28 novembre 2007

I Cieli di Escaflowne

Gaea, un pianeta dal quale è possibile osservare sia la Luna che la Terra stagliarsi nella volta celeste, è la landa immaginaria dove si sviluppano i 26 episodi de "Tenkū no Esukafurōne" il bellissimo anime di Hajime Yadate e Shoji Kawamori anche noto come "The Vision of Escaflowne" ed italianizzato ne "I Cieli di Escaflowne".
Nato in principio come manga, ha visto il successo in prevalenza proprio per le puntate televisive (successivamente ne verrà prodotto anche un OAV), che in Giappone andarono in onda nel 1996 per conto della Sunrise, mentre in Italia si è dovuto aspettare MTv nel 2001.
I suoi personaggi sono caratterizzati da un insolito naso allungato, che però non stona minimamente con i visi ben definiti e le corporature snelle che i creatori hanno loro attribuito; gli scenari sono curati nel dettaglio, con paesi ricchi di particolari e vallate rigogliose e verdeggianti. Ma vi è anche estrema finezza nel disegnare armi da guerra e robotici guerrieri; sì, perché è proprio con l’ausilio di automi comandati da persone che si combatte su Gaea, automi noti come ‘Guymelef’. Van Slanzar de Fanel, re di FaneliaIl più importante fra questi, capace di mutarsi anche in drago, è l’Escaflowne, nel cui Energist, che ne è il cuore, scorre il sangue del re di Fanelia, Van Fanel ('Ban Fanel' nella versione nipponica) , il quale si ritrova a dover fronteggiare la terribile minaccia bellica dell’impero di Zaibach.
Prima di essere investito sovrano, il ragazzo ha dovuto affrontare un orribile drago ed a causa di un portale si è ritrovato a doverlo battere proprio sulla Terra (che gli abitanti di Gaea conoscono come 'la Luna dell'Illusione'), in una pista d’allenamento di Tokyo, dove una sua coetanea stava gareggiando per poter ricevere il primo bacio dal suo sempai. Hitomi ed il suo pendenteLa ragazza in questione è Hitomi Kanzaki, quindicenne con doti paranormali che sfrutta grazie ad un ciondolo particolare, donatole da sua nonna, e che le permettono di salvare la vita a Van, impedendo che il drago lo uccida con una codata. Da allora, la sua vita sarà legata a quella del giovane: verrà infatti trasportata con lui su Gaea e grazie ai suoi poteri si ritroverà a cambiare di volta in volta le sorti di chi le sta vicino.
 Alleanze e guerre, amore ed odio, amicizia e rinnego: questi saranno i leit motiv di ogni puntata, di volta in volta scosse da rivelazioni inaspettate, come legami di sangue e memorie nascoste. La voglia di lottare, di sperare che tutto possa finire nel migliore di modi, di non arrendersi nemmeno dinnanzi alle sofferenze più atroci: questo caratterizza la parte del bene, che vede il suo perno proprio in Van. Discendente da parte di madre dell'ormai estinta stirpe di Atlantide, dalla genitrice ha ereditato anche la sua vera natura di "Ryuujinbito": all'occorrenza, può fare ricorso ad un paio di enormi e candide ali piumate che ne vanno a caratterizzare la schiena, facendolo apparire agli occhi di Hitomi come un angelo. L'EscaflowneEgli ha avuto un’infanzia segnata dall’abbandono e dal distacco e di questo ne ha risentito crescendo, divenendo una persona che esterna poco i suoi sentimenti; tuttavia, il carattere chiuso non gli impedisce di provare, poco a poco, qualcosa per Hitomi, forse fin dall’inizio del loro incontro; ma la ragazza ha la mente altrove e divide pensieri fra il suo sempai rimasto a Tokyo e per Allen, un bellissimo cavaliere dalla folta chioma bionda e dai lucenti occhi azzurri. Volente o nolente, lei però sente che il suo destino è in qualche modo segnato dall’Escaflowne e, di conseguenza, da Van, che man mano diverrà tutt’uno con il robot arrivando a provare sul suo corpo i danni subiti dal suo Guymelef.
La storia prende molto, perché vede l’unione di elementi e sentimenti differenti e lo scontrarsi di parti avverse e parti alleate per il compimento dei propri interessi; vi è la classica lotta fra il bene ed il male, però proposta sovente in maniera cruenta: centri abitati dati alle fiamme, innocenti costretti all’esodo ed alla separazione, sangue che abbonda ora da una parte, ora dall’altra. Ma c’è tantissimo spazio anche per l’amore, soprattutto quello fra uomo e donna, e per l’eterno timore di non trovare l’altro disposto a corrispondere i propri sentimenti. E piano piano si cresce: Van diventa giorno dopo giorno più bravo nel combattimento e sempre più coraggioso; come lui stesso dice, non darà mai le spalle al nemico. Hitomi, invece, soffre molto per le sue visioni, la maggior parte delle volte presagio di morte, e le sarà sempre più duro cercare di evitare che si avverino avvertendo in tempo gli interessati. Hitomi stretta a Van dotato delle aliLa sofferenza più forte la avverte ogni qualvolta il re di Fanelia è in pericolo e ben presto comprende che il suo ciondolo è legato all’Escaflowne allo stesso modo in cui lei è legata a Van. Il contatto fra i due è fonte di emozioni indescrivibili: ognuno c’è per l’altro, e questo è di conforto sia per lei, che si trova tanto lontana dalla Terra e dai suoi affetti, che per lui, orfano di entrambi i genitori e fratello di un uomo passato dalla parte del nemico. La sigla iniziale canta “Yakusoku wa Iranai”, ovvero “Non ho bisogno di una promessa”; forse perché fra Van e Hitomi non vi è bisogno di alcun impegno di non dimenticarsi reciprocamente, una volta che lei farà ritorno a casa.
Ammesso che non sia stato tutto un sogno, o, forse, un'illusione.

