo;Kamidana&amp;rsquo; sta letteralmente a significare &amp;lsquo;Mensola per gli Dei&amp;rsquo;, in quanto riservata a particolari divinit&amp;agrave; cui rivolgersi; su di esso vengono poste candele, riso bianco e &lt;em&gt;sake&lt;/em&gt; (una bevanda alcolica giapponese che si ottiene dalla fermentazione del riso).&lt;br/&gt;&lt;link /&gt;Pi&amp;ugrave; importante &amp;egrave; di sicuro il Butsudan, letteralmente &amp;lsquo;Altare del Buddha&amp;rsquo;, che viene utilizzato sia per pregare per l&amp;rsquo;appunto tale divinit&amp;agrave;&amp;nbsp;che i propri defunti e che si pu&amp;ograve; chiudere con delle ante o riporre in un mobile apposito. Vi si offrono cibo, fiori ed incensi e dopo 49 giorni dalla dipartita di un proprio caro viene posta una tavoletta (&lt;em&gt;ihai&lt;/em&gt;) sulla quale &amp;egrave; inciso il nome attribuito al morto; questo perch&amp;eacute; in Giappone vi &amp;egrave; l&amp;rsquo;usanza secondo la quale il sacerdote d&amp;agrave; un nuovo nome al deceduto.&lt;br/&gt;&lt;link /&gt;Soprattutto nel manga, si vede molto spesso Soun Tendo pregare per la moglie defunta presso questo altarino.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Parco Shakujii.&lt;/u&gt;&lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;Per quanto Tokyo possa essere una citt&amp;agrave; caotica dominata da una linea ferroviaria iperveloce (la &lt;em&gt;Yamanote-sen&lt;/em&gt;) e da grattacieli altissimi che ospitano centinaia di&amp;nbsp;uffici e&amp;nbsp;maxischermi pubblicitari, non mancano di certo gli spazi verdi dove portare a spasso il cane o incontrarsi semplicemente con gli amici. Sia nell&amp;rsquo;anime che nel manga di Ranma,&amp;nbsp;si ha modo di&amp;nbsp;osservare il parco Shakujii (Shakujii Koen) in diverse occasioni; le pi&amp;ugrave; stuzzicanti sono&amp;nbsp;il momento in cui&amp;nbsp;Ranma urla un fragoroso &amp;ldquo;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2005907174279067024_rs.jpg"&gt;Ti amo!&amp;rdquo;&lt;/a&gt; ad Akane&lt;a href="post/11799541/#ranma3"&gt;&lt;sup&gt;[3]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; e quando&amp;nbsp;viene organizzato per la prima volta un incontro con&amp;nbsp;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2005952073388878397_rs.jpg"&gt;Nodoka&lt;/a&gt;, sua madre&lt;a href="post/11799541/#ranma4"&gt;&lt;sup&gt;[4]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;. Nella realt&amp;agrave;, questa ritrovo a Nerima esiste sul serio (vi &amp;egrave; molto praticato il birdwatching) e la Takahashi sembra averne proposta una versione decisamente fedele all&amp;rsquo;originale; infatti, nelle tavole che lo ritraggono ritroviamo i viali alberati, le panchine, i sentieri provvisti di siepi rigogliose e le giostrine in ferro&amp;nbsp;per i pi&amp;ugrave; piccoli. Ecco come appare&amp;nbsp;tale luogo&amp;nbsp;nella realt&amp;agrave; e come l'autrice&amp;nbsp;lo propone: &lt;br/&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/parcofw1.png"&gt;&lt;img height="220" width="430" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="Clicca per ingrandire" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/parcofw1.png" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br/&gt;Classica, sia nell'anime che nel manga,&amp;nbsp;&amp;egrave;&amp;nbsp;la presenza dei due laghetti caratteristici di questo spazio verde: uno &amp;egrave; lo &amp;ldquo;&lt;em&gt;Shakujii&lt;/em&gt;&amp;rdquo;, l&amp;rsquo;altro &amp;egrave; il &amp;ldquo;&lt;em&gt;Sanbō-tera&lt;/em&gt;&amp;rdquo;; in particolare, quest&amp;rsquo;ultimo fa spesso da sfondo, nella realt&amp;agrave;,&amp;nbsp;a molte serie tv nipponiche.&amp;nbsp;Ci&amp;ograve; che&amp;nbsp;invece non viene mostrato ma che&amp;nbsp;rappresenta un elemento peculiare del parco&amp;nbsp;sono i resti di un antico castello (che prende il nome dal parco stesso), costruito durante il periodo Kamakura (1185-1333) e distrutto nella seconda met&amp;agrave; del XV secolo. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;Liceo Furinkan.&lt;/u&gt;&lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;Il Giappone &amp;egrave; considerata la nazione pi&amp;ugrave; istruita al mondo, con lo 0% di analfabetismo ed il 100% delle iscrizioni alla scuola dell&amp;rsquo;obbligo; il suo sistema di istruzione prevede 6 anni di elementari (da iniziare all&amp;rsquo;et&amp;agrave; di 6 anni), 3 di medie inferiori (dopo i quali termina la scuola dell&amp;rsquo;obbligo), 3 di medie superiori e 4 di universit&amp;agrave; (per divenire uno studente universitario &amp;egrave; necessario superare un esame di ammissione non semplice&lt;a href="post/11799541/#ranma5"&gt;&lt;sup&gt;[5]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;, &lt;em&gt;Love Hina&lt;/em&gt; docet!). Le lezioni iniziano ad aprile per terminare nel marzo dell&amp;rsquo;anno successivo e si hanno circa 14 giorni liberi fra la chiusura e la riapertura; gli studenti&amp;nbsp;godono di ulteriori pause didattiche&amp;nbsp;con l&amp;rsquo;arrivo di Capodanno (2 settimane) ed in occasione dell&amp;rsquo;estate (6 settimane). Nella maggior parte delle scuole superiori nipponiche l&amp;rsquo;ingresso &amp;egrave; alle 8.30 e l&amp;rsquo;uscita alle 15.00, ma i ragazzi possono trattenersi oltre l&amp;rsquo;orario scolastico per svolgere attivit&amp;agrave; ricreative come il teatro e l&amp;rsquo;atletica leggera oppure per provvedere alla pulizia di aule e laboratori; inoltre, a differenza dell&amp;rsquo;Italia, le classi sono costituite anche da 40 studenti in virt&amp;ugrave; dell&amp;rsquo;alta densit&amp;agrave; di popolazione. Ranma ed Akane frequentano la 1^F presso il liceo Furinkan, che la Takahashi idealmente pone nel quartiere di Nerima; ecco come l'autrice propone tale struttura sia nel manga che nell'anime e come invece si presenta una scuola di Tokyo nella realt&amp;agrave;:&amp;nbsp;&amp;nbsp;&lt;br/&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/liceoqe1.png"&gt;&lt;img height="244" width="450" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="Clicca per ingrandire" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/liceoqe1.png" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br/&gt;Ad eccezione di Ranma (che predilige sempre e comunque il suo modo di vestire alla cinese per ogni &lt;img