15 marzo 2007

Hentai - Prima parte

Lemon by DeeproadQuando i manga erotici cominciarono a diffondersi nelle edicole del nostro paese avevo circa sedici anni. In passato mi era capitato di leggere qualche fumetto erotico occidentale, ma l'esperienza, devo confessarlo, non era stata delle più gratificanti: pornografia esplicita, dettagli raccapriccianti e racconti discretamente disgustosi, oltre che ripetitivi e monotoni, mi fecero giungere alla conclusione che, fatte le dovute eccezioni per quel che concerne rare opere di un certo spessore, la maggior parte della produzione occidentale tendesse su questo versante. Vista l'esperienza essenzialmente negativa non ebbi mai la curiosità di stabilire se le cose stessero effettivamente così o se magari non fossi stato io ad essere particolarmente sfortunato in termini di scelte. Una sera però ebbi modo di vedere in TV un servizio dedicato alla moda dilagante dei manga erotici e decisi quindi di fare ancora un tentativo. D'altronde l'idea di poter vedere quelle ragazze dalle fattezze dolci e surreali, che per tanti anni avevano popolato le mie fantasie infantili, finalmente in atteggiamenti esplicitamente "hot" era un pensiero davvero troppo allettante perché potessi accantonarlo con tanta facilità. La mattina seguente, prima di andare a scuola, mi fermai davanti a un'edicola nelle immediate vicinanze del mio liceo. Mi guardai intorno con circospezione e finalmente decisi di avvicinarmi alla sezione per adulti. Subito mi cadde l'occhio sul volto di una giovane infermiera dagli occhi languidi e dal seno prorompente. Feci così la mia scelta. Afferrai il volumetto in fretta e furia e acquistai il primo numero de La clinica dell'amore. Nei mesi che seguirono feci una vera e propria scorpacciata di manga erotici, dal momento che le produzioni sembravano essere in continua espansione. Questo mi diede modo nel bene e nel male di scoprire, o forse sarebbe meglio dire di mettere a fuoco, alcuni aspetti dell'erotismo per me completamente nuovi, talvolta intriganti ed eccitanti, talvolta oscuri e lievemente traumatici. In ogni caso ritengo sia stata un'esperienza in grado di arricchire la mia consapevolezza sessuale, nonché le mie perversioni ancora latenti.

AV Angel by DeeproadAll'epoca la migliore rivista specializzata nel settore era senza alcun dubbio Lemon, che ogni mese presentava cinque o sei differenti storie legate al meglio della produzione erotica orientale a fumetti. Fu grazie a quella rivista che mi resi conto di quanto l'erotismo giapponese sapesse essere realmente intriso di forti emozioni e solo raramente fine a sè stesso. Lemon mi fece conoscere Una gatta da sogno, opera di tale Ebi Fry (evidentemente uno pseudonimo) che narrava le vicende di un essere per metà donna e per metà gatto. Storie brevi ed autoconclusive che si muovevano con disinvoltura nell'ambito di differenti registri emotivi: c'erano i momenti ironici e spensierati, come anche quelli malinconici e drammatici. Il tutto condito da un erotismo dolce e avvolgente. Quello stesso erotismo che, sebbene in misura meno esplicita, avrei ritrovato circa un anno dopo nella prima opera di Masakazu Katsura pubblicata in Italia, Video Girl Ai. In sostanza fu amore a prima lettura. Di contro Lemon pubblicò anche AV Angel di Yoshimasa Watanabe, uno dei più celebri autori di manga per adulti del Sol Levante. AV Angel era caratterizzato da un tratto particolarmente soffice, al punto di rendere i corpi femminili tanto più attraenti quanto più in evidente contrasto con quella sottile violenza che invece scaturiva dalle singole storie narrate. Tutti i personaggi femminili finivano per ricoprire l'ingrato ruolo di vittima "innocente" della perversione maschile. Il sesso era sempre vissuto da un lato (quello maschile) come forma di continua prevaricazione fisica e psicologica, consumata preferibilmente in contesti quotidiani e rispettabili, dall'altro (quello femminile) come una sorta di consapevole rassegnazione al proprio ruolo di oggetto sessuale. Questa visione della sessualità peraltro ricorre di frequente nell'immaginario erotico orientale, diciamo pure nella maggior parte dei casi, probabilmente in qualità di riflesso liberatorio alle costrizioni sociali entro le quali il giapponese medio si trova costretto nell'ambito della quotidianità. Parallelamente una nota casa editrice italiana, la Play Press, si accingeva alla pubblicazione di un'opera dalle sfumature horror dal titolo Beast, altrimenti conosciuto come Urotsukidoji di Toshio Maeda. Un racconto sconvolgente, a tratti anche disgustoso, capace di alternare momenti di violenza perversa a momenti di malinconica dolcezza. Fu anche uno dei primi manga erotici (sebbene mi renda conto del fatto che definirlo semplicemente in questo modo possa apparire alquanto riduttivo) pubblicati in Italia a non contenere storielle autoconclusive, ma a seguire una trama discretamente elaborata. In un primo momento Urotsukidoji non mi convinse molto a causa di un tratto decisamente realistico e fuori dai soliti canoni nipponici, ma col tempo rimasi affascinato dalle atmosfere crude, sporche e totalmente prive di qualsiasi forma di ipocrisia perbenista che quel fumetto era in grado di dipingere.