10 novembre 2007

Kanon

SERIE:
Creata da Itaru Inoue e nata da un gioco per pc (che sfoggiava immagini hentai). E' composta da 13 episodi, più un OAV. Nel 2006 è stato lanciato il progetto di creare il remake della serie che, stavolta, dovrebbe contare 24 episodi. Entrambe le serie non sono ancora arrivate in Italia.

TRAMA:
La storia, con qualche spunto magico, ruota attorno a Yuuichi Aizawa, ritornato in Giappone dopo 7 anni vissuti all'estero. Non ricorda praticamente nulla della sua infanzia trascorsa nella città della cugina. Man mano che i giorni trascorrono e incontra un paio di persone, appaiono nella sua mente delle scene, ha dei flashback che in quel momento non si spiega. Alla fine ritroverà la sua memoria. Motore della vicenda sono le promesse che ha fatto da bambino ad altre due bambine, nonchè compagne di giochi.

PERSONAGGI:
La cugina di Yuuichi è Nayuki Minase. E' un po' fissata con le rane come testimonia il grosso peluche Keroppi e il pigiama che indossa. E' una ragazza dolce e gentile. Fa parte del club di atletica della scuola ed è sempre disponibile con tutti. Non riesce a svegliarsi la mattina, nonostante le 25 sveglie rumorose piazzate in camera. E' molto legata al cugino, per cui prova qualcosa.

Ayu Tsukimiya, nominata dalla sottoscritta "miss uguuu", è una ragazza un po' bizzarra che adora mangiare un dolce tipico giapponese che, quasi sempre, ruba. Porta sempre con sè un simpatico zainetto con delle ali. Ayu si scontra ripetutamente con Yuuichi e in qualche modo, le loro vite sono intrecciate da sempre. E' alla perenne ricerca di qualcosa che non ricorda.

Shiori Misaka è una ragazza dolcissima che incontra Yuuichi per caso. Non può frequentare la scuola per motivi di salute, ma spesso fa una capatina alla scuola dell'amico per passare un po' di tempo insieme. Sebbene sia una ragazza solare e allegra, spesso sul suo volto si nota tristezza. Ama disegnare e non si separa mai dalla sua stola.

Mai Kawasumi è molto introversa e ha solo un'amica. Yuuichi la incontra di notte a scuola mentre la ragazza combatte con dei mostri che sembrano infestare la scuola. Ogni volta che capita è sempre sgridata e punita dal consiglio studentesco. Non ha mai protestato o detto alcunché e tutti la considerano la pecora nera dell'istituto.