height="151" width="100" style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right;" alt="Un gakuran" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2005806896500943904_rs.jpg" /&gt;occasione), tutti gli studenti indossano una divisa, in gergo &lt;em&gt;seifuku&lt;/em&gt;, che &amp;egrave; diversa a seconda dell&amp;rsquo;istituto di appartenenza. Sia nel manga&amp;nbsp;che nell'anime, per i ragazzi ritroviamo la classica uniforme scolastica, che trae spunto dal modo di vestire dei cadetti prussiani: essa fa uso di toni abbastanza scuri (come il blu o il nero) ed &amp;egrave; costituita da un&amp;nbsp;pantalone, da una camicia bianca&amp;nbsp;e da una&amp;nbsp;&lt;em&gt;gakuran&lt;/em&gt;, ovvero una giacca dotata di un numero variabile di bottoni di ottone e di un caratteristico colletto alto e rigido, che va portato &lt;img height="103" width="140" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" alt="Una tipica camicia scolastica con collo alla marinara" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2005851190481270222_rs.jpg" /&gt;rigorosamente abbottonato come segno di buona educazione. Per quanto riguarda le uniformi per il gentil sesso, invece, si predilige una vestibilit&amp;agrave; nettamente pi&amp;ugrave; femminile; famose sono le &lt;em&gt;sailor-fuku&lt;/em&gt;, ovvero le classiche uniformi alla marinara, i cui colori variano in base all&amp;rsquo;istituto: esse sono costituite da un un&amp;rsquo;ampia gonna a pieghettine portata con lunghi calzettoni (&lt;em&gt;loose-socks&lt;/em&gt;,&amp;nbsp;che mi permetto di tradurre liberamente come&amp;nbsp;&amp;lsquo;calzini morbidi&amp;rsquo; in quanto vanno indossati in modo che non aderiscano troppo) e da&amp;nbsp;una camicetta con colletto a righe (stile &amp;lsquo;Paperino&amp;rsquo; e &amp;lsquo;Sailor Moon&amp;rsquo;, che per l&amp;rsquo;appunto vestono alla marinara), il quale il pi&amp;ugrave; delle volte &amp;egrave; abbellito da un nastro, portato a m&amp;ograve; di fiocco oppure semplicemente tenuto fermo da una spilla. Sia nel manga che nell&amp;rsquo;anime,&amp;nbsp;&amp;egrave; possibile osservare la sailor-fuku su Kodachi (che frequenta un istituto per sole donne), mentre nel liceo Furinkan &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2002670486272776735_rs.jpg "&gt;la divisa femminile&lt;/a&gt; &amp;egrave; molto pi&amp;ugrave; sobria, in quanto costituita semplicemente da un vestitino verde e da un&amp;nbsp;bolerino&amp;nbsp;dello stesso tessuto (utilizzato nei mesi pi&amp;ugrave; freddi), cui va abbinata una camicia bianca a maniche corte.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;u&gt;I canali di Nerima.&lt;/u&gt;&lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;Sia nel manga che nell&amp;rsquo;anime&amp;nbsp;&amp;egrave; possibile osservare&amp;nbsp;diversi canali di scolo, che caratterizzano anche nella realt&amp;agrave; le strade di Tokyo e, pi&amp;ugrave; in generale, del Giappone. Essi sono&amp;nbsp;bacini artificiali protetti da mura&amp;nbsp;di cemento,&amp;nbsp;intervallate da una delle due estremit&amp;agrave; di grossi tubi che permettono lo scolo delle acque piovane che verranno poi riutilizzate, ad esempio, per irrigare i campi.&amp;nbsp;Solitamente, questi canali costeggiano uno dei lati delle strade cittadine, dalle quali sono separate&amp;nbsp;tramite recinzioni metalliche; come la Takahashi ci mostra, nel tragitto che separa la casa dei Tendo dalla scuola Ranma ha l&amp;rsquo;abitudine di camminare proprio sul cornicione di queste protezioni in ferro, con l&amp;rsquo;effetto che ad ogni piccola perdita di equilibrio (indotta il pi&amp;ugrave; delle volte da un litigio con il padre o da una discussione con&amp;nbsp;Akane, che&amp;nbsp;lo spinge con un calcio o con un pugno&amp;hellip;) cade nel fiumiciattolo e diventa donna! Ecco uno scorcio di un quartiere di Nerima con relativo canale,&amp;nbsp;confrontato con la versione dell'autrice:&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/canaleio5.png"&gt;&lt;img height="233" width="430" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="Clicca per ingrandire" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/canaleio5.png" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;br/&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;strong&gt;LA CINA&lt;/strong&gt; &lt;/p&gt;&lt;br/&gt;Lasciamo ora il Giappone e proiettiamoci virtualmente in Cina. Escludendo flashbacks vari, l'autrice si concentra su un solo luogo di questa nazione, ovvero nella zona dove alcuni fra i co-protagonisti hanno contratto ognungo il proprio imbarazzante sortilegio: le sorgenti (in cinese &amp;quot;&lt;em&gt;Nichuan&amp;quot;&lt;/em&gt;) di Jusenkyo. &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;u&gt;&lt;strong&gt;Le sorgenti maledette.&lt;/strong&gt;&lt;/u&gt; &lt;br/&gt;Jusenkyo &amp;egrave; un'ubicazione immaginaria che la Takahashi colloca in Cina e&amp;nbsp;che indica in cinese&amp;nbsp;come &amp;quot;&lt;em&gt;Zhou Chuan Xiang&amp;quot;&lt;/em&gt;. Nel &lt;a target="_blank" href="http://i218.photobucket.com/albums/cc102/utopia3585/primotan.jpg"&gt;primo volumetto&lt;/a&gt;, e pi&amp;ugrave; precisamente nel capitolo italiano &amp;lsquo;&lt;em&gt;Il Segreto di Ranma&lt;/em&gt;&amp;rsquo;, la mangaka&amp;nbsp;gli attribuisce una dettagliata posizione geografica: &amp;nbsp;&amp;ldquo;&lt;em&gt;monte Chuanjing, della catena montuosa Bayankala, in provincia di Chinhai, Cina&amp;quot;&lt;/em&gt;. Tale luogo non &amp;egrave; del tutto frutto della fantasia, in quanto&amp;nbsp;le montagne di Bayankala esistono anche nella realt&amp;agrave;: esse caratterizzano la provincia di Qinghai (Cina) e sono attraversate a nord dal Fiume Giallo ed a sud dal Fiume Yangtze. &lt;br/&gt;Le sorgenti immaginare di Junsekyo vengono presentate, sia nell'anime che nel fumetto, come &amp;ldquo;&lt;em&gt;il mitico campo di addestramento&lt;/em&gt;&amp;rdquo; e sono costituite da pi&amp;ugrave; di un centinaio di specchi di acqua, dai quali sbucano una miriade di canne di bamb&amp;ugrave;. E sono proprio queste canne di bamb&amp;ugrave; ad essere reputate da Genma, padre di Ranma, un ottimo punto di equilibrio per&amp;nbsp;il figlio durante l'allenamento per divenire un buon maestro di arti marziali. Ecco un confronto fra come tale paesaggio si presenta nella realt&amp;agrave; e