Cream Lemon by DeeproadIn quegli anni la Play Pess puntò molto sulla pubblicazione di manga erotici di un certo livello (ricordo tra gli altri My My My, Gotaman e Cream Lemon, uno dei primi a trattare argomenti più controversi come l'incesto o la pedofilia, sebbene in misura piuttosto marginale), ma sfortunatamente fu solo una breve parentesi. Ben presto quasi tutte le testate del settore furono costrette a chiudere i battenti in seguito a un progressivo e inesorabile calo delle vendite. Fu la classica moda passeggera diciamo. Fin dagli albori del fenomeno nella mentalità dell'italiano medio il manga erotico venne relegato al ruolo di giornaletto per maniaci depravati dalla sessualità deviata (e probabilmente non fu un caso che io ne divenni fruitore). A tale declino contribuirono sicuramente le pubblicazioni illegali che all'epoca (come anche oggi) pullulavano nelle edicole di tutto il paese (sul genere Erotic Japan, tanto per fare un esempio). Fantomatiche case editrici (talvolta pressochè inesistenti) cominciarono a distribuire, senza ovviamente preoccuparsi di pagare i relativi diritti, opere scadenti con tanto di testi riscritti in chiave pornografica e organi genitali ridisegnati per l'occasione in perfetto stile occidentale, per la gioia di tutti gli smanettoni incalliti. Il fenomeno divenne di proporzioni tali da riuscire in breve a far collassare il mercato ufficiale, che invano si prodigava nell'infruttuoso tentativo di proporre opere di un certo spessore. L'unico fumetto che riuscì ad avere un discreto seguito fu La clinica dell'amore, un manga demenziale di chiara impronta fetish che in un arco di tempo relativamente breve diede alle stampe due intere serie (a dimostrazione dunque del successo riscosso). Ma rimase purtroppo un caso isolato. Molti anni dopo la Star Comics tentò di ripercorrere timidamente le orme della Play Press, senza però ottenere grandi riscontri in termini di vendite. Vano anche il tentativo della Kabuki Publishing di far conoscere in Italia il bellissimo Angel di U-Jin, di cui fortunatamente conservo un'edizione originale da collezione. Credo in ogni caso che il manga erotico in Italia abbia rappresentato una sorta di trampolino di lancio per quel che concerne la diffusione del fumetto giapponese in generale, sebbene in un primo momento alcune delle più importanti case editrici del settore, Star Comics in primis, si affannassero continuamente a sostenere la loro più assoluta estraneità al genere in questione. Eppure io che fin dall'inizio l'ho vissuta in prima persona sono convinto che questa prima intensa ondata, seppur breve, sia riuscita in qualche modo a creare una sorta di varco che ha consentito l'ingresso nel nostro paese di numerosi autori d'altri generi le cui opere diversamente non avrebbero visto la luce per moltissimi anni ancora.

La clinica dell'amore     Juliet   Gotaman

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Scritto da Deeproad

40 commenti:

  1. mia madre sta sempre a chiedermi come mai mi piacciono tanto le cose dell'orrore, film libri e fumetti.

    in effetti forse sarebbe stata più contenta se invece di riempirmi la camera di dylan dog l'avessi riempita di fumetti porno.

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  2. Boh, io c'ho un po' dell'uno e un po' dell'altro. Sarà per questo che mi straccia le palle perennemente...

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  3. in effetti un paio di albi di hentai li ho, ereditati da mia sorella, ma almeno per quelli non ha mai pensato di portarmi dallo strizzacervelli.