Makoto Sawatari ha lo scopo di attaccare ripetutamente Yuuichi, ma non ricorda assolutamente cosa le ha fatto il ragazzo. Quando si trasferisce a casa sua, gli fa ogni genere di scherzi possibili ed immaginabile, ma alla fine i due riescono ad andare d'accordo. Yuuichi non si ricorda di lei, nè può chiedere aiuto alla ragazza perchè l'amnesia di Makoto è molto più grave di quanto si pensi. Col tempo i due iniziano ad andare d'accordo.

OAV:
Ne esiste solo uno ed è una puntata a tutti gli effetti, anche se non la si può classificare totalmente come 14esima. Per certi versi è una pre/post-puntata 13esima.

Impressioni:
Sebbene il disegno non piaccia a tutti, io ho trovato questo "dramma sentimentale" parecchio intenso. La storia merita e c'è davvero da trasformarsi in una fontana. La storia più drammatica è quella di Makoto che non sto qui a raccontarvi altrimenti farei dello spoiler gratuito e non bisogna rivelare mai tutto nella vita. La ragazza in questione non è mai stato il mio personaggio preferito, anzi mi stava pure un po' antipatica, ma col tempo l'ho rivalutata parecchio. Il mio personaggio preferito, soprattutto dal punto di vista mentale, è Mai, che tra l'altro è proprio disegnata bene, segue a ruota Ayu.
La storia, come dicevo, è un mix tra magia, dramma e piccole gag, ma non mancano i colpi di scena. Mi verrebbe da dire che è "soffice" ma allo stesso tempo straziante. La fine lascia l'amaro in bocca nonostante tutto. Volendo essere più obiettivi, qualche buco nella storia c'è, ma nel complesso non posso che consigliare di vederlo se piace la storia o si è incuriositi. Ovviamente senza dimenticare i kleenex...



Scritto da mulaky

9 ottobre 2007

Devilman - L'uomo Diavolo

In principio erano i demoni, creature mostruose nate dalla fusione degli esseri viventi più disparati. Dominavano la Terra prima dell'avvento dell'uomo, in un clima di primitivo e violento terrore ove vigeva la legge del più forte. Poi vennero le glaciazioni e i demoni furono imprigionati nelle profondità dei grandi ghiacciai.
Il professor Asuka, archeologo di fama internazionale, durante una spedizione tra le rovine di un'antica civiltà Maya, conobbe tutta la verità sull'esistenza dei demoni e quando tornò in patria non fu più lo stesso. Divenne sadico e malvagio fino al giorno in cui, dopo aver tentato di divorare suo figlio, decise di mettere fine alla propria esistenza dandosi fuoco.
Ryo Asuka, unico figlio del professore, rovistando tra gli appunti del padre, si rese conto che il celebre archeologo era stato posseduto da un demone. Seppe così che i demoni si erano destati dal loro sonno millenario e che si apprestavano a riconquistare la Terra.
Un giorno il giovane Ryo si presentò dinanzi al suo unico vero amico: Akira Fudo. Akira era sempre stato un ragazzo codardo, ma dal cuore puro e dai sentimenti onesti. La sua famiglia si era trasferita all'estero e, dato che lui doveva completare gli studi, era stato ospitato dalla famiglia Makimura che lo aveva sempre trattato come fosse loro figlio. Secondo Ryo esisteva un solo modo per riuscire a contrastare i demoni: fare in modo che uno di essi si fondesse con un uomo capace di dominarne gli istinti, affinché la natura demoniaca non prevaricasse quella umana. La scelta ricadde su Akira.
La fusione avvenne, Akira Fudo fu posseduto dal grande demone Amon e da quel momento divenne Devilman, altrimenti detto l'uomo diavolo.

   