di come venga rappresentato Jusenkyo dall'autrice in entrambe le versioni:&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/sorgentiuf0.png"&gt;&lt;img height="283" width="430" style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center;" alt="Clicca per ingrandire" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/sorgentiuf0.png" /&gt;&lt;/a&gt;&amp;nbsp;&lt;br/&gt;La storia di Ranma &amp;frac12; vuole che&amp;nbsp;le fonti&amp;nbsp;suddette celino un terribile segreto: sempre nel primo volumetto, la guida autoctona&amp;nbsp;spiega ai due avventori che molti anni addietro in quelle pozze&amp;nbsp;morirono affogati esseri umani ed animali, lasciandovi la loro anima; da allora in poi, tutti coloro che vi cadranno subiranno un duplice effetto: &lt;br/&gt;&lt;strong&gt;1)&lt;/strong&gt; assunzione del corpo del defunto ogni volta che entreranno in contatto con l&amp;rsquo;acqua fredda;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;2)&lt;/strong&gt; ritorno temporaneo al proprio aspetto originario a contatto con l&amp;rsquo;acqua calda&lt;a href="post/11799541/#ranma6"&gt;&lt;sup&gt;[6]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;.&lt;br/&gt;Man mano che la storia si svilupper&amp;agrave; e verranno presentati i vari personaggi colpiti da questa maledizione,&amp;nbsp;di&amp;nbsp;conseguenza verranno descritte&amp;nbsp;molte sorgenti con i relativi effetti; le pi&amp;ugrave; importanti da citare sono, nell&amp;rsquo;ordine di apparizione:&lt;br/&gt;&lt;ul&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Xiong Mao Nichuan&lt;/em&gt;: 2000 anni prima vi anneg&amp;ograve; un Panda e ne subisce l&amp;rsquo;effetto Genma Saotome; &lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br/&gt;&lt;ul&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Niang Nichuan&lt;/em&gt;: 1500 anni prima vi anneg&amp;ograve; una &amp;ldquo;&lt;em&gt;candida fanciulla&lt;/em&gt;&amp;rdquo; e ne subisce l&amp;rsquo;effetto Ranma Saotome; &lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br/&gt;&lt;ul&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Heito Uen Nichuan&lt;/em&gt;: 1200 anni prima vi anneg&amp;ograve; un maialino nero e ne subisce l&amp;rsquo;effetto Ryoga Hibiki; &lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br/&gt;&lt;ul&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Mao Nichuan&lt;/em&gt;: 1800 anni prima vi anneg&amp;ograve; una gattina e ne subisce l&amp;rsquo;effetto&amp;nbsp;Shan-Pu; &lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br/&gt;&lt;ul&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Yazhi Nichuan&lt;/em&gt;: 1300 anni prima vi anneg&amp;ograve; un&amp;rsquo;anatra e ne subisce l&amp;rsquo;effetto Moose; &lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br/&gt;&lt;ul&gt;&lt;br/&gt;    &lt;li&gt;&lt;em&gt;Niu-He-Man-Mao Ren Nichuan&lt;/em&gt;: 2500 anni prima vi anneg&amp;ograve; &amp;ldquo;&lt;em&gt;un uomo delle nevi che era su un toro con un&amp;rsquo;anguilla ed una gru nelle mani&lt;/em&gt;&amp;rdquo; e ne subisce l&amp;rsquo;effetto Collant Taro (in originale &lt;em&gt;Pansuto-Tarō&lt;/em&gt; , nome datogli da Happosai, il quale assistette alla sua nascita e lo ripul&amp;igrave; dalla placenta immergendolo proprio in questa sorgente!). Sul suo corpo maledetto, Taro si ritrover&amp;agrave; anche dei tentacoli e la facolt&amp;agrave; di spruzzare inchiostro, in seguito al bagno nella &lt;em&gt;Chanyui Nichuan &lt;/em&gt;dove 1600 anni prima anneg&amp;ograve; una gigantesca piovra! &lt;/li&gt;&lt;br/&gt;&lt;/ul&gt;&lt;br/&gt;Di seguito, i personaggi suddetti in entrambe le versioni:&lt;br/&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2005428680934930207_rs.jpg"&gt;&lt;img height="77" width="80" alt="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2005428680934930207_rs.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/ranmabothom3.png"&gt;&lt;img height="77" width="85" alt="" target="_blank" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/ranmabothom3.png" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2006242910861495131_rs.jpg"&gt;&lt;img height="81" width="60" alt="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2006242910861495131_rs.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2005419336353345605_rs.jpg"&gt;&lt;img height="82" width="80" alt="" target="_blank" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2005419336353345605_rs.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2006221355268228793_rs.jpg"&gt;&lt;img height="77" width="93" alt="" target="_blank" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/2006221355268228793_rs.jpg" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;a target="_blank" href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/collantaro2xb9.png"&gt;&lt;img height="79" width="100" alt="" target="_blank" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/utopia/collantaro2xb9.png" /&gt;&lt;/a&gt; &lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;p align="center"&gt;&lt;font size="1"&gt;(Clicca sulle immagini per ingrandire)&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;hr width="99%" size="2" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;font size="ranma1"&gt;&lt;a name="ranma1"&gt;&lt;sup&gt;[1]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;Nella trasposizione su video&amp;nbsp;si possono&amp;nbsp;contare 161 puntate italiane (cui vanno aggiunti 9 oav), mentre la storia su carta consta di 38 tankobon (&amp;lsquo;volumetti&amp;rsquo;, in gergo) giapponesi, raccolti in Italia in tre edizioni differenti (di cui una incompleta, a causa del fallimenti della Granata Press); in questo articolo, far&amp;ograve; riferimento alla seconda edizione, costituita da 53 volumetti stampati per conto della Star Comics e pubblicati sulla testata Neverland a partire dal giugno 1996.&lt;br/&gt;&lt;a name="ranma2"&gt;&lt;sup&gt;[2]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;Vedere volumetto n.1, puntata n.1.&lt;br/&gt;&lt;a name="ranma3"&gt;&lt;sup&gt;[3]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;In realt&amp;agrave; si &amp;egrave; trattato di un equivoco causato da Nabiki, sorella di Akane (vedere volumetto n.24, puntata n.110). Nel manga, Ranma si dichiarer&amp;agrave; ad Akane nel n.45 ma a causa di un precedente litigio la ragazza non gli creder&amp;agrave;.