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  4. Letto tutto d'un fiato. Che dire? A dire la verità non sono mai stato un appassionato di manga, specialmente di questo genere. Ne lessi un paio ai primissimi tempi del liceo, ed ebbi modo anche di confrontarli con i corrispondenti di genere occidentali....effettivamente, pur con occhio distaccato e non molto interessato, posso riconoscere che la differenza è notevole, esattamente come dice Deep.

    In ogni caso, mi sembra un altro post molto ben fatto.

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  5. Ieri sera non ho potuto leggere: stamattina il mio primo pensiero è stato questo, ancor prima della colazione! :)

    A parte l'ironia di Deep che ogni volta mi fa spalmare in due dalle risate, il modo di trattare le immagini (tramite l'anteprima) è stata una bella trovata!

    Per quanto riguarda l'articolo, nonostante sia una divoratrice di fumetti del sol Levante devo dire che questo è un settore che mi manca e dunque il post l'ho divorato.

    Domanda: ma le pubblicazioni illegali riguardano solo l'animazione erotica?

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  6. ma i seni di quelle due di AV ANGEL sono mastodontici! manco pamela anderson...

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  7. Domandina: vogliamo dunque creare due categorie, cioè 'manga' e 'fumetti', intendendo il primo come appendice al secondi?

    Se così fosse, a questo manca una categoria... No?

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  8. Scusate, sono un fuori per lavoro, risponderò a tutti stanotte con più calma. Byyyyye!

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  9. uto, scusa, ma così com'è mi sembra più giusto. manga sta per indicare già da se i fumetti giapponesi, fumetti invece si intendono quelli occidentali.

    secondo me queste due categorie vanno più che bene così come sono.

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  10. Bien.

    Però per i 'non addetti ai lavori' la differenza non esiste o non è comprensibile, ecco perchè io avrei indicato anche 'fumetti'.

    Poi deciderà Deep.

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  11. However, ho notato che l'orologio del blog era indietro di un'ora... Adesso dovrebbe andare bene!

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  12. L'avevo notato pure io..ora è giusto.


    Comunque ero a digiuno di hentai..lettura interessante.

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  13. In ogni caso, mi sembra un altro post molto ben fatto.


    In verità è solo un'introduzione a quella che sarà la seconda parte, di gran lunga più concettuale e pallosa. Però cercherò di trattare argomenti piuttosto scabrosi nel tentativo di farvi eccitare tutti.


    il modo di trattare le immagini (tramite l'anteprima) è stata una bella trovata!


    Giaaaaaa... tra l'altro le foto linkate sono tutte scansioni fatte da me.


    devo dire che questo è un settore che mi manca


    Dicono tutti così...


    Domanda: ma le pubblicazioni illegali riguardano solo l'animazione erotica?


    Domanda interessante. In realtà si, o meglio... non posso conoscere i dettagli che riguardano qualsiasi pubblicazione esistente, dunque non posso metterci una mano sul fuoco. Ma di sicuro le pubblicazioni illegali sono state rilevanti e influenti (da leggersi in chiave negativa) solo in ambito erotico. Almeno finora...


    ma i seni di quelle due di AV ANGEL sono mastodontici! manco pamela anderson...


    E' una prerogativa di molti manga erotici. Personalmente non sono schizzinoso in tal senso...


    Però per i 'non addetti ai lavori' la differenza non esiste o non è comprensibile, ecco perchè io avrei indicato anche 'fumetti'.

    Poi deciderà Deep.



    No vi prego, non fatemi decidere. E' già abbastanza complicato scrivere un articolo decente. Decidete voi e fatemi sapere, mi atterrò di buon grado alle vostre decisioni.

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  14. beh ma tanto mizzi dovrebbe fare un dizionario dei termini, se non ricordo male... i significati dei termini li scrive lei (così le diamo un peso in più e noi siamo tranquilli ^_^)

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  15. @ dip: immaginavo che tu non fossi schizzinoso per queste cose... piuttosto sai perchè i giapponesi sono un po' fissati nel disegnare queste donne statuarie che manco la bellucci... quando invece le giapponesine sono piccole, minute e con massimo una terza (volendo essere generosi, tutte quelle che ho visto avevano max una seconda)?

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  16. E ci vogliamo anche chiedere perchè i disegni esaltino tratti puramente occidentali? Non so se avete visto/ricordate 'Tokyo Godfathers'... La prima volta in cui vidi in un cartone giapponese persone giapponesi (che poi non erano i protagonisti, ma la gente per strada...).