Pur essendo composta da soli tre volumi (ristampata recentemente in una nuova edizione da cinque), l'opera di Go Nagai possiede una ricchezza ed una profondità particolarmente rare, che fanno leva sui principi del bene e del male che convivono nell'uomo. Go Nagai indaga sulle due facce della stessa medaglia portando in superficie gli istinti carnali, primordiali ed oscuri che albergano in ciascuno di noi, nell'ambito di un equilibrio tanto instabile da condurre inevitabilmente all'autodistruzione.
Dopo la fusione Akira cambiò radicalmente. Divenendo scontroso e a tratti persino violento, ma riuscì comunque a dominare l'istinto del demone che lo possedeva. Questa sua duplice e contrastante natura fece innamorare la giovane figlia dei Makimura, Miki, che viveva sotto lo stesso tetto di Akira. Miki non conosceva il segreto di Akira e lui ritenne opportuno fare di tutto per nascondergliela, limitandosi a proteggerla a sua insaputa. A questo punto il racconto di Go Nagai si tinge di nero, attraverso il susseguirsi di una serie di brevi episodi di rara crudeltà quotidiana: una madre che tortura il suo unico figlio; una bambina divorata dal demone-tartaruga Jinmen, il cui volto e la cui coscienza restano impresse sul suo guscio; un gruppo di ragazzi controllati da orribili tarantole aggrappate alla testa; una giovane studentessa costretta a convivere col suo corpo demoniaco capace di secerne liquidi che corrodono ogni cosa. Insomma, non si può certo dire che a Go Nagai manchi la fantasia, come neppure si può dire che non sappia dipingere l'orrore nella sua forma più pura, profonda e radicata.
E così, giorno dopo giorno, Akira si vide costretto ad affrontare sè stesso e i demoni che insidiavano la razza umana. Si, perché i demoni erano troppo furbi per riconquistare il pianeta dichiarando guerra aperta all'umanità: erano consapevoli delle armi create dall'uomo, ma conoscevano bene anche tutte le sue debolezze e le sue paure. Decisero quindi di optare per una fusione indiscriminata: presero a impossessarsi di persone normali, comuni lavoratori, casalinghe, studenti delle superiori e via dicendo. Alcuni di questi si tramutavano in orrende creature dalle apparenti sembianze umane; altri, non sopportando il peso della fusione, morivano manifestando apertamente la loro natura demoniaca sotto lo sguardo sbigottito e impotente dei passanti. A quel punto divenne chiaro a tutti che chiunque poteva nascondere un demone dentro di sé e in breve tempo il terrore dilagò a macchia d'olio. In tutto il mondo vennero istituite speciali squadre anti-demone e l'umanità cadde vittima di una seconda epoca inquisitoria, ancora più devastante della prima. l'obbligo morale di denunciare alle autorità chiunque fosse stato anche solo sospettato di essere un demone si diffuse come il peggiore dei virus e tanti uomini innocenti caddero vittime delle spietate pattuglie anti-demone. Nel giro di pochi mesi le cose precipitarono e, se in un primo momento il compito di Devilman era quello difendere la Terra dai demoni, ben presto si ritovò a proteggere l'umanità da sé stessa. Ma l'odio e la crudeltà umana si dimostrarono ben più violente dei primordiali istinti demoniaci e lo stesso Akira capì di essere del tutto impotente nell'affrontare l'odio generato dall'uomo nei confronti dei suoi simili.

   


Infine il tragico epilogo. Per difendere la famiglia di Miki, Akira fu costretto a rivelare apertamente la sua vera identità demoniaca e a fuggire lontano dalla sua amata, con la promessa che avrebbe continuato a proteggerla. Miki giurò ad Akira che avrebbe fatto il possibile per sopravvivere e che, una volta che tutto questo fosse finito, si sarebbero finalmente ricongiunti. L'obiettivo di Akira era quello di cercare altri devilmen come lui. Si rese conto che, durante la precedente fase di fusione indiscriminata ad opera dei demoni, potevano essere nati altri devilmen, così come era capitato a lui: l'amore di Miki l'aveva spinto a credere che, nonostante tutto, l'umanità meritasse ancora di essere salvata e l'unico modo per farlo sembrava essere proprio quello di organizzare un esercito di devilmen, così da ingaggiare una battaglia all'ultimo sangue contro i nemici dell'uomo. Nel frattempo, quando il quartiere seppe che la famiglia Makimura aveva ospitato un devilman in casa propria per tutto quel tempo, cominciarono a diffondersi inquietanti ed insidiose dicerie sul loro conto. D'altronde Miki era sempre stata una ragazza affascinante e tutti coloro che in passato avevano segretamente subito questo suo fascino cominciarono a giustificare la loro debolezza d'animo accusando la ragazza di essere una creatura dagli oscuri poteri. Una notte, una folla inferocita di cittadini, armati di bastoni, randelli e ardenti fiaccole, assediò la casa dei Makimura. Uccisero brutalmente tutta la famiglia. Miki si difese fino allo stremo delle proprie forze e, prima di essere linciata, invocò tra sé il perdono Akira per non essere stata capace di sopravvivere a tutta quella ferocia. Alle prime luci dell'alba, mentre Akira rientrava a casa dei Makimura per poter finalmente riabbracciare la sua amata, vide una folla esaltata portare in trionfo un macabro trofeo: la testa della giovane Miki impalata in cima a una lunga asta di legno.
I demoni a quel punto ebbero gioco facile e ben presto l'umanità si ritrovò decimata. Ma lo scontro finale doveva ancora avvenire: dopo una lunga battaglia tra demoni e devilmen sopravvissero soltanto i rispettivi capi delle due fazioni nemiche: Satana e Amon. Satana si rivelò essere la vera identità di Ryo Asuka, l'amico d'infanzia di Akira. Sul finale l'angelo ermafrodita cacciato dal Paradiso raccontò di essere sempre stato innamorato di Akira e di averlo fatto possedere dall'invincibile Amon non per difendere l'umanità, bensì nella speranza che potesse sopravvivere ad essa. Dopo la lunga e malinconica rivelazione di Ryo, Akira chiuse gli occhi e si addormentò per sempre tra i resti di una Terra ormai devastata.