&lt;br/&gt;&lt;a name="ranma4"&gt;&lt;sup&gt;[4]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;Nell'anime si vede Nodoka nelle puntate n. 160/161; nel fumetto Ranma la&amp;nbsp;vede, per la prima volta dopo&amp;nbsp;pi&amp;ugrave; di 10&amp;nbsp;anni,&amp;nbsp;nel n. 30 ma si presenter&amp;agrave; a lei solo nel n. 50.&lt;br/&gt;&lt;a name="ranma5"&gt;&lt;sup&gt;[5]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;In Giappone gli studenti sono soliti consacrare ai templi shintoisti le &lt;em&gt;Ema&lt;/em&gt;, tavolette votive per invocare le divinit&amp;agrave; al fine di superare l'esame di ammissione all'universit&amp;agrave;. &lt;br/&gt;&lt;a name="ranma6"&gt;&lt;sup&gt;[6]&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; L'utilizzo dell'acqua calda ha una spiegazione logica, in quanto nella tradizione del Medio Oriente essa &amp;egrave; vista come strumento di purificazione.&lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-6516306086106928607?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/6516306086106928607/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/04/ranma-i-luoghi.html#comment-form' title='28 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/6516306086106928607'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/6516306086106928607'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/04/ranma-i-luoghi.html' title='Ranma ½: i luoghi'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>28</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-3477968255898666745</id><published>2007-04-04T14:56:00.001+02:00</published><updated>2011-11-30T20:08:59.531+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='hentai'/><title type='text'>Hentai - Seconda parte</title><content type='html'>&lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/drcollection04yq1.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/antdrcollection04ed4.jpg" alt="Erotikappa by Deeproad" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;/a&gt;Che i giapponesi fossero un popolo fondamentalmente perverso era un pensiero che custodivo fin dalla mia prima infanzia. D'altronde non avrei mai potuto spiegare altrimenti la netta percezione di determinate sensazioni legate all'universo dell'animazione nipponica. Se c'&amp;egrave; una cosa che i cartoni animati del Sol Levante mi hanno sempre insegnato fin dalla tenera et&amp;agrave; di quattro anni &amp;egrave; che la vita non &amp;egrave; fatta solo di tazzine parlanti e animali canterini. Si ok, ci sono anche quelli (o almeno ci sono quando si prova a fumare la piantina che ogni nonna inconsapevolmente coltiva con insana devozione sul davanzale della propria finestra), ma ci&amp;ograve; che l'animazione giapponese &amp;egrave; sempre stata capace di mettere in evidenza sono quelle che io amo definire le cosiddette zone d'ombra, ossia tutte quelle emozioni che in tenera et&amp;agrave; percepisci a livello prettamente istintivo, ma che in virt&amp;ugrave; della tua breve esperienza di vita non sei in grado di elaborare in maniera cos&amp;igrave; nitida. Intuisci allora che al di l&amp;agrave; della fantasia esiste un intero universo fatto di traumi, ingiustizie, sacrifici e continue sofferenze, ma che vale comunque la pena di assaporare nella spasmodica attesa di quei rari momenti di felicit&amp;agrave; interiore che, per quanto sporadici, valgono pur sempre una vita intera. In fondo ho sempre pensato che i cartoni animati della mia infanzia mirassero a questo tipo di insegnamento e che nel loro essere apparentemente diseducativi trasmettessero invece una consapevolezza forte e concreta della realt&amp;agrave; che ci apprestavamo a vivere. E in fine credo sia proprio questa l'essenza della perversione nipponica cos&amp;igrave; come noi siamo portati a percepirla: l'effetto di un attrito culturale che contrasta fortemente con un modello educativo occidentale tendenzialmente improntato alla pi&amp;ugrave; totale cecit&amp;agrave; nei confronti di tutto ci&amp;ograve; che non rende giustizia ai valori imposti dal benessere esteriore e superficiale al quale siamo ormai irrimediabilmente assuefatti. Questa lunga e apparentemente inutile premessa, che forse sarebbe stata pi&amp;ugrave; adatta al solito discorso legato alle ripercussioni dei cartoni animati sulle menti fragili e potenzialmente condizionabili dei nostri beneamati pargoli, pone invece le fondamenta necessarie per accostarsi a un certo tipo di mentalit&amp;agrave; orientale privandosi almeno in parte dei soliti ritriti pregiudizi del caso.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/drcollection05ac5.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/antdrcollection05oz4.jpg" alt="Lyceenne by Deeproad" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;/a&gt;La cultura giapponese, pur con tutti i suoi contrasti e i suoi talvolta eccessivi formalismi, gode paradossalmente di una vena artistica profondamente libera (ma forse sarebbe il caso di dire &amp;quot;liberatoria&amp;quot;) e spontanea, che tende a spogliarsi completamente di tutti i limiti concreti imposti dal peso di una societ&amp;agrave; fortemente inquadrata. Ed &amp;egrave; prioprio in quest'ottica che si collocano alcuni dei sottogeneri pi&amp;ugrave; estremi dell'erotismo nipponico, come il &lt;em&gt;lolicon&lt;/em&gt; o il cosiddetto &lt;em&gt;shotakon&lt;/em&gt; (lolicon al maschile, tanto per intenderci). Per una mentalit&amp;agrave; come la nostra risulta particolarmente difficile riuscire ad accettare una forma d'arte che tra le tante perversioni umane concepisca tranquillamente l'attrazione sessuale di un adulto verso una fascia d'et&amp;agrave; compresa tra gli otto e i tredici anni, tant'&amp;egrave; vero che nel 2005 si discuteva in Italia di una legge che vietasse la pubblicazione di manga e anime rappresentanti scene di sesso con minori. Per quanto probabilmente inutile, vorrei comunque tentare di tracciare una sorta di separazione tra il genere lolicon e il concetto di pedofilia comunemente inteso. Il rapporto fisico tra l'uomo e la bambina nei manga di genere (nei pi&amp;ugrave; diffusi almeno) si riveste spesso e volentieri di connotazioni psicologiche adulte che di fatto non sussistono sul piano della realt&amp;agrave;. La bambina sa essere sensuale