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  17. I primi tempi, secondo il principio per cui l'uomo desidera ciò che in linea di massima non può avere, si ipotizzava che i giapponesi esaltassero quei caratteri che le loro donne non presentavano: occhi grandi e luminosi e seni immensi. Questa teoria non mi ha mai convinto del tutto, ma non mi sento di escluderla completamente.

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  18. C'è anche da dire che nel mondo dei manga fantasie ed emozioni vengono abbondantemente amplificate al punto da rendere le vicende narrate particolarmente stimolanti. Secondo me il discorso dell'esaltazione relativo all'aspetto fisico va a riallacciarsi anche a questa tendenza generale. Infine non escludo una componente prettamente stilistica (soprattutto per quegli occhi così caratteristici in tutti i manga e non solo in quelli erotici), ma qui occorrerebbe conoscere bene la storia del disegno orientale, che francamente non ho mai avuto modo di approfondire.

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  19. ma anche quello di alo

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  20. Molto meglio del ben articolato commento di Marienbad. Intendo il commento di Alo.

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  21. D'altronde Alo è sempre avanti moltissimo.

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  22. ButtercupSBrain19 marzo 2007 12:35

    l'immagine cliccabile di Cream Lemon è...è...magnifica, fantastica...! Non l'avevo mai sentito


    Con "La clinica dell'amore" invece ho avuto spesso a che fare, mi piaceva leggere le avventure della prorompente infermiera Ruko Tatase..ah, bei tempi, quelli della prima liceo

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  23. finalmente ho un po' di tempo da dedicare alla lettura dei post...


    Sul post: manga hentai ne ho visti pochi (forse perchè mio fratello li nasconde bene), e devo dire che le qualità spaziavano (come per tutto, del resto) dalla spazzatura alla piccola perla artistica. Molti mangaka infatti arrivano al successo dopo una gavetta hentai, come Oh! Great (parlerò di lui prima o poi) o il vulcanico Hiroya Oku di Gantz (manga intriso di erotismo tanto da poter essere scambiato per hentai in certi capitoli).

    Sull'animazione hentai invece ho avuto modo di leggere - e vedere, lo ammetto - di più, ma il discorso meriterebbe un post a parte.

    ...sul filo rosso del concetto di sessualità per i giapponesi, ultimamente mi sto interessando allo yaoi... vi terrò informati.


    x Uto: se ti impegoli con "fumetto" e "manga" rischi di creare mille sottocategorie, dato che i manga sono un tipo di fumetto, come lo sono i comics americani e i fumetti italiani (in italia non esiste un altro termine, che io sappia)... e chissà come li chiamano altrove! Lascia la distinzione tra oriente e occidente con "manga" e "fumetto", per il momento mi sembra la più adatta.


    x mul: in effetti sto lavorando al dizionario, o meglio, ho un bel po' di idee in testa! Anzi, 'spetta che mi metto a lavorare sulla prima voce (una per lettera, pensavo)

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  24. ah, gli occhioni giganti li hanno pescati da Betty Boop e dalle fattezze dei personaggi disneyani ;)

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  25. Deep! Mi citi un disegnatore "seriale" come Watanabe e tralasci un artista come Hiroyuki Utatane?!? C'erano tutti e due in Lemon!

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  26. L'anonimo chi sarebbe? Ad ogni modo ho tralasciato Utatane perchè il suo contributo al manga erotico è stato davvero minimo. Che io sappia il tutto si esaurisce in Countdown (albo di cui ho già preparato la scansione per il secondo capitolo dell'articolo) che in tutta sincerità considero poco rappresentativo per il genere. Utatane è un autore controverso che sarebbe il caso di analizzare a parte. Magari farò un post su Seraphic Feather che sicuramente merita un discorso a sè, ma che non farei mai rientrare nella categoria manga erotici. Di Countdown comunque salvo solo l'episodio Virgin Road, il resto è piuttosto noioso.