------------------------------------------------------------
N.B. Le tavole riportate rispecchiano il formato originale dell'opera, dunque eventuali dialoghi (mi riferisco nello specifico alla tavola numero cinque) andranno letti nell'ordine inverso: dall'alto verso il basso e da destra verso sinistra.



Scritto da Deeproad

20 settembre 2007

Death Note

Una partita a scacchi.
Di quelle serie però, di quelle giocate dai grandi campioni dotati di una mente tale da prevedere in anticipo le mosse dell'avversario; con la sola (?) differenza che pedoni, alfieri, torri, cavalli e regine sono degli esseri umani, manovrati (e sacrificati) abilmente dai 2 re.
La scacchiera? Una Tokyo che presto sta stretta, spostando la partita su scala globale.
Il mezzo? Da un lato la tecnologia della polizia giapponese e di un geniale investigatore, dall'altro il Death Note.


Beh, presentiamo i pezzi disposti su questa scacchiera, allora.

I pedoni.
I pedoni degli scacchi sono anonimi, tutti uguali e limitati nei movimenti. Nella partita di Death Note invece devono avere un nome: "The human whose name is written in this note shall die". Quelli bianchi sono quelli a disposizione della polizia, quelli neri del possessore del Death Note... poi ce ne sono altri che non c'entrano con la partita: c'è un brusio continuo di pedoni che scompaiono, per tutta la storia.
Alfieri, torri, cavalli, regine. Entrambi i giocatori hanno dei pedoni un po' più importanti - non si può definirli diversamente - che scelgono di muovere con maggior libertà e che sono a conoscenza di parte della strategia.
Re. Imbrigliati nelle maglie tessute dall'avversario, i due re mandano avanti tutti gli altri pezzi secondo uno schema di anticipazioni e mosse preparatorie che è il vero nucleo della storia.
- Il re bianco è L (proprio la lettera), o Riuzaki (nome fittizio). Di lui non si sa nulla se non quello che mostra di sè: un ragazzo indubbiamente strano, pieno di tic e con la passione per i dolci. Un ragazzo prodigio che in varie occasioni aveva aiutato la polizia a risolvere casi intricatissimi e che ora è chiamato a capire e fermare il serial killer che sta uccidendo a suon di attacchi cardiaci i criminali ("If the cause of death is not specified, the person will simply die of a heart attack").
- Il re nero è Light Yagami. Light è Kira, colui che, spinto da un deviato (o no?) senso di giustizia, sceglie di usare il Death Note per punire. Kira raccoglierà numerosi fan (saranno loro a dargli questo nome, "killer" pronunciato dai giapponesi), ma non manca chi lo avversa, in primis suo padre, il capo della polizia di Tokyo.
Gli shinigami. Eh? Su una scacchiera? Beh, sono un po' gli spettatori, un po' gli organizzatori dello spettacolo: sono gli dei della morte, naturali possessori dei Death Note coi quali dovrebbero gestire vita e morte degli esseri umani dal loro mondo... Non è bello da dire, ma tutto questo gran casino tra L e Kira è causato dalla noia mortale di uno di loro, Riuuk, che lascia cadere sulla Terra un Death Note che gli avanzava.
Dire i nomi di tutti gli altri ci interessa poco, ve l'assicuro. Una volta che siamo entrati nell'ottica che sono tutti pedine nelle mani dei due giocatori di loro poco ci fregherà (anche se, chiaramente, la storia ce li propone egregiamente, con le loro speranze e le loro paure, i loro desideri e le loro aspirazioni...)