e provocante, sa regalare all'uomo quelle sensazioni tenere e affettive che il suo universo gli nega costantemente; sa assecondare le sue fantasie, le subisce e ne gode nell'ambito di un rapporto che pu&amp;ograve; definirsi quasi paritario. E' chiaro che tutto questo pu&amp;ograve; vivere solo ed esclusivamente a livello di rappresentazione, dato che non trover&amp;agrave; mai alcun riscontro sul piano reale. Che poi a ben vedere &amp;egrave; lo stesso principio che regola i normali manga per adulti, dove anche la violenza o l'abuso costituiscono nient'altro che il gioco delle parti, in cui la donna di fronte a qualsiasi tipo di prevaricazione imposta dall'uomo non &amp;egrave; mai comunque in grado di frenare le proprie esternazioni sessuali. E' in sostanza un banale concretizzarsi delle pi&amp;ugrave; comuni fantasie maschili, nient'altro. Per capire questo occorre comunque tener sempre presente che il manga erotico vive di una dimensione tutta sua, spesso e volentieri lontana anni luce dal comune perbenismo di cui si nutre la realt&amp;agrave; quotidiana, tanto quella occidentale quanto quella orientale.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;img alt="Lolicon" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/2lolicon02kp3.jpg" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;img alt="Lolicon" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/2lolicon03kl4.jpg" /&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;img alt="Tentacle rape" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/2lolicon01nd4.jpg" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Ci&amp;ograve; che davvero sorprende in verit&amp;agrave; &amp;egrave; il fatto che a questa decisa apertura mentale in ambito contenutistico faccia invece da contrappeso una drastica censura a livello prettamente rappresentativo: nelle loro storie, infatti, gli autori giapponesi sono costretti per legge a nascondere gli organi genitali dei protagonisti maschili e femminili. Tuttavia se questo da un lato sembra costituire un limite a tutti gli effetti, dall'altro ha sempre consentito lo sviluppo di metodologie di censura particolari e stimolanti al tempo stesso, come posizioni o inquadrature che richiamano situazioni sessuali decisamente insolite. Dalla continua ricerca di espedienti finalizzati ad aggirare la severa censura nipponica si &amp;egrave; giunti talvolta alla nascita di veri e propri generi. Nel 1986 infatti il gi&amp;agrave; citato Toshio Maeda con il suo &lt;em&gt;Urotsukidoji&lt;/em&gt; fu il precursore di quello che negli anni successivi divenne un vero e proprio classico, a met&amp;agrave; strada tra erotismo e horror: si tratta del cosiddetto &lt;em&gt;Tentacle rape&lt;/em&gt; (letteralmente &amp;quot;abuso tentacolare&amp;quot;), dove la violenza ai danni della sventurata di turno viene perpetrata ad opera di orrende e mostruose creature dotate appunto di viscidi tentacoli. Tale espediente venne utilizzato per la prima volta nell'Hentai in virt&amp;ugrave; del fatto che la penetrazione tentacolare non fosse affatto contemplata dalle leggi giapponesi. Altro grande autore che per gli stessi motivi &amp;egrave; arrivato a fare dell'insolito e del perverso un vero e proprio marchio di fabbrica &amp;egrave; l'intramontabile U-Jin, illustratore verso il quale nutro una spiccata venerazione. E non solo perch&amp;eacute; trovo particolarmente eccitanti le sue pin up, caratterizzate da visi angelici, forme purissime e sinuose, occhi luminosi ed espressivi, ma anche e soprattutto perch&amp;eacute; dietro quella facciata attraente e colorata si cela invece una realt&amp;agrave; sporca, fatta di piccole violenze quotidiane e perversioni ai limiti del grottesco, consumate preferibilmente nell'ambito di contesti del tutto insospettabili. Col suo continuo dipingere le inenarrabili fantasie sessuali che fanno dell'uomo medio un potenziale erotomane represso, considero U-Jin come la massima espressione dell'Hentai in senso stretto, termine che in Giappone non &amp;egrave; affatto comprensivo di tutta l'arte erotica espressa sottoforma di fumetto, come spesso si crede, ma che richiama invece un grado di erotismo perverso e anomalo, spesso e volentieri in netto contrasto con quelli che sono i valori culturali comunemente diffusi.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;a href="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/drcollection06jx0.jpg" target="_blank"&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/deep/antdrcollection06hw6.jpg" alt="Countdown by Deeproad" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;/a&gt;Comunque la si voglia mettere quello che scaturisce dai manga per adulti &amp;egrave; un erotismo complessivamente schietto, capace di mettere in luce tutte le zone d'ombra della fantasia umana. E' un erotismo che regala una vasta gamma di sensazioni, eccitanti e conturbanti al tempo stesso, ma che quasi mai arriva a lasciare totalmente indifferenti. E tra l'altro la sessualit&amp;agrave; in tutte le sue forme costituisce una componente tanto invadente nella cultura orientale da espandersi anche oltre i confini entro i quali solitamente si tende a relegarla. Numerosi autori d'altri generi intingono continuamente le loro opere in un erotismo nemmeno troppo velato. D'altronde la carriera di molti disegnatori del Sol Levante comincia proprio dalla pubblicazione di manga per adulti, la cui influenza spesso e volentieri si avverte chiaramente anche attraverso la lettura di opere successive. Casi emblematici sono quelli di Hiroyuki Utatane (formidabile disegnatore, celebre in Italia sia per &lt;em&gt;Countdown: Sex Bombs&lt;/em&gt; che per il meraviglioso &lt;em&gt;Seraphic Feather&lt;/em&gt;) o del pluriosannato Masakazu Katsura (&lt;em&gt;Video girl Ai&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;DNA2&lt;/em&gt;, &lt;em&gt;I's&lt;/em&gt;), che ancora oggi dedicano ampio spazio all'elemento erotico nell'ambito delle loro pubblicazioni. Spero sinceramente che prima o poi anche in Italia si riescano ad abbattere definitivamente certi pregiudizi legati a una mentalit&amp;agrave; tanto differente dalla nostra, che nel bene e nel male vive di emozioni vere e che regala all'arte quel qualcosa in pi&amp;ugrave;, quel minimo di introspezione psicologica di cui le nostre produzioni per adulti, nel loro eterno perpetuare sempre le stesse situazioni, troppo spesso sono carenti.