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  27. Bah! Sarà un limitato, ma a me questa produzione mi lascia sempre alquanto "sconcertato". E poi su di me ha un non sò che di irritante.
    La Star comunque varò Up nella primavera del 99 (senza citare gli speciali "Erotikappa del 97) e quindi qualche anno dopo della Play.
    Ho scoperto che oltre alla Yamato c' era anche una certa edizioni Sirio che editava OAV e film zozzi! °_O
    Se non ricordo male di "Angel" ho letto qualche anno fa una recensione che lo stroncava decisamente. Non vorrei sbagliarmi, ma credo che si trattasse proprio di lui. A meno che la Kabuki non avesse preso qualche altra serie del genere.
    Comunque l' hentai, in sè, estremo o soft, pur non piacendomi, un certo rispetto glie lo dò, a parte qualche caso. Ma il lolicon, che sia hentai o meno... spazzatura e basta!

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  28. "Cream lemon" nasce come serie OAV mi pare. Su consiglio di un commentatore, ne ho visto un episodio e... mah! Potevo farne anche a meno forse! XD
    Oltre al lolicon, anche riguardo la rappresentazione gratuita dello stupro... bleah!
    Tornando a CL, c' è chi ossannava la copertina sopra. Mah! A me inquieta. Neanche turba, inquieta.

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  29. Di Katsura ho solo letto storie brevi e quindi non sò, però più che erotismo, ho letto solo di fan-service e basta. Poi boh!

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  30. " Una sera però ebbi modo di vedere in TV un servizio dedicato alla moda dilagante dei manga erotici e decisi quindi di fare ancora un tentativo."

    Oddio, veramente! Ah, ah!
    Riguardo l' articolo, alcuni punti tipo le perversioni ancora latenti... mah!
    Mai letto produzioni di questo tipo comunque, come già scritto.
    In edicola (non per magari comprarlo eh!) avessi mai fatto caso a stè robe comunque! Cioè, le riviste quelle dal vivo era impossibile o quasi non notarle, ma questi fumetti... boh!
    W comunque Topolino e co., Tex, Zagor,  nel bene e nel bale Dylan Dog e gli altri nonchè tante altre serie italiane e non, non predominatamente zozze.
    A proposito di Dylan Dog, ecco per non fare comunque l' ipocrita, proprio con questo fumetto da ragazzino, mi sono approcciato ai disegni diciamo zozzi. Certo, lungi da me definirla una serie porno, però ovvio su certi disegni non si lesinava, anche se ovviamente erano al massimo erotici e non porno. Stesso discorso per lo splatter. Beh, ognuno ha le sue vie, chi di più chi meno.

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  31. Ora che ci penso mi è capitata una cosa simile alla tua. Non ricordo che se ero alle mede o già alle superiori, ma su una rivista tipo "Panorama"  e "L' espresso", mi capitò di leggere una rticolo che parlava di varie cose, tra cui del  genre hentai, con tanto di due disegni pubblicati XD!  Vabbè, ovviamente rimasi incuriosito, ma la cosa finì lì. Ora immaginiamo che le cose fossero anche in maniera differente, quasi tipo "Il bivio"  con Ruggeri" XD, con tu che vedi il servizio e esclami "Mah! Che roba!" e lasci perdere, ed io che invece vado alla ricerca di questo genre di fumetti! XD
    Devo dire comunque che una certa curiosità la danno, ma tra il dire e il fare...
    comunque una delle ragioni per cui mi stanno un pò sul kaiser credo sia che in generale le ragazze vengono disegnate con un viso perennemente adolescenziale e cacchione! Quando mi è capitato un volto disegnato in maniera un pò più matura, già sono rimasto più colpito! XD Questione di gusti anche quindi diciamo.

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  32. medie
    articolo
    genere
    fossero andate
    genere

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  33. " e organi genitali ridisegnati per l'occasione in perfetto stile occidentale"

    Oh, mamma!

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  34. La ragazza gatto sarà un mezzo simbolo giapponese perchè ad esmepio compare anche in Lamù e in uno special di Tetsuka. Anche la protagonista di "Mew mew - amiche vincenti" si fonde con un gatto, anche se poi li le altre si fondono con altri animali.

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  35. In realtà "La clinica dell' amore" venne iniziata dalla New market e finita dalla Play press. L' equivoco delle due serie è nato dal fatto che, vedendo dei numeri su ebay, c'è la scritta "nuova serie", per indicare, credo, i nuovi episodi. In realtà quindi mi pare esista solo una serie.
    Anche Gotaman è stato iniziato dalla New market da come ho letto.

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  36. La dicitura NS negli albi Play press.

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  37. > La ragazza gatto sarà un mezzo simbolo giapponese

    So che dall'anno prossimo la metteranno anche sulla bandiera, al centro cerchio rosso.

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