Le regole, infine, sono quelle dettate dal Death Note.

Della storia non si può dire veramente di più. Immagino sia chiaro che non è possibile raccontare oltre senza togliervi la possibilità di capire autonomamente i perchè delle mosse dei due giocatori.
Posso dirvi che avete 3 possibilità di scoprirla: manga, anime e film.
I 12 numeri del manga e le 37 puntate dell'anime viaggiano sulla stessa lunghezza, le differenze sono minime (a quanto ho potuto al momento riscontrare). C'è da dire che entrambi si spostano oltre la storia che vi ho accennato: nell'anime dalla puntata 27 inizia una seconda partita a scacchi, a dire il vero meno intensa della prima...
Col film (inevitabilemente) le differenze sono notevoli. Coi film, anzi: Death Note e Death Note - The last name. La storia si ferma alla "prima partita" tra L e Kira e la necessità di far stare tutto in 4 ore causa cambiamenti nella trama, tanto che si può dire che anime/manga e film arrivano allo stesso finale ma per due strade diverse, sovrapponendosi solo in alcuni passaggi chiave.
Sono modifiche intelligenti, non raffazzonate, ma che causano un appiattimento emotivo nella storia: l'anime e il manga sono caotici, neanche i protagonisti spesso hanno le idee chiare (sono pur sempre esseri umani) e la confusione aumenta tra la gente comune (spaccata in due tra un senso di giustizia sano ma inerme e uno malato ma efficace), è tutto meno orchestrato, insomma, ma la possibilità di avere più spazio (in tankoubon e puntate) permette di spiegare comunque gli eventi. Nel film invece la trama tessuta da L e Kira fila liscia fino alla conclusione, intrecciandosi perfettamente a formare un quadro geniale.

C'è solo un'ultima cosa da dire: il manga è stato presentato come uno dei rari successi in cui il protagonista è cattivo. Beh, Light/Kira magari non è cattivo, a voi decidere... ma certamente non è normale: la sua fortissima e controversa personalità deve aver spinto gli sceneggiatori del film a ridimensionarlo, almeno all'inizio: nel film infatti Light è uno studente di legge con un forte senso di giustizia e fiducia nella polizia, ma che dopo aver assistito a una palese ingiustizia rimasta impunita ottiene da Ryuuk il Death Note e diventa (seppur con qualche iniziale esitazione) un dio punitore. Nel manga/anime invece queste sue velleità divineggianti sono manifeste da subito e le esitazioni ridotte a zero: Light accetta una forza assoluta e divina certo di essere la persona giusta per applicare la vera giustizia. Chissà, magari presentare sullo schermo un'anima umana così nera ha messo paura agli sceneggiatori... E' infatti inevitabile che chiunque abbia visto questa storia, a un certo momento (per ognuno diverso) abbia pensato che forse Kira tutti i torti non li ha...

2 settembre 2007

Full Metal Panic! - Full Metal Panic? Fumoffu

FULL METAL PANIC!

ANIME:

Come tutti gli anime che si rispettino, pure questo conta ben 24 puntate. Molte puntate si diramano per più blocchi. Ci saranno solo due o massimo tre puntate che servono per allungare il brodo, ma nel contesto ci stanno molto bene. Non ho ben idea di quale possa essere il “genere” specifico per l’anime di Shouji Gatou perché è per ragazze (il lato più sentimentale) e per ragazzi (guerre, robottoni vari e combattimenti). Comunque, tralasciando questa distinzione che alla fine nemmeno serve, bisogna dire che originariamente FMP è una serie a romanzi, distinti in filoni centrali (dai quali nasceranno gli anime Full Metal Panic! e Full Metal Panic! The second Raid) e in filoni umoristici demenziali (dai quali nascerà Full Metal Panic? Fumoffu!).

Trama:
Una giovane sedicenne molto carina, Kaname Chidori, è molto importante per gruppi terroristici del KGB. In realtà sono interessati alla sua memoria dove sono immagazzinati, fin da prima che nascesse, informazioni riguardanti una nuova tecnologia altamente sofisticata, la Black Technology. Kaname non lo sa, ma è una Whispered. Per fermarli, allora, un’organizzazione militare formata da mercenari devoti alla giustizia, la Mithril, manda uno dei suoi migliori soldati, il sergente Sousuke Sagara, per proteggere la ragazza. Il ragazzo, anch’esso sedicenne, viene spacciato come studente della stessa classe di Chidori. L’integrazione sarà quanto di più divertente si sia mai visto in giro: lui è sempre cresciuto a pane e guerre, pertanto ragiona sempre e solo in termini militari anche (soprattutto) quando non ce n’è bisogno.

Personaggi:
Sousuke Sagara – Nonostante la giovane età è già sergente e il suo nome in codice è URUZ-7. Cresciuto soprattutto tra le guerre in Medio Oriente, è probabilmente il miglior soldato della Mithril ed eccelle nel combattimento degli AS (Arm Slave, i robottoni). Il suo passato è avvolto nel mistero, si sa che all’età di otto anni veniva chiamato Kassim dai gruppi ribelli, cui faceva parte, in Hermajistan.


Kaname Chidori – La nostra protagonista è famosa a scuola per essere bellissima, ma anche per il suo caratterino per niente docile. Ha perso la madre anni fa e ha deciso di vivere da sola. Questo ha rafforzato la corazza, ma alla fine è una ragazza fragile. La sua vita cambierà nel momento in cui conoscerà Sousuke. I rapporti tra i due non saranno idilliaci anche per i caratteri opposti, eppure, nonostante questo...


Teletha Testarossa
– Colonnello della Mithril e capitano del loro sottomarino da lei stesso ideato. E’ molto dolce, intelligente e ha 16 anni, ma i suoi riflessi sono praticamente inesistenti. Si fa chiamare Tessa, è innamorata di Sousuke e a differenza di Kaname lo ammette a tutti tranne al diretto interessato (che comunque non capisce). Soffre del complesso di inferiorità rispetto al fratello.


Melissa Mao – Nome in codice URUZ-2 è il Sergente maggiore, superiore di Kurz e Sousuke. Abile soldatessa, è specializzata nel corpo a corpo. E’ molto avvenente e viene rispettata da tutti. Ha fatto parte dei marines, è un po’ scurrile, ma sa perfettamente tutto quello che c’è da sapere su un AS sotto il punto di vista tecnico. E’ lei che ha scelto Sousuke e Kurz nella sua squadra.


Kurz Weber – Nome in codice URUZ-6, è un grande amico di Sousuke nonostante siano il giorno con la notte. Kurz, infatti, è molto espansivo, fissato con le donne, tanto da avere la nomea di maniaco e pervertito. Il primo incontro con Melissa è emblematico sotto questo punto di vista e, nonostante i frequenti litigi, è molto affezionato alla donna. Ha 19 anni e un passato da modello. E’ un abilissimo cecchino.


Gaurun – E’ il cattivone della serie. Un pazzo mercenario senza scrupoli assoldato dal KGB per rapire Kaname. E’ un uomo assolutamente malvagio ma dotato di una intelligenza da non sottovalutare. Pianifica ogni cosa e c’è sempre un motivo dietro le sue mosse. Conosce Sousuke sotto il nome di Kassim. I due avevano già combattuto molti anni prima.

Curiosità:
La cronologia degli anime è la seguente:

Il secondo capitolo, in realtà, non segue il primo, si svolge piuttosto durante il primo. Il terzo e il quarto (che è un OAV del terzo), purtroppo, non sono ancora usciti in Italia. Si vocifera "entro fine 2007". Voglio sperare che si diano una mossa sul serio perché sarebbe anche ora…

Impressioni:
Diciamolo, la fine della prima serie è proprio “a metà”. Dopo tanto discutere e lottare, ci si aspetta qualcosa che però non è arrivato. Ma mi dico che, in fondo, ci sono altre tre capitoli sicché attenderò con ansia e trepidazione.
I personaggi sono sviluppati bene, ognuno ha delle caratteristiche proprie e non è mai superfluo o inutile. Nonostante questo, mi sento in dover di esternare il mio odio verso Tessa. Troppo buona, troppo bambina in certe questioni. Io detesto i triangoli e detesto chi si intromette in una love story che sta per sbocciare. Ma a parte questo, non l’ho mai potuta soffrire prima, chissà perché ma è proprio una cosa a pelle, un po’ come era accaduto per la principessa Hinoto (vedi X/1999). Lo capisco, è impossibile non invaghirsi di Sousuke: terribilmente serio in campo militare e assolutamente goffo nelle questioni di vita normale, anche se non ride mai. E Kaname è adorabile nonostante il suo caratterino che per certi versi è simile a quello di Akane (vedi Ranma ½). A me ha fatto sbellicare pure Kurz, è assolutamente divertente nelle sue manifestazioni da accalappia-ragazze. Tralasciando questi argomenti un po’ frivoli, che però erano necessari, bisogna ammettere che i disegni degli AS (sempre i robottoni) sono belli e talvolta non sono nemmeno troppo rigidi. I combattimenti non sono così confusionari da non far capire che accade, nonostante ci siano tanti personaggi e gli AS che si muovono freneticamente. Pure gli scenari fatti al computer si miscelano bene con i disegni. I colori sono vivaci anche quando la vicenda si svolge nel sottomarino, dove predomina il grigio. Il nostro eroe è sempre in missione e non sarà facile sconfiggere Goukon che non muore mai, nemmeno fosse highlander. Ma d’altronde conosciamo tutti il noto proverbio sull'erba cattiva... Alla fine il bene trionferà sul male, almeno è così che ci fanno vedere. Dal punto di vista militare, delle guerre insomma, l’anime si conclude e non lascia in sospeso nulla. Piuttosto può sfuggire qualche particolare sulla vita dei personaggi. Insomma, sono convinta che ulteriori sviluppi saranno illustrati nelle altre tre serie, pena attentati terroristici ad opera dei fans.
Lo diciamo? E diciamolo: le guerre ci vanno bene, anche i morti, ci piace tutto di Full Metal Panic, ma vogliamo ulteriori sviluppi sulla love story tra Sousuke e Kaname. Non potete lasciarci così, vogliamo una prova tangibile, senza dover andare ad interpretazione di pensieri e sguardi!



FULL METAL PANIC? FUMOFFU!

ANIME:
Conta 12 puntate nell’edizione originale, 13 in quella originale mandata in onda da MTV (hanno creato una puntata prendendo varie scene da entrambe le serie), per un totale di 17 episodi inediti (più il mix). Come scritto poco sopra, la serie è da considerarsi in contemporanea con Full Metal Panic! e non un sequel.

Trama:
La trama è inesistente! Gli episodi non hanno implicazioni con altre, non c’è una storia da seguire. Sono puntate assolutamente slegate da ogni cosa, che trattano del rapporto tra Kaname, Sousuke e gli altri civili nella scuola da loro frequentata, o forse sarebbe meglio dire del rapporto tra Sousuke e il mondo civile. Storielline assolutamente comiche, anzi direi demenziali grazie anche all’incapacità di Sousuke di essere un ragazzo “normale”.

Personaggi:
I personaggi sono gli stessi, manca solo il cattivone, anche se bisogna ammettere che il gruppo dei militari c’è poco e niente. Ma c’è una new entry che merita di essere segnalata: Bonta-kun. Altri non è che un pupazzo opportunamente modificato da Sousuke (grazie all’impiego di altissime tecnologie), che gli permetterà di compiere le sue “missioni” camuffato tra i civili.


Curiosità:


  • Il perché di “Fumoffu” verrà spiegato nel corso delle puntate: gli autori sono geniali.

  • In una puntata Kaname chiama la madre al cellulare, ma nella prima serie sappiamo che è morta.


Impressioni:
C’è da spaccarsi dalle risate, specie quando compare il pupazzo! Ho visto la serie in un pomeriggio intero e ho riso come una pazza. La serie, per certi versi, va un po’ più a fondo nel rapporto tra i nostri due protagonisti, anche se in una puntata si insinua Tessa che, ovviamente, rompe non poco. Io detesto questa tizia, ma si era già capito. Le storielline vanno un po’ più a fondo, ma sempre in maniera ironica e demenziale. Si capisce che c’è del tenero, ma questo ancora non ci basta! I disegni sono leggermente diversi, ma si tratta di tratti veramente minimi. Spassoso pure il capo del consiglio studentesco, mi ha fatto morire dal ridere quando in una puntata legge tremila libri al mare, mentre gli altri giocano! E’ assolutamente da vedere dopo la prima serie!



Scritto da mulaky