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Argomenti correlati:&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/11370861/"&gt;&lt;strong&gt;Hentai - Prima parte&lt;/strong&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br /&gt;Scritto da &lt;a title="Visita il sito di Deeproad" href="http://www.deeproad.net/" target="_blank"&gt;Deeproad&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-3477968255898666745?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/3477968255898666745/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/04/hentai-seconda-parte.html#comment-form' title='24 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/3477968255898666745'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/3477968255898666745'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/04/hentai-seconda-parte.html' title='Hentai - Seconda parte'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>24</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-3993044053191295677</id><published>2007-03-31T16:13:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T20:19:26.986+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='giappone'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dizionario'/><title type='text'>Dizionario: 1-10</title><content type='html'>Categoria: &lt;em&gt;Dizionario&lt;/em&gt;.&lt;br/&gt;Titolo per esteso: &lt;em&gt;Dizionario alfabetico dei termini giapponesi di maggior impiego nel mondo dell'animazione e dei fumetti&lt;/em&gt;.&lt;br/&gt;Bene, cominciamo dai &lt;strong&gt;numeri&lt;/strong&gt;! Non &amp;egrave; certo una scelta stravagante: il numero &amp;egrave; portatore di vari significati, dalla storia della nascita dei segni, al concetto stesso che quel numero esprime (pensiamo al significato che le filosofie e le religioni hanno dato ai numeri, o anche l'uso quotidiano che ne facciamo - coi voti, per esempio).&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Domanda: qualcuno si &amp;egrave; chiesto perch&amp;eacute; il titolo &amp;egrave; &amp;quot;1-10&amp;quot; e non &amp;quot;0-9&amp;quot;?&lt;br/&gt;Beh, chi l'ha fatto non si &amp;egrave; posto un quesito tanto stupido: com'&amp;egrave; noto il mondo occidentale ha ereditato i segni grafici dagli Arabi durante il Medioevo, e coi segni anche l'utilizzo dello zero all'interno di un sistema di numerazione posizionale decimale (rimando alla voce &amp;quot;zero&amp;quot; della &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Zero" target="_blank"&gt;Wikipedia&lt;/a&gt;). Beh, e prima cosa c'era? I numeri romani: I, II, III [...] X, poi XI, XII e cos&amp;igrave; via. Niente zero, e dieci indicato con un unico segno: queste due caratteristiche si ritrovano nel sistema giapponese&lt;a href="post/11583558/#1"&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;: i segni principali sono quelli che contraddistinguono i numeri da 1 a 10 e sono di importazione cinese&lt;a href="post/11583558/#2"&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;, poi si somma: 10+1, 10+2 e cos&amp;igrave; via.&lt;br/&gt;La crescente occidentalizzazione del Giappone ha fatto s&amp;igrave; che venisse importato il pi&amp;ugrave; funzionale sistema posizionale e con lui la grafia araba dei numeri, ma - come accade da noi - i numeri arabi non hanno completamente soppiantato quelli giapponesi e noi cultori di manga e anime ne sappiamo qualcosa... ed ecco spiegata la presenza di questa voce nel nostro dizionario!&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt; Note tecniche:&lt;/strong&gt; il giapponese ha due letture dei kanji, &lt;strong&gt;On&lt;/strong&gt; e &lt;strong&gt;Kun&lt;/strong&gt;; ho riportato sotto le immagini la lettura On, quella usata per contare e nelle parole composte&lt;a href="post/11583558/#3"&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;, anche se in due casi particolari non viene usata.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mizar/64695083ad6.gif" alt="1" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;img align="cssLeft" alt="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mizar/22638871ad3.gif" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;strong&gt; UNO e DUE&lt;/strong&gt; - Simbolo facile per il primo numero. Nel manga e anime &lt;em&gt;Bleach&lt;/em&gt; &amp;egrave; nel nome del protagonista, Ichigo (accento sulla prima I), che significa &amp;quot;primo (Ichi) guardiano (Go)&amp;quot;, in quanto primogenito maschio. &amp;quot;Go&amp;quot; vuol dire anche 5 (scritto per&amp;ograve; col kanji che vedremo sotto), e spesso Tite Kubo associa il numero 15 a Ichigo. Inoltre &amp;quot;ichigo&amp;quot; scritto con altri ideogrammi ma pronunciato alla stessa maniera vuol dire fragola... beh, un dio della morte con una spadona alta quanto lui che si chiama Fragola...&lt;br/&gt;Del numero 2 faccio notare la struttura del kanji che, come per i numeri romani, tratta il 2 come un 1+1.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" alt="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mizar/38150009al8.gif" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mizar/46083604vt9.gif" alt="4" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;strong&gt; TRE e QUATTRO&lt;/strong&gt; - Come sopra per l'ideogramma del 3, una sorta di 1+1+1.&lt;br/&gt;Per chi ha visto o letto &lt;em&gt;Naruto&lt;/em&gt;, &amp;quot;Sandaime&amp;quot; &amp;egrave; il nome con cui ci si riferisce al terzo (appunto) Hokage, il vecchietto barbuto maestro praticamente di tutti i ninja di Konoha, cui curiosamente succede il quinto Hokage, &amp;quot;Godaime&amp;quot; (la prorompente Tsunade)... Che &amp;egrave; successo al quarto Hokage? Per chi non lo sa, &amp;egrave; morto per sigillare un demone dentro Naruto. E perch&amp;eacute; il quarto doveva essere tanto sfigato?&lt;br/&gt;La lettura On di 4 &amp;egrave; &amp;quot;shi&amp;quot;, come da immagine, ma viene usata pochissimo, preferendole la lettura Kun &amp;quot;Yon/Yo&amp;quot; per un motivo molto semplice: &amp;quot;shi&amp;quot;, scritto col kanji corrispondente, vuol dire &amp;quot;morte&amp;quot;... insomma, il 4 porta sfiga! Nelle competizioni lo si evita accuratamente e non esiste negli hotel la stanza 444. Ecco spiegato il mistero del quarto Hokage scomparso tragicamente e, per tornare a &lt;em&gt;Bleach&lt;/em&gt;, il perch&amp;eacute; la quarta compagnia tra le 13 in cui sono divisi gli dei della morte &amp;egrave; quella pi&amp;ugrave; maltrattata dalle altre, quella che ha compiti come pulire le fogne e gestire le strutture mediche.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mizar/29301473qp3.gif" alt="5" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mizar/10262585if2.gif" alt="6" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;strong&gt; CINQUE e SEI &lt;/strong&gt;- Ecco finalmente il 5, &amp;quot;Go&amp;quot;, appunto, come nel gioco di parole del nome Ichigo e in &amp;quot;Godaime&amp;quot;.&lt;br/&gt;Segnalo per curiosit&amp;agrave; il titolo originale dell'anime proposto da Mtv anni fa, &lt;em&gt;Blue Submarine No. 6&lt;/em&gt;: &amp;quot;Ao no rokugo&amp;quot;, in cui &amp;quot;ao&amp;quot; vuol dire blu, &amp;quot;no&amp;quot; &amp;egrave; una preposizione posposta ad &amp;quot;ao&amp;quot; e &amp;quot;roku&amp;quot; &amp;egrave; il numero 6... ignoro che significato prenda il &amp;quot;go&amp;quot;, immagino sia un classificatore&lt;a href="post/11583558/#4"&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt; e comunque non sta certo per &amp;quot;cinque&amp;quot;...! &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mizar/47822993ic5.gif" alt="7" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mizar/46117997dl5.gif" alt="8" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;strong&gt; SETTE e OTTO&lt;/strong&gt; - Come per il 4 anche la lettura On del 7 &amp;egrave; sconsigliata e gli viene preferita la lettura Kun &amp;quot;nana&amp;quot;. Mmmm... &lt;em&gt;Nana&lt;/em&gt;... beh, come non citare il manga (ora anime e film) di Ai Yazawa! Il nome delle due protagoniste vuol dire esattamente &amp;quot;sette&amp;quot;, tanto che Nana Komatsu - Hachi &amp;egrave; ossessionata da questo numero. &lt;br/&gt;Per non allontanarci da questo manga, sottolineiamo anche il gioco di parole Nana-Hachi 7-8, conseguenza della scelta di Nana Osaki di soprannominare l'amica col tipico nome che si da ai cani (come &amp;quot;Fido&amp;quot; da noi, insomma). Tra l'altro il numero 8 porta bene.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mizar/49600500sg8.gif" alt="9" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;img align="cssLeft" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/mizar/10yr5.gif" alt="10" style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left;" /&gt;&lt;strong&gt; NOVE e DIECI&lt;/strong&gt; - Neanche il numero 9 piace molto ai giapponesi, condivide infatti la stessa pronuncia della parola che significa sofferenza (ma dico, 3 numeri sfigati nei primi 10!).&lt;br/&gt;I numeri successivi al 10 si formano, come gi&amp;agrave; accennato, come 10+1, 10+2 etc.: &amp;quot;juuichi&amp;quot;, &amp;quot;juuni&amp;quot; etc.; curiosamente il 14 e il 17 non presentano problemi nella lettura On: &amp;quot;juushi&amp;quot;, &amp;quot;juushichi&amp;quot;. Per i numeri 20, 30 etc. funziona al contrario: &amp;quot;nijuu&amp;quot;, &amp;quot;sanjuu&amp;quot; etc.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Trovare riferimenti nei manga e negli anime ai numeri non dovrebbe essere difficilissimo, cos&amp;igrave; a braccio ho proposto una rapida carrellata suscettibile di modifiche e ampliamenti, anche proposti da chi legge, e non escludo la possibilit&amp;agrave; di essere io stessa ad aggiungere qualcosa nel caso in cui mi imbatta in altri riferimenti interessanti.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Prossimamente: I termini che iniziano per A-C (o di pi&amp;ugrave;, o di meno... in base a quanto lungo mi viene il post)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;br/&gt;&lt;/font&gt; &lt;hr width="99%" size="2" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;font size="1"&gt;&lt;a name="1"&gt;&lt;sup&gt;1&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;Al momento non ci interessa che i romani avessero, per i primi 10 numeri, 3 segni principali che combinavano (I, V, X), e non 10, come con gli ideogrammi; tra l'altro sarebbe interessante cercare degli studi sulla mancanza del concetto numerico di &amp;quot;zero&amp;quot; e il non utilizzo di un sistema posizionale decimale in una regione come la Cina - patria dei numeri giapponesi - a stretto contatto con l'India, dove questi due concetti sono nati. &lt;br/&gt;&lt;a name="2"&gt;&lt;sup&gt;2&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;I numeri cinesi (la maggior parte dei kanji, cio&amp;egrave; gli ideogrammi che indicano una sola parola, vengono dalla Cina) sono i pi&amp;ugrave; usati e permettono di contare oltre il 10; esiste una numerazione giapponese, con diverse pronunce e ideogrammi, ma si limita ai numeri 1-10 ed &amp;egrave; usata per contare cose indefinite.&lt;br/&gt;&lt;a name="3"&gt;&lt;sup&gt;3&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;Tra l'altro la lettura On &amp;egrave; quella pi&amp;ugrave; legata alla lettura cinese, mentre la lettura Kun &amp;egrave; la versione &amp;quot;giapponesizzata&amp;quot;; nel caso dei numeri che, come abbiamo detto, sono di origine cinese, la lettura On &amp;egrave; una scelta obbligata!&lt;br/&gt;&lt;a name="4"&gt;&lt;sup&gt;4&lt;/sup&gt;&lt;/a&gt;Per contare i giapponesi usano insieme al numero un suffisso, detto &amp;quot;classificatore&amp;quot;, per indicare l'oggetto che viene contato (animali, piani di un palazzo, libri, anni d'et&amp;agrave; etc.), per esempio &amp;quot;nisai&amp;quot; = 2 anni inteso come et&amp;agrave;.&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;/font&gt;&lt;strong&gt;Argomenti correlati:&lt;/strong&gt; &lt;a href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/15303710/Dizionario%3A+A" target="_blank"&gt;Dizionario A&lt;/a&gt;, &lt;a target="_blank" href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/16822508/Dizionario%3A+B+%281%29"&gt;Dizionario B (1)&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://imagoaltrove.splinder.com/post/20545584/Dizionario%3A+B+(2)+-+C" target="_blank"&gt;Dizionario B (2) - C &lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/4270418888591832432-3993044053191295677?l=imagoaltrove.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/feeds/3993044053191295677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/03/dizionario-1-10.html#comment-form' title='27 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/3993044053191295677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/4270418888591832432/posts/default/3993044053191295677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://imagoaltrove.blogspot.com/2007/03/dizionario-1-10.html' title='Dizionario: 1-10'/><author><name>ImagoAltrove</name><uri>http://www.blogger.com/profile/14725579928464469991</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='15' src='http://2.bp.blogspot.com/-qPSbvJWfIak/TwNLvHvkuoI/AAAAAAAAADc/cAo-vDNQ8rc/s220/Appunti01.jpg'/></author><thr:total>27</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-4270418888591832432.post-5154324037866742888</id><published>2007-03-27T11:46:00.000+02:00</published><updated>2011-11-30T20:18:09.845+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disney'/><title type='text'>PAPER DINASTIA</title><content type='html'>&lt;div align="center"&gt;&lt;font size="2"&gt;&lt;strong&gt;&amp;ldquo;THE LIFE AND TIMES OF SCROOGE MC DUCK&amp;rdquo; (&amp;ldquo;&lt;em&gt;PAPER DINASTIA&lt;/em&gt;&amp;rdquo;)&lt;br/&gt;DI KENO DON ROSA,&lt;br/&gt;ovvero VITA E FANTASTILIARDI DI PAPERON DE&amp;rsquo; PAPERONI&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;PAPERON DE&amp;rsquo;PAPERONI OGGI&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Chiudete gli occhi, e immaginate di trovarvi a Paperopoli, nella via principale della citt&amp;agrave;. La conoscete? No. E come potrebbe essere altrimenti? Facciamo un altro gioco: provate a descrivere dettagliatamente a parole l&amp;rsquo;aspetto estetico della villetta di Paperino o della piazza principale di Paperopoli, con tanto di Municipio. Sareste in grado di farlo? Io penso di no, per il semplice fatto che, almeno fino ad oggi, non esiste una topografia ufficiale della citt&amp;agrave; di Paperopoli (Duckburg), e che gli&amp;nbsp; autori &amp;ndash; sceneggiatori e disegnatori &amp;ndash; ci offrono quotidianamente interpretazioni personali riguardo alla disposizione geografica di strade ed edifici pi&amp;ugrave; importanti della citt&amp;agrave; abitata dai paperi pi&amp;ugrave; famosi del mondo.&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tuttavia essi concordano all&amp;rsquo;unanimit&amp;agrave; su di un elemento: il deposito di Paperon de&amp;rsquo; Paperoni (Scrooge Mc Duck), il papero pi&amp;ugrave; ricco del mondo, e sulla sua collocazione in cima alla Collina Ammazzamotori (Kill-motor Hill).&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Vero &amp;egrave; che ancora oggi sono riscontrabili palesi differenze da un punto di vista estetico: alcuni artisti preferiscono tratteggiare la Collina Ammazzamotori&amp;nbsp; come un rilievo naturale piuttosto marcato, altri la dipingono invece come un piccolo colle dai fianchi molto pi&amp;ugrave; dolci. Senza contare che i disegnatori italiani (da Romano Scarpa in poi) rappresentano l&amp;rsquo;edificio sormontato da una grande cupola, che manca nelle tavole di tutti i suoi colleghi d&amp;rsquo;oltreoceano.&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Tuttavia, queste differenze non sono mai cos&amp;igrave; radicali da far s&amp;igrave; che da una storia all&amp;rsquo;altra muti completamente la fisionomia di quella parte della citt&amp;agrave;. Aggiungerei, anzi, che sono davvero rare le storie ambientate a Paperopoli, in cui non compaia almeno una volta l&amp;rsquo;immagine del deposito sulla sommit&amp;agrave; della collina.&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Questa inevitabile constatazione ci introduce ad un quesito essenziale: come mai, se nel linguaggio artistico disneyano vige la consuetudine di non attribuire molta importanza alla rappresentazione geografica dell&amp;rsquo;intera citt&amp;agrave; di Paperopoli&amp;nbsp; e all&amp;rsquo;estetica dei suoi edifici principali, gli autori smentiscono questa regola nella misura in cui convenzionalmente rappresentano il deposito di Paperone in cima alla collina?&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;strong&gt;&lt;img alt="" src="http://i216.photobucket.com/albums/cc28/imagoaltrove/post/richmond/paperdepositoblogjc2.jpg" /&gt;&lt;br/&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align="center"&gt;&lt;em&gt;Come l'Acropoli per Atene o il Colosseo per Roma, il Deposito &amp;egrave; il simbolo inconfondibile di una citt&amp;agrave;.&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &lt;/strong&gt;La risposta &amp;egrave; data dallo spessore che contraddistingue il personaggio di Paperone nel panorama dei protagonisti disneyani. Paperopoli nasce grazie a Paperone, &amp;ldquo;&amp;egrave; di Paperone&amp;rdquo;. E allora non &amp;egrave; azzardato asserire che Paperone &amp;egrave; l&amp;rsquo;essenza stessa della citt&amp;agrave; in cui vive, l&amp;rsquo;anima di una Paperopoli che senza di lui sarebbe rimasta un nucleo rurale, ai piedi di un fortino diroccato.&lt;br/&gt;&amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; &amp;nbsp;&amp;nbsp;&amp;nbsp; Da questa valenza simbolica che la figura di Paperone sembra assumere fin dai tempi di Carl Barks, il suo creatore, nasce l&amp;rsquo;esigenza di una biografia, che necessariamente ci spieghi come un piccolo papero scozzese abbia potuto portare quelle quattro case sparute sulla costa occidentale degli Stati Uniti a diventare la capitale del &amp;ldquo;duck power&amp;rdquo;, se mi &amp;egrave; concessa questa licenza linguistica. Paperone apre la strada a tutti gli altri importanti e famosi personaggi che conosciamo, i quali devono tutti qualcosa a questo anziano palmipede: non potremmo, per esempio, identificarci nel ben riuscito personaggio di Paperino (il cui nome per esteso &amp;egrave; Donald Fauntleroy Duck), il &amp;ldquo;celebre pennuto qualunque&amp;rdquo;, lo svogliato, lo sfortunato, l&amp;rsquo;antieroe per eccellenza, se prima di lui un vecchio papero scozzese non avesse girato il mondo, alla ricerca della &amp;ldquo;ricchezza perfetta&amp;rdquo;, tra le mille peripezie e i pericoli di una vita avventurosa.&lt;strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;L&amp;rsquo;IDEA CHE NASCE DAL GENIO&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt
